In sintesi
- 163.447 copie complessive dei tre quotidiani sportivi a giugno 2026, contro le 648.190 del 2011: −74,8%.
- Gazzetta dello Sport: 112.442 copie di diffusione totale, ma solo 61.180 sono vendite cartacee individuali (54%).
- Corriere dello Sport e Tuttosport hanno la quota di vendite cartacee reali più alta di tutto il panorama italiano: 84% e 85%.
- Il digitale non compensa: le copie digitali vendute a prezzo pieno dalle 16 principali testate italiane sono scese del 21,9% dal 2021 al 2025.
- I tre sportivi insieme vendono 3.121 copie digitali a prezzo pieno: il solo Corriere della Sera ne vende 47.418, 15 volte tanto.
Il video: quindici anni di dati in un video
Nel 2011 i tre quotidiani sportivi italiani diffondevano 648.190 copie al giorno. A giugno 2026 sono 163.447. In quindici anni il comparto ha perso 484.743 copie, quasi tre quarti di quello che era. È un dato che di per sé dice poco, però: la crisi dei giornali è un tema su cui si scrive da vent’anni e un’altra percentuale negativa non aggiunge niente.
La cosa interessante emerge quando si smette di guardare il totale e si guarda cosa contiene. Perché il numero che le testate dichiarano come “diffusione” e il numero di copie che qualcuno compra pagando sono due cose diverse, e la distanza tra i due è cresciuta al punto da rendere ambigua qualunque lettura superficiale. A giugno 2026 la Gazzetta dello Sport dichiara 112.442 copie di diffusione totale. Le copie di carta vendute a un lettore sono 61.180.
Questo articolo mette in fila quindici anni di dati ADS, distingue le metriche e prova a rispondere a due domande: quanto si è ridotto davvero il mercato dei quotidiani sportivi, e il digitale sta compensando qualcosa.
Il punto di partenza: il picco del 1990
Per capire la scala della caduta serve un riferimento. Il 1990 è l’anno record dell’editoria italiana: 6.808.501 copie di quotidiani vendute ogni giorno, un massimo mai più avvicinato. È anche l’anno dei Mondiali in Italia, e per i giornali sportivi significa numeri che oggi sembrano appartenere a un altro settore.
La Gazzetta dello Sport in quell’anno si attesta su una diffusione media di circa 575.000 copie giornaliere, con una tiratura media attorno alle 775.000. Nei lunedì di campionato la tiratura supera il milione di copie. Nei giorni delle partite della Nazionale durante Italia ’90 si avvicina al milione e mezzo. Il Corriere dello Sport viaggia su una diffusione media di circa 270.000 copie, Tuttosport attorno alle 145.000.
Per confronto, nello stesso anno Repubblica diffondeva circa 515.000 copie e il Corriere della Sera circa 487.000.
Una precisazione necessaria: i valori della Gazzetta per il 1990 sono stime su base annuale e vanno letti come ordini di grandezza. Non sono direttamente confrontabili, uno a uno, con i dati puntuali dei generalisti.
Quindici anni di curva discendente
Dal 2011 in poi i dati sono certificati e omogenei. La tabella che segue usa la stessa metrica su tutti i periodi: la diffusione ADS, che comprende cartaceo e digitale.
| Periodo | Gazzetta | Corriere dello Sport | Tuttosport | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 2011 | 340.082 | 213.138 | 94.970 | 648.190 |
| Novembre 2013 | 225.000 | 122.000 | 96.000 | 443.000 |
| Novembre 2020 | 84.000 | 46.000 | 34.000 | 164.000 |
| Novembre 2023 | 150.000 | 42.000 | 25.000 | 217.000 |
| Giugno 2025 | 139.756 | 32.267 | 19.228 | 191.251 |
| Giugno 2026 | 112.442 | 31.333 | 19.672 | 163.447 |
La curva non è una discesa lineare. Il crollo del 2020 è pandemico: con i campionati sospesi i quotidiani sportivi perdono la loro ragione d’acquisto quotidiana e la Gazzetta scende a 84.000 copie. Il 2023 mostra un recupero parziale, ma è un recupero che riguarda quasi solo la Gazzetta: Corriere dello Sport e Tuttosport restano ai livelli del 2020 e da lì non si muovono più.
