Chi ha seguito la puntata della scorsa settimana avrà notato un radicale cambiamento della pagina: siamo sicuri che i super-appassionati avranno gradito questa nuova struttura, con rubriche fisse e continui riferimenti temporali. Oggi, dopo aver seguito l’attualità e celebrato altri grandi personaggi, non perdete una preziosa retrospettiva su Sandro Mazzola che ci ha lasciato in settimana.
In questa puntata
Le sfide della Nazionale e la pallavolo
In vista delle partite odierne, si ripercorrono l’amichevole Italia-Belgio del 2008 finita 3-1 e la storica trasferta Turchia-Italia del 1973, vinta grazie a un gol di Anastasi e non trasmessa in diretta TV. Si aggiunge poi un salto nel passato della pallavolo con la finale degli Europei 1977 tra Unione Sovietica e Polonia giocata con il vecchio punteggio del cambio palla.
Il tributo a Franco Bragagna
Si celebra la carriera del telecronista in occasione del passaggio recente a Sky, riproponendo la sua narrazione della storica maratona agli Europei di Budapest 1998 che vide la tripletta azzurra sul podio con Baldini, Goffi e Modica.
La finale mondiale di hockey su pista
Viene ricordato il quindicesimo anniversario della spettacolare ed intensa finale iridata del 2011 a San Juan, in cui la Spagna ha battuto l’Argentina con il punteggio finale di 5-4.
Il profilo di Paolo Pestrin
Si rende omaggio alla memoria del centrocampista friulano, colonna della Roma tra il 1956 e il 1963 con cui vinse la Coppa delle Fiere nel 1961, ricordando in particolare un suo gol decisivo contro l’Alessandria nel 1960.
Il “mistero” di Petra Rossner
Viene analizzata l’assenza sul web del filmato integrale della finale olimpica di ciclismo su pista di Barcellona 1992, vinta dalla tedesca sull’australiana Kathy Watt.
L’impresa storica della Sampdoria
Si rievoca la prima giornata del campionato di calcio 1982/83, quando i blucerchiati appena promossi in Serie A sconfissero a sorpresa la Juventus dei campioni del mondo e di Platini per 1-0, recuperando i servizi d’archivio di Giorgio Bubba, Carlo Sassi e Beppe Viola.
Tchepikov e Sandro Mazzola
Il ricordo del biatleta russo/sovietico Tchepikov, recentemente scomparso, seguito da una doviziosa e doverosa pagina nel ricordo di Sandro Mazzola.
Il commiato a Livio Berruti
Si commemora la scomparsa della leggenda di Roma 1960, ricordando la decisiva sconfitta subita nei 100 metri a Londra il 15 giugno 1960 contro il britannico Peter Radford. Da questa consapevolezza nacque la scelta vincente di concentrarsi sui 200 metri, la specialità che pochi mesi dopo lo avrebbe consegnato alla storia eterna dell’atletica.
Retroday (un riflesso dal passato legato agli eventi prossimi)
Non c’è bisogno di aspettare la domenica per il nostro viaggio sugli eventi di questa settimana: domani, venerdì, c’è Italia-Belgio. Il nostro richiamo va al 30.05.2008, allorché la nazionale a Firenze, allenata da Donadoni, s’impose per 3-1, in un’amichevole di preparazione della squadra azzurra agli europei di quell’anno. Le reti: 9′ e 41′ Antonio Di Natale, 49′ Mauro Germán Camoranesi (Italia), 92′ – Wesley Sonck (Belgio). Telecronaca Civoli/Bagni.
