Recensione “I Signori del doping – Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer” di Sandro Donati

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È difficile scegliere un punto da cui partire nel recensire il libro “I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer“, scritto dal prof. Sandro Donati e uscito per Rizzoli lo scorso luglio (410 pagine, disponibile sia in versione cartacea che ebook).
Probabilmente è il caso di inquadrare “I signori del doping” come ultimo atto (per ora) di una trilogia iniziata con “Campioni senza valore” (Ponte alle Grazie, 1989) e proseguita con “Lo sport del doping” (Edizioni Abele, 2012). In “Campioni senza valore”, primo momento di denuncia di un sistema sportivo corrotto, si trovano già gli elementi che accompagneranno tutto il percorso accidentato (eufemismo) di Sandro Donati. E sono quantomeno profetiche le parole di Gianni Minà nella prefazione di quel libro:

È la storia di un uomo comune, onesto, appassionato, ben certo dei suoi valori, che un giorno, senza cercarlo né volerlo, si trova ad affrontare i più potenti, ad essere l’unico che si oppone ai padroni della ferrovia, a quelli che vogliono inquinare il panorama, la qualità della vita del suo piccolo mondo (l’Atletica Leggera), quelli per i quali ogni singolo mezzo è lecito per far prevalere i propri interessi, il proprio profitto. Così la sua lotta spietata, solitaria, diventa senza quartiere. Ad un certo momento si tenta perfino di far passare lui per bandito. Ma questo “omino”, senza il fisico e la vocazione del ruolo, riesce alla fine a sconfiggere il male, almeno così sembra”.

GIANNI MINÀ – PREFAZIONE “CAMPIONI SENZA VALORE” (1989)

Per chi non lo sapesse, il libro “Campioni senza valore”, in cui si denunciavano gli scandali dell’atletica leggera (e non solo) italiana, come le pratiche dopanti “istituzionalizzate” o il salto truccato di Evangelisti ai Mondiali di Roma 1987, fu fatto sparire velocemente dalla circolazione e pochi mesi dopo la sua pubblicazione era sostanzialmente introvabile. Per fortuna, Internet è un luogo a volte utile e il libro, fotocopiato, è consultabile qui:

Campioni.senza.valore Di.sa… by sandro6019

Da sottolineare come, anni dopo, la giustizia ordinaria – non certamente quella sportiva, imperfetta per sua stessa natura (…) – arrivò alle medesime conclusioni di Donati, al punto da scrivere queste cose in una sentenza che salvò gli imputati soltanto per intervenuta prescrizione, ma che nella sostanza riconobbe quello che potremmo definire “Doping di Stato”.

Processo Conconi – Richiesta di Archiviazione Parziale per
prescrizione dei termini (2000)

Ne “Lo sport del doping” (2012), Donati proseguì il lavoro di “Campioni senza valore”, raccontando la propria esperienza personale, fatta di studio, ricerche, collaborazioni (in primis con la WADA…), denunce, ostracismo e agguati subiti (leggi alla voce Anna Maria Di Terlizzi). All’epoca definii quel libro un “manuale-autobiografico“, due parole normalmente in antitesi, ma che nel caso specifico erano perfettamente calzanti.

I SIGNORI DEL DOPING (2021)

Ed eccoci arrivati al terzo episodio di questa che, se non fosse per le incredibili sofferenze provocate ai protagonisti, potrebbe essere considerata una saga avvincente e piena di colpi di scena. “I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer” racconta in modo documentato, analitico e appassionante l’intera vicenda Donati-Schwazer. Una storia che inizia con Donati che contribuisce a “incastrare” Schwazer alla vigilia di Londra 2012 e che termina (?) con l’ordinanza di archiviazione del Tribunale di Bolzano che stralcia la posizione del marciatore di Racines, dopo aver “accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni d’urina prelevati ad Alex Schwazer l’1.01.2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e, dunque, di ottenere la squalifica ed il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati“.

