In questa ultima puntata del 2025, andiamo a conoscere un nuovo amico di MoneyBall e SportInMedia. Si tratta di Rainer Senoner, presidente del Saslong Classic Club e direttore di gara della tappa di Coppa del Mondo di Sci in Val Gardena, che si terrà fra pochi giorni.
Quando si parla di Saslong, la mente pensa subito alla tradizione, alla storia di questo tracciato mitico, che attraversa i ripidi dislivelli del Sassolungo.
Ho avuto modo di conoscere Rainer durante il Forum Nordicum e ha accettato con piacere di raccontarci cosa significa materialmente organizzare una gara di Coppa del Mondo di Sci, quali sono le sfide, gli impegni, le difficoltà e, soprattutto, le soddisfazioni.
Pensando anche al fatto che la Val Gardena ospiterà anche i Mondiali del 2031…
Vediamo di capirci qualcosa di più.

LA SASLONG: STORIA E FUTURO DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA GARA
Allora Rainer, 58 anni di tradizione sulla Saslong, si sente il peso della storia?
“Mah, più che un peso è un onore. La nostra è certamente una valle votata anche al turismo e alla sua promozione, ma soprattutto la val Gardena è stata la culla di tantissimi atleti e campioni.
Siamo sicuramente la valle che ha visto nascere il maggior numero di atleti che hanno preso parte alla Coppa del Mondo, un numero impressionante.
Ecco allora che le gare da noi sono parte integrante della nostra storia sportiva e della nostra cultura sportiva.
Ti faccio un inciso. Spesso la gente anziana del posto mi ferma per strada e chiede: “ma siamo pronti per la gara?”. Sottolineo quel “siamo” che dimostra l’attaccamento dei locali, così come si avverte lo stesso sentimento dai nostri partner, dagli alberghi che ci danno fiducia da 58 anni“.
Mantenere il privilegio di ospitare una tappa di CdM credo non sia scontato, quindi quanto è importante mantenere standard elevati per garantirsi il posto?
“È importantissimo, bisogna sempre evolversi e soprattutto, avere i collaboratori giusti. Se cambiano tutti gli anni, non sanno poi cosa fare.
Dall’altro lato, bisogna tenere a mente che l’evento è la gara di sci: se manca la gara, se non viene fatta in sicurezza, ecc…beh, quello potrebbe essere un problema.
Poi certo c’è anche il contorno, ma proprio perché si tratta in primis di sport, è importante che riesca bene la gara e che sia spettacolare, il resto viene di conseguenza. Altrimenti non duri tanto in Coppa del Mondo.”
In questo senso, quanto è importante per un organizzatore tramandare la propria esperienza, perché quel know-how non vada disperso?
“Io sono subentrato personalmente nel 1988 e ho imparato da chi c’era prima di me. Oggi, ci siamo già attivati per coinvolgere e formare giovani della Valle, affinché siano pronti e preparati a prendere il nostro posto dopo i Mondiali del 2031. Io penso che dopo questo evento sarà giunta l’ora di lasciar operare questi nuovi collaboratori, per dare spazio anche a nuove idee, necessarie a tenere viva l’attenzione su questo evento.”

IL MODELLO DI BUSINESS DELLA SASLONG
Qual è oggi il modello di business della Saslong Classic?
“Noi siamo uno Sci Club, non siamo a scopo di lucro, ci accontentiamo del pareggio di bilancio, perciò ci finanziamo con i diritti televisivi ed i diritti commerciali (pubblicità), poi chiaramente ci sono anche delle sovvenzioni locali, principalmente dalla Valle e dalla Provincia Autonoma.”
…e parlando dell’impatto economico per la Val Gardena: indotto, turismo, brand
“Per dare una risposta, bisogna capire da dove arriviamo.
I mondiali del 1970 hanno rappresenta per la Val Gardena l’inizio di una nuova Era.
Prima era una valle chiusa e solo dopo si è capito il valore e le potenzialità di un evento del genere.
E poi ha contato tantissimo anche la collocazione in calendario delle nostre gare, che sono sempre pochi giorni prima di Natale, in un periodo in cui tutti sono “gasati” per lo sci, puoi far vedere la neve.
Soprattutto fai vedere che se c’è una gara di sci in quella località, banalmente, si scia!
Quindi l’appassionato è attratto. Anche la pista in sé, in quanto sede di una gara di coppa funge da attrattiva per gli sciatori che vogliono cimentarsi sui pendii dove corrono gli atleti.
Ecco la ricaduta allora non è soltanto durante la gara, ma per tutta la stagione invernale. È molto difficile da quantificare chiaramente, ma è visibile e lo si vede attraverso le tante attività che sono sovvenzionate proprio attraverso lo sci. Penso ad esempio alla tradizione dell’intaglio del legno, che per decenni ha dato lavoro a tante famiglie e ora sopravvive grazie al turismo ed all’indotto dello sci.”