Chi ha perso cosa
| Testata | 2011 | Giugno 2026 | Copie perse | Variazione |
|---|---|---|---|---|
| Gazzetta dello Sport | 340.082 | 112.442 | −227.640 | −66,9% |
| Corriere dello Sport | 213.138 | 31.333 | −181.805 | −85,3% |
| Tuttosport | 94.970 | 19.672 | −75.298 | −79,3% |
| Totale comparto | 648.190 | 163.447 | −484.743 | −74,8% |
Il caso più grave non è quello di cui si parla di più. Il Corriere dello Sport ha perso l’85,3% della diffusione. Nel 2011 con 213.138 copie era il quinto quotidiano italiano, davanti al Messaggero e al Giornale. Oggi, con 31.333 copie, non rientra tra i primi dieci. È una discesa che ha cambiato la geografia dell’editoria italiana senza che nessuno la raccontasse come tale.
La Gazzetta perde due terzi della diffusione, che in questo contesto significa resistere meglio degli altri. Tuttosport perde quasi quattro quinti, ma partiva già da una base di un quarto rispetto alla Gazzetta: il crollo pesa su una struttura molto più fragile.
Il confronto anno su anno
I quotidiani sportivi hanno una stagionalità marcata: campionati, coppe, calciomercato. Confrontare mesi diversi porta a conclusioni sbagliate. Il totale di ottobre 2025 (160.369 copie) è più basso di quello di giugno 2026 (163.447), ma questo non significa che il mercato sia cresciuto.
Il dato affidabile è il confronto tra mesi omologhi. Da giugno 2025 a giugno 2026 il comparto passa da 191.251 a 163.447 copie: −14,5% in dodici mesi.
Diffusione dichiarata e copie vendute: non sono la stessa cosa
Qui sta il punto centrale. ADS certifica più metriche diverse e Prima Comunicazione pubblica due classifiche separate per giugno 2026: la diffusione totale, che comprende cartaceo e digitale, e le sole vendite individuali cartacee.
La diffusione totale aggrega copie pagate, scontate e gratuite; abbonamenti e vendita singola; cartaceo e digitale; acquisti individuali e acquisti da terzi come aziende, alberghi e istituzioni. È il numero che gli editori usano soprattutto come argomento verso gli inserzionisti pubblicitari.
Le vendite individuali cartacee misurano una cosa sola: qualcuno è entrato in edicola e ha pagato.
| Testata | Diffusione totale | Vendite cartacee individuali | Differenza | Quota |
|---|---|---|---|---|
| Il Sole 24 Ore | 104.259 | 15.389 | +88.870 | 15% |
| Il Fatto Quotidiano | 66.426 | 16.706 | +49.720 | 25% |
| Repubblica | 119.512 | 52.394 | +67.118 | 44% |
| Corriere della Sera | 202.347 | 95.967 | +106.380 | 47% |
| Gazzetta dello Sport | 112.442 | 61.180 | +51.262 | 54% |
| La Stampa | 63.215 | 38.644 | +24.571 | 61% |
| Corriere dello Sport | 31.333 | 26.295 | +5.038 | 84% |
| Tuttosport | 19.672 | 16.646 | +3.026 | 85% |
Il ribaltamento
La lettura istintiva di questi dati sarebbe: la Gazzetta gonfia i numeri, ha 51.262 copie che non passano dall’edicola. Ma il confronto con le altre testate dice il contrario.
