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SPORTinMEDIA > TV > La corsa in linea iridata: memorabilia (tutti i Mondiali dal 1964 al 2009) | Viale delle Rimembranze #77
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La corsa in linea iridata: memorabilia (tutti i Mondiali dal 1964 al 2009) | Viale delle Rimembranze #77

Ultimo aggiornamento 2024/09/26 at 11:11 AM
Lucio Celletti 1 anno fa
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EMOZIONI, GIOIE, ILLUSIONI, DELUSIONI, PALPITAZIONI, CABALA, MEDAGLIE

Una volta all’anno c’era una domenica che i malati del ciclismo trascorrevano davanti alla tv, soffrendo, aspettando, rifugiandosi nella cabala, nell’attesa di un esplosione di gioia oppure di un moto di delusione, senza pensare ad altro, se possibile. Era la domenica dell’iride in linea. Ma queste sensazioni dovremmo ascriverle a tempi ormai passati perché ormai gli italiani non vincono più e difficilmente sono protagonisti. In 15 anni abbiamo conquistato solo un argento nel 2019 con Matteo Trentin.

Questa volta abbiamo preparato un Viale delle rimembranze nostalgico, con quarantasei porte, una per ogni edizione dei mondiali di oltre quattro decenni, dal 1964, in una sola entusiasmante pagina. Abbiamo scelto di finire la narrazione al 2009, primo anno del nostro digiuno. Per le telecronache italiane, salvo qualche particolarità che indichiamo di volta in volta fino al 2000 c’è Adriano De Zan, spesso insieme a Giorgio Martino. Potremo anche egualmente riconoscere la voce degli opinionisti Vittorio Adorni e Davide Cassani. Quest’ultimo affianca Auro Bulbarelli nelle telecronache Rai dal 2001. Per le annate 1992 e 1993, la telecronaca è desunta da Tmc con Davide De Zan, con vari ospiti fra i quali si possono riconoscere Moser, l’abituale opinionista Saronni e il giornalista Sergio Neri. Per Eurosport  la voce di Andrea Berton con le opinioni e le digressioni spassose di Riccardo Magrini.  

Prima o dopo questa passeggiata vi invitiamo a passare per il nostro capitolo 31 in cui ci sono ulteriori filmati di gare iridate, pubblicate alla vigilia dei mondiali di Glasgow 2023.

Viale delle Rimembranze #31 | Mondiali 1956 di ciclismo a colori e altre rarità mai riviste

Queste le sedi delle corse iridate che sono proposte: 1964 Sallanches – 1965 Lasarte – 1966 Adenau – 1967 Heerlen – 1968 Imola – 1969 Zolder – 1970 Leicester – 1971 Mendrisio – 1972 Gap –  1973 Barcellona – 1974 Montreal –  1975 Yvoir – 1976 Ostuni – 1977 San Cristobal – 1978  Adenau – 1979 Valkenburg – 1980 Sallanches – 1981 Praga – 1982 Goodwood – 1983 Alternhreim – 1984 Barcellona – 1985 Giavera del Montello – 1986 Colorado Springs – 1987 Villach – 1988 Renaix – 1989 Chambery – 1990 Utsonomiya – 1991 Stoccarda – 1992 Benidorm – 1993 Oslo – 1994 Agrigento – 1995 Duitama – 1996 Lugano – 1997 San Sebastian – 1998 Valkenburg – 1999 Verona  – 2000 Plouay – 2001 Lisbona – 2002 Zolder – 2003 Hamilton – 2004 Verona – 2005 Madrid – 2006 Salisburgo – 2007 Stoccarda – 2008 Varese – 2009 Mendrisio

1964 JANSSEN (NED)

Grande occasione per Adorni, cui manca solo il guizzo in volata per l’oro che è dell’occhialuto olandese.

1965 SIMPSON (GBR)

In volata su Altig s’impone il britannico, segnato dal destino. Perderà la vita al Tour 1967.

1966 ALTIG (BRD)

Dopo il secondo posto del 1965, il tedesco occidentale s’impone in una gara dove Motta (suo compagno di colori alla Molteni) fu molto brillante, mancando solo il finale. Voce prevalente di Beppe Conti, colonna sonora del Grande Valzer Tonale di Romolo Grano.

1967 MERCKX (BEL)

Una fuga iniziale avviata da Motta per un finale che consacra per la prima volta Merckx sul podio alto dei mondiali. Voce dal futuro di Auro Bulbarelli.

1968 ADORNI (ITA)

Impresa folle di Adorni che vince con un distacco abissale. Dancelli è terzo. Nando Martellini sul palco, mentre Adriano De Zan riferisce dalla motocicletta.

1969 OTTEMBROS (NED)

L’impronosticato olandese batte in volata il belga Stevens. Dancelli, che ascoltiamo in un frammento, è ancora terzo.

