Qualche dettaglio (a mio avviso interessante) delle riprese delle gare di short track, disciplina che è entrata nel vivo in questi giorni.
Immagini ravvicinate dall’interno della pista ci arrivano dall’operatore di ripresa (che deve unire una qual certa abilità sui pattini, con un’altrettanta elevata manualità nell’utilizzo dello strumento di ripresa) che inquadra da vicino gli atleti con una camera installata su di un gimbal.

Molto spesso questo operatore viene staccato in diretta mentre insegue, da pochi metri di distanza, i pattinatori che sfrecciano fino a 50 km/h.

E può anche accadere, com’è capitato ieri sera, che la caduta di un atleta determini anche quella dell’operatore di ripresa (che, tra le altre cose, deve pure evitare di trovarsi in punti “critici” della pista) il quale, tuttavia, nel giro di pochi secondi, si è comunque rialzato, tornando a fare il proprio lavoro.
Se, invece, c’è una cosa che mi indispone, è vedere una main camera non in asse con il centro del campo, ovvero, come sta accadendo in questi giorni, con la linea di arrivo, perché non da al telespettatore la possibilità di apprezzare a occhio nudo un arrivo “in volata”, in assenza della prospettiva corretta.

Un motivo, che mi sfugge, ci sarà, anche se, vedendo dov’è stata posizionata la relativa “close up” (leggermente più vicino alla linea d’arrivo, ma, comunque, decentrata), mi viene da pensare che si sia trattato di una scelta ben precisa da parte della produzione, che probabilmente, ha preferito metterla in asse con la linea di partenza (per le gare che partono) sul lato opposto.

Per fugare ogni dubbio in caso di arrivo “in volata”, vengono (per fortuna) in soccorso le immagini che ci arrivano dalla telecamera dedicata al fotofinish, nella quale ho notato impressa l’indicazione dei centimetri che separano i primo atleta che ha tagliato il traguardo rispetto agli inseguitori.

Infine, anche sulla linea di arrivo dello short track, sono allineate una serie di camere, che permettono di creare replay che garantiscono la riproposizione del momento dell’arrivo da diverse prospettive.
Stay tuned!
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📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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