Sabrina Carrozza: una tesi su Diretta Gol e sulla domenica del Calcio in Tv

Quando alla fine di novembre 2024 ebbi l’opportunità di partecipare al dietro le quinte di una puntata di “Champions League Show” (LEGGI QUI LA PUNTATA 163 DI ULTRA SLOW MO) mi sono imbattuto, solo di passaggio, nello studio nel quale viene (oggigiorno quando vi è la possibilità) prodotta quella che ha rappresentato una delle storiche trasmissioni sportive inventata da Danilo Zanon (LEGGI QUI LA PUNTATA 200 DI ULTRA SLOW MO), trasmissione che qualche settimana dopo alla mia visita avrebbe fatto di nuovo parlare di sé, in ragione del numero contemporaneo di match raccontati in contemporanea, ben 18, in occasione dell’ultimo matchday dell’edizione 2024-5 della Champions League.

Nei giorni successivi, per pura casualità, ho intercettato su Instagram la storia di una ragazza che celebrava, a modo suo, questa puntata davvero speciale di Diretta Gol, pubblicando il frontespizio della propria tesi, discussa il 7 ottobre 2004, storia che ha catturato la mia attenzione, spinto dalla curiosità di conoscere il dietro le quinte di quella tesi, che trattò (proprio) anche di quella trasmissione.

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È stato così un piacere avere avuto la possibilità di chiacchierare con Sabrina Carrozza.

Ciao Wenner, è sempre bello avere la possibilità di parlare di quel momento della mia vita. Ricordo ancora come se fosse adesso il momento in cui sono stata folgorata dal calcio, anche se sono passati tanti anni. Era il 4 giugno 1995, una domenica apparentemente come le altre, che, però, è rimasta impressa nella mia memoria, perché papà mi accompagnò per la prima volta assieme a mia sorella al terzo anello dello stadio di San Siro per vedere l’ultima giornata del campionato di calcio 1994/5, nella quale si affrontavano Inter e Padova, società in cui, all’epoca, giocava Alexi Lalas. È stato molto impattante per me vedere la curva gremita, la tifoseria, le coreografie e l’illuminazione al punto tale che fu proprio in quel momento che in me scattò la scintilla di volere fare la giornalista sportiva”.

Quello stadio, Sabrina, lo avrebbe poi frequentato con continuità per i successivi vent’anni, pur con diverse modalità: dapprima bazzicando la curva, dopo di che tesserandosi, insieme a Pasquale e Giuseppe, un paio di inseparabili amici, guardando per nove stagioni di fila le partite interne dell’Inter tra il secondo e il terzo anello, per poi iniziare a fare l’assistente steward nell’area hospitality, opportunità che le ha permesso, dopo aver prestato servizio, di vedere le partite dalla balconata dietro la panchina (incidenter tantum: nelle stagioni 2017/2018 e 2018/2019 Sabrina ha poi gestito tutto il personale steward dello stadio Giuseppe Meazza in occasione di ogni match in casa dell’Inter).

Ma riavvolgiamo un attimo il nastro, perché, nel frattempo, per dar seguito a quella folgorazione, Sabrina si era iscritta all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presso la facoltà di Lettere Moderne, un percorso di studi terminato con la tesi di cui mi parla oggi:

Affascinata dal giornalismo, in particolare da quello sportivo, ho scelto quale relatore della mia tesi il prof. Aldo Grasso, che, all’epoca, era ordinario di Storia della radio e della televisione, proponendogli di discutere una tesi avente a oggetto i programmi della domenica pomeriggio della stagione 2003/2004, leggermente differenti rispetto alle versioni iniziali di qualche anno prima, in seguito alla progressiva introduzione di un numero sempre maggiore di anticipi e posticipi. Mi propose quindi di fare un confronto tra le trasmissioni della domenica pomeriggio della tv generalista, che non aveva i diritti per la trasmissione in diretta delle partite di calcio, della pay tv, che, viceversa, poteva trasmettere i match in diretta, nonché delle tv locali nelle quali si privilegiava il dibattito. Di conseguenza, abbiamo stilato uno schema di analisi cercando di esaminare una serie di elementi per andare a individuare analogie e differenze sostanziali”.

Una volta concordate assieme al proprio relatore le basi del proprio lavoro, Sabrina è riuscita a entrare in contatto con coloro che lavoravano a Quelli che il Calcio, a Diretta Gol e a QSVS, storico talkshow giornalistico sportivo di TeleLombardia:

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Ogni programma”, prosegue Sabrina “aveva le proprie peculiarità, imperniate intorno al ruolo informativo al quale era prefissato. Grazie alla tv generalista, è stato possibile diffondere tra gli italiani la possibilità di vedere una partita di calcio in diretta, con una funzione aggregante per la popolazione. A questa prima fase, è succeduta quella della storica trasmissione domenicale. Quelli che il calcio, che si è evoluta nel corso degli anni, privilegiando sempre di più l’aspetto dell’intrattenimento. E’ stato interessante ‘vivere la trasmissione’ per capire come si costruiva un programma di varietà, con un proprio linguaggio, che si andava a innestare in un linguaggio diverso, quello finalizzato al racconto degli eventi salienti di una partita di calcio, il tutto grazie a un enorme lavoro dietro le quinte, con il coinvolgimento di una serie di personaggi che, all’epoca, erano sulla cresta dell’onda”.

E poi, Diretta Gol, nata qualche stagione prima.

Una trasmissione coordinata da un giornalista responsabile che ruotava ogni settimana, tra cui Alessandro Bonan e Stefano Benzi, tanti giornalisti, tutti seduti in un unico studio, ciascuno dei quali davanti a due monitor, con un pulsante che premevano per entrare in diretta, gesticolando tra loro per passarsi la linea. Fondamentale era, inoltre, il ruolo del regista, all’epoca Angela Tomasini, nonché dell’operatore addetto alla creazione dei riflessi filmati, per consentire al telespettatore di non perdersi nemmeno un momento saliente tra quelli dei campi collegati”.

E infine, QSVS.

È stata un’esperienza divertentissima seguire il dietro le quinte di quella trasmissione grazie all’ospitalità di Fabio Ravezzani e alla simpatia di Tiziano Crudeli ed Elio Corno, che bisticciavano tra di loro non solo davanti alle telecamere ma dal momento del loro arrivo fino a quello della partenza. Una trasmissione con pochissime risorse tecniche se confrontate, ad esempio, con Quelli che il calcio, che, a quei tempi, ogni stagione cambiava tutta la scenografia dello studio: solo un assistente in studio e tre operatori di ripresa”.

In realtà”, continua Sabrina, “il format di Diretta Gol e di QSVS è rimasto praticamente inalterato nel corso dei decenni successivi, sebbene ai nostri tempi vi siano meno partite che si disputano in contemporanea rispetto alla stagione 2003/2004 durante la quale ho raccolto il materiale per la mia tesi”.

Mi farebbe veramente piacere”, conclude Sabrina, “che qualcuno prendesse spunto dal mio lavoro per farne uno analogo ai nostri giorni, perché sono convinta che il modo di raccontare il calcio in televisione, anche nel 2026, presenti sì una serie di differenze, ma anche di analogie, con quello che ho avuto modo di toccare con mano”.

Non mi resta che ringraziare Sabrina, per il tempo che mi ha dedicato, durante il quale, dall’espressione e dal tono della voce ho percepito la sua passione per queste tematiche, che esterna, ancora oggi, nonostante sia passato un po’ di tempo.

Anche il Tuo nome è annotato nel mio personalissimo cartellino.

Stay tuned!

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Wenner Gatta

Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”

Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.

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