Essendo nel bel mezzo delle ferie estive non sono riuscito a seguire con la consueta attenzione l’edizione numero 27 dei campionati europei di atletica leggera andati in scena a Birmingham tra il 10 e l 16 agosto 2026.
Tuttavia, un’occhiata a qualche gara (soprattutto) serale l’ho data ed ho notato alcune innovazioni in termine di riprese e di grafiche rispetto all’edizione precedente andata in scena a Roma nell’estate del 2024.

Ad esempio, diffuso è stato l’utilizzo delle riprese per il tramite del drone acrobatico, impegnato sia per inseguire il giavellotto o il disco durante il lancio, sia per rincorrere gli astisti in occasione dei loro tentativi di superare l’asticella.

Una modalità di ripresa davvero immersiva che permetteva di seguire il volo di un attrezzo ovvero di un atleta, al pari di quella che ci è arrivata dall’abilissimo operatore a bordo di un monowheel che teneva una camera montata su di un gimbal, il quale sfrecciava ad oltre 20 km/h al fianco degli atleti sul lato della pista opposto a quello della linea di arrivo.
Non si è trattato di certo di una novità, trattandosi, infatti, di una modalità di ripresa con cui avevamo familiarizzato (anche) durante la precedente edizione dei campionati europei di atletica leggera, ma, a mio avviso, questo sistema va rimarcato dovendosi riconoscere un enorme merito all’operatore di ripresa chiamato a mantenere un non semplice equilibrio (peraltro a una distanza ravvicinata dagli atleti) che ci ha consentito di apprezzare (anche) i relativi “cambi di passo”, come, per l’appunto, quello messo a segno dalla nostra Nadia Battocletti nel giro finale dei 10.000 metri.
Sempre più rilevante in queste competizioni l’impego della camera aerea, staccata molto spesso per seguire dinamicamente gli atleti sul rettilineo opposto a quello principale, ma anche per “avvicinare” il telepcsportdipendente allla partenza della gara, anche per il tramite di grafiche con la realtà aumentata con cui venivano individuati gli atleti favoriti per la vittoria finale.

Realtà aumentata che, poi, accompagnava il telepcsportdipendente anche nel corso della gara in pista (con la sovraimpressione di alcuni dati aggiornati in tempo reale), ovvero in occasione dei vari salti e/o lanci per comprendere fin da subito come si andava a collocare la prestazione dell’atleta rispetto, ad esempio, a quello in testa.
Degna di menzione, infine, a mio avviso, la grafica (che ho notato per la prima volta) ritraente il risultato finale di una gara in cui è stato necessario ricorrere al fotofinish per individuare l’esatto ordine di arrivo di alcuni atleti.

L’indicazione tra parentesi dei millesimi di secondo ci ha permesso di comprendere la (come nel frame sopra riportato: infinitesimale) distanza in termini di tempo tra un atleta e l’altro.
Last but not least non si può non fare un minimo cenno a un argomento che aveva “infiammato” le settimane precedenti la manifestazione continentale, durante le quali si era parlato (tanto e, molto spesso, purtroppo, a sproposito) del fatto che i campionati europei avrebbero rappresentato la prima competizione di rilievo in cui sarebbero state applicate le (nuove) linee “Guidelines for respectful media coverage in Women’s Athletics” approvate dall’EBU per cercare di “rafforzare gli standard di trasmissione per garantire una copertura che rispetti costantemente e rifletta l’abilità, la forza e la dedizione delle atlete” al fine di contrastare la “sessualizzazione delle atlete attraverso angolazioni di ripresa e scelte di montaggio” che modella “la percezione del pubblico distogliendo l’attenzione dai notevoli risultati e dalle abilità tecniche delle atlete”, rischiando “di perpetuare stereotipi dannosi”, cosa che l’EBU vuole evitare essendo infatti impegnata “a garantire che tutti gli atleti siano rappresentati con equità, accuratezza e rispetto”.
Non faccio testo, perché, come ho confessato (oltre a essere un mero appassionato, non di certo un professionista del settore) non sono riuscito a vedere con una sufficiente linearità le varie giornate di gara: tuttavia, da quel (poco) che ho visto, non ho notato uno stravolgimento nel modo in cui le varie discipline sono state raccontate.
Quel che ho notato, invece, è stata la pubblicazione (tanto su social di account che trattano l’atletica leggera quanto su alcuni quotidiani) di alcune foto ritraenti le atlete nelle inquadrature “bandite” dalle Linee Guida approvate dall’EBU.
Che il prossimo passo sia quello di suggerire l’inopportunità della pubblicazione anche di siffatte foto?
Stay tuned!
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📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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