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SPORTinMEDIA > Money Ball > Quando il tempo cambia il gioco: Mike Costabile e la nascita del Precision Time System
Money Ball

Quando il tempo cambia il gioco: Mike Costabile e la nascita del Precision Time System

Ultimo aggiornamento 2026/01/14 at 9:41 AM
Matteo Zaccaria 5 giorni fa
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Questa settimana andiamo a conoscere una storia particolare, una storia di sport e business nata da una esigenza: gestire nel migliore dei modi i tempi di reazione dei fischi durante una partita di basket.

Nel cuore di un finale di partita NBA — nel 1990 — l’allora arbitro Mike Costabile si trovò al centro di un dilemma che avrebbe cambiato per sempre la gestione del tempo nel basket professionistico. Durante un incontro tra Milwaukee e Philadelphia, una decisione controversa su un fischio da attribuire prima o dopo lo scadere del tempo, evidenziò un problema sistemico: l’errore umano e la reattività dei cronometristi potevano influenzare l’esito di una partita.

Quel momento fu la scintilla che spinse Costabile a chiedersi: «E se il tempo potesse fermarsi esattamente nel momento in cui l’arbitro fischia?»  

Costabile, arbitro e abile conoscitore dei sistemi radio, iniziò a sperimentare tecnologie per sincronizzare il suono del fischio direttamente con l’elettronica del cronometro. Nasce così, nei primi anni ’90, il Precision Time System (PTS), un sistema costruito attorno a un microfono collegato al fischietto e a un trasmettitore portatile che comunica via radio con il tabellone digitale.  

Un brevetto datato 1994 conferma la genesi di questa tecnologia come una delle prime soluzioni capaci di attivare a distanza i comandi di una macchinetta cronometro via segnale radio — un salto quantico rispetto alla tradizionale pressione manuale di un pulsante.  

Vediamo di capirci qualcosa in più.

Costabile, vicino a Barkley nel finale “incriminato” del 1990

“L’incidente” che ha generato l’idea del PTS: Bucks vs 76ers

Mike Costabile, nativo della Carolina del Nord, è diventato un arbitro di basket all’età di 20 anni e nel 1989 è diventato un arbitro NBA. Ma solo nella sua seconda stagione, Mike ha avuto una consapevolezza che avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita (e del modo di “misurare il tempo nello sport”).

Nel 1990 infatti, Mike stava arbitrando una partita tra i Milwaukee Bucks e i Philadelphia 76ers.

Le squadre erano ai supplementari e, proprio mentre il tempo stava per scadere, Mike ha fischiato un fallo ai Bucks.

Mike era convinto di aver fischiato prima che suonasse la sirena finale, ma dal momento che un cronometrista umano impiega in media da 0,6 a 0,8 secondi per fermare effettivamente l’orologio, tutti nell’arena pensavano che la partita fosse finita.

Con una decisione assai penalizzante per i Milwaukee Bucks, senza più tempo sull’orologio, Mike ha mandato in lunetta la stella dei Sixers Charles Barkley. Neanche a dirlo, Barkley segnò entrambi i tiri liberi e fece vincere la partita a Philly.

Mentre tutti gli articoli del giorno dopo parlavano del “coraggio” che ci è voluto a Mike per fare la chiamata, lui si poneva un’unica domanda: “e se ci fosse un modo migliore per fermare l’orologio?”

Così, si mise al lavoro per sviluppare un modo per sostituire i cronometristi umani e nel 1993 aveva il suo primo prototipo di quello che chiamò Precision Time System.

Come funziona il Precision Time System?

Il concetto alla base è elegante nella sua semplicità e devastante nella sua efficacia:

  • L’arbitro usa un fischietto omnidirezionale collegato a un microfono calibrato su una frequenza specifica;
  • Il microfono invia in tempo reale il segnale al “belt pack” — un dispositivo sulla cintura dell’arbitro;
  • Appena il fischio viene emesso, un impulso radio raggiunge il ricevitore al tavolo ufficiali e ferma il cronometro all’istante.  

Per riavviare il tempo, basta una pressione su un pulsante sul dispositivo personale dell’arbitro. Questo flusso di informazioni real-time elimina ogni ritardo umano e garantisce coerenza in tutte le situazioni di gioco.  

Il CEO dell’azienda con un apparecchio PTS

L’esperimento in North Carolina

Costabile racconta spesso come l’utilizzo del Precision Time System in un torneo NCHSAA nel 1995 (il campionato delle high school della Carolina del Nord) sia stato uno dei primi test davvero riusciti della tecnologia. Un banco di prova fondamentale, che gli permise di dimostrare sul campo l’affidabilità del sistema. Da lì, sfruttò i suoi contatti legati all’universo UNC e al basket collegiale per far parlare bene della tecnologia ai livelli superiori, sia in ambito NCAA sia professionistico.

I nomi coinvolti raccontano da soli il peso di quelle relazioni: Dean Smith, Donnie Walsh, Larry Brown, George Karl.

Figure centrali nella storia del basket americano che, secondo Costabile, furono determinanti nel creare fiducia attorno a una tecnologia allora completamente nuova.

Diffusione nel mondo sportivo e impatto competitivo

Al principio, l’idea fu accolta con scetticismo. Arbitri, tecnici e leghe avevano gestito il cronometro per decenni con un operatore manuale. Solo quando i dati empirici iniziarono a mostrarsi chiari — con risparmi di circa 0,6–0,8 secondi per fischio rispetto all’intervallo umano — le resistenze caddero. 

