Di rilievo, di assoluto rilievo, lo schieramento di mezzi messi in campo dall’host broadcaster per la produzione televisiva dei tre test match della nazionale italiana di rugby disputatisi in occasione dell’Autumn Nations Series 2025.
25 le telecamere presenti a Udine per raccontare il successo degli azzurri contro i Wallabies, una in più, a Torino, per narrare la sfida ai campioni del mondo, mentre 22 a Genova per filmare il successo contro il Cile.
5, tranne che a Marassi ove ne era presente una in meno, le SuperSlowMotion (quattro delle quali posizionate in prossimità dei quattro angoli del terreno di gioco, oltre a una in reverse), alle quali si è aggiunta una hyper speed (ubicata in tutti i tre test match nella tribuna opposta a quella in cui era presente la main camera), tramite la quale è stato possibile (grazie alla particolare abilità dell’operatore di ripresa) godere di splendidi replay con cui sono stati esaltati i particolari.
In altre parole, non è mancato per davvero nulla per proporre a noi telepcsportidipendenti ogni immagine (da più punti di vista) non solo dei tre test match, ma anche dei momenti che li hanno preceduti.
Personalmente, mi ha colpito il modo in cui, specie in Italia-Sudafrica, è stato raccontato il momento in cui hanno risuonato i rispettivi inni nazionali, in quanto la classica carrellata con la steady cam è stata alternata ad immagini del pubblico, a primi piani (alla Sergio Leone, per intenderci) degli atleti, con la messa in onda al termine dell’inno di un replay emozionale della carica emotiva espressa da uno dei giocatori.
Il fronte principale era ben presidiato, grazie non solo alle due telecamere mobili (nei due circoletti blu), i cui operatori correvano lungo la linea laterale (tra cui Andrea Scialpi, un amico di UltraSlowMo, con cui ho avuto il piacere di parlare qualche tempo fa: LEGGI QUI LA PUNTATA NUMERO 148 DI ULTRA SLOW MO), ma anche con la piattina (nel circoletto rosso) posizionata in corrispondenza della linea centrale del campo, ma in una posizione rialzata che non siamo abituati a vedere durante le partite di calcio.

Come si può notare dalla sottostante foto (tratta dal profilo social di Cinevideo), infatti, la piattina è stata collocata su di una piattaforma ad un’altezza di un paio (circa) di metri da terra.

Ormai abituale, specie negli incontri internazionali di rugby, la presenza di due telecamere, sempre mobili (anch’esse all’interno dei due circoletti blu), e senza cavo, presenti sul fronte opposto rispetto a quello principale, ciascuna delle quali è stata, per lo più, utilizzata in occasione delle touches che sono state battute su quel lato del campo.

A due telecamere remotate, ognuna delle quali posizionata sotto al box in cui sedeva l’allenatore, era invece affidato il racconto delle disposizioni tecniche impartite dall’alto ai propri giocatori.

In tutti i tre test match, poi, l’arbitro indossava una bodycam (ritratta nella foto in basso a destra), staccata principalmente per mostrare le immagini relative alla formazione della mischia e precedenti l’ingresso del pallone.

Tripartito, invece, lo schermo, in occasione della TMO rewiew, con l’immagine rivista dal TMO, ma anche proiettata sul maxischermo a beneficio sia degli spettatori, che degli stessi ufficiali di gara, le cui immagini venivano sovraimpresse nel quadratino alto dello schermo, mentre quello inferiore era dedicata alla ripresa del TMO.

Il tutto, con l’audio aperto, in maniera che potesse essere possibile comprendere il perché di una determinata decisione, accettata poi dai giocatori, senza vedere quegli isterismi che, purtroppo, siamo sempre più abituati ad “ammirare” alle nostre latitudini.
Infine, solo a Torino, era presente anche la camera aerea, che è stata impiegata in svariate occasioni, tra le quali, un suo posizionamento in maniera tale che la camera in essa installata potesse fornire spettacolari inquadrature zenitali sopra la mischia.

Vedremo lo stesso schieramento nelle gare interne dell’Italia al prossimo 6 nazioni?
Stay tuned!
📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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