Effetto Covid-19 su TV e giornali sportivi: Sky Sport Uno -89%, quotidiani -50%

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Era naturale e scontato, ma leggere attraverso i numeri di Claudio Plazzotta di Italia Oggi, l’impatto del Covid-19 su TV e quotidiani sportivi, fa una certa impressione.

Dopo un marzo difficile, con una crisi temperata da una decina di giorni di eventi sportivi (l’8 marzo si è disputata Juventus-Inter), i primi 25 giorni di aprile hanno rappresentato un vero e proprio tracollo di ascolti TV e vendite dei quotidiani. Ecco i dati riportati questa mattina da Italia Oggi in una lunga analisi:

ASCOLTI SKY SPORT APRILE 2020

“Analizzando i dati Auditel dal 1° al 25 aprile, e confrontandoli col periodo 3-27 aprile 2019, gli ascolti di Sky Sport Uno sono precipitati dell’89% nelle 24 ore e del 95% in prima serata. Il canale di news sportive Sky Sport 24 è invece giù del 70% nelle 24 ore e del 65% in prima serata”.

TIRATURA GIORNALI SPORTIVI APRILE 2020

“Sulla base delle stime di mercato, secondo quanto risulta a Italia Oggi, le vendite in edicola di Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport sono diminuite del 50-60% rispetto ai mesi di marzo e aprile 2019. Tanto per avere un’idea, nel marzo 2019 le vendite in edicola della Gazzetta ammontavano, in media, a 132.505 copie; quelle del Corsport a 62.00; Tuttosport a 42.600. Nel febbraio 2020 erano già scese a quota 122.000 per la Gazzetta, a 56.000 per il Corriere dello Sport e a 35.000 per Tuttosport. Ecco, ora, nell’aprile 2020, sono circa la metà”.

Come detto, si tratta di una situazione sostanzialmente inevitabile, senza calcio e senza sport giocato. Tra l’altro, per molte discipline il mese di aprile rappresenta un momento cruciale con eventi di altissimo livello (si pensi alla Champions League, ai GP di F1, alle corse ciclistiche, a basket e pallavolo con i playoff). Per i quotidiani, inoltre, all’assenza di eventi sportivi si somma la chiusura dei bar, vera e propria valvola di sfogo per le tirature.

Non è un caso, quindi, se negli ultimi giorni i toni dei quotidiani sportivi si siano fatti molto più aspri nei confronti, ad esempio, del ministro Spadafora, considerato insieme al presidente del CONI Malagò, il principale “frenatore”, per usare un’espressione bobbistica, della ripresa della Serie A. Inoltre, come sottolinea lo stesso Plazzotta in chiusura di articolo, sembra che alcune “nuove forme di intrattenimento sportivo, senza intermediazione giornalistica“, come le dirette Instagram tra grandi campioni (vedi format di Bobo Vieri o diretta Nadal-Federer), abbiano dato parecchio fastidio ad alcuni direttori.

Di certo, mai come in questo momento, il futuro prossimo e il destino di TV e giornali sportivi è legato a doppio filo a quello della Serie A e dei club calcistici.

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