Una chiacchierata con Barbara Cirillo (a cura di Wenner Gatta)

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Un grande onore, per me, dopo 56 puntate, avere finalmente la possibilità di chiacchierare per la prima volta con una giornalista.

È stata uno dei volti nuovi proposti da DAZN nella stagione del grande calcio in TV che si è conclusa a maggio.

Prima di partire per Lecce, dove si è occupata del bordocampo di Lecce-Monza disputatasi ieri allo stadio di Via del Mare, è Barbara Cirillo che ci è venuta a trovare questa settimana.

(foto ricevuta da Barbara Cirillo)

LE ORIGINI

Barese di nascita, il calcio nella sua famiglia era quasi una religione, professata dal padre, grandissimo tifoso dei biancorossi che ogni tanto la portava allo stadio (“Il San Nicola, Wenner, mi ha sempre affascinato, specie la sera, quando sembra un’astronave atterrata a metà strada tra l’A14 e la tangenziale”), e seguita anche dal fratello, che faceva la collezione delle figurine Panini, i cui doppioni, Barbara, li attaccava sul diario.

Una passione, quella per il giornalismo, che le è nata mentre frequentava la scuola media, grazie a una persona molto importante per lei, “la mia insegnante di italiano, che ora non c’è più [me lo dice con la voce rotta dall’emozione: n.d.r.], che ci spronava a studiare più che Dante la cronaca sui quotidiani, un qualcosa che mi affascinava per il fatto che il giornalista era colui che sapeva prima degli altri una notizia”.

Ma all’epoca, Barbara, non immaginava di diventare una giornalista sportiva: “la molla mi è scattata quando i miei compagni di classe mi dicevano che non capivo niente, perché all’epoca ero incuriosita dalla Roma: era il 2001, l’anno del terzo scudetto giallorosso, della compagine capitanata da Francesco Totti. Una sfida, la mia, per far capire loro che di calcio ne capivo, anche se ero una femmina”.

Una sfida raccolta e senz’altro vinta da Barbara, in assenza della quale, con ogni probabilità, non avrei mai avuto il piacere di parlare con lei.

La passione per il giornalismo era direttamente proporzionale con il passare degli anni e mentre frequentava il secondo anno di università ha scelto di partecipare assieme ai compagni di corso a un provino per Telebari, che era alla ricerca di giovani leve cui far curare un programma sull’università, “Cronache in Accademia”, per raccontare cosa accadeva all’interno dell’ateneo pugliese.

Provino superato e, dopo il primo servizio sul Premio Pinuccio Tatarella di saggistica politica, Barbara ha iniziato a collaborare con l’emittente locale per ben 15 anni, durante i quali si è occupata di tutto, dalla cultura allo spettacolo, passando per la politica locale fino alla conduzione del telegiornale, con una particolare attenzione allo sport, in particolare alla squadra di calcio della città: “Conducevo TB sport e l’editore decise di creare un segmento nel post partita delle partite del Bari da far condurre a una figura femminile, segmento che mi fu affidato, essendo l’unica giornalista della redazione che masticava il calcio. Diventai così nel giro di poco uno dei punti di riferimento per i tifosi del Bari”.

IL PASSAGGIO A DAZN

Un legame, quello fra Barbara e il Bari, improvvisamente interrotto poco più di un anno fa, mentre Barbara era in Trentino per seguire proprio per Tele Bari il raduno precampionato dei biancorossi:

Mi arrivò una telefonata di Paolo Siravo di DAZN, il quale mi disse che mi avevano notata sui social e che mi stavano contattando per un colloquio per un posto libero per il ruolo di bordocampista. Per un attimo ho pensato fosse uno scherzo”.

E invece no, non lo era, era uno di quei treni che passa una volta nella vita e su cui non si può non salire a bordo:

Nel giro di 15 giorni mi è cambiata la vita: trasferirsi a Milano da Bari, lasciando la famiglia, il mio compagno, gli amici, per inseguire quel grande sogno che rincorrevo dai tempi della scuola media, tramite un’opportunità che non mi potevo lasciar sfuggire, pur consapevole, da un lato, e con il timore, dall’altro, di non essere all’altezza di quanto mi sarebbe stato richiesto”.

Una seconda sfida, ancora una volta raccolta da Barbara, che ha brillantemente superato:

All’inizio non è stato facile, perché venivo da una realtà in cui mi sentivo davvero coccolata, grazie a un gruppo di colleghi e di colleghe con cui si lavorava da anni. Ho cercato di inserirmi in questa nuova realtà in punta di piedi e in maniera professionale. Tuttavia, l’ambiente di lavoro mi ha subito aiutato a sciogliermi, facendomi nel corso del tempo capire che questa nuova realtà non era dal punto di vista umano tanto differente rispetto a quella che avevo lasciato. Ho trovato un gruppo davvero affiatato, di professionisti giovani, motivati e appassionati, un gruppo in cui ci si sentiva tutti allo stesso livello: una grande squadra con la voglia di crescere assieme”.

