Riceviamo e pubblichiamo: “La mia idea sul confronto Sky vs Resto della Tv italiana”

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diritti televisivi 2021-2022

Rendo pubblica questa lettera, ricevuta subito dopo la pubblicazione della puntata #31 del podcast “In Media(s) Res”. L’ha scritta un nostro affezionato ascoltatore, Cristian, che ha voluto esprimere la propria visione video-televisiva sulla stagione attuale. Un confronto tra Sky e il resto delle Tv italiane, a cominciare da DAZN. Si tratta di un’analisi molto ricca di spunti, dalla promozione e copertura degli eventi, passando per telecronisti e produzione degli eventi stessi.

Grazie a Cristian e nel caso anche voi vogliate dire la vostra su un qualsiasi tema affrontato nel podcast o su Sport in Media, potete farlo scrivendo a posta@simonesalvador.it.

Questa è la puntata da cui Cristian ha preso spunto per la sua lettera:

Ciao Simone,

stavolta il commento alla puntata essendo troppo lungo te lo spedisco via posta evitando il contro-podcast.
Inutile girarci attorno, il focus della puntata ruota attorno alla differente produzione Sky/Dazn, differenza che in realtà può essere tranquillamente traslata a Sky vs Resto della Tv Italiana. Avete perfettamente centrato cosa Sky davvero aggiunge ai suoi eventi, cioè la promozione martellante che accompagna i suoi eventi con l’utilizzo di Sky Sport 24 come vetrina (come è giusto che sia). Ed è questa la grande differenza. In Rai, a parte il Giro d’Italia, è davvero dura sapere quali eventi sportivi la Rai abbia, dove, come e quando li
trasmetta e via dicendo. Avete fatto il lampante esempio di La7 col calcio femminile, che quest’anno è completamente sparito dai radar eccezion fatta per la bella run in Champions della Juventus (peraltro visibile in free e peraltro scarsamente pubblicizzata più o meno ovunque). Mediaset da questo punto di vista va un po’ meglio, anche se l’interesse sportivo della rete extra calcio è pari a zero.

E arriviamo infine a Dazn, che è l’apoteosi del disastro in questo
senso. Il prodotto di punta è la Serie A: valorizzazione zero. Passino quelle due trasmissioni arrivate a fine anno, ma la mancanza di un canale all-news o di un contorno sportivo-redazionale pesano tantissimo. E il tanto decantato streaming rappresenta il problema maggiore di Dazn perché lo streaming per definizione è: accendo, guardo, spengo.
Impensabile fare zapping in streaming (già solo il tempo di passaggio da una partita all’altra fa passare la voglia di farlo), ancor più impensabile farlo nella caotica logica dell’app di Dazn. Ma tornando alla valorizzazione, io avrei voluto vedere highlights un po’ più estesi del Milan in questo periodo: o partita intera, o highlights di 3 minuti. Ricordo che negli anni scorsi Sky proponeva sintesi di 30 minuti, assolutamente perfette, cosa che su Dazn non trovo e che farebbero decisamente piacere dato che la partita on-demand penso siano in pochi oltre agli addetti ai lavori a rivedere. Inoltre anche quei piccoli programmi “frivoli” alla Goal Deejay (che quest’anno su Sky ha avuto un declino pazzesco, conduzione totalmente sbagliata secondo me) mancano. Su Dazn è inoltre presente il calcio femminile: anche lì silenzio cosmico. Qualcosa in più per la Liga, ma vogliamo parlare della Championship? Hanno i diritti e in tutto l’anno non c’è mai stato un contenitore, un riassunto, un highlight, un raccordo del campionato…e questi avrebbero tra le possibilità un’istituzione del calcio inglese come Gotta! Lo stesso dicasi per i programmi di approfondimento. Gli speciali di Sky di Marani, di Porrà e via dicendo sono fenomenali (Marani è salito veramente di colpi, ricordo lo speciale su Paparelli ma anche quello su Senna è splendido, devo vedere quello di Parmalat; ho giusto guardato ieri sera la riproposizione di quello dell’Heysel di Porrà e mette i brividi). Sono tutti aspetti che su Dazn mancano e non penso sia legato solo al target giovanile: manca proprio la volontà di farlo. E anche sulla squadra Dazn ci sarebbe parecchio da dire. In quel che ho visto quest’anno salvo sostanzialmente solo Federica Zille, che mi ha impressionato a tal punto che la vedrei bene già al posto di Diletta Leotta sia per capacità di parlare, sia soprattutto per capacità di comprensione e conoscenza del calcio (al pari di un’altra emergente femminile in Rai quale è Giada Borgato, veramente brava).

