#undòujiāngdaPechino #9 Un focus sullo snowboard e la storia di Jenise Spiteri (a cura di Wenner Gatta)

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IL PRIMO GIORNO SENZA MEDAGLIE

Dopo che il giorno successivo a quello del settantesimo compleanno di Vasco Rossi è stata per i colori azzurri “una splendida giornata (…) stravissuta, senza tregua e con il cuore in gola fino a sera”, la sera di Pechino, quello dopo, ossia ieri, è stato il giorno in cui l’Italia non è per la prima volta andata a medaglia dopo quattro giorni consecutivi.

Ci è andato di traverso il caffè poco prima di uscire per iniziare a lavorare quando abbiamo visto la nostra portabandiera, l’alzanese (da Alzano Lombardo in valle Seriana, in provincia di Bergamo) Michela Moioli, arrivare terza nelle prima delle due semifinali, alle spalle della statunitense Lindsey Jacobellis e della francese Chloe Trespeuch, che si sono poi aggiudicate rispettivamente la medaglia d’oro e di argento (a riprova, caso mai ve ne fosse bisogno, dell’indubbio livello di coloro che sono riuscite a eliminare la detentrice del titolo olimpico).

Ci ha fatto male vedere Michela a terra subito dopo aver tagliato il traguardo, sola con sé stessa e con la delusione di aver deluso le aspettative (tante) riposte su di lei.

Ma come ha detto al termine della gara la nostra portabandiera, “insegna più una sconfitta di una vittoria, gettando così una guanto di sfida in vista della gara di sabato.

LO SNOWBOARD

Già, perché tra due giorni Michela sarà di nuovo in pista nella competizione a squadre miste (evento che è già presente nel circuito della coppa del mondo a partire dalla stagione 2012/2013, ma al debutto in un’olimpiade) che si svolge con un format decisamente spettacolare.

Prima scendono gli uomini, poi le donne, che partono portandosi dietro il vantaggio (o lo svantaggio) cronometrico accumulato dal compagno, nella speranza di riuscire a tagliare prima delle altre il traguardo per permettere alla squadra di passare la manche.

Questa gara, così come le altre dello snowboard (a eccezione del Big Air) si disputeranno presso il Genting Snow Park, un impianto con oltre 3.000 posti a sedere che verrà smantellato dopo i giochi olimpici.

E tra i titoli in palio oggi c’è anche quello dello snowboard cross maschile, una competizione in cui gli atleti partono contemporaneamente con lo scopo di raggiungere per primi la linea di arrivo, scendendo lungo una pista solitamente stretta e costruita in maniera tale da rendere probabile la collisione fra i discesisti per aumentare lo spettacolo per noi telespettatori.

Il nostro paese sarà rappresentato in questa specialità dal genovese Lorenzo Sommariva (alla sua seconda olimpiade, dopo che quattro anni fa concluse la gara in 26ma posizione) e dal meranese Omar Visintin (alla sua terza partecipazione ai giochi a cinque cerchi, dopo che nel 2014 si è piazzato al dodicesimo posto e quattro anni dopo al 25mo).

Forza ragazzi!

LA STORIS DI JENISE SPITERI

E proprio dallo snowboard che arriva la storia olimpica di oggi, una storia che proviene da un’isola che “confina” con l’Italia, ossia da Malta.

E’ la storia di una ragazza nata ventinove anni fa negli Stati Uniti d’America, che coltivava il sogno di andare alle Olimpiadi fin dalla scuola superiore, che ha abbandonato per dedicarsi esclusivamente allo snowboard.

Ma poiché le possibilità di rappresentare alle olimpiadi gli Stati Uniti d’America erano decisamente scarse, ha colto il suggerimento di un compagno di allenamenti, che le ha ricordato come i suoi nonni fossero nati nella piccola isola al centro del mediterraneo per poi emigrare in America, sì da consentire a Jenise Spiteri di ottenere la cittadinanza maltese.

Quattro anni fa Jenise non è riuscita a partecipare ai giochi olimpici per la rottura del menisco e del tendine d’achille a causa di una caduta qualche mese prima delle olimpiadi di Pyeongchang.

Ma non si è scoraggiata.

Negli ultimi quattro anni si è autofinanziata tramite lavori saltuari, decidendo di ridurre tutte le possibili voci di costo pur di perseguire il suo sogno.

Quali?

Beh, ad esempio ha scelto di vivere tra le montagne del Colorado a bordo di un van (senza frigorifero né riscaldamento) che utilizzava giorno dopo giorno per raggiungere le piste di allenamento.

Di mangiare per mesi solo cibo in scatola, uno dei pochi alimenti che non necessita di essere conservato dentro un frigorifero e non gela durante la notte, quando le temperature all’interno del van scendevano di parecchi gradi sotto lo 0 e la mattina Jenise era costretta a usare la propria carta di credito per raschiare via il gelo dall’interno del parabrezza.

Di risparmiare sul costo dell’abbonamento di (alcuni) impianti di risalita risalendo a piedi quei pendii che poi discendeva durante il quotidiano allenamento (risalita che rappresentava anch’essa un modo per allenarsi).

E questo non per una settimana o un mese, ma per un quadriennio .

Ieri il suo sogno si è avverato, tant’è vero che Jenise ha partecipato alle qualifiche dell’halfpipe femminile (prima atleta a rappresentare Malta in questa disciplina; unica maltese ai giochi olimpici invernali in questa edizione).

Non importa il risultato finale (quello, se volete, lo trovate in rete), il dichiarato obiettivo di Jenise era quello di dimostrare alle persone che se hanno un sogno, nella vita, lo possono per davvero realizzare.

Tanto di cappello Jenise, per me ci sei riuscita.

LE GARE DA NON PERDERE VENERDI’ 11 FEBBRAIO

Avete fatto il pieno di sonno in queste notti, vero?

Spero di sì, perché dalla prossima notte iniziano le notti azzurre, durante le quali i nostri atleti avranno concrete possibilità di salire sul podio, gare che non possiamo non seguire dalle privilegiate postazioni dei nostri divani di casa.

Si inizia stanotte, alle 4,00, con il Super G femminile (anche senza Sofia Goggia la nostra valanga rosa schiera Elena Curtoni, Federica Brignone e Marta Bassino), dopo di che si legge alle 7,00 la puntata #10 di #undòujiāngdaPechino, poi si fa colazione prima di andare a lavoro in attesa che nel corso della mattinata (dalle 9 in poi) Davide Ghiotto scenda sul ghiaccio dell’ovale per i 10.000 metri uomini e le nostre biathelte (dalle 10 in poi) riescano a ben piazzarsi nella 7,5 km sprint.

Prima del caffè post prandiale, appuntamento alle 13,43 con la finale dei 1.000 metri donne dello short track nella speranza che Arianna Fontana riesca a compiere un altro miracolo.

Stay tuned!

P.S.: riparte il curling (anche se, in realtà, non si è fermato nemmeno ieri): tra pochi minuti debutta la squadra maschile dell’Italia (impegnata contro la Gran Bretagna), mentre alle 13,05 ci sarà il primo incontro delle Garlic Girls, che non potremo non seguire!

Wenner Gatta Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV.

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