Come funzionano le telecamere del VAR (quelle che sentiamo in OPEN VAR): seconda parte

Dopo che nella prima puntata di questa mini “rubrica nella rubrica” abbiamo parlato della 16 metri e della GLT, questa settimana ci soffermiamo su altre due telecamere molto utilizzate in sala VAR, vale a dire la camera due e la retro.

Prima, però, di parlare di loro, mi preme rammentare un paio di concetti che, purtroppo, paiono non essere tanto chiari ai non addetti ai lavori:

1) un operatore di ripresa non può (e non deve) improvvisare, essendo tenuto a rispettare le ben precise linee guida che gli vengono impartite dal regista.

Per fare un esempio banale, ma che rende chiaro il suesposto concetto, l’operatore della main camera non può scegliere di zoomare su di un giocatore, ovvero chi si occupa delle riprese attraverso le super o le ultra slow motion scegliere di non soffermarsi sui particolari, perché, altrimenti, si ingenererebbe un caos a causa del quale si perderebbero alcuni eventi salienti dell’incontro;

2) tutte le partite del nostro campionato di calcio non vengono riprese dal medesimo numero di telecamere, essendo difatti attualmente previsti 3 standard di ripresa (che dalla prossima stagione si ridurranno a due) che variano a seconda dell’importanza dell’incontro, prevedendo una copertura più capillare per i match clou della giornata e via via più ridotta per quelli di seconda e terza fascia.

Ecco il motivo per cui, ad esempio, in determinate circostanze anche in sala VAR si ha la possibilità di rivedere le immagini da diverse inquadrature, mentre su altri campi le medesime immagini possono non essere disponibili.

Personalmente, al fine di garantire una uniformità all’interno di una determinata competizione, ritengo che le camere utilizzabili dovrebbero essere le stesse, vale a dire quelle presenti in tutti gli impianti, sacrificando, in tal modo, le immagini provenienti da telecamere non presenti in tutti gli impianti, a vantaggio, tuttavia, di una omogeneità delle immagini visionabili in sala Var.

Ciò chiarito, passiamo a parlare della camera 2, presente in ogni tipo di produzione televisiva di un incontro di calcio.

(un frame di un’azione fatta rivedere tramite una camera due: frame dal canale Youtube di DAZN)

E’ una telecamera a ottica lunga montata sullo stesso asse della (o leggermente sotto la) main camera ed è deputata a seguire sempre il gioco mantenendo l’immagine in maniera tale da inquadrare il giocatore dalla testa ai piedi, possibilmente includendo anche l’eventuale avversario in prossimità del portatore di palla.

In presenza di un tiro o di un fallo, l’operatore di ripresa della camera 2 deve mantenere l’immagine sull’autore dell’episodio in questione, venendo tale telecamera anche utilizzata per seguire il giocatore che esce durante una sostituzione.

E’ una camera che viene generalmente utilizzata anche per staccare sull’arbitro al momento del calcio d’inizio o del secondo tempo, nonché, a seconda dei gusti dei vari registi, per mandare in onda l’immagine quando l’azione si sviluppa sulla fascia del campo più lontana dalla tribuna principale (in modo da mostrare “più da vicino” cosa sta succedendo), ovvero, ma ai nostri giorni si vede raramente, per far vedere la “spizzata” del calciatore in seguito a un rinvio.

In occasione delle grandi competizioni internazionali, i camera plan prevedono due “camere due”, ognuna delle quali segue per un determinato arco di tempo (in genere 15 minuti) uno dei top player di ciascuna squadra cambiando giocatore a cadenza regolare: per intenderci è la camera 2 che rilevò la celeberrima testata di Zidane a Materazzi.

Ma come è fatta una camera due?

Una domanda a cui riesco a rispondere grazie alle immagini che mi ha trasmesso un operatore di ripresa noto ai lettori di questa rubrica, ossia Paolo Daraio, che ringrazio.

Anche la retro, come la due, è presente in ogni tipo di produzione televisiva di un incontro della nostra serie A.

Si tratta di una telecamera su cui è montata un’ottica lunga, posizionata (nella nostra massima serie secondo quanto previsto nel Regolamento delle Produzioni audiovisive attualmente vigente) su di cavalletto ubicato sulla curva dietro la porta opposta a quella che ospita i tifosi della squadra di casa, ad una altezza che consente una visuale del dischetto di rigore al di sopra della traversa, con piena visuale delle linee perimetrali del rettangolo di gioco e priva di impedimenti strutturali o di pubblico.

E sempre grazie a un operatore di ripresa che ringrazio, nella specie Marco Venturino, ecco a Voi una retro.

Si tratta di una camera le cui immagini vengono riviste in sala Var per vivisezionare ciò che accade in area di rigore ovvero per cercare di comprendere se la posizione di un attaccante in fuorigioco è punibile o meno a causa del suo posizionamento in campo in occasione di un tiro.


(un frame di un’azione fatta rivedere tramite una camera retro alta: frame dal canale Youtube di DAZN)

Di retro, peraltro, non esiste solo quella alta, essendo altresì presenti anche le retro basse, quelle che, per intenderci vengono posizionate ai lati delle due porte.

Di queste Ve ne parlerò nella prossima puntata.

Wenner Gatta | Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.
Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo uno spazio per parlare in tempo reale e in modo telegrafico di telecamere particolari, di grafiche innovative, di novità delle produzioni televisive.

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