Italia-Belgio 3-1 — amichevole, Firenze, 30 maggio 2008
▶ Guarda su YouTubePoi l’Italia andrà a visitare la Turchia. In vista della sfida che si disputerà a Bursa — città diventata celebre sul piccolo schermo grazie alla fiction Forbidden Fruit — il pensiero corre inevitabilmente al più classico dei precedenti disputato a Istanbul. Era il 25 febbraio 1973 e la Nazionale guidata da Ferruccio Valcareggi si giocava una fetta di qualificazione ai Mondiali di Germania ’74. A decidere quel delicato confronto fu una rete di Pietro Anastasi, un gol fondamentale che restituì slancio agli Azzurri dopo il deludente e sorprendente 0-0 dell’andata a Napoli. Chi ha vissuto il calcio di quegli anni ricorderà sicuramente una curiosità legata a quel pomeriggio: la partita non fu trasmessa in diretta televisiva. Trattandosi di una domenica pomeriggio, i rigidi regolamenti dell’epoca vietavano categoricamente la messa in onda per non penalizzare gli incassi e la contemporaneità delle partite del campionato di Serie B, allora nel pieno del suo svolgimento. Voce del mitico speaker Alfredo Danti.
Turchia-Italia, Istanbul, 25 febbraio 1973 — il gol di Anastasi
▶ Guarda su YouTubeMa di pallavolo maschile, prossima all’epilogo continentale, vogliamo parlarne? Senza dubbio può essere interessante vedere questa finale degli europei del 1977, svoltasi a Helsinki, fra Unione Sovietica e Polonia, conclusasi con il punteggio di 3-1 a favore dei sovietici Sembrano passati non 49 anni, ma 49 ere geologiche, ovviamente si giocava ancora con il vecchio sistema del “cambio palla” e i set a 15 punti con il parquet a scacchi. La squadra polacca aveva vinto i mondiali 1974 e le Olimpiadi del 1976, ma non riuscì a conquistare il titolo continentale. In quel torneo l’Italia si piazzò all’8° posto. Filmato senz’audio.
URSS-Polonia 3-1 — finale Europei di pallavolo, Helsinki 1977
▶ Guarda su YouTubeRotondità del tempo (eventi da anniversari rotondi)
Una finale mondiale tra Argentina e Spagna. Calcio? Basket? No, hockey su pista. Proprio all’inizio dell’autunno del 2011, esattamente 15 anni fa, andava in scena uno dei tanti storici confronti tra due superpotenze indiscusse di questa disciplina. Sulla leggendaria pista di San Juan, al termine di una battaglia intensissima, fu la Spagna a prevalere sull’Argentina con un pirotecnico 5-4. Commento di Federico Calcagno.
Spagna-Argentina 5-4 — finale Mondiale hockey su pista, San Juan 2011
▶ Guarda su YouTubeTu chiamale se vuoi…riemersioni (eventi che escono dall’oblio)
Esce dall’oblio questa settimana il ricordo di un giocatore di buon livello d’altri tempi che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Parliamo di Paolo Pestrin, solido e duttile giocatore friulano nato a San Giorgio di Nogaro (Udine) che, dopo buone stagioni d’esordio al Genoa, visse il punto più alto e luminoso della sua carriera proprio con la maglia della Roma. All’ombra del Colosseo, Pestrin si confermò un elemento di sicuro affidamento, diventando una presenza costante del centrocampo capitolino dal 1956 al 1963: ben 196 presenze totali e 17 reti a protezione e spinta della squadra, culminate nello storico trionfo internazionale della Coppa delle Fiere del 1961. Un professionista esemplare per generosità e intelligenza tattica, che prima di chiudere la carriera tra Padova, Torino, Piacenza e Triestina, seppe farsi apprezzare profondamente dalla tifoseria romanista. Caratterialmente schivo e riservato fuori dal campo, ma concreto e determinato sul terreno di gioco, lo ritroviamo protagonista assoluto nel decidere a favore dei giallorossi un delicato Roma-Alessandria del 17 aprile 1960, quando spezzò l’equilibrio regalando la vittoria alla Roma per un piovoso 1-0
Roma-Alessandria 1-0, 17 aprile 1960 — il gol di Paolo Pestrin
▶ Guarda su YouTubeIl telecronista della settimana

Un altro telecronista che ci sta a cuore: Franco Bragagna. Gli abbiamo dedicato una puntata del nostro Viale, in coincidenza della sua pensione Rai, definendolo il miglior telecronista degli ultimi trenta anni, pound for pound.

