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SPORTinMEDIA > Ultra Slow Mo > Un giorno dietro la produzione televisiva del Giro d’Italia
Ultra Slow Mo

Un giorno dietro la produzione televisiva del Giro d’Italia

Ultimo aggiornamento 2024/06/03 at 8:33 AM
Wenner Gatta 2 anni fa
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Quando poco più di tre anni fa iniziai a scrivere il primo articolo di quella che poi sarebbe diventata una rubrica settimanale, non avrei puntato nemmeno un centesimo sul fatto a distanza di poco più di 36 mesi avrei avuto la possibilità di vedere con i miei occhi il backstage di una produzione televisiva che mi ha da sempre affascinato, vuoi per il numero delle persone impegnate, vuoi, e soprattutto, per il fatto che viene allestita e smontata ogni giorno per ben tre settimane di fila.

Sabato 25 maggio 2024 è un (altro) giorno da cerchiare con il circoletto rosso sul mio personalissimo cartellino, una giornata resa possibile grazie all’invito ricevuto da Andrea Basso – responsabile Rcs Sport per TV Production e Media Rights -, che è stato anche il primo ad accogliermi a inizio mattinata a Bassano del Grappa.

Nonostante la presta ora e la giornata più autunnale che primaverile, al mio arrivo il TV compound era (da tempo) già tutto cablato e pronto per trasmettere il segnale che di lì a poco sarebbe arrivato negli schermi di milioni di persone in tutto il mondo, quello stesso TV compound con decine di chilometri di cavi che erano stati scollegati soltanto qualche ora prima a Sappada.

Tanti, tantissimi, i mezzi parcheggiati nello spazio loro riservato a margine de il viale delle Fosse: il furgone di UCI utilizzato per il VAR, i (tanti) furgoni di EMG, di Boost Graphics, Discovery, Rai e altri ancora.

Mentre cammino con Andrea – che mi parla di come si articola il suo lavoro quotidiano (occorrerebbe un articolo per spiegare non solo questo, ma anche l’intensa attività organizzativa svolta a partire dallo scorso autunno…) -, intercettiamo Koen Van Mourik e Tjarco Stikkers, i due giovani (ma con tanta esperienza già accumulata alle spalle) professionisti olandesi che sono stati scelti per curare la regia del segnale host broadcaster, vale a dire quello poi distribuito alle varie emittenti titolari dei diritti della trasmissione del Giro, che hanno poi la possibilità di integrarlo con quello personalizzato.

Assieme a loro percorro più volte gli ultimi 500 metri finali della tappa, perché devono individuare gli esatti punti in cui collocare le ultime telecamere, vale a dire quelle fisse che riprendono l’ultima parte del tratto transennato, scegliendo nel contempo quale ottica far installare e, soprattutto, se posizionarle su di un normale cavalletto ovvero in posizione rialzata.

Nonostante, difatti, i sopralluoghi effettuati nei mesi precedenti, soltanto il giorno della gara si ha l’esatta percezione delle dimensioni del tratto di strada riservato ai ciclisti e capire come fare i conti con quelli che possono essere, ad esempio, alcuni ostacoli che andrebbero a “sporcare” le immagini, facendoli rimuovere o ruotare, se possibile, come è, per l’appunto, capitato con un cartello segnalante un attraversamento pedonale, collocato su di un palo a pochi metri da dove sarebbe stata posizionata la telecamera sul cestello.

Una certosina attività di messa a punto degli ultimi dettagli prima del quotidiano briefing in cabina di regia in cui ci si confronta e si cerca di analizzare lo sviluppo e le varie criticità della tappa che sta per iniziare.

E così mi viene data la possibilità di salire a bordo di NOVA 126, l’OB van HD multifunzionale di EMG (solitamente utilizzato per la produzione delle varie tappe della Superbike), da dove viene prodotto il segnale host: al banco dedicato alla regia siedono Bruno Coudyzer (Business development director di EMG CONNECTIVITY), alla sua destra Tjarco Stikkers (assistente alla regia), Koen Van Mourik (regista), diventato babbo di Pelle, proprio il giorno successivo all’arrivo di Roma (auguroni!), e il mixer video.

Dietro di loro, Andrea Basso e una delegata di EMG, mentre, di spalle, 3 tecnici addetti all’utilizzo dell’EVS (ossia lo strumento utilizzato per sfornare i vari replay) oltre al capotecnico e ad altro personale di EMG; nel vano a fianco siedono, invece, i 3 addetti al controllo camere e in una saletta riservata i fonici.

Coloro, invece, che si occupano di grafiche, coordinati da Antonello Grippo, lavorano in alcuni piccoli van, ovviamente sempre collegati in intercom con il truck principale.

Arrivano già le immagini dalle due telecamere collocate alla partenza di tappa che riprendono la sottoscrizione da parte dei corridori del foglio firme e gli attimi che precedono il posizionamento dei ciclisti in partenza, e alle 11,40 inizia la diretta.

Koen è costantemente coadiuvato da Tjarko che lo supporta per tutte le ore successive: è Koen che chiede ai vari operatori un particolare, ovvero una visione di insieme, nonché che chiama gli stacchi (poi puntualmente realizzati dal mixer video), l’ingresso e l’uscita delle grafiche (messe a disposizione in pochi istanti dal team guidato da Antonello), i cui in e out vengono gestiti da Tjarko.