1970 MONSERÈ (BEL)
Il primo mondiale a colori per la televisione. Gimondi è terzo. Il vincitore belga perirà in un incidente in una kermesse appena sette mesi dopo.

1971 MERCKX (BEL)

Merckx prevale su Gimondi. Immagini Logos Tv, audio rielaborato per necessità di narrazione.

1972 BASSO (ITA)
L’epico finale iridato, rigorosamente in bianco e nero per rispettare la sacralità di quell’incredibile finale per chi lo vide nella diretta dell’epoca. Impossibile che si possa verificare un finale con tanto pathos. Se Basso ha conquistato l’oro, Bitossi ha ricevuto le chiavi della gloria.

 1973  GIMONDI (ITA)
Le fasi altrettanto epiche rimaste nel cuore e nelle menti degli appassionati del ciclismo per l’eccezionale risultato.

1974 MERCKX (BEL)
Tra i più famosi mondiali fuori dal continente europeo questo terzo successo di EDDY MERCKX A MONTREAL. Gli resiste il solo Poulidor. Immagini a colori dalla Tv belga. Per l’Italia è quarto Giacinto Santambrogio.

1975 KUIPER (NED)
Esordio di Martini sull’ammiraglia azzurra, senza successo. Va di moda il ciclismo all’olandese.

1976 MAERTENS (BEL)
Nel caldo pugliese, Moser è battuto dal belga Maertens, invulnerabile  in quel periodo nelle volate. Da notare anche il terzo posto di Tino Conti.

1977  MOSER (ITA)
Stavolta Moser si …sceglie come compagno di squadra il tedesco ovest Thurau e lo precede in volata. Ma è anche la toppa più grande in assoluto della tv italiana che sbaglia i tempi della telecronaca in prima serata e si limita ad una differita nel corso della Domenica sportiva. Per fortuna in gran parte d’Italia si capta la tv svizzera; in extrema ratio la radiocronaca di diretta Rai con Giacomo Santini. Terzo Bitossi.

1978 KNETEMANN (NED)
Nuova volata a due per Moser ma stavolta Knetemann lo beffa.

1979 RAAS (NED)
Memorabile volata piratesca con Battaglin per le terre.

1980 HINAULT (FRA)
Nel mondiale con il percorso più duro della storia, Baronchelli si arrende solo ad Hinault.

1981     MAERTENS (BEL)

Dopo anni di obnubilamento il belga torna in auge e si aggiudica il mondiale davanti a Saronni.

1982  SARONNI (ITA)
Finalmente Saronni campione del mondo. Le fasi finali della gara, dapprima in lingua straniera poi con la telecronaca di Adriano De Zan con Felice Gimondi.

1983 LEMOND (USA)
Stavolta italiani meno brillanti del solito e vittoria dell’astro nascente Lemond.

1984 CRIQUELION (BEL)
Il successo del belga con una fuga a lunga gittata. Bene Corti, ma solo per l’argento.

1985 ZOETEMELK (NED)
Basta semplicemente citare una canzone dell’anno precedente, Forever Young, per sottolineare il successo del tulipano, professionista dal 1970. Podio per Argentin, un bronzo non senza amarezza.

1986  ARGENTIN (ITA)
Il veneto trova la sua grande giornata e vince un mondiale unico, perché si svolge al sabato. Telecronaca di Giorgio Martino, Adriano De Zan (con interventi dal tubo di Gianfranco De Laurentiis).

1987   ROCHE (IRL) 

Si pensava che Roche dovesse lavorare per Kelly o per il compagno di scuderia Bontempi ed invece dopo Tour e Mondiali, l’irlandese beffa tutti per aggiudicarsi l’iride. Argentin,… tenendo fede al suo cognome, stavolta è argento.


1988   FONDRIEST (ITA)

Un altro finale rocambolesco ed un interrogativo mai risolto: se Bauer non avesse buttato giù Criquelion, Fondriest avrebbe vinto lo stesso?


1989 LEMOND (USA)

Un Mondiale poco italiano. L’irlandese Kelly getta al vento un’altra occasione.

1990  DAEHNENS (BEL)                                            
Mondiale indecifrabile con fuga belga, il favorito Bugno deve solo pensare al bronzo.

1991  BUGNO (ITA)                                                    

Il mondiale di Bugno, non senza brividi per delle braccia alzate un po’ troppo presto.

1992     BUGNO (ITA)

Sembra l’occasione di Jalabert ma vince ancora Bugno, straordinariamente lanciato da Perini.

1993 ARMSTRONG (USA)
Nel quasi inverno di Oslo, prevale un giovane americano, di cui si parlerà in futuro non certo in modo favorevole.

1994     LEBLANC (FRA)

E’ l’ultimo mondiale che si svolge ad agosto (salvo il 2023) giacché l’Uci ha discutibilmente varato lo spostamento  in autunno. Massimo Ghirotto arriva ad un passo dal sogno mondiale, la vittoria va al francese Luc Leblanc mentre l’argento è di Claudio Chiappucci.