Il caso più estremo è il Sole 24 Ore: su 104.259 copie dichiarate, solo 15.389 sono copie cartacee comprate da un lettore. Il 15%. Le altre 88.870 sono digitale, abbonamenti scontati, copie a terzi. Il Fatto Quotidiano sta al 25%. Corriere della Sera e Repubblica stanno sotto il 50%.
La Gazzetta, con il suo 54%, sta nella parte alta della classifica. E i due sportivi minori hanno la quota di copie realmente comprate più alta di tutto il panorama: Corriere dello Sport all’84% e Tuttosport all’85%. Vendono pochissimo, ma quel poco è reale.
Non è un vizio del giornalismo sportivo, insomma. È una pratica di sistema, e i quotidiani sportivi minori ne sono fuori soprattutto perché non hanno la struttura per farlo.
La prova del nove: Tuttosport
Un esempio dimostra perché la scelta della metrica non è un dettaglio tecnico.
| Metrica | Giugno 2025 | Giugno 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Diffusione totale | 19.228 | 19.672 | +2,31% |
| Vendite cartacee individuali | 17.470 | 16.646 | −4,72% |
Stessa testata, stesso mese, due storie opposte. Un comunicato che volesse raccontare una testata in crescita avrebbe a disposizione un dato certificato per farlo.
Il digitale: la promessa mancata
L’argomento standard, ogni volta che escono i dati sulla carta, è che il futuro è digitale e che quei numeri vanno letti in transizione. I dati elaborati da DataMediaHub (vedi) dicono qualcosa di diverso.
La metrica qui è la più severa e la più significativa: copie digitali vendute ad almeno il 30% del prezzo dell’edizione cartacea, cioè quelle che generano un ricavo vero e riflettono una scelta consapevole del lettore.
| Settembre 2021 | Settembre 2025 | Variazione |
|---|---|---|
| 158.876 copie | 126.473 copie | −21,94% |
Non è che il digitale cresce troppo lentamente per compensare la carta. Il digitale che si paga davvero sta arretrando anche lui. Dieci testate su sedici vendono meno copie digitali dell’anno prima, undici ne vendono meno di quattro anni fa.
Chi cresce e chi crolla
| Testata | Set. 2021 | Set. 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Avvenire | 1.414 | 2.035 | +43,9% |
| ItaliaOggi | 1.432 | 2.031 | +41,8% |
| Il Manifesto | 5.789 | 8.111 | +40,1% |
| Corriere della Sera | 37.010 | 47.418 | +36,5% |
| Libero | 1.240 | 1.380 | +11,3% |
| Il Giornale | 1.596 | 1.508 | −5,5% |
| Il Sole 24 Ore | 23.562 | 21.431 | −9,0% |
| Corriere dello Sport | 1.057 | 880 | −16,8% |
| Il Messaggero | 6.705 | 5.292 | −21,1% |
| Tuttosport | 1.187 | 718 | −39,5% |
| La Stampa | 11.372 | 6.576 | −42,2% |
| Resto del Carlino | 1.855 | 999 | −46,2% |
| Repubblica | 34.730 | 17.263 | −53,4% |
| La Verità | 1.981 | 796 | −59,8% |
| Gazzetta dello Sport | 3.945 | 1.523 | −61,4% |
| Il Fatto Quotidiano | 24.001 | 6.060 | −74,7% |
L’inversione tra Corriere e Repubblica
Nel settembre 2021 le due maggiori testate generaliste vendevano quasi lo stesso numero di copie digitali: 37.010 il Corriere, 34.730 Repubblica. Quattro anni dopo il Corriere ne vende quasi il triplo.
| Anno | Corriere della Sera | Repubblica |
|---|---|---|
| 2021 | 37.010 | 34.730 |
| 2022 | 36.947 | 27.486 |
| 2023 | 42.989 | 25.913 |
| 2024 | 45.274 | 21.627 |
| 2025 | 47.418 | 17.263 |
Come si crea un numero
La seconda parte dell’analisi DataMediaHub guarda quanta parte del digitale viene venduta sotto il 30% del prezzo di copertina, e quante copie vengono regalate.