Tjarko, dal canto suo, oltre a coadiuvare Koen, ha sempre sotto controllo i vari (più di cento per ogni tappa) POI da mandare in onda nel corso della giornata; al suo fianco, invece, Bruno coordina i vari mezzi in movimento in maniera che gli stessi siano il più funzionale possibile alle esigenze della regia.

Tutto questo viene effettuato con naturalezza, senza soluzione di discontinuità, per circa sette ore di seguito: migliaia sono gli stacchi e altrettanto le volte in cui una grafica entra e poi esce.

Nel frattempo, nonostante la diretta sia già in corso, occorre fare una prova delle riprese all’arrivo, possibile grazie a un membro della crew che percorre le ultime centinaia di metri della tappa in bicicletta per consentire al regista di affinare quelli che poi saranno gli stacchi da effettuare quando i corridori arriveranno.

Nel mentre, vicino a me, altri professionisti lavorano nel più totale anonimato (per il grande pubblico a casa): Andrea, ad esempio, smista decine di messaggi che gli arrivano in relazione all’organizzazione della tappa, alla programmazione della successiva, alle particolari necessità manifestate da Koen, che, a esempio, lo avverte in anticipo quando decide di mandare in onda il 2 box, in maniera che non vi sia sovrapposizione con i 2 box scelti dalle varie regie che integrano il segnale.

Ci sono gli operatori EVS, attenti a cogliere eventuali dettagli delle riprese provenienti dalle varie telecamere, da proporre come replay a Koen e Tjarko, nonché a estrapolare varie clip che verranno poi utilizzate per raccontare il riassunto della tappa, da mandare in onda quando la stessa sarà finita.

Ci sono i tecnici addetti al controllo camere, tra cui anche Vittorio Baldi (un amico di questa rubrica che, come Giacomo Steiner, operatore EVS, ho avuto la possibilità di conoscere di persona), la cui attività è, per davvero, simile a quella di Sisifo, dovendo, difatti, per tutta la durata della diretta, bilanciare i colori provenienti dalle varie telecamere, in movimento, il tutto reso più difficile dalle particolari condizioni metereologiche della giornata.

E poi ci sono gli imprevisti che possono sempre verificarsi in così tante ore di diretta, come, ad esempio, un segnale non ottimale proveniente dalla camera posizionata sul cestello per la ripresa dell’Intergiro, ovvero una delle camere all’arrivo che fino a pochi minuti prima del passaggio della maglia rosa faceva qualche bizza.

Quegli imprevisti che occorre cercare di risolvere mentre, in realtà, si sta facendo altro…

A proposito, vi chiederete quante telecamere sono state impiegate nella tappa di Bassano:

  • 2 wesley installate su altrettanti elicotteri
  • 5 sulle moto ripresa
  • 1 all’Intergiro

8 fisse al traguardo (tra cui 2 Super Slow Motion), 2 a presidiare il podio (una delle quali comandata da Antonello Renna, un altro amico di questa rubrica) e un’action cam sulla linea del traguardo per trasmettere il replay di un eventuale arrivo al fotofinish.

Quali sono state le differenze che ho riscontrato tra questa produzione e le altre alle quali ho avuto il piacere di partecipare?

Due, su tutte:

– l’estrema lunghezza dell’impegno richiesto ai vari professionisti – peraltro per la realizzazione di una sola tappa -, a maggior ragione se si considera che quel che ho visto con i miei occhi ha rappresentato soltanto un piccolo segmento di una retta molto lunga, durata oltre tre settimane in cui sono stati pochi i momenti in cui si è potuto rifiatare, in quanto, solitamente, i momenti di riposo sono contraddistinti dai trasferimenti dalla località di arrivo a quella di partenza, salvo rarissime eccezioni. Un’esperienza che mi confermano essere decisamente intensa;

– la presenza di professionisti provenienti da varie nazioni, italiani, olandesi, belgi ed inglesi, i quali non hanno avuto difficoltà a lavorare utilizzando, quale lingua, l’inglese, ossia, non per tutti la lingua madre, il che non può che rappresentare un ulteriore elemento che dimostra l’indubbia qualità di coloro che hanno fatto parte della crew componente una produzione televisiva così importante.

Una giornata che è letteralmente volata via, che ho provato a riassumere in questo articolo, per cercare di raccontare ciò che molti possono solo immaginare, consapevole che sono stato molto fortunato ad avere avuto la possibilità di partecipare per un giorno alla produzione televisiva di un evento di caratura mondiale.

Un grazie, di cuore, ad Andrea Basso, per l’invito, e a tutto lo staff di EMG Italy per l’ospitalità a bordo del truck.

Stay tuned!

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Wenner Gatta | Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.
Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo uno spazio per parlare in tempo reale e in modo telegrafico di telecamere particolari, di grafiche innovative, di novità delle produzioni televisive.

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TAG: Andrea Basso, EMG, EMG Italy, Giro d'Italia, Giro d'Italia in Tv, Produzioni TV
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