Dopo aver “glorificato” il Fiandre, di ritorno da Roubaix, eccoci di nuovo in Belgio per rivivere alcune LIEGI-BASTOGNE-LIEGI, o se preferite, Luik-Bastenaken-Luik, da pronunciare (alla fiamminga) con un certo compiacimento come faceva Adriano De Zan. Il criterio con cui abbiamo formulato la nostra compilation è il solito delle puntate analoghe: non le annate più importanti, tutte facilmente rinvenibili sul tubo, ma quelle che forniscono alcuni spunti nuovi da poter offrire. Vi invitiamo tuttavia a poter vedere, tra i video archeosport degli anni scorsi, la vittoria di Carmine Preziosi del 1965, quella vittoria di Godefroot con arrivo improvvisato per il maltempo (1967), vari trionfi di Merckx, la gran vittoria di Contini del 1981, le affermazioni di Moreno Argentin, il successo del carissimo Rebellin nel 2004. Un invito ai nostri lettori: al termine dell’argomento principale, un’innovazione, a partire da questa settimana, che si spera possa egualmente ricevere i vostri consensi.
Ma ora diamo il via alle nostre perle a raffica sulla Decana delle classiche: in maglia iridata l’imperatore di Herentals, RIK VAN LOOY si aggiudica la Liegi del 1961, precedendo il francese Rohrbach e il connazionale Armand Desmet, compagno di squadra alla Faema, squadra (industria italiana) che negli anni Sessanta fece parte dei gruppi sportivi più importanti del pedale, prima con Van Looy, anni dopo con Merckx.
Immagini favolose per la corsa del 1964, un arrivo a tre con Vittorio Adorni tra i protagonisti.
In volata prevale però il belga BOCKLANDT, mentre il corridore parmense della Salvarani è terzo. Secondo è il belga Van Coningsloo. Si arrivò generalmente, e fino al 1973, al velodromo di Rocourt, che nel 1963 è stato teatro delle grandi imprese mondiali di Gaiardoni e Faggin.
Commento dalla tv belga di espressione francese.
Quando ancora non si correva stabilmente di domenica. Edizione 1966 del 2 maggio (di lunedì). Non un cacciatore di classiche ma un fuoriclasse assoluto del cronometro e delle corse a tappe, è il momento di salutare un successo di JACQUES ANQUETIL, alla vigilia di un Giro d’Italia che lo vede fra i favoriti e che lo vedrà terzo dietro a Motta e Zilioli. La vittoria del normanno a Liegi è netta, quasi cinque minuti di vantaggio, l’epilogo della gara avrà uno strascico noioso, in quanto il corridore normanno si rifiuta di effettuare il test antidoping. Ma sono gli anni in cui la normativa dei controlli è ancora nebulosa, ci sarà dapprima la squalifica, poi la riammissione in classifica per un vizio di forma nella procedura.
Momento MERCKX, la vittoria del 1972 che vediamo in parte anche con la voce di Beppe Conti.
È un edizione atipica in quanto si arriva a Verviers. A memoria di chi scrive, l’ultima edizione che non si è svolta di domenica. La data esatta, a dispetto di alcune fonti inesatte, è giovedì 20 aprile.
Distacchi da calendario per il cannibale, anche lui, come il video precedente di Van Looy in maglia iridata. E pensare che alla vigilia si nutrivano dubbi sulle sue condizioni, per via di un infortunio rimediato alla Roubaix.
Gli appassionati più attenti hanno trovato già da anni un video della corsa del 1979, con immagini non eccelse. Questa volta possiamo seguire meglio la corsa vinta dal tedesco ovest DIETRICH THURAU, con un filmato più compiuto, senz’audio. A poco meno di un minuto Hinault precede il gruppo degli inseguitori su Willems, mentre il Tista Baronchelli è quarto.
