Ultimo appuntamento nel 2026 con i tornei del Grande Slam: poche le novità che abbiamo visto nell’edizione numero 146 del torneo statunitense.
La prima (non in senso assoluto) è stata rappresentata dal posizionamento (sul campo centrale) di quel nuovo sistema di ripresa che avevamo visto anche anno scorso negli Stati Uniti e al quale era stata dedicata (anche) la puntata 204 di questa rubrica.

A differenza di 12 mesi fa, infatti, la barra è stata collocata sul lato corto del campo (non, invece, su di una parte di quello lungo, come nel 2025), come peraltro abbiamo già avuto modo di ammirare in questa stagione nei Master 1000 del circuito.
Una prospettiva, quella adottata nell’edizione 2026 degli US Open, che si innesta appieno nel processo di gamizzazione delle riprese degli eventi sportivi e che permette di apprezzare lo scambio da una visuale che non disturba i giocatori, esaltando le traiettorie e mettendo in risalto la velocità degli scambi.
I più attenti, poi, avranno sicuramente notato un dettaglio che centra relativamente poco con le telecamere e con le grafiche, ma che, a mio avviso, è fondamentale per aiutare il telepcsportdipendente nella (immediata) comprensione di quel che accadeva (purtroppo, se non erro soltanto) sull’Arthur Ashe Stadium.

Non rappresenta una novità, avendolo difatti visto all’opera (in più campi) all’Australian Open: mi riferisco ai due led collocati in prossimità dei due paletti laterali che sostengono la rete che si accendevano nel caso in cui la palla fosse uscita dal rettangolo di gioco (o da quello del servizio).

Chi segue questa rubrica ricorderà come più volte abbia invocato l’opportunità di inserire una grafica che consenta al pubblico a casa (ma anche ai telecronisti) di comprendere sin da subito se la palla sia uscita o meno: un qualcosa che agevolerebbe la visione del match anche da parte di chi per scelta o per necessità lo segue senza l’audio.
Infine, mi permetto di chiudere questo articolo con una riflessione personale che ho già avuto modo di esternare sui social e in occasione del mio ultimo intervento a Sportimedia2u, una volta appreso il contenuto del comunicato con cui il 30 aprile 2023 l’ATP ha annunciato l’eliminazione della figura dei giudici di lineasostituiti dalla tecnologia Electronic Line Calling Live. Così facendo, il telepcsportdipendente non avrà più la possibilità di vedere la chiamata del giudice di linea “con la coda dell’occhio” (quanto meno quelle dei giudici inquadrati dalla main camera). Se questo non rappresenta un problema per coloro che ascoltano sui loro device l’audio del match, ciò potrebbe invece rappresentare un problema per coloro che non hanno la possibilità di udire l’audio dell’incontro, vuoi per propria scelta, vuoi perché affetti da sordità. Mi aspetto, pertanto, che in un futuro non troppo remoto ATP introduca una grafica, ad esempio, ipotizzo, un led di colore rosso nel riquadro in basso sulla sinistra, che si illumina quando la palla esce dalle linee perimetrali, in modo che ogni telepcsportdipendente possa percepire fin da subito se una palla sia in campo oppure no senza dover attendere l’aggiornamento del punteggio sul video o, in caso di servizio, la seconda palla. Qualcosa di analogo potrebbe essere introdotto anche per la chiamata del “net” da parte del giudice di sedia in occasione dei servizi dei giocatori. Già, ma fino a quando il giudice di sedia non verrà sostituito da un’algida voce metalllica PUNTATA 95 di UltraSlowMo del 19 giugno 2023
Stante le difficoltà tecniche (che mi sono state riferite da un operatore del settore) nell’introdurre questo tipo di grafica, l’installazione dei due led non può che far conseguire il medesimo risultato, del quale può usufruire anche il pubblico presente all’interno dell’impianto.
Ciò chiarito, un’occhiata l’ho data anche alle grafiche, che, obiettivamente, non hanno subito alcun tipo di significativa evoluzione rispetto all’edizione precedenti.
Non particolarmente accattivante ho trovato la (davvero poco utilizzata) realtà aumentata, apparsa sugli incontri che si sono tenuti sull’Arthur Ashe Stadium prima dell’inizio del match.
Ho notato, invece, sopra lo scorebug (anch’esso privo di variazioni rispetto a 12 mesi fa) una tendina che si apriva non soltanto per segnalare la ricorrenza di un possibile quindici rilevante, ma anche la velocità del servizio (in miglia e in chilometri orari).
Anche in questo caso, mi fa piacere vedere come possa aver trovato spazio una (all’epoca) fantasiosa ipotesi a cui avevo fatto cenno nella puntata di Ultra Slow Mo dedicata alle grafiche dell’edizione 2024 degli Australian Open.

Tale spazio, tuttavia, potrebbe essere utilizzato anche per mostrare alcuni key points dell’incontro, oppure, mio vecchio cavallo di battaglia, per indicare la velocità di un servizio
La stagione dei tornei del Grande Slam, pertanto, si è chiusa, ma un’altra è alle porte, con, alle porte, il torneo, dei quattro, che si caratterizza, ogni anno, per importanti innovazioni in termini di riprese e di grafiche.
Stay tuned!
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📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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