Alla scoperta della Base Cam (a cura di Wenner Gatta)

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Se qualche tempo fa, Vi avevo parlato (e, forse, portato alla scoperta) del Romovision e della Pylon Cam, che vediamo all’opera durante le partite della NFL (peraltro è notizia di questi giorni che la ESPN abbia in animo di testarle nei prossimi mesi durante le partite della stagione NBA che è appena iniziata), questa settimana è la volta di un altro sport molto diffuso oltreoceano, la cui massima serie professionistica sta entrando nel vivo, in quanto da venerdì prossimo andranno in scena le World Series.

Sto ovviamente parlando del baseball e, in particolare della MLB (la Major League Baseball), le cui immagini televisive, anno dopo anno, ci consentono sempre di apprezzare inedite prospettive di ripresa.

Una di queste, in uso da almeno un paio di stagioni (il debutto ufficiale avvenne nella postseason del 2020), è quello proveniente dalla Base Cam, una telecamera che in molti, alle nostre latitudini, non conoscono, anche se, forse, qualche volta l’hanno vista all’opera in queste notti durante una delle partite di avvicinamento alle World Series.

La Base Cam, è un sistema composto da una piccola telecamera e un trasmettitore che sono montati all’interno di una delle (o su più) basi, con la prima che raccoglie le immagini e il secondo le invia a un ricevitore (posizionato ovviamente all’interno dell’impianto) che comunica il segnale a una scheda di editing che, a sua volta, diffonde il segnale che poi arriva nei nostri teleschermi o devices.

Il principio è il medesimo posto alla base della corner cam, o della Pylon cam: microtelecamere posizionate in punti particolari del campo, controllate (se possibile) a distanza, in grado di offrire suggestive riprese.

Nella specie, la Base Cam è una camera che permette al regista di farci (ri)vedere il tuffo o lo slancio del corridore verso il cuscinetto per evitare di essere toccato dall’avversario e, quindi, eliminato, oppure le doppie giocate o i tentativi di base rubata.

(foto tratta dal profilo twitter The Baseball Newsletter)

Naturalmente, anno dopo anno, la tecnologia lavora sempre per cercare di migliorare il prodotto e ciò avviene anche riguardo la Base cam: negli ultimi mesi, infatti, si è lavorato per ridurre il calore della telecamera, sì da migliorarne l’efficienza e, quindi, la durata della batteria, al punto tale che non è quasi più necessario intervenire nel corso dell’incontro per provvedere alla sua sostituzione.

(foto tratta dal profilo twitter di Ben Porter)

A meno che, ovviamente, la sua durata non sia infinita, o quasi, com’è avvenuto, ad esempio per la gara 3 di Houston Astros contro Seattle Mariners, finita al 18mo inning (in pratica è come se si fossero giocate due partite di fila), dopo ben 6 ore e 22 minuti.

Dura, pertanto, la vita degli operatori di ripresa di questo incontro di baseball (meno, invece, quella  di un’algida Base Cam), così come ha rischiato grosso il cameraman di questo incontro di cricket.

(video tratto dal profilo instagram ep_mediaproducions)

E proprio con il cricket chiudo questo articolo: è in corso in Australia la coppa del Mondo di T20, un formato di gioco abbreviato di cricket introdotto nel 2003 per cercare di creare un prodotto più appetibile per pubblico, ma, soprattutto, per i media, grazie alla durata decisamente contenuta di un incontro, a differenza del formato classico, caratterizzato da incontri lunghi giorni interi.

Ebbene, si tratta di un evento che ha una copertura senza precedenti, sol che si consideri che vengono trasmesse in diretta (i mondiali T20 di cricket sono visibili su YuppTV acquistando il relativo pacchetto di 25€, con YuppTV che trasmette canali indiani e varie competizioni di cricket, come la passata edizione del mondiale femminile e l’IPL indiana: grazie a @Gianchi_29 per la precisazione) tutte e 45 le partite grazie al commento di ben 28 giornalisti e all’impiego di 506 professionisti che lavoreranno senza soluzione di continuità fino al prossimo 13 novembre.

Visto che non ne sta parlando nessuno, mi sembrava opportuno far un breve cenno anche a questo spettacolare sport, che cerco, per quanto possibile, di seguire, ovviamente, dalla privilegiata postazione del mio divano di casa!

Se, invece, siete appassionati di baseball, state sintonizzati su questi canali, dato che, assieme a un follower della community di Sport in Media stiamo lavorando a un interessante approfondimento che dovrebbe essere pubblicato a inizio dicembre.

A proposito, dopo i primi due articoli redatti a quattro mani con Pier Luca Clementi (un follower della community di Sport in Media) aventi a oggetto il costo che, in Europa, ciascun telepcsportdipendente deve sostenere per guardare lo sport in Tv (o sui devices), settimana prossima ci sarà il terzo appuntamento di questa novità della terza stagione di “Ultra Slow Mo”.

Eccezionalmente, appuntamento a mercoledì (non lunedì) prossimo.

Perché?

Un motivo c’è, ed è attinente all’articolo, per cui…..stay tuned!

Wenner Gatta Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.

TUTTE LE PUNTATE DI ULTRA SLOW MO

TUTTI GLI ARTICOLI DELLA RUBRICA DEDICATA A PECHINO 2022

SPORTINMEDIA2U CON OSPITE WENNER GATTA

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