Torniamo ancora ad occuparci della sua carriera, salutandolo con questo filmato, a mò di tempo supplementare della pagina a lui consacrata. E con lui salutiamo Urs; lui capirà sicuramente e probabilmente ci riuscirà lo spettatore attento che ci ha seguito nella puntata dedicata a lui del gennaio scorso. Abbiamo poi avuto modo di riascoltare Bragagna su Sky in telecronaca in occasione delle gare degli Europei di atletica dell’agosto scorso e dei nuovissimi Ultimate Championship da Budapest, dove affiancava Nicola Roggero e Stefano Baldini, con il ruolo che potremmo definire di impreziositore. Tornando alla sua lunga carriera Rai, lo riascoltiamo, con immagini più estese, sempre da Budapest, mentre commenta la maratona degli Europei 1998, con vittoria proprio di Stefano Baldini. C’è di che esaltarsi visto il trionfo azzurro. Sul podio anche Goffi e Modica per una tripletta azzurra indimenticabile. Si ascolta in telecronaca anche lo storico collaboratore dell’Ente, Attilio Monetti. Vari altri interventi di Lenzi, Magnani e Fioravanti.
La maratona degli Europei di Budapest 1998 — telecronaca di Franco Bragagna
▶ Guarda su YouTubeIl video che non c’è
Come già accennato la settimana passata, ci occupiamo anche di argomenti legati a un evento che gli archivi video del passato non ci hanno mai restituito in modo completo. Parliamo di Petra Rossner, la straordinaria ciclista tedesca (ex Germania Est) che a Barcellona conquistò il titolo olimpico nell’inseguimento individuale. Appare incredibile come sul web non sia mai riemersa la sua finale contro l’australiana Kathy Watt. Il filmato non è mai stato caricato dai canali YouTube tedeschi, né tantomeno da quelli australiani. A dire il vero, esisterebbero tre secondi della parte finale trasmessi all’interno del programma Sport im Osten dell’emittente MDR, ma non possiamo certo considerarli sufficienti. Quegli scampoli di immagini servono solo a ricordare che, in occasione di quella finale, il cronometraggio ufficiale andò in tilt, attribuendo inizialmente alla Rossner un ritardo che in realtà non esisteva. Ci domandiamo, però: celebrando una sportiva del suo calibro, non si sarebbe potuto mostrare almeno l’ultimo giro? Fedeli allo spirito di questa rubrica, se in futuro il web dovesse finalmente mostrare la finale della campionessa tedesca, saremo i primi a darvene conto. Non facciamo, invece appelli al ritrovamento in quanto la gara non fu trasmessa dalla Tv italiana.
A…rcheocalcio
Questa settimana la nostra rubrica non volge lo sguardo a una provincia lontana dal grande calcio, bensì a una vera e propria nobile decaduta: la Sampdoria. Una squadra di cui si avverte la mancanza in Serie A, palcoscenico da cui manca ormai da quattro lunghe stagioni. Il filmato che vi proponiamo racchiude un significato profondo, perfetto per dimostrare come nella storia di ogni club esista sempre il tempo del riscatto e della risalita. Siamo alla prima giornata del campionato 1982/83: l’undici ligure ritrova la massima serie dopo un doloroso purgatorio durato cinque anni e l’avvio del calendario sembra assai difficile. A Marassi arriva subito la corazzata Juventus, una formazione infarcita dei freschi campioni del mondo azzurri di Spagna ’82 a cui si sono aggiunte le grandi stelle del Mondiale, Michel Platini e Zbigniew Boniek. In quel memorabile 12 settembre 1982 andò invece in scena l’impensabile. Riviviamo, attraverso la Domenica Sportiva, l’incredibile vittoria per 1-0 — firmata da Mauro Ferroni — con cui i blucerchiati inaugurarono a sorpresa la stagione della risalita. Una partita che fu considerata la rivincita di Liam Brady, il centrocampista dell’Eire che aveva dovuto lasciare il posto ai due stranieri, appena citati, trovando posto fra gli ambiziosi blucerchiati. Dapprima il servizio di Giorgio Bubba, il goal alla moviola con Carlo Sassi ed infine le interviste di Beppe Viola, nell’ambito di un nuova rubrica a lui intestata (giustappunto La partita di Beppe Viola) che sarebbe durata solo un mese vista la scomparsa improvviso del grande giornalista lombardo.