Arriviamo al 1988 dove si afferma ADRI VAN DER POEL, padre dell’attuale fuoriclasse che imperversa attualmente sulle strade del ciclismo di oggi, vincitore a Sanremo ed a Roubaix. In una volata a tre Van del Poel padre si impone sul belga Dernies e sullo scozzese Millar.
La volata da Tmc con Davide De Zan.
Il 1989 è di SEAN KELLY: la clip ha un valore anche televisivo perché avvicina due realtà sportive di assoluto livello, tanto lontane nel tempo, quanto attaccate in quello specifico momento temporale di primo quadrimestre ‘89. In quell’anno a febbraio è nata Eurosport. L’ente paneuropeo attecchirà molto dopo in Italia ma intanto è già una realtà continentale; il filmato, prosegue (con commento di Beppe Conti) con la diretta da Telecapodistria che invece sta per perdere il segnale dell’Eurovisione, come illustrato dal titolare di questa pagina, Simone Salvador sul suo libro Decoder (vedi capitolo su Telecapodistria). Per tornare alla corsa l’irlandese vincitore precede un folto gruppo. Si nota nel filmato anche la presenza di un corridore jugoslavo, Jure Pavlic di Lubiana. Avere allora un corridore dalla Jugoslavia sembrava una sorprendente rarità, se ne contavano pochi; adesso la Slovenia presenta una serie notevole di fuoriclasse.
Col trasferimento dell’arrivo rispetto al tradizionale Boulevard de la Sauveniere, si può definire che la corsa ha cambiato sembianze offrendo un finale decisamente più difficile. Eccoci alla conclusione del 1993, all’insegna del duello SOERENSEN/Rominger con vittoria del primo. Commenta Adriano De Zan.
L’anno successivo (1994) vittoria di EVGENY BERZIN, il russo che poi si aggiudicherà il Giro d’Italia. Un colpo di mano per anticipare un gruppetto di attaccanti, fra cui (Furlan che si piazza terzo, Chiappucci e Della Santa). Da Tmc con Davide De Zan e Beppe Saronni.
Arriviamo al 2001, con successo di un ex campione del mondo, lo svizzero CAMENZIND che regola un gruppetto di fuggiaschi tra cui l’indimenticabile Rebellin che è secondo. Nel gruppo di testa anche Francesco Casagrande. Commento della coppia Andrea Berton/Marco Saligari per Eurosport.
SECONDE VISIONI
È il 1977. C’è un atleta dal futuro radioso che gradualmente si sta imponendo all’attenzione come un autentico fuoriclasse. È bretone, si chiama BERNARD HINAULT. Per lui un percorso lento verso gli alti traguardi, senza mai essere mandato allo sbaraglio. Ma è giunto il momento di raccogliere i primi risultati e la Liegi di quell’anno lo consegna agli albi d’oro. Secondo il belga Dierickx.
SCUSATE, AVETE VISTO PASSARE IL ’73?
Una sotto-rubrica che viene ad incastonarsi nelle nostre pagine con un SECONDO ARGOMENTO STORICO. Oggetto di questo angolo di chiusura è il tempo; ogni settimana, a partire da questo numero, vorremmo ritrovare, (con chicche inedite o eventi di massima importanza), l’atmosfera di cinquant’anni fa, precisamente in corrispondenza del mese che stiamo vivendo. Risale all’aprile del 1973, infatti, il nostro primo video in questione. La finale individuale maschile dei mondiali di tennis tavolo svoltisi a Sarajevo, fra il cinese XIE ENTING, che prevale, e lo svedese Johansson. Il “ping pong” è ancora lungi da essere sport olimpico (lo sarà nel 1988), ma ha una importanza fondamentale dal punto di vista politico per avvicinare la Cina al mondo occidentale.
Abbiamo appena accarezzato il 1973 e vi torneremo completamente la prossima settimana, ricordando le palpitanti fasi del campionato di calcio di Cinquanta anni fa. È tutto anche per questa sedicesima puntata, un ringraziamento a tutti i lettori ed a Sportimmedia.
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