ORDINANZA ARCHIVIAZIONE TRIBUNALE BOLZANO
CASO SCHWAZER 2021

Nel mezzo, la solitudine del campione olimpico post Pechino 2008, la depressione e la scelta del doping, la confessione, la squalifica, il tentativo di rientro dalla porta principale, il contatto con Donati e il recupero umano e sportivo di Alex. Una storia che sembra destinata al lieto fine – Schwazer domina la gara di Roma nell’aprile 2016, i tempi negli allenamenti sono nettamente migliori di quando era sotto effetto del doping, la sua marcia è più pulita a livello tecnico e a Rio può puntare al podio in entrambe le distanze – con l’ulteriore vanto della creazione di un progetto – un’evoluzione del passaporto biologico, con più più controlli, più dati, senza finestre orarie o missed test – che potrebbe essere preso da modello dagli organismi antidoping. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa. La coppia Donati-Schwazer dà fastidio a molti – entrambi si sono fatti diversi nemici nel corso degli anni – e tutto quello che fanno viene setacciato nei minimi dettagli per trovare incongruenze o punti deboli. Alcuni media attaccano il progetto per partito preso o per antipatie personali – “operazione di marketing e maquillage” “Donati non è consulente della WADA” – e anche nell’ambiente della marcia i due non sono ben visti, anzi. Si arriva, quindi, al famoso controllo del 1° gennaio 2016, attorno a cui ruota l’intera storia. La ricostruzione dei fatti del prof. Donati – che nel libro non disdegna di approfondire il rapporto personale con Alex – è lucida, minuziosa e argomentata. Soprattutto, è basata su prove, atti e documenti processuali. Personalmente ho sempre diffidato, se non proprio deriso, le teorie del complotto, ma nel caso di specie è fuori luogo parlare di “complotto”, visto che l’alterazione del campione di urina che ha portato alla squalifica di 8 anni, con conseguente esclusione dai Giochi di Rio e Tokyo, è accertata con alto grado di credibilità razionale da un Tribunale della Repubblica, non da una tesi giornalistica o da organo di giustizia sportiva che, magari, decide in poche ore su vicende di questa portata. Insomma, siamo lontanissimi dai molti libri “furbi”, scritti negli ultimi anni. Libri che strizzano l’occhio al populismo sportivo o che sostengono tesi che rassicurano i tifosi, ma che stanno alla larga dalle verità emerse a livello processuale. “I signori del doping” compie il percorso esattamente opposto: ricostruisce l’intera vicenda partendo dalle risultanze processuali.
L’altra parte fondamentale del libro è quella legata alla descrizione del microcosmo opaco in cui Donati e Schwazer sono costretti, loro malgrado, a muoversi. La corruzione della IAAF (anch’essa accertata da Tribunali ordinari), il ruolo ambiguo della WADA, la fragilità e inadeguatezza del sistema di giustizia sportiva e quello dei controlli antidoping.

In definitiva, “I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer” è il libro ideale per chi non si vuole fermare alle etichette (la stessa definizione di “complotto” lo è), alla superficie delle cose, ma desidera capire fino in fondo una vicenda intricata, difficile, per certi versi devastante come quella che ha per protagonisti due personaggi notevoli come Sandro Donati e Alex Schwazer.

Per dirla con Attilio Bolzoni (anche se i familiari di Donati non sono molto d’accordo sull’ultima parte…): “I signori del doping è saggio, è narrazione, è atto di accusa ma soprattutto è l’eredità preziosa che ci lascia uno dei grandi personaggi dello Sport contemporaneo. La spaventosa storia di Alex Schwazer, il testamento di Sandro Donati“.

  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: Varia
  • Prezzo: 18 €
  • Pagine: 432
  • Formato libro: 21.7×14.2×2.6
  • Data di uscita: 20/07/2021
  • ISBN carta: 9788817155830

2 COMMENTI

  1. Curiosità: nel ponderoso volume si parla di Charity Opara e Tina Iheagwam (per chi non lo sapesse, atlete nigeriane trovate positive a controlli antidoping quando erano allenate da Donati. Mi ricorda qualcuno…)?

    • Buongiorno Giancarlo, sì, la vicenda delle due atlete nigeriane è affrontata ne “Lo sport del doping” (2012). Ho come l’impressione che la sua domanda sia volutamente tendenziosa, anche perché non c’entra nulla con il volume oggetto della recensione. Saluti

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