- Gazzetta dello Sport: l’89,4% delle copie digitali è venduto a meno del 30% del prezzo. E la testata regala oltre il doppio delle copie che vende.
- La Verità: 85,7% venduto sotto la soglia.
- Il Fatto Quotidiano: più di otto copie su dieci.
- Repubblica: per ogni copia venduta ne regala una.
- Avvenire: regala più del triplo delle copie vendute.
- Il Manifesto: unica testata dell’analisi che non offre abbonamenti superscontati. Vende il 100% delle copie ad almeno il 30% del prezzo.
La conclusione di DataMediaHub è netta: salvo rari casi le vendite digitali non decollano, e la promozionalità spinta, fatta di prezzi stracciati e volumi alti di copie regalate, non funziona.
Gli sportivi nel digitale
| Testata | Set. 2021 | Set. 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Gazzetta dello Sport | 3.945 | 1.523 | −61,4% |
| Corriere dello Sport | 1.057 | 880 | −16,8% |
| Tuttosport | 1.187 | 718 | −39,5% |
| Totale tre sportivi | 6.189 | 3.121 | −49,6% |
I tre quotidiani sportivi italiani messi insieme vendono 3.121 copie digitali a prezzo pieno. Il solo Corriere della Sera ne vende 47.418: quindici volte tanto.
Il cerchio si chiude
Torniamo al gap della Gazzetta: 51.262 copie che entrano nella diffusione totale ma non passano dall’edicola. Le copie digitali vendute a prezzo pieno sono circa 1.523, cioè il 3%. Tutto il resto è digitale superscontato, copie regalate, bundle e vendite a terzi.
Le due rilevazioni non coincidono nel tempo: il gap è calcolato su giugno 2026, il dato digitale è di settembre 2025. Quel 3% va letto come ordine di grandezza, non come rapporto esatto. Il punto però regge: la quota di digitale realmente pagato è una frazione minima della diffusione dichiarata.
Resta la domanda che nessuna di queste tabelle risolve. Se la carta cala del 15% l’anno e il digitale a prezzo pieno cala del 22% in quattro anni, quale delle due curve dovrebbe salvare i quotidiani sportivi?
Il contesto: i generalisti
Per misurare la velocità del declino sportivo serve il termine di paragone dei generalisti. Il comparto complessivo dei quotidiani italiani è passato da 6.808.501 copie al giorno nel 1990 a 1.410.000 nel 2023 secondo la rilevazione AGCOM: una perdita del 79%. Il rapporto FIEG indicava circa 4 milioni di copie nel 2013, l’ASIG 2,8 milioni nel 2015.
| Anno | Copie al giorno | Fonte |
|---|---|---|
| 1939 | 4,5 milioni | Tiratura complessiva |
| 1984 | 6,2 milioni | La grande crescita |
| 1990 | 6.808.501 | Il picco assoluto |
| 2013 | ~4 milioni | Rapporto FIEG |
| 2015 | 2,8 milioni | ASIG, −17% in un anno |
| 2023 | 1,41 milioni | Rilevazione AGCOM |
| Testata | 2011 | Giugno 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Corriere della Sera | 482.800 | 202.347 | −58,1% |
| Repubblica | 438.695 | 119.512 | −72,8% |
| La Stampa | 273.806 | 63.215 | −76,9% |
| Il Sole 24 Ore | 266.596 | 104.259 | −60,9% |
| Il Messaggero | 191.078 | 50.574 | −73,5% |
| Il Giornale | 155.455 | 24.656 | −84,1% |
| Avvenire | 107.432 | 97.574 | −9,2% |
| Il Fatto Quotidiano | 75.963 | 66.426 | −12,6% |
I due dati apparentemente resistenti, Avvenire e il Fatto, si spiegano con quanto visto sopra: entrambi tengono sulla diffusione totale, ma il Fatto vende più di otto copie digitali su dieci sotto il 30% del prezzo e Avvenire regala più del triplo di quelle che vende. Avvenire riceve inoltre contributi pubblici diretti.