COME SI ORGANIZZA UNA TAPPA DI COPPA DEL MONDO
Come siete organizzati e quali sono le tempistiche: quando inizia davvero il lavoro sulla nuova edizione?
“Abbiamo un ufficio che deve funzionare tutto l’anno, perché a livello amministrativo e burocratico siamo diventa quasi come un’azienda. Abbiamo 2 collaboratrici a tempo pieno, poi ci sono altre figure, come anche la mia, che prestano la loro attività come volontari, come soci del club.
Direi poi che rappresentiamo una “anomalia”, perché abbiamo un nutrito numero di volontari che ci aiutano a cui abbiamo deciso comunque di dare un piccolo rimborso spese.
Questo sia per premiare la disponibilità e l’aiuto che ci danno, ma anche per creare un legame e per poter avere un rapporto affidabile. È chiaro che normalmente chi fa attività di volontariato non è obbligato a portare avanti il proprio incarico e noi non possiamo correre il rischio di trovarci la mattina della gara con poche persone in pista. Abbiamo ritenuto che questo fosse un incentivo per creare una sorta impegno e darci sicurezza in termini organizzativi.
Tecnicamente, nel periodo successivo alla gara ci occupiamo di fare una sorta di debriefing, poi ci dedichiamo alla fase di rendicontazione, con la chiusura del bilancio in primavera.
Ormai l’organizzazione è rodata, per cui, di fatto, solo nel mese di settembre si riparte a pensare esclusivamente alla gara in programma, quando parte anche la rivendita dei biglietti.”
Qual è la fase più critica?
“La fase più critica è sempre il controllo neve, che avviene 15 giorni prima della gara. Solo li capisci se l’evento è confermato o meno e, di conseguenza, devi definire e programmare quello che c’è da fare per arrivare pronti.”
Qual è il momento dell’anno in cui si dorme meno?
“Da una parte ti direi quello della chiusura di bilancio, dove capisci se è andata bene. Però in realtà è molto delicato anche quando nevica nei giorni di gara, dove ci si deve attrezzare per far disputare l’evento in condizioni di sicurezza, gestendo condizioni magari critiche.”

LOGISTICA, SICUREZZA E INFRASTRUTTURE
Dal punto di vista delle infrastrutture, com’è la gestione degli impianti?
“Noi siamo ospiti delle società che gestiscono gli impianti, che hanno la Concessione della pista degli impianti. Noi abbiamo la Saslong spa che ha fatto tanti investimenti proprio per migliorare il tracciato della coppa del mondo. Diciamo che lavoriamo in sinergia.
Noi poi abbiamo in gestione la parte sportiva e la gestione logistica di tutto quello che è inerente alla gara. Dobbiamo garantire banalmente i posti letto, a prezzi determinati, a 1.300 addetti ai lavori accreditati. Per fortuna la Valle ha una disponibilità di ben 12.000 posti letto, per ciò non ci sono problemi dal punto di vista della ricettività.”

MARKETING E PROMOZIONE DELL’EVENTO
“Chiaramente anche noi ci siamo dovuti adattare ai tempi, come tutti. Pertanto abbiamo un team, un ufficio stampa di 4 persone, che si occupa della promozione dell’evento. Lavorano tutto l’anno, ma ovviamente sono più impegnati in prossimità dell’evento.
Da questo punto di vista, stiamo un po’ abbandonando la promozione cartacea in favore del digitale, che oramai è la prassi“:

SOSTENIBILITÀ E TERRITORIO
Come è vissuto il tema della sostenibilità dalla vostra organizzazione?
“La tematica non è banale, ma sarebbe riduttivo ridurla alla sola sostenibilità ambientale.
Noi ci siamo impegnati anche sotto questo profilo e, ad esempio, quest’anno abbiamo posto in essere un’attività di riciclo dei materassi che utilizziamo in pista, dandoli alle stazioni sciistiche nella zona, in modo da riutilizzarli senza sprechi.
Credo però che la sostenibilità sia da valutare anche proprio sulla ricaduta nella comunità locale.
Ecco allora che il 75% di quello che si ricava dall’evento viene redistribuito sul territorio stesso.
Cerchiamo inoltre di coinvolgere le aziende del posto.
Il cibo che rimane nelle hospitality dopo la gara lo doniamo alla casa di riposo di Ortisei.
Insomma, piccole azioni che cerchiamo di mantenere negli anni e però, sommate, danno la misura di un impegno concreto affinché l’evento risulti sostenibile, in senso ampio, per tutta la valle.”

