Da quando (ormai cinque anni fa) questa rubrica è nata, dalla privilegiata postazione del mio divano di casa ho sempre seguito con particolare attenzione le finali (o le fasi finali) della Supercoppa Italiana (in particolar modo quella dell’edizione 2022 e 2023 e 2024), i dettagli delle cui produzioni televisive venivano svelati qualche giorno prima dell’evento per il tramite di un apposito comunicato pubblicato sul sito di Lega Serie A.
Quest’anno, purtroppo, nulla è stato pubblicato al riguardo, ed è stato, a mio avviso, un vero peccato.
Probabilmente, perché, a differenza delle ultime edizioni, non avremmo visto all’opera alcuna (rilevante) novità (?), dal momento che le camere che hanno raccontato le fasi finali della Supercoppa Italiana andata in scena poco prima di Natale le abbiamo potute ammirare in altri contesti, ivi compresa la RefCam (nella sua versione brandizzata, da qualche settimana prima), al debutto in Supercoppa, dopo un suo impiego sempre più costante nelle partite di campionato.

Piccolo inciso: la stiamo vedendo con sempre maggior continuità, sia in diretta, che in occasione dei replay.
È senz’altro una risorsa cui attingere (le mie prime impressioni le ho espresse nella puntata n. 197 di questa rubrica: LEGGILA QUI), soprattutto quando ci permettere di cogliere i dialoghi tra l’arbitro e i calciatori (e chissà se un domani sarà possibile fruire di sottotitoli, beninteso durante la proposizione dei replay, al fine di far godere dell’esperienza anche i non udienti): il mio auspicio è che la si possa continuare a mettere in onda quando se ne ravvisi l’effettiva opportunità, anche se, adesso, il suo utilizzo viene accompagnato con il logo dello sponsor.
Qualche novità, nelle inquadrature, a dire il vero, l’ho notata, come, ad esempio, il primo piano della particolare moneta utilizzata dall’arbitro per le preliminari operazioni di sorteggio nelle due semifinali.

Allargando l’inquadratura si è anche notato il pulsante che (da qualche giornata di campionato) indossa l’arbitro a livello della cintura che tiene premuto per il cosiddetto “announcement”.

Staccata molte volte in diretta la telecamera aerea, soprattutto, durante la semifinale tra Milan e Napoli, il che ci ha permesso di vedere dinamiche riprese in movimento del gioco, molto spesso da una prospettiva differente rispetto a quella cui siamo abituati, almeno in diretta.

Così come, difficile, vedere in diretta l’operatore della steadycam, la cui immagine rimane in onda dal momento in cui inizia a rincorrere il marcatore a quando quest’ultimo raggiunge la propria panchina, esultando lungo la corsa, com’è capitato dopo il gol che ha sbloccato la prima semifinale.

Sempre per il tramite della telecamera aerea, invece, abbiamo avuto la possibilità di seguire in diretta nella seconda semifinale il rigore trasformato da Riccardo Orsolini, sulla scia di quanto stiamo vedendo (sempre da qualche settimana a questa parte) anche durante quelle partite del campionato di calcio di serie A in cui è presente la camera aerea.

Una consuetudine, invece, è ormai il suo impiego in occasione dei penalty che vengono battuti per determinare la squadra vincente al termine dei tempi regolamentari, durante i quali, i più attenti avranno sicuramente notato un particolare posizionamento dell’operatore di ripresa di uno dei due gimbal, accovacciato, in posizione defilata qualche metro fuori dall’area di rigore, per effettuare riprese finalizzate a fornire a noi telepcsportdipendenti un replay da un inedito punto di vista.

Un paio, infine, di conferme: la buggycam, che, quest’anno (a differenza dell’edizione di 12 mesi prima), abbiamo visto impiegata solo per la finale.

La ripresa frontale di Var e di Avar (notata da tanti, almeno a queste latitudini, per la prima volta, quando, in realtà, la stessa era stata già proposta nella penultima edizione), limitata, tuttavia, soltanto al primo dei tre incontri, quando, invece, a mio modo di vedere avrebbe potuto essere riproposta anche nei due successivi.

Discorso, infine, a parte meritano (si fa per dire) le grafiche.
Si tratta di un argomento marcatamente soggettivo: a me non piacciono, trovandole poco in linea con ciò che si vede nelle altre Leghe, a partire dalla (e non mancherò mai di farlo notare) inconcepibile assenza nello scorebug dei colori delle maglie delle squadre (se non nei primi quindici secondi di gioco e un’altra volta alla metà delle frazioni di gioco).
Niente di particolarmente nuovo, purtroppo, nemmeno in occasioni di queste partite che dovrebbero rappresentare la vetrina del calcio italiano, quanto meno all’estero.
Appuntamento, con la Supercoppa Italiana, all’edizione numero 39, che, da quel che si legge, dovrebbe trattarsi di un ritorno alle origini con lo scontro tra la vincitrice dello scudetto e quella della Coppa Italia.
Stay tuned!
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📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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