DAZN: addio ai due dispositivi per singolo abbonamento/account? Il commento di Sport in Media

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DAZN

Le pause per le nazionali spesso sono noiose dal punto di vista delle notizie calcistiche. Quella che si è aperta ieri, invece, ha già scatenato tifosi e appassionati, alle prese ancora una volta con l’hashtag #DAZN. Questa volta, però, non si tratta di problemi di visione, buffering o simili, ma di una indiscrezione riportata questa mattina da “Il Sole 24 Ore” in un articolo a firma Andrea Biondi (articolo poi ripreso da altre testate che, in alcuni casi, si sono ben guardate dal citare l’autore del pezzo: consueto malcostume giornalistico).

La notizia è che, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, da metà dicembre DAZN metterebbe fine alla pratica – prevista esplicitamente dalle condizioni contrattuali dell’abbonamento a DAZN (“8.3. L’abbonamento dà diritto all’utilizzo del Servizio DAZN su un massimo di due (2) dispositivi contemporaneamente“) – di condivisione dello stesso account su due diversi dispositivi. In termini tecnici si tratta della cosiddetta concurrency, soluzione consentita anche da Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, che consente la visione da due (o più) device con un unico abbonamento. Pratica comune che permette a molte persone di “smezzare” l’abbonamento.

La stessa DAZN, durante la campagna promozionale, ha spinto molto su questo aspetto.

AGGIORNAMENTO | Secondo un aggiornamento riportato da Matteo Pinci su La Repubblica (medium che sta seguendo con grande attenzione la vicenda), la soluzione finale individuata da DAZN prevederebbe “il mantenimento della visione su 2 dispositivi soltanto per chi stia utilizzando la stessa connessione, ad esempio due persone nella stessa casa con lo stesso wifi“. Quindi un unico IP. Niente più unico abbonamento tra padre e figlio (esempio) che vivono a distanza, ma solo tra conviventi che utilizzano la stessa connessione.

La scelta di DAZN sta già facendo discutere, o sarebbe meglio dire sta facendo infuriare tifosi e appassionati (su Twitter, nella mattinata del 9 novembre, l’hashtag #DAZN è già al primo posto tra le tendenze), anche perché, seppur in assenza di comunicazioni ufficiali, sembra che la decisione venga presa per combattere pirateria e utilizzi fraudolenti, anche nell’interesse della Lega Serie A e del mitico “prodotto calcio”: “La mossa viene considerata anche nell’interesse della Lega Serie A e dei presidenti dei club, perché in questo modo si colpisce l’utilizzo fraudolento degli accessi a Dazn e si arresta un fenomeno che, nei fatti, riduce il valore dei diritti. Ma di base c’è anche il voler intraprendere con ancora maggior decisione la lotta alla pirateria“. Certo, come sottolineato anche nell’articolo, questa pratica ha portato anche a utilizzi fraudolenti (pirateria) o comunque al limite del legale (piattaforme che propongono la condivisione pubblica di account), ma appare evidente che, in realtà, si tratterebbe principalmente di una mossa commerciale, possibile conseguenza di numeri (abbonati e redditività dei singoli account) non proprio esaltanti.
Facendo un conto della serva, questa mossa di DAZN – appoggiata/sollecitata dalla Lega Serie A? Sarebbe necessario che entrambe le realtà si esprimessero in tal senso – cambierebbe drasticamente i mini-bilanci dei tifosi.

In assenza di promozioni e considerando la sottoscrizione dell’abbonamento in offerta a 20€ per 12 mesi (promo scaduta la scorsa estate) la situazione, infatti, diventerebbe questa:

IL COMMENTO DI SPORT IN MEDIA

Inutile girarci attorno: dal punto di vista dell’immagine e del marketing, questa (possibile/probabile) mossa di DAZN (e della Lega Serie A?) sarebbe un autogol clamoroso. I commenti sui social sono eloquenti, con un fronte comune di critiche a questa decisione, presa per di più a stagione in corso.
L’annata calcistica di DAZN-TIM è iniziata nel peggiore dei modi, con problemi di visione, buffering, disservizi e polemiche a non finire per la scelta della Lega Serie A di affidare il campionato in esclusiva quasi assoluta (7 partite su 10) a un servizio in streaming.
Nelle ultime 3-4 settimane, anche in presenza di partite di cartello (Juve-Roma, Inter-Juve, Roma-Milan, Milan-Inter), il servizio di DAZN è migliorato in modo oggettivo, con un netto calo dei disservizi.
Ora, non appena superata la tempesta di inizio stagione (ma con tifosi e addetti ai lavori sempre vigili e preoccupati per possibili nuove problematiche), cosa fa DAZN? Stravolge il proprio sistema di abbonamenti, eliminando quello che, probabilmente, rappresentava l’incentivo principale, vale a dire la possibilità di dividere le spese per un servizio ancora in via di perfezionamento. Nel caso in cui questa decisione dovesse concretizzarsi, molte famiglie dovranno decidere se mantenere l’abbonamento da 20€/mese su un unico device oppure sottoscriverne un altro, portando la spesa complessiva (in assenza di promozioni) a 50€/mese. E parlando di queste cifre, i confronti con il servizio di Sky diventano quasi automatici.

In definitiva, “cambiare le regole in corsa” con conseguente, notevole aggravio finanziario per tifosi e appassionati, già perplessi/prevenuti verso un servizio non ancora immune da disservizi, rappresenterebbe una delle mosse più scellerate e anti-marketing della storia. Speriamo davvero che DAZN non compia questo passo. Tuttavia, già così e in assenza di una pronta smentita, l’immagine del servizio OTT sbarcato in Italia nel 2018, subisce un altro duro colpo.

IL SILENZIO DI DAZN E LEGA SERIE A

Il fatto che DAZN non abbia voluto replicare alla richiesta di intervento di Andrea Biondi e il silenzio durante l’intera mattinata/giornata (stamattina è stato confermato il no-comment, alle 17.47 non è ancora uscita una nota ufficiale di DAZN), fanno pensare che l’indiscrezione pubblicata dal Sole 24 Ore sia corretta.
Aggiornamento pomeridiano: continua il silenzio, ma dal sito di DAZN sono spariti tutti i riferimenti ai due dispositivi (vedi). Onestamente, non proprio un comportamento irreprensibile.

E in tutto questo, sarebbe auspicabile, anzi, sarebbe doveroso che la Lega Serie A si esprimesse sulla vicenda, rispondendo a una semplice domanda:
Spett. le presidente Dal Pino, rappresentante di tutti i 20 club di Serie A, è d’accordo o meno con questa (possibile) scelta di DAZN?


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