Viale delle Rimembranze #28 | Vittorie italiane nelle tappe al Tour (2^ parte)

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Benvenuti alla seconda parte del nostro percorso storico sul Tour. La scorsa settimana, partiti da lontano, abbiamo percorso anni di ciclismo antico per arrivare a toccare gli anni Ottanta. Anche stavolta l’abbondanza delle vittorie del ciclismo italiano (a dispetto della “micragna” odierna), ci ha costretto ad una selezione forzata, scegliendo di privilegiare prevalentemente il ricordo dell’ultima decade degli Anni Novanta.

Come ricorderete l’ultimo protagonista del capitolo precedente fu Guido Bontempi. Questa volta il velocista di Gussago apre, da cronoman, la seconda puntata. Preludio agonistico (valido solo per la consegna della prima maglia gialla ma non per la classifica a tempi) a La Baule nel 1988 con affermazione in una sorta di km. lanciato individuale dopo una passerella di squadra. Torna un italiano in maglia gialla, per un giorno, dopo 13 anni.

Ma del 1988 va senz’altro rivista questa incredibile vittoria di Ghirotto a Guzet Neige. Un’errata segnalazione ai danni del francese Bouvetier e del britannico Millar favorisce una fortunata ma pur sempre meritata vittoria di Massimo Ghirotto. Per l’incredulità di Beppe Conti dai microfoni di Koper.

1991: un successo collettivo del gruppo Ariostea nella cronosquadre a Cassieu, nonostante una caduta nel finale. Parzialmente con Davide De Zan.

Sempre 1991: della grande Ariostea fa parte anche Lietti che s’invola con Lemond e lo supera in volata a Gap. Una gioia che il corridore italiano non si potrà godere fino in fondo per un incidente alla partenza della tappa dell’indomani.

Ed ora un salto in edicola per una doppia pagina su Chiappucci, vincitore alla Bartali della tappa epica del Sestriere nel 1992, in cui mette in difficoltà anche il fuoriclasse Miguel Indurain.

Tappa di Marsiglia 1993, ricordata per la fuga a lunga gittata del marchigiano Roscioli. Per l’ultimo km. possiamo ascoltare la voce di Davide De Zan.

Sono gli anni di Mario Cipollini, velocista principe del Tour de France, ecco alcune sue vittorie.

1993: Les Sables d’Olonne con il commento diretto di Davide De Zan per Tmc

1995: Vitre  con Adriano De Zan

1996 Wasquehal  ancora  con Adriano De Zan, nel primo anno al microfono di Davide Cassani

1996: A Villan sur Lot vince Podenzana. Spopola il pedale italico (secondo Guerini, quarto Bartoli) per l’esaltazione di Adriano De Zan e Davide Cassani, che ascoltiamo in parte

1996: Splendidamente Baldato sui Campi Elisi allo spirare del Giro di Francia 1996. Commenta Adriano De Zan, con la valigia sotto il tavolo: sta per partite per Atlanta per i Giochi Olimpici dove commenterà 4 ori, tre su pista più quello di Paola Pezzo che avrebbe dovuto descrivere invece Mimmo Fusco, se non fi fosse stato un errore negli accrediti.

1997. Altra vittoria rocambolesca. A Digione i due fuggiaschi Heppner (Ger) e Voskamp (Ned) sono squalificati. La tappa va a Mario Traversoni che si aggiudica la volata per il terzo posto. Telecronaca di Adriano De Zan con Davide Cassani mentre Ivana Vaccari annuncia il successo dell’italiano.

Non possiamo non finire con Pantani, colui che ci ha esaltato, non solo vincendo tappe ma anche issandosi nella vetta assoluta come nel 1998.

Tutte le vittoria di Pantani sono sul tubo, il nostro spirito intende prevalentemente privilegiare, quanto più possibile, i filmati inediti o semi-inediti. Possiamo quindi concludere il nostro viaggio attraverso la sua premiazione del Tour de France. Tutto è giallo per Pantani, anche la barba del romagnolo. Presente alla premiazione anche Gimondi, ultimo precedente trionfatore italiano nel 1965 e fra i patron del vincitore alla Mercatone Uno, nell’entusiasmo di Adriano De Zan che riesce finalmente a commentare un nuovo Tour vincente per un italiano, agli sgoccioli della sua ultraquarantennale carriera al microfono.

SCUSATE AVETE VISTO PASSARE IL ’73?

Una rarissima incursione nei 400hs femminili per una comparsa pionieristica a Londra. La specialità entrerà a far parte del programma dell’atletica solo dal 1977, ma già ci sono ragazze che sperimentano questa specialità, provenendo dai 400 metri piani. Fra queste l’affermata austriaca Sykora che si impone a Londra.Allora bastava un 58.5.

Un saluto ed un ringraziamento a tutti i lettori ed a SPORTINMEDIA. La prossima settimana, come già anticipato, parleremo di grande Italia nella scherma iridata.

Grazie ancora a tutti Voi e naturalmente a Sportinmedia.

Lucio Celletti

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