Diritti Tv Serie A 2021-24: è Sky-Eleven Sports vs TIM-DAZN. La situazione nel dettaglio

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La partita dei diritti Tv della Serie A 2021-2024 diventa ogni giorno più intricata e diventa sempre più difficile rispondere alla fatidica domanda: dove, come e con quali costi vedremo la Serie A dal 2021-2022?
Venerdì 26 febbraio si terrà una nuova assemblea in Lega (viste le positività dei dirigenti dell’Inter sarà in videoconferenza). In teoria si dovrebbe/potrebbe procedere all’assegnazione dei diritti 2021-2024, in pratica, considerando le ultime novità, l’ipotesi più probabile è quella di un ulteriore rinvio.

Un paio di settimane fa ho scritto un articolo che riassumeva la situazione. Da quel momento in avanti le cose si sono ulteriormente complicate, con l’ingresso in scena di ulteriori giocatori. Se la presenza di TIM al fianco di DAZN era stata anticipata da molti addetti ai lavori (e da qualche presidente poco accorto), la comparsa di Eleven Sports – notizia pubblicata oggi da Andrea Biondi su Il Sole 24 Ore – come OTT in grado di affiancarsi a Sky per la parte IPTV/streaming (tecnologia su cui Sky, per pronuncia dell’Antitrust, non può avere esclusive) ha sorpreso un po’ tutti. Eleven Sports, società di Andrea Radrizzani, proprietario del Leeds United e grande esperto di diritti media, avrebbe presentato un’offerta di 110 milioni di euro all’anno per la creazione di un canale in chiave B2B2C (Business-to-business-to-consumer, in cui si mischiano elementi B2B e B2C: qui un articolo che spiega, attraverso esempi concreti, di cosa si tratta). In pratica, l’offerta di Eleven Sports è complementare a quella di Sky e porterebbe il totale di questo nuovo ticket Sky-Eleven Sports a 860 milioni di euro a stagione, contro gli 840 milioni dell’asse DAZN-TIM.

Nei giorni scorsi è stata TIM a ufficializzare, dopo diverse smentite, la parternship tecnica con DAZN. Secono quanto raccolto ad esempio da Andrea Montanari di Milano Finanza, la società guidata da Luigi Gubitosi sosterrebbe il 40% del peso finanziario dell’offerta (340 milioni di euro su 840). Nella nota ufficiale, TIM ha sottolineato di aver stipulato l’accordo con DAZN “per la distribuzione in streaming delle partite di serie A, ma di non essere fra i partecipanti alla gara indetta da Lega Calcio per l’assegnazione dei diritti televisivi per il triennio 2021/2024″.

La situazione, quindi, si fa molto ingarbugliata e per capirla fino in fondo occorre descrivere il punto di vista dei 4 players che si sono palesati. In generale, stiamo entrando nel vivo di una sfida commerciale che segnerà il futuro prossimo, quella delle offerte integrate connessione Internet+contenuti video.

TIM | È piuttosto evidente lo scopo principale di TIM: allargare il proprio bacino di clienti con soluzione integrata “connessione+contenuti (TIM Vision)”. Appoggiando DAZN, TIM potrebbe ottenere un doppio vantaggio: ostacolare l’offensiva di Sky in ambito telefonia (Sky-WIFI) e assicurarsi un contenuto premium assoluto come la Serie A, sottraendolo sempre a Sky. Di fatto, l’offerta TIM Vision (in tal senso TIM ha già stretto diversi accordi con diversi OTT come Discovery+, Disney+, Netflix) diventerebbe estremamente competitiva e appettibile e molti abbonati a Sky potrebbero sottoscriverla.