Resto dell’idea che Dazn abbia sottovalutato due aspetti fondamentali:
1) Le abitudini degli italiani: cambiarle è dura, siamo abituati a fare zapping, a farci catturare dall’evento e dalla curiosità. Il finire su un evento è diverso dallo sceglierlo ed è quello che spesso fa la differenza negli ascolti. E Sky sugli eventi ti ci fa finire: la numerazione consecutiva, le promo, la facilità di far lo zapping (il telecomando è uno degli aggeggi preferiti degli adulti italici!)
2) L’amore degli italiani per il calcio. L’italiano è innamorato del calcio fino a un certo punto. L’italiano è innamorato di ciò che ruota attorno al calcio, delle chiacchere, della caciara, delle voci, del calciomercato. Nonostante tutto, resistono i programmi locali e ci sono personaggi che ormai sono piccole leggende metropolitane (penso a Crudeli in ambito milanista, non oso immaginare in ambito romano o napoletano) con molti che spesso alternano il seguire la partita live ai commenti delle tv locali. E inoltre sono 4-5 le squadre che fanno la differenze in termini di ascolti: le tre + Napoli e Roma, con altre
squadre che hanno un fan base molto solida (penso alla Fiorentina o alle genoane) ma che numericamente non spostano un granché. Pensare ai 25-30 mila che affollano ogni domenica lo Stadium of Light del Sunderland in League one e pensare ai 5-6 mila del Mapei Stadium o del Castellani, beh, fa pensare eccome.

E non ho ancora sfiorato il discorso produzione: mamma mia! Come diceva Sandro nel podcast, tra il pre-pre evento, il pre il post e il post-post su Sky vivi tutto perfettamente. È ovvio che non può essere così per tutto, ma quando hai produzioni di altissimo livello per Serie A, F1, Moto Gp e Tennis e poi li vai a vedere in altri lidi, capisci cosa vuol dire veramente il lavoro che fanno quelli di Sky.
Poi possono piacere o non piacere (Vanzini ad esempio, ma anche il Caressa attuale), ma il lavoro alla base e dietro alle quinte è immenso, ben diverso dal semplice collegamento 30 prima della partita, due cavolate a bordocampo, due interviste, partita, due domande post e ci vediamo la prossima volta. E su questo anche il gruppo Discovery soccombe nettamente. La produzione Olimpica di Discovery, notevolissima, resta comunque a mio modo di vedere inferiore a quella di Sky London 2012, dove tutto veniva perfettamente raccordato e raccontato invece di essere una semplice miscela di eventi tra cui scegliere. Ed è una differenza che ho notato tantissimo ora nel Giro D’Italia:
abituatissimo a Gregorio/Magrini (più che altro per Magrini), ho fatto
uno sforzo notevole per rimettermi sulla Rai, ma superato lo shock iniziale, non mi stacco più: vivere la corsa con i collegamenti dalle moto, i live, le chicche storiche che lanciano tutti i giorni con esperti, personaggi locali, etc.. è ben diverso e molto più appagante.

È quel lavoro in più che paga notevolmente in termini generali e che
ti fa anche digerire un commento più noiosetto se vogliamo (tranne quando interviene Giada Borgato).

Penso di essermi dilungato già troppo, perdona la prolissità, ma i 140
caratteri di Twitter erano un po’ limitanti in questo caso! 🙂

A presto,

Cristian (Twitter: @Sberl1983)

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