| Rubrica | Ultra Slow-Mo |
| Autore | Wenner Gatta |
| Argomento | Grafiche TV del Giro d’Italia 2026 |
| Edizione | Giro d’Italia 2026 – 109ª edizione |
Si è conclusa ieri l’edizione 109 del Giro d’Italia, le cui grafiche hanno, anche quest’anno, rappresentato un piacevole ausilio per i telepcsportdipendenti, ma anche per i telecronisti, al supporto della visione (e del racconto) di ogni singola tappa, grazie alla quantità (ma anche alla pertinenza) di quanto puntualmente impresso sulle immagini di ogni singola tappa.
Qualche settimana fa, nella puntata numero 226 di Ultra Slow Mo avevo provato a immaginare le novità che avremmo visto quest’anno che sarebbero andate a “puntellare” il pacchetto di grafiche profondamente rinnovato un paio di stagioni orsono, sulla base di quel che si era visto durante la primavera in occasione delle gare ciclistiche organizzate sempre da RCS.

È stata confermata la presenza dell’Heat Map (molto utile a mio avviso) che ci ha consentito di percepire il posizionamento del singolo corridore nel corso della frazione.

Presente anche la grafica indicante la direzione di provenienza del vento in tempo reale (un dato, quello del vento, che, come vedremo, ha trovato spazio in alcune nuove grafiche ad esso dedicate) che ci ha consentito di capire in tempo reale se la stessa fosse favorevole o meno al senso di percorrenza dei ciclisti.

Riproposta anche la grafica riassuntiva delle informazioni salienti della tappa che permetteva a coloro che non avevano seguito la frazione nella sua interessa di informarsi sugli eventi significativi fino a quel momento occorsi.

Molto utile, invece, specie per i cicloamatori la grafica indicante il tempo percorso per scalare il pendio che avrebbe portato al GPM (al fine di parametrare le prestazioni dei professionisti con le proprie) all’interno della quale veniva di tanto in tanto impresso il tempo della migliore prestazione fatta registrare per effettuare quell’ascesa (una grafica che sarebbe stata più completa se avesse riportato anche il nominativo del ciclista che l’ha fatta registrare, il relativo anno, soprattutto, al termine della salita se il record era stato battuto o meno, qualcosa che è mancato nella prima settimana per essere progressivamente introdotto in quelle successive).

E proprio questa grafica mi consente di introdurre le novità che invece ho intercettato durante la visione delle tappe che ho visto, come ad esempio, la classifica dei migliori tempi impiegati dai ciclisti per scalare un gran premio della montagna che, molto spesso, ci ha permesso di comprendere come più celere non sia stato il fuggitivo.

Interessante (sempre ai fini comparativi con le prestazioni dei cicloamatori) anche la sintesi dei dati relativi alla salita riportati lungo l’ascesa.

Diffuso poi l’utilizzo dei ticker nel corso della giornata (non una novità) al cui interno (questa sì, invece, che è una novità rispetto alle scorse edizioni) veniva riprodotta anche la velocità in tempo reale fatta registrare dall’atleta.

Per la prima volta, invece, ho visto una grafica riportante i nominativi (e i riferimenti) dei ciclisti coinvolti in una determinata caduta, grafica che, probabilmente, è stata generata recependo le informazioni diffuse al riguardo da Radio Corsa.

E veniamo, invece, a quello che è stato il settore che, a mio avviso, è stato quello più interessato dalle novità, vale a dire quello con le informazioni metereologiche, le cui svariate grafiche sono state proposte in più occasioni durante ogni singola tappa.
Partiamo, ad esempio, da quella ritraente (non solo) il meteo lungo il percorso proposto sull’altimetria della tappa con l’indicazione degli orari in cui i corridori avrebbero attraversato una singola località.

Nuova, poi, anche la grafica che ci ha consentito di comprendere non solo la differenza fra due determinati punti del percorso, ma anche quella realmente percepita dai ciclisti.

Così come nuove sono state le animazioni grafiche focalizzate sulla direzione da cui spirava il vento in un determinato tratto di strada, facendoci subito comprendere non solo il suo impatto sul gruppo, ma anche anche l’intensità delle folate.

Discorso a parte, invece, per la cronometro, nella quale abbiamo visto qualche nuova grafica, come ad esempio quella che indicava il tempo che ci separava dalla partenza di determinati atleti.

Al contrario, anche quest’anno, assenti i centesimi di secondo nel cronometro nella grafica del tempo fatto registrare in occasione degli intermedi ovvero al termine della prestazione: ormai sappiamo che non si tratta di un dato rilevante ai fini della classifica finale, ma la presenza di tale dato nelle crono delle altre corse a tappa, non può che mettere in risalto la sua assenza all’interno del Giro d’Italia.
Sarà il 2027 l’anno in cui li potremo vedere anche al Giro?
Stay tuned!
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📺 ULTRA SLOW MO
Wenner Gatta
Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”
Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.
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