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SPORTinMEDIA > TV > Telecronisti&Commentatori > Zibaldone degli Ori Azzurri Invernali (1^ parte) | Viale delle Rimembranze #130
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Zibaldone degli Ori Azzurri Invernali (1^ parte) | Viale delle Rimembranze #130

Ultimo aggiornamento 2026/01/29 at 4:41 PM
Lucio Celletti 2 mesi fa
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A due settimane dai Giochi, vi proponiamo una carrellata olimpica degli ori invernali azzurri dagli esordi fino al 2006 dell’ultima edizione in Italia, attraverso un melange di filmati inediti e non, seguiti dai rispettivi riscontri sulla stampa italiana. Prima puntata da Garmisch 1936 ad Albertville 1992.

Nella convinzione di potervi proporre, unici in Italia, un quadro pressoché unico della storia olimpica azzurra in versione …nivea, cominciamo con un titolo che non figura nel medagliere ufficiale.

GARMISCH 1936

Devesi puntualizzare peraltro che la gara aveva solo un carattere dimostrativo. La prova a pattuglie militari di Garmisch 1936, che poi avrebbe fatto parte del programma non olimpico del biathlon, ma che allora poteva essere ascritta allo sci di fondo. Una prova militare che non si può decontestualizzare dal periodo politico e bellico in cui si viveva e si vivrà, ma per noi conta solo l’aspetto agonistico e storico. Questi i nostri 4: Enrico Silvestri, Luigi Perenni, Stefano Sertorelli, Sisto Scilligo

SAINT MORITZ 1948

Dopo la sosta bellica, eccoci nel 1948 di Saint Moritz. Ci occupiamo di skeleton, allora riconosciuto come disciplina del bob. Vittoria per Nino Bibbia sulla pista di Saint Moritz. Ecco una ricostruzione apposita. Lo skeleton verrà poi enucleato dal programma olimpico, tornandovi in un giorno palindromo: il 20.02.2002

L’oro di Zeno Colò nel 1952 ad Oslo. A voi la ricostruzione. Un oro in discesa, unico e raro che la radio annuncia con Mario Ferretti, inviato d’eccezione.

CORTINA 1956

Ed eccoci a Cortina 1956 per l’oro di Dalla Costa&Conti nel bob a due. Voce di Natale Bertocco (radiocronista di Cortina 1941, mondiali di sci poi declassati e commentatore del film olimpico “Vertigine bianca” dedicato a quella Olimpiade, cui abbiamo in progetto di occuparci fra due settimane, appena prima dell’inaugurazione). Come vedremo in una prossima puntata non c’erano ancora telecronache di bob: per gli amanti della “guidoslitta” non restava altro che recarsi sul posto spendendo 3.000 Lire per le quattro giornate di gara oppure 1.000 Lire per un biglietto giornaliero di prima classe o 500 per un biglietto di classe inferiore.

GRENOBLE 1968

Dopo 12 anni di astinenza arriva una quaterna quasi inattesa a Grenoble 1968 e le specialità da budello la fanno da padrone.

C’è però una prima volta per un atleta non nordico o sovietico nello sci di fondo. 30 km maschile. L’oro di Franco Nones, nel video ricordato da lui stesso nel ventennale del successo con Ivana Vaccari. Immagini da cinepresa, del resto nella diretta Nones (pettorale 26) non viene mai inquadrato (salvo un casuale passaggio al ventesimo km) prima dei due minuti finali di gara corrispondenti all’arrivo. La regia era forse distratta dal n.25, lo svedese Gunnar Larsson. Ma sicuramente fu una grande soddisfazione per lo sci nordico italiano (o degli europei del sud, per dirla alla Robert Chapatte che fece la telecronaca per la tv francese, con l’aiuto di Michel Drucker, quello che nel futuro sarebbe diventato il Pippo Baudo di Francia).

Un filmato quasi tenero della slittinista Erika Lechner con un pensiero alle due germaniche dell’est squalificate per aver scaldato i pattini, circostanza non consentita che aveva aperto la strada dell’oro alla bambinaia di Maranza.