L’accordo con l’NBA e le sue affiliate ha rappresentato un passaggio chiave: da lì, la tecnologia è stata utilizzata per supportare l’arbitraggio del torneo NCAA, dei Giochi Olimpici e dei Campionati del Mondo

Oggi il sistema è ampiamente utilizzato:

  • NBA: impiegato nelle proprie gare sin dal 1997;
  • College basketball (NCAA): adottato in molte conference e tornei nazionali, comprese le mitcihe Final Four del March Madness;  
  • FIBA e Olimpiadi: adottato universalmente per le competizioni internazionali dalla FIBA, che ne raccomanda l’uso nei campionati di alto livello;  
  • Livelli giovanili e high school: numerose scuole e programmi minori hanno integrato la tecnologia per aumentare precisione e equità.

Il sistema è stato implementato anche dalla nostra Lega di Serie A, proprio con l’obiettivo di rendere le partite più affidabili e in linea con gli standard internazionali. 

Gli arbitri che operano in queste competizioni ricevono una formazione specifica sull’uso del Precision Time, che ormai è parte integrante della dotazione tecnica delle gare.

La spinta all’adozione non è stata solo tecnica: nel basket competitivo moderno, ogni frazione di secondo conta. Quanto più precisa è la misurazione del tempo di gioco, tanto più corrette e meno contestabili diventano le decisioni, soprattutto a ridosso del suono della sirena.

Vantaggi tecnici e strategici

Il valore della sincronizzazione precisa è visibile su più livelli:

⌛ Maggiore accuratezza

Il vantaggio più evidente è l’eliminazione dei ritardi di reazione umana: in media si risparmiano 90 secondi di tempo di gioco non conteggiato a partita, una porzione significativa in partite serrate.  

⛹️‍♂️ Equità di gara

Durante le fasi decisive, la tecnologia assicura che il cronometro si fermi esattamente nel momento in cui l’arbitro sceglie — eliminando errori dovuti al rumore di fondo o alla distrazione del cronometrista. 

📊 Raccolta dati

Alcuni sistemi avanzati fanno persino il logging automatico di ogni evento di clock, creando una cronaca precisa su chi ha fermato o avviato il tempo — un potenziale bonus per analisi di performance degli arbitri.  

Una immagine di set PTS, completo di valigia

Brevetti, concorrenza e il valore della proprietà intellettuale

L’influenza della Carolina del Nord non si ferma al basket giocato. Precision Time Systems ha sede a Supply, una cittadina costiera dove vive lo stesso Costabile, che nel 1994 depositò la richiesta di brevetto della sua invenzione, (secondo Costabile, gli esaminatori non avevano mai visto nulla di simile).

Con il successo, però, sono arrivati anche gli imitatori.

Nel 2021 Precision Time Systems ha intentato una causa contro UStopIt LLC, azienda che aveva sviluppato un sistema concorrente chiamato WhistleStop. Secondo Costabile, due arbitri di grande esperienza nel basket collegiale — Keith Fogleman (inventore del sistema) e Roger Ayers (investitore e volto promozionale del prodotto) — avrebbero utilizzato illegalmente la sua proprietà intellettuale.

UStopIt ha sempre respinto le accuse, ma la disputa si è conclusa fuori dal tribunale nel settembre 2023, con un accordo che ha portato alla concessione a UStopIt di una licenza non esclusiva sul brevetto Precision Time.

Costabile definisce l’intera vicenda come frustrante, ma anche come una lezione fondamentale: le idee, nello sport come nel business, vanno protette.

Paradossalmente, però, proprio quel contenzioso ha rafforzato l’azienda. Il tentativo di invalidare il brevetto ha consentito a Precision Time Systems di ampliare e rafforzare la propria struttura di licensing, aumentando credibilità e potere negoziale sul mercato.

un arbitro resetta il sistema, premendo semplicemente un bottone nel ricevitore posizionato sulla cintura.

Conclusione

La rivoluzione del Precision Time System di Mike Costabile non è data solo dall’introduzione di un nuovo accessorio tecnologico: è il cambio di paradigma. In un mondo dove gli appassionati contano ogni secondo come se fosse oro, ridurre l’errore umano nella misurazione del tempo non solo definisce chi vince o perde, ma ridefinisce l’integrità stessa del risultato sportivo.

Il genio di Costabile sta nell’aver trasformato un problema ordinario — la reattività di un cronometrista — in un vantaggio competitivo misurabile e ripetibile.

Non solo ma il Precision Time System è coperto da brevetti internazionali, sia negli Stati Uniti che in Europa. La tecnologia è commercializzata da una società specializzata con sede in Nord America, che fornisce anche supporto tecnico, aggiornamenti software e formazione per le federazioni che adottano il sistema.

In definitiva, quell’idea ha sì cambiato il modo di “fischiare” nel basket, ma anche il portafoglio del buon Mike!

💰 MoneyBall

Matteo Zaccaria | Coltiva la passione per tutti gli sport (tranne il cricket, che rimane un mistero), ma non ne pratica neanche uno (!). Avvocato vicentino, ma non “magna gati”. Appassionato del racconto sportivo in tutte le sue forme. Ritiene che se ti svegli nel cuore della notte per guardare una finale NBA, o hai una passione, o un problema, oppure entrambe le cose!

“Mi piace guardare lo sport in Tv. Contrariamente ai film non sai mai come va a finire” 
(Michael Douglas)


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TAG: 76ers, Basket, Bucks, Charles Barkley, FIBA, fischio, LBA, Mike Costabile, NBA, Precision Time System, tempo effettivo
Matteo Zaccaria 14 Gennaio 2026 14 Gennaio 2026
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