DAZN | Per l’OTT fondato da Len Blavatnik la partita dei diritti della Serie A 2021-2024 è fondamentale per il business italiano. Dopo 3 anni di “prova”, per DAZN è giunto il momento di crescere e diventare il mezzo principale di trasmissione della Serie A. I dubbi principali sulla trasmissione in esclusiva della Serie A via streaming non riguardano l’aspetto giornalistico/contenutistico (DAZN ha dato buone dimostrazioni di qualità del prodotto e innovazione delle modalità di fruizione), ma quello di sostenibilità tecnologica legata alle problematiche ataviche della Rete italiana. Su Key4Biz è uscito un articolo molto interessante sul punto:

Di fatto, la domanda che in molti si fanno è: vista la situazione delle connessioni Internet in Italia e considerando i picchi di collegamenti per le partite più importanti dell’anno, siamo sicuri che sia già giunto il momento di trasmettere la Serie A esclusivamente via streaming? Non sarebbe più prudente, come ammesso dalla stessa Lega Calcio nell’istruttoria Antitrust sul caso Sky-R2 di un paio di stagioni fa, continuare con l’integrazione tra streaming satellite/DTT, almeno per il triennio 2021-2024? Quanti appassionati italiani – per ragioni logistiche, tecniche, anagrafiche – sarebbero tagliati fuori dalla visione della Serie A solo in streaming, con conseguente visibilità inferiore del prodotto Serie A? Domande che vanno a scontrarsi con l’interesse della Lega A di massimizzare i proventi. In sintesi, il dubbio dei club è il seguente: spremiamo al massimo le televisioni, anche a costo di rendere più difficile la vita agli appassionati e di perdere qualche tifoso, oppure incassiamo qualcosa in meno, ma diamo la possibilità di accedere alla Serie A a un bacino più ampio di persone?

L’ingresso nella trattativa da parte di Eleven Sports – che, al netto delle problematiche tecniche riscontrate in Serie C, sembra interessata anche ai diritti della Serie B (vedi) – crea qualche pensiero a DAZN. Vedremo se, magari in un secondo momento e con l’appoggio della stessa Lega, potrà ricrearsi il ticket Sky-DAZN, con il binomio satellite-streaming che, come dimostrano gli ottimi numeri dell’ultimo Milan-Inter, rappresenta la soluzione più affidabile in questa fase di transizione tecnologica.

SKY | Quasi inutile sottolineare come i diritti della Serie A rappresentino per Sky un asset fondamentale, probabilmente vitale per il business italiano. Lo abbiamo visto anche nelle pagine di “Decoder”, che ripercorre 30 anni di storia della Pay-Tv sportiva: in Italia i diritti televisivi della Serie A rappresentano la vita e la morte per tutte le televisioni sportive a pagamento (e Sky è stata l’unica a prosperare, dal 2003 in avanti).

Non sorprende, quindi, se in queste settimane, trovatasi indietro rispetto all’offerta di DAZN-TIM, Sky abbia studiato tutte le possibili soluzioni per rientrare in gioco (poco fa ha inviato una lettera alla Lega Calcio in cui sostiene che l’accordo TIM-DAZN sia nocivo alla concorrenza). Dall’anticipo dei soldi ai club, fino a questo possibile asse con Eleven Sports. Senza dimenticare la strada dell’Antitrust e/o del Tribunale civile (come per Mediapro 2018: corsi e ricorsi…) nel caso di assegnazione dei diritti a DAZN-TIM, con la posizione della stessa TIM che potrebbe presentare qualche incongruenza a livello di concorrenza. Sky, facendo un parallelo sportivo, si trova nella situazione di Luna Rossa, chiamata a lavorare a fondo per cercare di battere i favoriti di Team New Zealand che, stando alle indiscrezioni, hanno raggiunto in prova una veloctà di 111km/h! L’impressione è che Sky, dopo aver ottenuto i diritti della Champions 2021-2024, cercherà in tutti i modi di confermare i diritti della Serie A o, male che vada, di inglobare l’offerta di DAZN nella sua offerta SkyQ. In fondo, come detto, la sfida commerciale sarà sempre più tra aggregatori di contenuti (e fornitori di servizi Internet).

ELEVEN SPORTS | La posizione dell’OTT di Radrizzani potrebbe essere semplicemente strategica/funzionale a quella di Sky. Tuttavia, al netto delle difficoltà riscontrate in Serie C, per Eleven Sports potrebbe essere finalmente arrivato il momento del salto di qualità: dai campi impolverati della Serie C agli stadi di Serie A (oddio, non è che siamo messi proprio benissimo, eh). Nei prossimi giorni ne sapremo qualcosa di più. Da segnalare, in chiusura, questa recente intevista al patron del Leeds che dice la sua sul futuro della fruizione delle partite.

DECODER – STORIA DECRIPTATA DELLA PAY-TV SPORTIVA IN ITALIA

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