Ancora l’oro di Erika Lechner nel commento del 1988 da parte di Franco Sitton

La doppietta di Eugenio Monti che dopo una carriera di grandi successi mondiali e podi olimpici, centra una storica doppietta. Argento a Cortina 1956, assente come tutto il bob nel 1960, argento nel 1964 ricordato per quell’episodio del bullone regalato all’avversario britannico vincitore, Nash. L’oro nella prova a due (in coppia con De Paolis), tratto da una trasmissione quiz che presentarono Vittorio Adorni e Liana Orfei nel settembre 1968.

L’oro nel bob a quattro che conclude un’esaltante rassegna per l’Italia. Quattro ori che nascondono qualche difficoltà nello sci alpino. Ancora con lui il romano De Paolis, insieme ad Armano e Zandonella. Immagini rarissime.

SAPPORO 1972

L’oro di Gustav Thoeni a Sapporo 1972 che in Italia fu trasmessa solo nel pomeriggio con la telecronaca di Alberto Nicolello. Gli spettatori dell’Italia settentrionale seguirono le gare grazie alla diffusione notturna della Tv svizzera, mentre in Italia la notizia arrivò al mattino con lo speciale delle 7 in radio.  La rincorsa all’oro di Thoeni all’oro era partita nel 1969 con una doppia vittoria in Val d’Isere, nella Coppa dei Paesi alpini e poi in Coppa del Mondo. Era cominciata l’era dell’Italia moderna nello sci alpino. Seguiamo la seconda manche che si svolgeva il giorno dopo la prima, con l’inversione del primo gruppo e non secondo l’esito dalla prima manche.

Quasi in contemporanea l’oro del biposto degli slittinisti Hildgartner e Plaikner. Trattasi di un oro a pari merito con la coppia della Germania Ovest. SAPP…ORO anche per noi, come titolò il Corriere dello Sport, sottolineando l’accoppiata con la vittoria di Thoeni.

INNSBRUCK 1976

In quattro parti il video di Gros a Innsbruck 1976, nello slalom, anche per festeggiarne il vicino cinquantennale del 15 febbraio. Un oro sospirato, arrivato al penultimo giorno, dopo la delusione di Thoeni che aveva perso nella seconda manche del gigante un oro che sembrava ampiamente alla portata dopo la prima manche. C’era stata poi la splendida piazza d’onore di Claudia Giordani. Prima ancora, nel primo giorno assoluto di gare, il bronzo di Plank in discesa. Dapprima la prima manche del vincitore con Guido Oddo, in telecronaca.

Le immagini da cinepresa (meno viste) della seconda manche, nell’ordine Gros, primo, Thoeni, argento e Willy Frommelt del Liechtenstein, terzo.

Ecco la prova di Piero Gros, commentata da…Piero Gros, dodici anni dopo, nello splendore del bianco e nero delle nostre tv di allora.

Doppietta azzurra e spavento per un intermedio di Stenmark che poi sbaglia ed esce di scena. Un canto del cigno per la valanga azzurra. Immagini Rai a colori con Bruno Pizzul. Non è mai stata rimostrata invece la sfortunata seconda manche di Franco Bieler che avrebbe potuto portare all’Italia la terza medaglia per un en plein

Sempre da Innsbruck 1976, usciamo con un oro NON OLIMPICO, MA MONDIALE quello di Thoeni, che seguiamo nelle tre prove nel commento di Fulvio Stinchelli. La combinata, sostituita proprio quest’anno da una staffetta a due, tornerà, come gara a sé, nel 1988.

SARAJEVO 1984

Dopo il digiuno di Lake Placid, arriva, a Sarajevo 1984 di domenica un oro da parte dello slittinista Hildgarner; la diffusione della telecronaca avvenne in una pizzetta all’intero della trasmissione Blitz con Gianni Minà, con risultato annunciato. Tutto questo mandò il Presidente del Coni Carraro su tutte le furie al punto di scrivere al Presidente della Rai Sergio Zavoli “Era a tutti noto che nello slittino maschile, dopo tre giornate di gare, un atleta italiano guidava la classifica. L’ultima decisiva prova era in programma alle ore 15 di domenica e l’ordine di partenza era tale per cui, nel giro di circa mezz’ora, sarebbero scesi sia tutti gli atleti italiani che stranieri, in grado di occupare le prime posizioni. Sulla seconda rete, durante “Blitz” vi è stato un collegamento in differita durato meno di 10 minuti, durante i quali sono state riprese le discese di 4 atleti. In più il presentatore ha anticipato il risultato della competizione“. Successivamente alla lettera di Carraro, l’ufficio stampa della RAI diramò una nota per precisare che l’Ente aveva finora dedicato (ndr, si era al sesto giorno di gare su dodici) una quindicina di ore ai Giochi di Sarajevo e per spiegare che un’improvvisa interruzione del collegamento tra la pista di Trebevic e lo studio di Roma, avrebbe impedito la telecronaca diretta della discesa degli slittinisti. Farfugliamenti, aggiungiamo noi, anche perché la prova si era vista grazie all’emergente Telemontecarlo. Ma la Rai queste brutte figure le colleziona ancora oggi.