1995  OLANO (ESP)

Si gareggia in Colombia con vittoria dello spagnolo Olano che abilmente imbriglia il favorito Indurain. Per Pantani medaglia di bronzo. Dallo studio di Roma interviene Vito Taccone. Nella cabina locale una sorta di passaggio di consegne inconsapevole fra opinionisti, vista la contemporanea presenza di Davide Cassani e Vittorio Adorni.


1996  MUSEEUW (BEL)      

Sfugge agli italiani la corsa. Museeuw s’invola con l’idolo ticinese Gianetti e lo batta in volata. Terzo Bartoli.  Bronzo di Michele Bartoli.

  

1997  BROCHARD (FRA)                                           
Una vittoria francese con italiani mai protagonisti.

1998  CAMENZIND (SUI)

Un successo per la Svizzera a Valkenburg, località che non ci è mai stata amica. Dignitoso bronzo di Michele Bartoli, sempre sfortunato negli appuntamenti mondiali.

1999     FREIRE GOMEZ (ESP)

Sembrava sul momento la sorpresa più clamorosa della storia. In realtà lo spagnolo sarà un fuoriclasse e vincerà ancora da fuoriclasse. 

2000     VAINSTEINS (LAT)                                          
L’ultimo mondiale commentato in Tv da Adriano De Zan, purtroppo anche l’ultimo cui assiste in quanto nel 2001 una repentina malattia ce lo porta via.

2001  FREIRE GOMEZ (ESP)

Prima nazionale di Ballerini e tante polemiche per un Lanfranchi che insegue Simoni e riporta tutto il gruppo sul trentino. Nella volata finale Bettini è secondo; polemiche infinite.


2002  CIPOLLINI (ITA)

Un gioco di squadra straordinario, tutti per Cipollini che realizza il ….rigore decisivo e si aggiudica l’oro che nobilita la sua carriera.

2003  ASTARLOA (ESP)
Sono gli anni in cui si punta su Bettini ma vince, a sorpresa lo spagnolo Astarloa.

2004  FREIRE GOMEZ (ESP)
Anni spagnoli, quarta vittoria in sei anni  per gli iberici, tris del vincitore, bis sullo stesso percorso veronese. Con il neo campione olimpico Bettini in non buone condizioni, Luca Paolini è terzo, salvando il bilancio italiano.

2005  BOONEN (BEL)
Un mondiale indecifrabile ed indecifrato con vittoria del fuoriclasse belga.

2006  BETTINI (ITA)
Come Saronni nel 1982, nell’anno in cui l’Italia rivince nel Mondiale di calcio, Bettini conquista l’iride più pregiato. Arriva finalmente il trionfo per Bettini, ma dopo una settimana il vincitore passerà dalla gioia al dolore per la morte del fratello Sauro.

2007   BETTINI (ITA)
Bis di Bettini con una volata capolavoro, ancora una volta. Stavolta Bettini come Bugno, in grado di assicurarsi un mondiale dopo l’altro.

2008  BALLAN (ITA)

L’ultimo evviva azzurro, d’ora in poi solo delusioni per un mondiale non solo non ci regala maglie iridate, ma nemmeno ci fornisce emozioni, palpitazioni e medaglie, salvo quel 2019, fuori dei nostri anni rimembrativi il 2018 con un Trentin che deve inchinarsi al danese Mads Pedersen.  Da sentire e risentire l’urlo di Riccardo Magrini, un moto di gioia rivolto a Ballan, ormai prossimo al traguardo. “Alza quelle braccia per piacere!!”. Ottimo anche Cunego, secondo.


2009  EVANS (AUS)

Non c’è più Bettini, ritiratosi. a cui Andrea Berton, che sentiamo in telecronaca ha dedicato un libro, proprio in quei giorni. È la prima di una serie infinita di non vittorie azzurre.

Negli anni passati il ciclismo italiano aveva vissuto un’autentica sindrome, quella della Milano-Sanremo; 17 anni senza vittorie dopo il successo di Petrucci nel 1953 sembrava che il pedale azzurro avesse smarrito la via del successo. Ci pensò Dancelli con una fuga pazza a rompere il digiuno. Per adesso, nel mondiale, siamo a quota 16, con riferimento al successo di Ballan. Ed allora siamo noi a riecheggiare Magrini, con un’esortazione che sfida ogni ordinario pronostico ed ogni razionale valutazione delle forze in campo.  “Alzate quelle braccia, per favore!!“

Appuntamento alla prossima settimana con argomento a sorpresa. Intanto godetevi e godiamoci il mondiale di Zurigo, non senza un grazie a tutti Voi e a Sportinmedia che ci ospita.

Lucio Celletti

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TAG: Mondiali ciclismo 1964-2009, Telecronache, Video Mondiali ciclismo
Lucio Celletti 26 Settembre 2024 26 Settembre 2024
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