Sampdoria-Juventus 1-0, 12 settembre 1982 — la Domenica Sportiva
▶ Guarda su YouTubeCarnet noir
Prima di onorare la memoria di Sandro Mazzola, vogliamo anche ricordare che ci ha lasciato alcuni giorni fa, all’età di 59 anni, Sergei Vladimirovich Tchepikov, leggendario biatleta russo capace di gareggiare in ben sei edizioni dei Giochi Olimpici invernali. Nel corso della sua straordinaria e longeva carriera ha difeso i colori dell’Unione Sovietica e della Squadra Unificata (CSI) tra il 1988 e il 1992, per poi gareggiare sotto la bandiera della Russia dal 1994 al 2006. Proprio nell’edizione di Nagano 1998 ha vissuto una parentesi dedicata interamente allo sci di fondo, prima di fare un memorabile ritorno al biathlon. Il suo palmarès olimpico vantava due medaglie d’oro, tre d’argento e una di bronzo. Ai Mondiali di biathlon, Tchepikov ha invece conquistato ben 14 medaglie totali, laureandosi campione del mondo per due volte: nell’edizione a squadre del 1989 e nella staffetta mista del 2006. Dopo aver abbandonato il biathlon per il fondo al termine della stagione di Lillehammer 1994 culminata con l’oro olimpico individuale, il russo vi ha fatto ritorno nel 2001/02, andando a vincere la prova sprint di Anterselva nel gennaio 2004, dove lo vediamo in azione, con il commento Eurosport di Puppo/Ambesi.
Sergei Tchepikov vince la sprint di Anterselva, gennaio 2004
▶ Guarda su YouTube“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole…” Questa citazione dantesca che costò a Sandrino Mazzola una multa salata da parte della Figc, pronunciata a Beppe Viola in occasione della finale di Coppa Italia del 1977, apre la ricca pagina dedicata a lui, partendo dal suo trionfo con l’Inter a Vienna nella prima finale vinta dall’Inter in Coppa Campioni. Contro il Real Madrid fu un 3-1 in cui il nostro giocatore segnò il primo e il terzo goal. Telecronaca di Nicolò Carosio che lo chiama anche affettuosamente “Mazzolino”.
Inter-Real Madrid 3-1, finale di Coppa dei Campioni a Vienna — doppietta di Mazzola
▶ Guarda su YouTubeLa prima parte della carriera di Sandro Mazzola, trasmessa il 13.12.1966 da Sprint, con la voce di Nando Martellini che ne curò il servizio insieme ad Aldo De Martino. La data non è casuale in quanto segue di 5 giorni il fantastico pomeriggio di Budapest con due reti assolutamente spettacolari, passate alla storia, anche perché l’incontro fu trasmessa in diretta tv. Dobbiamo a Raisport la riproposizione, avvenuta nell’agosto del 2021.
Sandro Mazzola a Sprint, 13 dicembre 1966 — servizio di Nando Martellini
▶ Guarda su YouTubeAltro goal leggendario: i sei palleggi che anticipano la legnata con cui Mazzola trafigge Kunz in Svizzera-Italia dell’Ottobre 1970, quel goal appare quello che rappresenta di più il suo estro. Va detto, sul piano sportivo, che la rete salvava l’Italia finalista ai Mondiali da una brutta sconfitta in amichevole dopo Messico 1970. E come diceva Jannacci, “Messico e nuvole”, il Messico del nostro gran mondiale e le nuvole di quella staffetta Mazzola-Rivera, così discussa nel bene ma anche nel male. Sempre da Raisport, da una Domenica sportiva trasmessa più volte, con la voce di Mario Malagamba.