Telecronaca regolare da Sarajevo, per lo slalom, dove si impone, nella nebbia Paola Magoni. Dapprima un aneddoto su Alfredo Pigna, telecronista di quella gara. Nel 1983, Alfredo era tornato a presentare la Domenica Sportiva. Nel bel mezzo delle Olimpiadi; gli viene imposto di tornare alla Domenica Sportiva per la conduzione. Gli aerei sono fermi per maltempo, non resta che un disagevole viaggio in pullman, ma anche la corriera è sepolta dalla neve. Una mezza giornata fermo per tornare a Milano, dove conduce la sua trasmissione imperturbabile come un lord. Poi il ritorno nella località bosniaca dove ottiene il suo più grande “alloro” professionale. La vittoria di Paoletta Magoni; un venerdì nella nebbia, dove Pigna ha la felice intuizione di affermare subito che con quella prova la bergamasca sarebbe salita molto in alto. Oltre a Pigna, si ascolta inizialmente Paolo Giani. Si gareggiava allora con l’inversione dei 5. Al microfono anche Gaetano Coppi, ex azzurro e antesignano degli opinionisti.

CALGARY 1988

Alberto in Alberta, le grandi Olimpiadi del 1988 a Calgary. Una storia che è patrimonio nazionale del nostro sport. L’oro del gigante con Tmc e Bruno Gattai, la prima manche per costruire il successo, la seconda per consegnarsi alla storia. Si gareggiava allora, nella manche decisiva, con l’inversione dei 15. In cabina l’azzurro Oswald Toetsch. Una vittoria a braccia alzate, come un ciclista.

La premiazione del gigante. Commenta dagli studi di Telecapodistria, Giacomo Crosa.

PRECISAZIONI STORICHE SU TOMBA & RAI A CALGARY 1988

  1. Passano due giorni ed arriva la gloria del doppio oro con lo slalom. La cosa che più fa infastidire è che su quella gara sono state dette, da testate anche importanti, delle corbellerie, ad esempio telecronista per Sanremo, Alfredo Pigna…
    Non è esatto, il collegamento fu di Marco Franzelli dal tubo.
  2. In secondo luogo è stato detto che la Rai si collegò con Sanremo per seguire la gara che non era state prevista in altre reti. Altra inesattezza colossale. C’era Raitre con Pigna e Ninna Quario.
  3. Terza sciocchezza: la Rai si collegò per lo slalom gigante: ovviamente era lo slalom.
  4. Altro errore da parte del presentatore di Sanremo in occasione del primo oro: al Festival di Sanremo quel giovedì non ci si collega con Calgary ma l’annuncio entusiastico del presentatore Miguel Bosè, scuote i presenti, appena dopo l’esibizione di Massimo Ranieri.  “…Un attimo, non me lo posso più tenere, Alberto Tomba ha vintoooo il superg!! medaglia d’oro, medaglia d’oro, non me lo potevo più tenere ragazzi!!” Ovviamente era lo slalom gigante.
  5. Infine… la più grossa, Pigna aveva già commentato l’oro di Gros a Innsbruck. Autentica castroneria, nel 1976 c’era Guido Oddo, tornato in cabina dopo un’influenza olimpica (sostituito da Pigna ma solo per l’amaro gigante).

Parafrasando il Barbiere di Siviglia, queste fandonie, oltre a svilire il lavoro di chi opera del settore della memoria sportiva e televisiva, sono sussurri leggeri che piano, piano si ingrandiscono e diventano a loro volte una convinzione per i non addetti.