VERSO I MONDIALI 2031
Cosa cambia per Val Gardena con l’assegnazione dei Mondiali?
“A livello sportivo penso che cambierà poco, perché noi siamo comunque abituati a organizzare 2/3 gare all’anno. Ai Mondiali saranno 10 gare, ma siamo rodati sotto questo aspetto.
Logicamente dovremo costruire quello che sta intorno, un villaggio adeguato, ecc.
Teniamo conto che le gare si terranno in un periodo diverso dal solito, saremo a febbraio, un momento dell’anno in cui la Valle è comunque piena di gente. Perciò dovremo garantire i flussi degli sciatori e dei turisti, con certe piste chiuse perché impegnate dalle gare.
Dall’altro lato c’è il tema delle infrastrutture e su questo punto è chiaro che si stanno realizzando opere che senza il traino dell’evento non si sarebbero fatte, grazie anche al lavoro delle amministrazioni locali. Ecco questo è un ulteriore lascito tangibile per il territorio.
Dal punto di vista delle piste, proprio oggi (ndr il 3 dicembre 2025) verrà inaugurato un tratto di pista sulla “Ciampinoi”, dove si svolgeranno le gare tecniche, ma la avremmo fatta lo stesso, perché era un investimento già programmato dalle società proprietarie che, infatti, hanno già in programma anche due nuovi impianti di risalita, a Selva e Santa Cristina”.

COS’È IL CLUB 5 SKI CLASSICS
Prima di chiudere, ti chiederei di dire due parole anche sul Club 5?
Il Club5 è stato fondato nel 1988 sotto la spinta delle cinque classiche gare di discesa libera – Kitzbühel, Wengen, Garmisch, Val Gardena e Val d’Isère – intenzionate ad unire idee ed intenti, anche di ottica di adottare una strategia congiunta di rivendita dei diritti TV e commerciali. L’obiettivo era anche quello di trasmettere l’alta qualità di questi eventi in modo più efficace nei media.
Nel corso degli anni, l’organizzazione si è espansa, tanto è vero che oggi conta ben 28 membri, che rappresentano altrettante località/organizzatori a livello mondiale.
e del Club 5 il presidente attuale è…?
“Abbiamo avuto l’onore di vedere affidata al nostro comitato ed a me in particolare la presidenza durante l’ultima elezione, ma al di là delle cariche, che fanno piacere, penso sia importante sottolineare come questa organizzazione sia diventata, nel corso degli anni, un valido partner della FIS, con la quale c’è un dialogo costante sul tema dell’organizzazione delle gare e dei regolamenti.
Siamo una voce ascoltata e questo fa sicuramente piacere ed è utile a migliorare il prodotto per tutti.”
Se pensi alla tua storia con la Saslong, qual è il momento che più ti ha emozionato?
“Ci sarebbero sicuramente tanti aneddoti o episodi particolari, ma, se devo essere sincero, penso sia l’aver riportato il Mondiale dopo 61 anni. È stato un grande traguardo, perché dimostra che funzioniamo come sistema.
Noi siamo fortunati, vorremmo portare questa esperienza in valle e creare un mondiale con la nostra gente e per la nostra gente: una festa per la Val Gardena, 61 anni dopo.
Non è che la Val Gardena debba “rimettersi sul mercato”, perché ora siamo comunque posizionati bene, ma sarà un modo anche per utilizzare ancora una volta l’aspetto agonistico e sportivo, che è il più importante, come volano per il territorio.”
TIRANDO LE SOMME…
Ringrazio ancora Rainer per la disponibilità accordata a SportInMedia e per la piacevole chiacchierata che abbiamo fatto.
Parlando con “un addetto ai lavori”, ma la questione credo affiori anche dalla sue parole, si percepisce nettamente la passione che muove Rainer e il suo Comitato.
Un amore sincero per lo sport e per la gente della propria Valle, che vive e partecipa all’evento.
Si tratta di elementi che vanno ben al di là degli aspetti economici, ma sono “quel qualcosa in più”, che permette alla Val Gardena di continuare ad ospitare una delle più prestigiose e storiche tappe della Coppa del Mondo di Sci.
💰 MoneyBall
Matteo Zaccaria | Coltiva la passione per tutti gli sport (tranne il cricket, che rimane un mistero), ma non ne pratica neanche uno (!). Avvocato vicentino, ma non “magna gati”. Appassionato del racconto sportivo in tutte le sue forme. Ritiene che se ti svegli nel cuore della notte per guardare una finale NBA, o hai una passione, o un problema, oppure entrambe le cose!
“Mi piace guardare lo sport in Tv. Contrariamente ai film non sai mai come va a finire”
(Michael Douglas)