Svizzera-Italia, ottobre 1970 — il gol di Mazzola dopo sei palleggi
▶ Guarda su YouTubeNoi però teniamo ad offrirvi anche i video meno visti: ecco un’intervista del 1972 nella quiete di Appiano Gentile, ritiro dell’Inter, in cui il baffo nerazzurro si mette in luce anche come sindacalista. Proviamo ad immaginare la scena: siamo al cinema a vedere, ad esempio nel ’72, “Ettore Lo Fusto” e prima della proiezione in sala viene diffuso questo Cinegiornale.
Mazzola ad Appiano Gentile, 1972 — il Cinegiornale
▶ Guarda su YouTubeAlberto Giubilo, in veste di capoufficio stampa dell’Unire, cerca di trasmettere ai fratelli Sandro e Ferruccio Mazzola la passione del trotto intervistandoli a Tor di Valle nel settembre 1974 ed invitandoli alle Aste yearlings di Settimo Milanese.
Sandro e Ferruccio Mazzola a Tor di Valle, settembre 1974
▶ Guarda su YouTubeUn Inter-Lazio 3-0 del 1969/70 in cui avviene uno scontro di gioco fra fratelli, come ci ricordò l’indimenticato Franco Zuccalà verso la fine del filmato: sappiamo dalle cronache i rapporti fra Sandro e Ferruccio si erano deteriorati nel tempo, ma ci teniamo a sperare che i due si siano riabbracciati nelle volte celesti.
Inter-Lazio 3-0, 1969/70 — lo scontro fra i fratelli Mazzola
▶ Guarda su YouTubeE poi la carriera di Mazzola da opinionista, attraverso la nazionale e con Bruno Pizzul. Vediamo Sandro presentare la Svezia alla vigilia del delicato incontro con gli scandinavi a Napoli nel Novembre 1987. Ma al microfono c’era stato un prima e ci sarà un dopo: come ci ha ricordato anche Simone Salvador su X, a livello televisivo Sandro Mazzola è stato il commentatore tecnico dei due trionfi Mondiali dell’Italia in epoca moderna. Nel 1982, su Telemontecarlo, in coppia con Luigi Colombo; nel 2006, in Rai, con Marco Civoli.
Mazzola presenta la Svezia, novembre 1987 — con Bruno Pizzul
▶ Guarda su YouTubeLe vostre richieste
La scorsa settimana abbiamo invitato gli spettatori a chiedere loro stessi un video o un argomento. Ci ha fatto piacere che dopo alcune ore dalla pubblicazione l’amico Giampaolo Ferrarotti ha richiesto, le tre Roubaix di Moser 1978-1980.
La prima con la voce di Adriano De Zan e Bruno Raschi, in cui il primo apre riecheggiando una frase che Mario Ferretti aveva pronunciato per Fausto Coppi. Commento dallo studio di Milano e non dal velodromo stesso. Una corsa subito nelle corde di Moser dal 1974, adesso nel 1978 arriva la consacrazione.
Parigi-Roubaix 1978 — la prima vittoria di Francesco Moser
▶ Guarda su YouTubePur avendo pubblicato noi stessi il video del 1979, vi sottoponiamo questo altro filmato con il commento di Giorgio Martino. Non v’era Adriano De Zan in quanto il suo commento del 1978 aveva dato adito a polemiche sulla stampa in quanto effettuato dal tubo a Milano dal momento che il telecronista doveva commentare in serata la Domenica Sportiva.
Parigi-Roubaix 1979 — commento di Giorgio Martino
▶ Guarda su YouTubeDella Roubaix 1980 riproponiamo questo filmato, parzialmente con il commento di Adriano De Zan, tornato a seguire la corsa dell’infernale tremolio del selciato.