LO SLALOM SU RAI 1 (MA ANCHE SU TMC E TELECAPODISTRIA…)| Per lo slalom su Raiuno andò effettivamente così: Miguel Bosè (con Gabriella Carlucci a fianco) annuncia che sarà fermato il Festival per far seguire la gara: è Marco Franzelli a commentare le ultime cinque discese. In ogni caso Alfredo Pigna, sembra, non prese di buon grado la decisione di creare una telecronaca parallela da parte di Rete Uno e Tg1 (ad uso esclusivo del Festival di Sanremo), invece che collegarsi con il suo audio in Canada. La scelta era dettata dal fatto che i responsabili a Sanremo preferivano essere in contatto con un audio di Roma, per avere un maggiore controllo della situazione, in caso di situazioni o lungaggini non previste. Non fu la sola cosa che non andò giù a Pigna. Si arrabbiò anche per un altro fatto, dapprima Tmc si catapultò in pista per carpire a Tomba le prime impressioni; poi Sandro Vidrih e Mario Cotelli per Telecapodistria fecero quasi spingere il bolognese nella loro cabina; nella concitazione, con scaltrezza, fu fatto entrare in una tv italiana, che non era la Rai bensì l’emittente istriana.

Ma c’era Tmc con Bruno Gattai: eccoci alla prima manche. Da registrare, anche nel febbraio 1988, il lancio di un canale esclusivo sportivo da parte di Fininvest, sotto le frequenze e le insegne di Telecapodistria, fondamentale per la diffusione di quell’evento.

Ed ecco la seconda manche: difficilmente vivremo attimi più palpitanti di questo. “È dietro!!!!”, urla Bruno Gattai, riferendosi al tedesco ovest che tagliava il traguardo superato da Tomba. Uno straordinario doppio oro.

La premiazione dello Slalom.

ALBERTVILLE 1992

L’effetto Tomba si riflette su Albertville 1992. Prima arriva una sorpresa gradita e colossale, frutto di una ecatombe dei favoriti, sia nella discesa che nello slalom. La prova di combinata che vede la doppietta finale azzurra Josef Polig-Gianfranco Martin. Due sciatori che poi non riusciranno a ripetersi. Immagini essenzialmente da Tmc con Bruno Gattai. Forse l’oro più sorprendente di tutti.

Arriva poi l’incredibile martedì 18 febbraio 1992. Il superg muliebre, per via di un annullamento del giorno precedente, è incastonato fra le due manche di gigante maschile ed è vinto da Deborah Compagnoni. Una vittoria schiacciante. Telecronaca Tmc con Bruno Gattai e Ninna Quario.

Albert…ville, traducendo la città di Alberto. La storia consegna a Tomba l’etichetta indelebile di primo sciatore dell’alpino a confermarsi d’oro nell’edizione successiva. Ma che fatica dover respingere l’assalto di un ispiratissimo Girardelli. Bruno Gattai per Tmc.. Le due manche in filmato unico.

Il venerdì speciale di Stefania Belmondo. Telecronaca  di Giacomo Santini con Rolly Marchi in cabina e Mario Mattioli dagli studi di Roma. Oro nella 30 km per un quarto fantastico oro.

RASSEGNA STAMPA STORICA (CON CHICCHE A PROFUSIONE…)

Ed ora le stesse emozioni in modo cartaceo con la rassegna di un March Moccia, che si è davvero superato in questa puntata. Un viaggio nel tempo che sottolinea anche il cambiamento progressivo (in peggio) delle prime pagine dei giornali. Dai titoloni degli anni Cinquanta ai trafiletti più moderni.

Appuntamento alla prossima settimana per proseguire il nostro viaggio attorno gli ori azzurri di Olimpia Nivea, dal 1994 al 2006.

Lucio Celletti

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TAG: Memoria sportiva, Olimpiadi Invernali, Ori olimpici italiani, Sci Alpino, Sci di Fondo, SPORTinMEDIA, Storia dello sport, Telecronache Rai, Tomba a Calgary 1988, Viale delle Rimembranze, video
Lucio Celletti 29 Gennaio 2026 22 Gennaio 2026
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