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SPORTinMEDIA > Ultra Slow Mo > Dietro le quinte della produzione televisiva del Tour de Ski
Ultra Slow Mo

Dietro le quinte della produzione televisiva del Tour de Ski

Ultimo aggiornamento 2025/01/26 at 8:58 PM
Wenner Gatta 1 anno fa
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È iniziato decisamente con il botto il 2025 di Ultra Slow Mo.

Per quale motivo?

Beh, semplicemente perché alla rubrica è stata concessa la possibilità di vivere per qualche ora il backstage di una delle più importanti produzioni televisive degli sport invernali allestita nel nostro paese, vale a dire la tappa della Valle di Fiemme del Tour de Ski.

Il 2 gennaio 2025, infatti, grazie alla disponibilità di Infront Sports & Media (produttore e detentore dei diritti televisivi), nonché di EMG Italy (che ha fornito la tecnologia ed operatori di ripresa), ho trascorso il Day-1 (ossia quello precedente l’inizio delle gare), presso lo Stadio del Fondo del Lago di Tesero, per vedere ciò che la gran parte dei telepcsportdipendenti può solo immaginare.

Per una volta, partiamo dai ringraziamenti: ad Infront Sports & Media, innanzi tutto, nelle persone di Daniela Calandra (responsabile delle produzioni), Lorenzo Girardi, Production Manager e Giovanni di Stefano (nella circostanza vice Produttore, nonché mio personale Cicerone nelle ore trascorse in val Di Fiemme), a EMG Italy, nonché a tutto il personale presente nel compound, nonché ai vari tecnici e operatori di ripresa, diretti nell’occasione da Luigi Catalfamo, che ha curato la regia di tutte le tappe del Tour de Ski che si sono disputate tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, qualche settimana prima scelto dall’OBS come regista di alcuni degli eventi dei prossimi giochi olimpici invernali.

Perché, per una volta parto dai ringraziamenti, che, di solito, riporto sempre alla fine dell’articolo?

Per riconoscere (nel mio piccolo) il giusto tributo alle decine di persone che hanno lavorato (molto spesso) nel più totale anonimato dietro le quinte di questa imponente produzione televisiva, che, come vedremo, nel momento del suo apice (coincidente con i giorni delle gare) ha visto impegnate circa 60 persone, le quali, di fatto, hanno lavorato senza soluzione di discontinuità in un periodo dell’anno particolare (quello delle cosiddette vacanze di Natale), trascorso per quasi due settimane lontani dai rispettivi nuclei familiari, in località (nella specie Dobbiaco e la Val di Fiemme) ove la gran parte delle persone era in cerca di divertimento.

Non è semplice, credetemi, lavorare in un periodo come questo, molto spesso anche in giorni festivi, a chilometri di distanza dalle rispettive abitazioni, in condizioni climatiche non proprio agevoli (anche se a dire il vero quest’anno il clima è stato in molti giorni rigido, ma privo di precipitazioni), vedendo nel contempo persone riunite per trascorrere assieme le festività.

Con un pensiero rivolto alle proprie famiglie, si è creata nel corso dei giorni una vera e propria famiglia di professionisti, che ha condiviso riunioni, pranzi e cene per oltre 10 giorni.

Un lavoro delicato, non foss’altro perché, come mi ha fatto notare Daniela Calandra, “in queste produzioni noi lavoriamo maneggiando neve, che è acqua, ed elettricità, due cose che non vanno proprio d’accordo l’una con l’altra…”.

Dopo un pranzo con alcuni vecchi e nuovi amici della rubrica, Giovanni mi ha subito illustrato le peculiarità di questa prodizione televisiva.

Antonello Renna, Alessio Giacomo Farese e Simone Aragno

“La particolarità di questa tappa del Tour de Ski è che una buona parte del percorso è la stessa per le gare che si disputano in tutti e tre i giorni, il che ci ha indotti a predisporre un impianto base, al quale sono state apportate alcune modifiche giorno dopo giorno a seconda delle necessità del caso. Le telecamere sono state posizionate tenendo conto, ad esempio, del fatto che in una buona parte dell’anello ricavato all’interno dello stadio del Fondo di Tesero sono state realizzate due piste, una affiancata all’altra, un qualcosa resosi necessario dal particolare tipo di gara di sabato, vale a dire lo skiathlon, che necessitava nella specie di un percorso a tecnica libera a fianco a quello per la tecnica classica”.

“Per la realizzazione dell’impianto”, prosegue Giovanni, “ha lavorato a partire dal 20 dicembre un team di circa 10 persone, la cui attività è stata fondamentale per ricavare le 3 configurazioni di camera plan destinati a riprendere le gare di ogni singola giornata”.

Per le gare sprint, infatti, erano presenti 19 telecamere, un numero che è salito a 25 per la ripresa dello skiathlon, per arrivare a ben 33 telecamere per seguire ogni centimetro della tappa finale coincidente con la salita sul Monte Cermis.

