Un clas(s)ico che si rinnova ogni stagione e che traina le riprese televisive degli altri campionati europei

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Dicono che sia divenuta da qualche anno la partita di football con la migliore qualità (non solo di attori protagonisti in campo ma anche) di riprese e grafiche.

E’ quella che vede contrapporsi ogni stagione i due club più titolati in Spagna, ossia il Real Madrid e Barcellona, spettacolo che l’ultima volta è andato in scena sabato 10 aprile 2021.

La 183ma volta che queste due squadre hanno incrociato il loro destino nella Liga è stata una vetrina utilizzata da Media Pro per mettere in mostra ai milioni di telespettatori che hanno seguito il match (non tutti ma) i migliori strumenti in suo possesso per riprendere un incontro di calcio.

Nulla di paragonabile rispetto a El Clasico disputatosi a Madrid il 1° marzo 2020, in occasione del quale furono impiegate all’interno dello Estadio Santiago Bernabeu ben 33 telecamere (mediante le quali la partita venne trasmessa con tecnologia 4K HDR-HD), oltre a 16 telecamere necessarie per la creazione di statistiche e grafiche che si sono sovrapposte all’azione in tempo reale durante la trasmissione della partita, che sono state create tramite l’esclusivo sistema denominato Media Coach.

A questo impressionante spiegamento di mezzi, furono aggiunte altre 38 telecamere in Ultra HD, utilizzate per la produzione dei cosiddetti Replay a 360°, che consentono al regista di creare una ripresa dell’azione che può ruotare a proprio piacimento a seconda dell’angolatura che sceglie di far vedere al telespettatore, replay che in questa stagione hanno trovato spazio pure oltre Manica.

(il gol realizzato allo scadere da Trent Alexander-Arnold grazie al quale i Reds hanno piegato il 10 aprile 2021 ad Anfield Road The Villans, ripreso da ogni tipo di angolatura)

Piccola digressione: visionando alcuni frame del suindicato filmato non possono non tornare alla mente agli appassionati di grafiche televisive che, come me, iniziano ad avere qualche capello in bianco, il telebeam, vale a dire quel (adesso rudimentale) sistema informatico messo a punto dalla Olivetti in grado di ricostruire tridimensionalmente un ambiente per riprodurre determinate situazioni di gioco, sistema che venne lanciato in Italia durante i mondiali del 1990.

(Argentina-Camerun, partita inaugurale di Italia ’90; video tratto da youtube)

Tornando a El Clásico del 10 aprile 2021, il minor numero di telecamere impiegate per riprendere l’evento (parliamo comunque di 30 telecamere…) è principalmente dipeso dal fatto che l’incontro non si è disputato allo Estadio Santiago Bernabeu, bensì allo Estadio Alfredo Di Stéfano (presso cui il Real Madrid ha deciso di giocare in questa stagione tutte le proprie partite casalinghe, a causa del restyling dello Estadio Santiago Bernabeu), centro sportivo delle Merengues ubicato a pochi centinaia di metri in linea d’aria dall’aeroporto di Madrid.

La prossimità con lo scalo aereo più trafficato della penisola iberica ha impedito alla regia spagnola di utilizzare le classiche telecamere posizionate su di un elicottero per le riprese aeree, che questa volta hanno lasciato spazio a spettacolari riprese dall’esterno dell’impianto attraverso un drone di soli 4,5 kg di peso.

(il drone di 4,5 kg di peso utilizzato per le riprese aeree de El Clasico del 10 aprile 2021; immagine tratta dal sito de La Liga)
(una delle spettacolari riprese aeree filmate dal drone impiegato da Mediapro; immagini tratte da DAZN)

Ma le riprese mediante un drone non hanno rappresentato l’unica novità di El Clásico del 10 aprile 2021, in quanto la produzione iberica ha riproposto le steady cam con effetto cinematico, in grado di trasmettere un’immagine (sfuocata) simile a quella dei videogiochi, che i più attenti telespettatori hanno visto all’opera un mesto fa in occasione dell’ultimo derby di Madrid.

(video tratto da DAZN)

L’effetto di ripresa è senz’altro spettacolare, ma il carico che deve portare a spasso l’operatore non è indifferente: gilet, videocamera e supporto hanno infatti un peso di ben 30 kg.

(un cameraman ritratto mentre indossa la steadycam con cui ha ripreso da bordo campo El Clásico del 10 aprile 2021)

La medesima telecamera è stata utilizzata la scorsa settimana pure della regia francese in occasione del quarto di finale di ritorno di UCL tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco andato in onda il 13 aprile 2021.

(video tratto da Skysport)

L’auspicio per noi italiani amanti dello sport in tv non può che essere quello di vedere all’opera i suindicati mezzi fin dalla prossima stagione del campionato di Serie A, che auspichiamo venga ripreso in modo così spettacolare, confidando che il o i broadcaster che produrrà o che produrranno ogni partita (o per lo meno quelle di cartello), utilizzi spider cam, droni, steady cam con effetto cinematico, pole cam, che vediamo sempre più di frequente in maniera abituale nei principali campionati di calcio europei e che sono sicuro vedremo pure in occasione del prossimi campionati europei.

Non resta, si fa per dire, che attendere qualche altro mese, affidandosi a uno dei tanti motti di noi telepcsportdipendenti: “Mi piace guardare lo sport in TV. Contrariamente ai film non sai mai come va a finire” (Michel Douglas).

Stay tuned!

edit: l’attentissimo Giancarlo Tedeschi ci fa notare come il Telebeam fu realizzato dalla IBM e non dalla Olivetti (la quale si occupò soltanto delle grafiche del mondiale di Italia ’90: n.d.r.), e passò per la prima volta agli onori della cronaca nel 1987 durante i mondiali di atletica leggera per dimostrare la non correttezza della rilevazione del salto dell’atleta azzurro Giovanni Evangelisti. Grazie Giancarlo.

Wenner Gatta | Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”.

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2 COMMENTI

  1. Il Telebeam non era realizzato dalla Olivetti ma dalla Ibm per il Tg2 Domenica Sprint (la Olivetti, poco dopo, propose per la Domenica Sportiva del Tg1 il simile, anche se dimenticato, Oliside) e non fu lanciato nel 1990, ma ben prima (nel 1987, quando già era utilizzato da tempo, servì per dimostrare che la misura del salto di Evangelisti che aveva fruttato al saltatore italiano la medaglia di bronzo nei Mondiali di Roma era stato taroccato)

    • Grazie Giancarlo per le preziosissime correzioni, che provvederò in giornata a riportare all’interno dell’articolo. Ora che lo ha scritto, mi è tornato in mente l’episodio di Evangelisti, che avevo rimosso, mentre dell’Oliside non ne avevo mai sentito parlare. La Olivetti si occupò, se ben ricordo, della grafica di Italia 90, mentre con la locuzione “lanciato” intendevo riferirmi al primo grande evento di scala mondiale in cui venne utilizzato.

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