Dopo la puntata numero 242 della rubrica dedicata alle riprese dell’Ultimate Championship di Atletica Leggera andato in scena tra l’11 e il 13 settembre 2026 a Budapest, questa settimana è tempo di parlare delle grafiche sovraimpresse sui nostri teleschermi.

Appositamente studiate per raccontare al meglio una competizione in cui sarebbe stato premiato soltanto il vincitore sono risultate le grafiche che abbiamo visto in occasione dell’Ultimate Championship, a partire da quelle virtuali proiettate in corrispondenza di ciascun atleta (o team) prima della partenza della gara in pista.
All’interno del riquadro, infatti, oltre al cognome dell’atleta (o la sigla della nazione) era presente soltanto per coloro che erano sulla carta i favoriti la percentuale di possibilità di vittoria (o di superamento del turno), mentre era evidenziato in colore azzurro l’atleta (o la nazione) che aveva più chance di arrivare al primo posto.
La scelta di colorare di nero lo sfondo del ticker non ha a mio avviso agevolato la visione della grafica specie quando è calata la sera e lo sfondo dell’inquadratura era rappresentato da spalti tenuti appositamente poco illuminati.

Il raffronto tra le due immagini (la prima relativa al primo giorno, mentre la seconda a quello successivo) mi ha fatto inoltre pensare che tra una sessione e l’altra si sia scelto di aumentare la grandezza del ticker, di difficile visione (al netto della discutibile scelta cromatica) il primo giorno.
Passando, invece, alla presentazione degli atleti, si è scelto di racchiudere alcuni dati all’interno di una card, dedicata, per la sua metà, all’indicazione della possibile posizione finale e della percentuale delle chance di vittoria della singola competizione, l’unica cosa che in fondo contava in questa competizione.

Non sta di certo a me esprimere giudizi e/o valutazioni circa la opportunità di inserire questi tipi di previsioni all’interno di una grafica: mi sarebbe piaciuto vedere al termine di ogni competizione una grafica che comparasse il pronostico con il risultato finale.
Pronti e via e, nelle gare in pista, entrava in scena la grafica del cronometro, posizionata al centro del teleschermo (a differenza di quel che normalmente si vede nei meeting di atletica leggera, dove trova spazio sulla parte in basso a destra del teleschermo), al cui interno veniva evidenziato in colore azzurro il nominativo dell’atleta o della squadra in testa (anche in questo caso, l’unico rilevante per il risultato della singola gara).
Una grafica inserita all’interno di una ellissi schiacciata (che richiamava la forma della pista), intorno alla quale una linea progressivamente si estendeva, in maniera da indicare, sempre in tempo reale, il punto della pista in cui era posizionato l’atleta (o il team in testa).

Anche in questo caso, la grafica si è (a mio avviso) “registrata” tra il primo e i giorni successivi, tant’è vero che la lieve imprecisione che abbiamo visto il venerdì (la mancata chiusura della linea in cui era posizionato in tempo reale il primo atleta, allorquando lo stesso aveva tagliato il traguardo) non l’abbiamo più notata nei giorni successivi.

Nell’ambito di una competizione in cui contava solo il vincitore, naturale che non fossero presenti dati poco rilevanti per il contesto, come il WL o il WR, scelta, a mio avviso, non condivisibile perché avrebbe permesso di far comprendere anche al telepcsportdipendente occasionale la rilevanza (o meno) della prestazione.
Realtà aumentata presente anche all’interno di alcuni replay con cui venivano riproposte talune gare in pista, durante cui un paio di ticker venivano posizionati sopra la testa degli atleti in testa, riproducendo in tempo reale alcuni dati delle loro performance.

Last but not least, la ricostruzione tridimensionale del momento in cui gli atleti hanno tagliato il traguardo nelle gare di velocità, che permetteva di ruotare l’immagine (ricostruita digitalmente) per esaltare alcuni dettagli che non si potevano senz’altro cogliere da un’inquadratura normale.

Un qualcosa che mi ha fatto tornare alla mente l’analoga ricostruzione che avevamo visto in occasione della World Fencing League, che, obiettivamente, non mi aveva fatto esaltare.
Morale della favola: un pacchetto di grafiche appositamente create per un evento come questo, molte delle quali difficilmente (ri)vedremo in occasione dei prossimi meeting o campionati di atletica leggera, nei quali, fortunatamente, non conta solo vincere.
A proposito: e la grafica coi dati provenienti dal “giavellotto smart” di cui si era parlato diffusamente alla vigilia?
Stay tuned!
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📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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