Parigi-Roubaix 1980 — con il commento di Adriano De Zan
▶ Guarda su YouTubeSalutiamo Ferrarotti, con la speranza di aver soddisfatto la sua richiesta e rinnoviamo l’invito a chiedere video (anche un solo goal o una volata di biciclette) oppure a commentare la puntata, dal punto di vista storico ed agonistico, per fare crescere la nostra community con spettatori affezionati alle nostre ricostruzioni nel tempo dello sport
Viale delle Rimembranze story
La scomparsa di Livio Berruti, che ha intrapreso il suo viaggio verso Borea, lascia un vuoto profondo nel cuore di chi ama lo sport fatto di eleganza e scatti veloci. Ricordare oggi con il massimo degli orgogli quella nostra pagina del maggio 2023 non è solo un omaggio al campionissimo di Roma 1960, ma il riconoscimento di un percorso umano e atletico straordinario, dove anche una sconfitta ha saputo trasformarsi in un capolavoro.

Prima del leggendario trionfo olimpico, c’è un momento di svolta ben preciso che merita di essere raccontato. È il 15 giugno 1960 e ci troviamo sulla pista dello stadio White City di Londra per un attesissimo incontro internazionale. Berruti si ritrova a sfidare sui 100 metri il britannico Peter Radford, uno dei velocisti più in forma del momento. Quel giorno Radford è una freccia imprendibile: vola al traguardo eguagliando il record europeo e costringendo l’azzurro alla resa. Quella trasferta oltremanica, apparentemente amara, si trasforma invece in una vera e propria illuminazione. È proprio sulla pista londinese che in Livio scatta qualcosa: la consapevolezza che la violenza pura e la reattività brutale del rettilineo corto gli stanno strette. Comprende che la sua corsa, così fluida, armonica e leggera, ha bisogno di più spazio per esprimersi e che la sua vera poesia risiede nella capacità di pennellare la curva per poi scatenare la progressione. Da quel verdetto oltremanica nasce la scelta consapevole e vincente di concentrarsi sui 200 metri. Una decisione figlia della maturità che, solo pochi mesi più tardi, lo porterà a presentarsi sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma, pronto a spezzare a consegnare il suo nome alla storia eterna dell’atletica.
Berruti-Radford sui 100 metri, White City di Londra, 15 giugno 1960
▶ Guarda su YouTubeRassegna stampa a cura di Marcello Moccia
Alcuni argomenti di questa puntata con il vastissimo archivio di Marcello Moccia.



































Un grazie a tutti, a Sportinmedia che ci ospita con pazienza ed al nostro collaboratore Marcello Moccia. Ci sentiamo la prossima settimana. Ancora la nazionale come tema centrale della prima settimana di inizio ottobre.
LUCIO CELLETTI
Lucio Celletti è un ricercatore e divulgatore italiano specializzato nella storia della televisione sportiva. La sua attività principale si concentra sul recupero di filmati d'epoca legati a eventi agonistici, trasmessi originariamente dalle emittenti televisive nazionali e internazionali. È stato il fondatore di canali tematici, tra cui Archeologia dello Sport (archeosport) e Telesciando. La sua opera si sviluppa su base documentaristica e non a scopo di lucro. L'obiettivo dichiarato dei suoi progetti è la salvaguardia della memoria collettiva legata allo sport ed al telecronismo.
La presente pagina, Viale delle Rimembranze è una video-rubrica, nata nel 2023, ospitata dal portale SPORTINMEDIA di Simone Salvador. Lo spazio propone la pubblicazione di filmati d'archivio rari o inediti sul web. Ogni appuntamento utilizza immagini storiche per ripercorrere eventi agonistici del passato, documentando nel contempo la storia del giornalismo sportivo e l'evoluzione delle telecronache radiotelevisive.






