L’utilizzo dei droni FPV ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026

Per una volta, in questi giorni, non si parlerà delle riprese o delle grafiche di una sola singola disciplina olimpica, ma si parlerà in maniera trasversale di una modalità di ripresa degli sport invernali che sta affascinando i telepcsportdipendenti di tutto il mondo.

Nonostante non siano ancora terminati, i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 passeranno alla storia per essere stati i primi nei quali ampio e diffuso è stato l’utilizzo delle immagini provenienti dai droni FPV (cioè First Person Wiew, che si traduce in italiano, come vsta in prima persona).

In realtà, non è la prima volta che alcune discipline olimpiche vengono riprese attraverso i droni (che rappresentano ormai una consuetudine nello sci alpino, ovvero, nel salto con gli sci), ma è la prima volta che tutte le discipline olimpiche (ad eccezione del pattinaggio di figura e dell’hockey su ghiaccio) vengono filmate dai droni FPV.

Un ringraziamento d’obbligo va al prof. Nicola Sbetti (amico di Sport in Media), che mi ha segnalato il daily briefing del CIO Media di qualche giorno fa, durante il quale il CEO di OBS Yiannis Exarchos ha illustrato alla stampa di tutto il mondo il dietro le quinte del percorso che ha portato oggigiorno all’introduzione di queste riprese.

Consiglio di ritagliare qualche minuto del Vostro tempo libero per seguire questa interessantissima conferenza stampa (tradotta anche in italiano), nella quale sono state spiegate le ragioni che hanno spinto OBS a lavorare in questi anni in questa direzione (l’obiettivo era quello di catturare l’attenzione di coloro che sono chiamati “casual wiewers”, non soltanto attraverso l’erogazione di immagini di alta qualità, ma anche finalizzate a rendere attraenti, specie per i più giovani, quelle discipline che sono meno seguite), il considerevole lavoro che è stato fatto in termini di sicurezza (sui materiali, soprattutto, molto più affidabili, tenuto conto dell’evoluzione tecnologica che c’è stata negli ultimi anni), aspetto, preminente, oggetto di un continuo confronto con le federazioni e coi vari atleti, il cui consenso era necessario per procedere alla loro introduzione.

Nel corso della conferenza stampa, inoltre, è stata sottolineata la rilevante dotazione a disposizione di ogni team di piloti di droni (che devono essere in possesso di un numero elevato di batterie, dal momento che le temperature rigide vanno a incidere sulla relativa durata), la necessità di avere a disposizione frequenze che consentano una fluida trasmissione in diretta e senza ritardi di sorta delle immagini provenienti dal drone, che, comunque, rimane sempre in una posizione posteriore all’atleta, in maniera da non comprometterne la prestazione in caso di guasto tecnico.

Perché questo tipo di ripresa sta avendo questo successo planetario?

Semplicemente, perché il drone ci sta dando la possibilità di vedere da una prospettiva in prima persona quello che sta succedendo in pista, molto spesso, dal medesimo punto di vista dell’atleta (nel post sottostante potete trovare l’estratto del video andato in onda durante la conferenza stampa con cui si vede un volo completo del drone durante le gare di slittino).

Nel corso della conferenza stampa, inoltre, è stato trattato anche un altro tema di cui si sta parlando in questi giorni, vale a dire il (per molti) fastidioso rumore dei motori del drone in azione:

Abbiamo più di 1.000 microfoni nascosti nella neve per catturare ogni possibile tipo di rumore ed è normale che i microfoni registrino anche il rumore dei droni, che abbiamo deciso di trasmettere volutamente per non cambiare l’atmosfera che racchiude tutti i suoni, ivi compresi il tifo degli spettatori per i loro beniamini” è stato illustrato nel corso della conferenza stampa, durante la quale è stato fatto altresì presente come “il rumore del motore dei droni non è udibile dagli atleti, dal momento che gli stessi volano dietro di loro, tenendo anche conto del fatto che indossano il casco e dell’impatto uditivo del vento nelle loro orecchie“.

Questa modalità di ripresa è possibile grazie a piloti altamente specializzati, alcuni dei quali ex praticanti delle discipline che stanno riprendendo.

E per chi, come il sottoscritto, da un po’ di tempo a questa parte ha cercato di seguire, da vicino, con i vari articoli settimanali di UltraSlowMo la progressiva introduzione di questa modalità di ripresa, questa conferenza stampa ha rappresentato un giusto tributo per coloro che in questi anni hanno investito tanto del loro tempo (con altrettanta passione) per cercare di dare il loro piccolo contributo alla crescita di questo innovativo modo di raccontare lo sport.

Come, ad esempio, questi due ragazzi, Alessio Giacomo Farese e Paolo Ambrogio Giachetto, del team di Robe di Droni (storici amici di UltraSlowMo) immortalati anche loro, all’interno di uno dei video proiettati durante la conferenza stampa, i cui nomi sono da tempo impressi sul mio personalissimo cartellino, oltre che su quello di questa rubrica.

Anche loro, in questi giorni, sono al lavoro, assieme a tanti altri professionisti italiani, per far entrare all’interno delle nostre case immersive immagini delle gare della venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici invernali.

Stay tuned!

TRANSLATION

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Wenner Gatta

Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”

Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di SPORTinMEDIA la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha pubblicato quotidianamente la rubrica #undòujiāngdaPechino. Da giugno 2024 ha lanciato Breaking News Ultra Slow-Mo, uno spazio per parlare in tempo reale di telecamere particolari, grafiche innovative e novità delle produzioni televisive.

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