E dopo due partite in affiancamento a San Siro, il debutto da bordocampista a Sassuolo, domenica 26 settembre 2021 in Sassuolo-Salernitana, un debutto legato in via indiretta al suo Bari:

Il caso ha voluto che una delle due squadre fosse la Salernitana, la cui tifoseria è gemellata con il Bari, al punto tale che tre tifosi biancorossi si presentarono al Mapei Stadium con tanto di sciarpa per essermi vicino alla mia prima partita da bordocampista in seria A, che emozione!”.

(Barbara Cirillo al Mapei Stadium: foto di Barbara Cirillo)

Un primo passo di quello che sarebbe poi stato il lungo cammino, anche di crescita personale, prima ancora che professionale, percorso da parte di Barbara nella sua prima stagione a DAZN:

Una stagione in cui ho imparato tanto, cercando anche di divertirmi di più per trasmettere divertimento alle persone che mi stavano ascoltando. Il tutto è stato semplificato grazie alla grande squadra di cui faccio parte, nella quale non esistono prime donne, composta da talent e giornalisti di assoluta qualità, che mi hanno fin da subito messa a mio agio. E’ bello, ad esempio, ascoltare un telecronista che valorizza un mio intervento da bordocampo mettendolo in risalto. Ed è altrettanto bello fare la bordocampista, perché, in fondo, il bordocampista altro non è se non colui che impara una notizia prima degli altri, quello che mi affascinava fin dai tempi delle medie…”.

Una crescita, quella di Barbara, passata anche tramite la condizione di DAZN Talk:

Un contenitore che mi ha aiutato a sciogliermi, che ho condotto assieme a Tommaso Turci, una delle persone che devo ringraziare (assieme a Paolo Siravo e Davide Bernardi), per i preziosi suggerimenti che mi ha dispensato nel corso della stagione attraverso i suoi messaggi fiume, che mi mandava dopo aver rivisto le mie interviste o riascoltato i miei interventi da bordocampo durante questa prima stagione”.

(Barbara Cirillo in una trasmissione di DAZN assieme a Ciro Ferrara: foto ricevuta da Barbara Cirillo)

QUALCHE CURIOSITA’ SULLA PRIMA STAGIONE A DAZN

Una stagione in cui Barbara è rimasta coinvolta in una serie di particolari episodi: il primo, per il quale si è parlato di lei, è stata la gag diventata virale con l’allenatore dell’Empoli Aurelio Andreazzoli (“che ancora mi segnala che il suo match analist è a mia disposizione se ho bisogno di approfondire lo studio del calcio!”).

Il secondo, invece, che rivela ai lettori di questa rubrica ha ad oggetto l’ex allenatore del Verona Igor Tudor: “Una persona molto scaramantica. La terza volta che ho incrociato il suo cammino ha chiesto al suo ufficio stampa quanti punti avessi ‘portato’ al Verona: ben 7 su 9. E poiché feci la bordocampista in Verona-Venezia, partita in cui Simeone si sbloccò realizzando una tripletta, al termine della gara mi si avvicinò dicendomi: ‘Brava, con Te non sbagliamo proprio un colpo!’”.

COSA SI ASPETTA BARBARA DALLA STAGIONE APPENA INIZIATA

Per una stagione che è andata in soffitta, un’altra è iniziata da poco, una stagione che Barbara è pronta a cavalcare con il sorriso sul volto, ma con la consapevolezza di aver un po’ più di esperienza rispetto a dodici mesi fa:

Mi voglio divertire quest’anno, ovviamente sempre in maniera professionale, perché è questo ciò che dobbiamo trasmettere al pubblico a casa, nella speranza che il prossimo campionato sia ancora più emozionante di quello che ho avuto l’opportunità di raccontare. E mi sto preparando curiose domande da sottoporre ai miei intervistati con i quali cercherò di rivolgermi con una maggiore empatia”.

Una nuova stagione in cui Barbara, quando ne avrà la possibilità, tornerà a Bari, come ha fatto qualche volta durante l’anno che è appena passato, per tornare là dove ha ancora salde le proprie radici, dalle quali è difficile riuscire a staccarsi.

Grazie Barbara, ad maiora!

Anche il suo nome me lo sono annotato sul mio personalissimo taccuino.

Seguitela anche Voi.

Non ve ne pentirete.

Stay tuned!

Wenner Gatta Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa.

Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”.

Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV.

Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.

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