“La seconda particolarità di questa produzione”, mi spiega Giovanni “è data dal fatto che una parte dell’impianto è stata allestita presso lo Stadio del Fondo del Lago di Tesero, mentre un’altra lungo l’ascesa al Cermis, fisicamente distante dall’anello di Tesero, che avrebbe dovuto essere comunque collegata al tv compound per garantire l’arrivo di segnali e di suoni provenienti dagli ultimi 3 km della pista. All’incirca, Wenner, sono stati posati circa 7 km di cavi per collegare i vari hub dislocati lungo le piste alla zona in cui viene prodotto il segnale audio-video. Un lungo lavoro di posa dei cavi, che, in ogni caso, vanno monitorati costantemente, non foss’altro perché qualche simpatico animale presente nel bosco li utilizza durante la notte per affilare i propri denti!”.

A tutto ciò, poi, si aggiunga il fatto che tra la fine delle gare di sabato e l’inizio di quelle di domenica (i giorni in cui si è registrato il numero massimo di persone al lavoro della produzione: 60 circa), è stato allestito in meno di 24 ore il tratto finale, con la posa delle telecamere, alcune delle quali collocate fino al giorno precedente presso lo stadio del Fondo del Lago di Tesero.

Un lavoro pazzesco, se ci si riflette un attimo.

Il tutto per fornire ai telepcsportdipendenti di tutto il mondo la possibilità di ammirare, molto spesso da più angolature, ogni singolo metro di ciascuna gara, attraverso un notevole stuolo di mezzi di ripresa (che sono stati valorizzati da operatori specializzati di assoluto livello) che consentano al team presente in cabina di regia di raccontare al meglio (nella specie) sei eventi, che si sono andati ad aggiungere ai precedenti di Dobbiaco, con, nel mezzo, un imponente trasferimento di mezzi e di persone lungo passi dolomitici.

Un lavoro (ad ogni livello, da quello amministrativo a quello tecnico) che non vediamo, ma che è indispensabile per la buona riuscita di ogni produzione televisiva, che si ripete, pur con diversi numeri e dimensioni, settimana dopo settimana.

Dopo un veloce tour presso le cabine di commento, assieme a Giovanni sono sceso in garage.

Già, perché presso lo Stadio del Fondo del Lago di Tesero, il Tv compound è allestito sotto terra, il che, non dispiace affatto a chi vi lavora, che non è difatti abituato a lavorare con un tetto sopra la testa, che consente di stare (e di tenere le attrezzature) al riparo dagli agenti atmosferici.

Due i truck di EMG, tra cui il NOVA 128, un mezzo su cui avevo già avuto la possibilità di trascorrere diverse ore, in occasione della produzione televisiva della ventesima tappa dell’ultimo Giro d’Italia.

Il Day-1 (cioè quello che precede l’inizio delle gare) è quello riservato non solo all’allestimento finale dell’impianto, ma anche all’esecuzione di alcuni test per mettere a punto gli ultimi dettagli: si settano le varie telecamere, si assegnano le camere ai vari operatori EVS, ma si prova anche a filmare un volontario che si immola nel percorrere qualche giro di pista.

Ciò per dare la possibilità agli operatori di ripresa di prendere le giuste misure, tenendo conto delle richieste che arrivano dalla cabina di regia, che cerca di armonizzare le immagini provenienti da differenti tipi di telecamere.

C’è, difatti, davvero un po’ di tutto, come vedremo, in questa produzione televisiva: c’è una cable cam che scorre per diverse centinaia di metri sulle teste degli atleti, ma ci sono anche due droni che volano su di loro. Ci sono poi altre immagini in movimento che arrivano da una o più jimmy jib, ma ci sono anche telecamere su di una slitta, per cercare di effettuare un racconto dinamico dell’evento, durante il quale, comunque, sono state valorizzate anche le inquadrature provenienti dalle camere classiche (ottiche lunghe ed ottiche corte).

Ci sono, in pratica, tutti gli ingredienti per un racconto di assoluto livello e il Day-1 è quello in cui si possono mettere a punto le dosi da utilizzare quando le immagini vengono viste in diretta da milioni di persone in tutto il mondo.

Si tengono, inoltre, una serie infinita di riunioni per definire alcuni importanti aspetti collegati alla produzione dell’evento, come, ad esempio, il rispetto nel posizionamento delle telecamere della sicurezza degli atleti, venendo altresì definite le esatte posizioni in cui si andranno a collocare i vari gonfiabili pubblicitari, che, per ovvie ragioni, dovranno essere ubicati a favore delle telecamere.

Il lavoro è incessante e fuori è già calata la notte, giusto in tempo per vedere all’opera, dal vivo la cable cam e il drone acrobatico.

Di loro, così come delle altre telecamere, parleremo settimana prossima.

E’ tempo di ritornare a casa, dopo aver scambiato quattro chiacchiere con Luigi Catalfamo e il suo assistente alla regia, aver salutato Giovanni e altri amici di Ultra Slow Mo ed avere intravisto lo Ski Doo che sarebbe stato uno dei grandi protagonisti dei tre giorni della produzione televisiva.

È proprio il caso di dirlo: stay tuned!

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Wenner Gatta | Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.
Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo uno spazio per parlare in tempo reale e in modo telegrafico di telecamere particolari, di grafiche innovative, di novità delle produzioni televisive.

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TAG: EMG, Infront, Riprese Tour de Ski, Tour De Ski
Wenner Gatta 26 Gennaio 2025 27 Gennaio 2025
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