Dalla T-cam alla Helmet cam (a cura di Wenner Gatta)

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Negli ultimi anni le riprese della Formula Uno hanno permesso a noi telepcsportdipendenti di salire a bordo delle vetture, avendo la possibilità di vedere i giri di pista dal punto di vista del pilota grazie alle (sempre più stabili) T-cam, ossia le telecamere montate al di sopra o a lato dell’airscope, cioè quel componente posizionato sopra la testa del pilota che consente all’aria di entrare direttamente nel vano motore.

E stagione dopo stagione, a queste inquadrature sono state abbinate grafiche in tempo reale tramite le quali ci viene concessa la possibilità di vedere se il pilota accelera o frena, qual è la forza di gravità a cui è sottoposto (e quale la relativa direzione), la marcia inserita, la velocità in km/h e in miglia, il posizionamento della vettura, nonché altri interessanti dati che ci aiutano a interpretare la prestazione.

(immagine tratta da Sky Sport)

Ma nel corso dell’ultimo gran premio disputatosi a Austin nello scorso fine settimana abbiamo visto all’opera la helmet cam (dopo una fugace apparizione nell’ultimo gran premio del Belgio disputatosi a Spa e un paio di settimane dopo a Monza), un tipo di telecamera molto meno stabile rispetto a quelle posizionate sull’airscope, ma che ci offre una prospettiva davvero inedita, essendo difatti installata all’interno del casco del pilota.

In Belgio il pilota che la indossava era Fernando Alonso, mentre a Monza George Russell.

(il posizionamento della helmet cam all’interno del casco di un pilota)

In realtà, non è la prima volta in assoluto che viene utilizzata tale modalità di ripresa, testata in Formula uno dapprima nel 2008, poi nel 2012, per essere negli anni successivi sviluppata nelle gare di Indycar.

A differenza del passato, però, non viene più impiegata una Gopro sul casco del pilota, i cui risultati non erano pienamente soddisfacenti, poiché, da un lato, dopo pochi giri, l’immagine diventava opaca, non essendo difatti possibile installare sulla Gopro quella movibile pellicola trasparente (montata sulle T-cam) che permette per tutta la durata della gara di avere sempre una visione nitida; dall’altro lato, perché l’installazione dell’halo (vale a dire quella fondamentale barra curva posta a protezione della testa del pilota) non permetteva di offrire immagini prive di ostacoli.

Dopo anni di studi e di continui perfezionamenti è stata così creata la helmet cam nella versione attuale, vale a dire una telecamera di soli otto millimetri (poco più piccola di una moneta da un centesimo di euro) posizionata all’interno di una imbottitura rinforzata ubicata accanto all’occhio del pilota, sul lato sinistro o destro del casco, con un peso di soli 2,5 grammi: attualmente è la fotocamera più piccola utilizzata negli sport motoristici.

(immagine tratta dal video https://www.youtube.com/watch?v=P7Gyp8iQRU8 di Matt Amys da cui sono ricavate alcune delle informazioni tecniche illustrate nel presente articolo)

Naturalmente, prima di essere impiegata nelle qualifiche (non ancora durante la gara), la telecamera è stata sottoposta a una serie di continui test di sicurezza, per analizzare il carico massimo che la stessa è in grado di sopportare in caso di incidente e per essere certi che durante il suo utilizzo non venga generato calore all’interno del casco, test all’esito dei quali la FIA ha dato il via libera al suo utilizzo (per ora solo) nelle prove.

La helmet cam è collegata all’abitacolo attraverso un cavo che fuoriesce dal casco del pilota, tramite cui viene diffuso esclusivamente il segnale video (non l’audio: quello che sentiamo, difatti, proviene dai microfoni installati sulla monoposto), cavo che permette alla telecamera di collegarsi al telaio posizionato in prossimità dell’airscope, al cui interno è anche presente anche l’antenna che diffonde il segnale alle migliaia di antenne posizionate lungo il circuito.

(la helmet cam in azione: immagine tratta dal profilo YouTube Formula 1)

Attualmente, il regista ha la possibilità di controllare l’otturatore elettrico della helmet cam e, soprattutto di andare a regolare i colori provenienti dalla telecamera, in modo da controbilanciare l’effetto derivante dall’utilizzo da parte del pilota di visiere colorate.

Grazie alla helmet cam, dunque, dalla privilegiata posizione del nostro divano di casa abbiamo la possibilità di vedere le gare di Formula Uno anche dal punto di vista più prossimo agli occhi del pilota, nonché di “spiare” (e, forse, è proprio questo uno dei motivi per cui sta faticando ad affacciarsi con continuità in formula uno) tutti i dati in tempo reale provenienti dal volante del pilota.

E sono sicuro che il futuro ci riserverà senz’altro ulteriori gustose novità pure in termini di nuove e più spettacolari riprese della formula uno.

Stay tuned!

Wenner Gatta | Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”.

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