Sul dato più recente, la newsletter Charlie del Post calcola per maggio 2026 una media dei cali delle prime quindici testate del 9%, terzo mese consecutivo su questo valore. Gli sportivi, nello stesso periodo, calano del 14,5%.
L’unico caso in controtendenza dell’intero panorama resta il Manifesto: cresce del 13% in cartaceo e del 40,1% nel digitale a prezzo pieno in quattro anni, senza una sola copia superscontata né regalata. Nel comparto sportivo non esiste nulla di equivalente.
Nota metodologica
Le tre metriche usate in questo articolo non vanno mescolate tra loro. Ogni confronto qui sopra usa la stessa metrica ai due estremi.
Diffusione totale ADS. Aggrega copie pagate, scontate e gratuite; abbonamenti e vendita singola; cartaceo e digitale; acquisti individuali e da terzi. È la metrica dei confronti storici 2011-2026.
Vendite individuali cartacee. Solo la copia di carta comprata da una persona. È la metrica della sezione sui numeri reali.
Copie digitali a prezzo pieno. Solo le copie digitali vendute ad almeno il 30% del prezzo dell’edizione cartacea, escluso il superscontato e gli omaggi. È la metrica della sezione sul digitale.
Fonti
- Dati 2011: ADS
- Serie 2013-2023: newsletter Charlie, Il Post — ilpost.it/newsletter/charlie
- Giugno 2025 e giugno 2026: ADS, elaborazione Prima Comunicazione con Withub — primaonline.it
- Copie digitali 2021-2025: DataMediaHub
- Serie storica del comparto: FIEG, ASIG, AGCOM
Domande frequenti
Quante copie vende la Gazzetta dello Sport nel 2026?
A giugno 2026 la Gazzetta dello Sport dichiara 112.442 copie di diffusione totale, ma le copie cartacee vendute a un lettore sono 61.180, il 54% del totale dichiarato.
Quante copie vende il Corriere dello Sport nel 2026?
31.333 copie di diffusione totale, di cui 26.295 vendite cartacee individuali, l’84% del totale: la quota di copie realmente comprate più alta tra tutti i grandi quotidiani italiani.
Quante copie vende Tuttosport nel 2026?
19.672 copie di diffusione totale, di cui 16.646 vendite cartacee individuali, l’85% del totale, la quota più alta in assoluto tra i quotidiani italiani rilevati.
Quanto hanno perso i quotidiani sportivi dal 2011 a oggi?
Il comparto è passato da 648.190 a 163.447 copie complessive, una perdita di 484.743 copie pari al 74,8% in quindici anni. Il Corriere dello Sport è il caso più grave, con l’85,3% di copie perse.
Qual è la differenza tra diffusione totale e vendite individuali cartacee?
La diffusione totale aggrega copie pagate, scontate e gratuite, cartaceo e digitale, acquisti individuali e da terzi come aziende e alberghi. Le vendite individuali cartacee misurano solo le copie di carta comprate in edicola da un lettore. Sono metriche diverse e possono raccontare andamenti opposti per la stessa testata nello stesso mese.
Il digitale sta compensando il calo della carta per i quotidiani sportivi?
No. Le copie digitali vendute a prezzo pieno dai tre quotidiani sportivi insieme sono 3.121, in calo del 49,6% dal 2021. Il solo Corriere della Sera ne vende 47.418, quindici volte tanto.
Quali quotidiani generalisti hanno retto meglio dal 2011 a oggi?
Il Corriere della Sera, con un calo del 58,1% contro il 72,8% di Repubblica e il 76,9% de La Stampa. È anche l’unico grande quotidiano generalista in crescita nel digitale a prezzo pieno, +36,5% in quattro anni.
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