#undòujiāngdaPechino #8 La storia di un minuto in cui si decide un’Olimpiade (a cura di Wenner Gatta)

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IL SETTEBELLO

Sono le 21,40 di martedì 8 febbraio 2022.

A Pechino è notte già da un po’.

Da poco più di un’ora l’Italia ha conquistato la sua sesta medaglia, un argento, grazie al sempiterno Federico Pellegrino, capace quattro anni dopo di confermare il secondo posto di PyeongChang nella gara a sprint di tecnica libera di sci di fondo.

L’attenzione di noi italiani, però, è tutta rivolta alla pista centrale del Centro Acquatico Nazionale di Pechino per assistere all’unica partita in corso, l’ultima della giornata nonché del torneo di doppio misto.

E’ l’ultima mano, una mano decisamente strana, durante la quale il duo norvegese e quello italiano hanno commesso in maniera incredibile almeno un errore a testa, una cosa inusuale durante questi sei giorni.

L’Italia è avanti 7 a 5, ma nella casa (cioè a punto) ci sono due pietre di colore giallo, il colore assegnato alla Norvegia prima dell’inizio della gara.

Almeno una va spostata, perché, in caso contrario, si andrebbe alla “mano supplementare” e sarebbe una beffa per i nostri atleti, che hanno controllato la gara fin dalle prime battute, fatta eccezione per il primo end.

L’ultima stone dell’ultima mano dell’ultima partita di questa edizione del torneo misto di curling ce l’ha tra le mani Stefania Constantini, 23 enne di Cortina, la città dove si svolgerà la prossima edizione del torneo olimpico di curling.

Davanti a sé, Stefania, ha una pista di ghiaccio lunga 40 metri.

Al suo fianco, il fido compagno di questi giorni, Amos Mosaner, che è pronto a spazzare il ghiaccio all’occorrenza.

Stefania è in procinto di compiere un gesto che ha ripetuto migliaia di volte nella sua (pur breve) carriera, quello, forse, più elementare: una bocciata, peraltro a campo libero, cioè senza sassi che ne proteggono altri.

I venti minuti di tempo per giocare sono esauriti, ma l’Italia ne ha ancora uno, non avendo chiamato il time out.

Tutti gli occhi sono puntati su di lei, non solo quelli dei pochi spettatori presenti nell’impianto, ma anche, e soprattutto, quelli di milioni di persone in tutto il mondo e, spero, di tanti, tanti italiani.

Gli occhi di Stefania, invece, guardano fissi un obiettivo.

Stefania è lì, assorta in un fragoroso silenzio.

Il suo sguardo è concentrato (un plauso al regista del match e al cameraman che hanno saputo cogliere il momento stringendo sul suo volto).

Si genuflette, Stefania, dandosi la spinta con la gamba destra, quella corrispondente alla mano che trattiene il sasso (grazie a Carlo Mosaner per avermelo fatto notare!), a cui imprime una leggera rotazione antioraria, lasciandolo poco prima che superi la linea rossa per non incorrere in una penalità

Tutti tratteniamo il respiro davanti ai nostri devices, mentre la stone inizia il proprio tragitto.

Amos a questo punto entra in azione, spazzando con quanta più vigoria possibile il ghiaccio che separa la pietra rossa dalle due pietre gialle, accompagnandola fino a quando la stessa supera la linea rossa, momento in cui smette di spazzare il ghiaccio, seguendo con lo sguardo la stone fino all’ingresso della house (la serie di anelli concentrici).

In quel momento capisce che Stefania è stata infallibile per l’ennesima volta in questo torneo rivolgendole lo sguardo e stringendo forte il pugno della mano destra in segno di esultanza prima ancora che avvenga l’impatto.

Abbiamo vinto, lui lo sa già.

Una frazione di secondo dopo, la stone rossa colpisce una delle due gialle, che carambola sull’altra.

Ne rimane una di pietre nella zona punti.

E’ di colore rosso. 

Adesso lo abbiamo capito anche noi.

Sono le 21,41 dell’8 febbraio 2022, l’esatto momento in cui si celebra una delle più grandi imprese nella storia dello sport italiano.

Undici partite, undici vittorie, medaglia d’oro, la settima medaglia della spedizione azzurra (in quattro giorni).

E un titolo olimpico da difendere tra quattro anni, in casa, nella speranza che la pandemia sia stata spazzata via e che sia possibile far sentire tutto il nostro calore a questi due ragazzi, a casa loro, che sarà anche casa nostra.

Come ha detto ieri un monumentale Dario Puppo durante la telecronaca dell’ennesima medaglia azzurra che ha commentato in diretta: “avete presente le favole?

Grazie Stefania e grazie Amos per avercene fatto vivere una, di quelle belle, iniziata quando in Italia era notte, la notte di giovedì 3 febbraio, una notte in cui in tanti, a quell’ora sognavano, mentre altri, in pochi, assistevano con i loro occhi al debutto dei primi due italiani in questa edizione dei giochi olimpici invernali e all’inizio del Vostro favoloso sogno, che avete poi trasformato nel sogno di una nazione.

LE GARE DA NON PERDERE GIOVEDI’ 10 FEBBRAIO

Anche la prossima notte potete riposare tranquilli, Vi voglio pimpanti al risveglio.

Perché?

Alle 7 in punto uscirà infatti la puntata #9 di undòujiāngdaPechino, poco prima della combinata maschile dello sci alpino (ore 7,15: non abbiamo molte speranze, ma chissà che il fermento che sembra pervadere la squadra italiana di sci alpino non si possa trasformare in qualcosa di positivo).

Un’ora dopo (le 8,15) sarà la volta della finale del cross maschile dello snowboard, mentre subito dopo pranzo (14,30) ci sarà la spettacolare gara dello slittino a squadre.

Stay tuned!

P.S.: Vi è piaciuta la storia di Jadeja? A lui sì…

Wenner Gatta Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV.

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