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© Simone Salvador · SPORTinMEDIA
SPORTinMEDIA > TV > Viale delle Rimembranze #152 — Messico e favole: Ascari 1953 e il primo Gran Premio d’Italia in diretta Tv
TVViale delle Rimembranze

Viale delle Rimembranze #152 — Messico e favole: Ascari 1953 e il primo Gran Premio d’Italia in diretta Tv

Ultimo aggiornamento 2026/11/05 at 3:28 PM
Lucio Celletti 3 ore fa
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Viale delle Rimembranze 152 Alberto Ascari
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En español

La sección de vídeo «Viale delle Rimembranze» en SPORTinMEDIA tiene como objetivo principal preservar la memoria colectiva del deporte —y no solo del deporte italiano—, así como del periodismo deportivo en radio y televisión. A través del redescubrimiento de imágenes de archivo raras o inéditas, el proyecto tiende un puente entre el pasado y el presente, documentando así la evolución de las transmisiones en directo en ambos medios. Por lo general, presentamos los acontecimientos del fin de semana en curso reviviendo esos mismos eventos en el pasado, rescatando así del olvido momentos únicos. «El objetivo de esta temporada es entrelazar el recuerdo del pasado con la realidad del presente». Puede traducir esta página al idioma que desee utilizando las herramientas de su navegador. Después de los vídeos, encontrará una revista de prensa realizada por March Moccia, que incluye documentos extremadamente raros de antiguos periódicos italianos sobre los temas de este capítulo. ¡Gracias por su visita!

«Storie indimenticabili, rituali televisivi e imprese leggendarie: il grande romanzo dello sport in un rotocalco settimanale»

In questa puntata

La rubrica di questa settimana si apre con la sezione RETRODAY (Speciale Formula Uno), che celebra il ritorno del titolo mondiale piloti a un italiano (Antonelli) rievocando la storica stagione 1953 di Alberto Ascari attraverso i filmati d’archivio di tutte le gare mostrate: il G.P. d’Argentina, il G.P. di Bordeaux, il G.P. d’Olanda, il G.P. del Belgio, il G.P. di Gran Bretagna, il G.P. di Svizzera e il G.P. di Italia. Aneddoti su Ascari e sul Gran Premio d’Italia 1953, trasmesso in diretta parziale dalla tv italiana, con in mezzo un film dell’attrice Paola Borboni.

Si passa poi a ROTONDITÀ DEL TEMPO per ricordare il ventennale del trionfo del cavaliere olandese Gerco Schröder alla Fiera cavalli di Verona del 2006. La sezione TU CHIAMALE SE VUOI… RIEMERSIONI rende omaggio alla grazia della velocista azzurra dei 400 metri, Erica Rossi. Lo spazio di IL TELECRONISTA DELLA SETTIMANA è interamente dedicato alla redazione sportiva della TV Svizzera Italiana degli anni Settanta e alla memoria del celebre e raffinato commentatore Tiziano Colotti.

I retroscena sui diritti televisivi del calcio europeo sono invece al centro di BUIO IN VIDEO, con l’analisi dello storico caso della sfida Heart-Bayern del 1989. In A…RCHEOCALCIO le imprese del Varese guidato da Nils Liedholm, capace il 28 marzo 1971 di espugnare San Siro battendo il Milan. Il toccante spazio di CARNET NOIR è dedicato alle figure di Ciara Mageean e Lilian Board, accomunate nel mezzofondo da un tragico e ingiusto destino, e alla scomparsa del ciclista Guido Neri. In VIALE DELLE RIMEMBRANZE STORY si celebra la rinascita della ginnastica azzurra moderna attraverso lo storico trionfo europeo del 1990 agli anelli di Yuri Chechi.

Retroday · Speciale Formula Uno  ·  Rotondità del tempo  ·  Riemersioni  ·  Il telecronista della settimana  ·  Buio in video  ·  A…rcheocalcio  ·  Carnet Noir  ·  Viale delle Rimembranze Story  ·  Rassegna stampa

Resumen de este capítulo en español

La sección de esta semana se abre con RETRODAY (Speciale Formula Uno), que celebra el regreso del título mundial de pilotos a un italiano (Antonelli) rememorando la histórica temporada 1953 de Alberto Ascari a través de las imágenes de archivo de todas las carreras mostradas: el G.P. de Argentina, el G.P. de Burdeos, el G.P. de Holanda, el G.P. de Bélgica, el G.P. de Gran Bretaña, el G.P. de Suiza y el G.P. de Italia. Anécdotas sobre Ascari y el Gran Premio de Italia de 1953, transmitido en directo parcial por la televisión italiana, con una película de la actriz Paola Borboni de por medio.

Se pasa luego a ROTONDITÀ DEL TEMPO para recordar el vigésimo aniversario del triunfo del holandés Gerco Schröder en la Feria del Caballo de Verona en 2006. La sección TU CHIAMALE SE VUOI… RIEMERSIONI rinde homenaje a la gracia de la velocista azzurra de los 400 metros, Erica Rossi. El espacio de IL TELECRONISTA DELLA SETTIMANA está completamente dedicado a la redacción deportiva de la TV Suiza Italiana de los años setenta y a la memoria del célebre y refinado comentarista Tiziano Colotti.

Los entretelones de los derechos televisivos del fútbol europeo están, en cambio, en el centro de BUIO IN VIDEO, con el análisis del caso histórico del partido Heart-Bayern de 1989. En A…RCHEOCALCIO se repasan las hazañas del Varese dirigido por Nils Liedholm, capaz el 28 de marzo de 1971 de conquistar San Siro derrotando al Milán. El conmovedor espacio de CARNET NOIR está dedicado a las figuras de Ciara Mageean y Lilian Board, unidas en el medio fondo por un trágico e injusto destino, y a la desaparición del ciclista Guido Neri. En VIALE DELLE RIMEMBRANZE STORY se celebra el renacimiento de la gimnasia azzurra moderna a través del histórico triunfo europeo de 1990 en las anillas de Yuri Chechi.


RETRODAY · Speciale Formula Uno

A come Ascari, A come Antonelli

Non si poteva celebrare prima, per le leggi mai scritte della scaramanzia, ma il titolo mondiale per un pilota italiano in Formula 1 è finalmente realtà e va festeggiato. Un trionfo, quello del talento bolognese, che sembra aver seguito il ritmo di una celebre canzone di Vasco Rossi: “Vado in Messico, al massimo…”. A giudizio di chi scrive, è francamente più bello e appassionante festeggiare la vittoria di un pilota italiano anziché l’affermazione di una monoposto nostrana. Meglio sarebbe ancora il perfetto connubio tra un pilota e un’automobile italiana, come avvenuto l’ultima volta nel 1953, ma oggi la storia nazionale si aggiorna comunque sotto una splendida luce, interrompendo un digiuno che durava da ben 73 anni.

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Il destino si nasconde spesso nei nomi e nei dettagli: in pista per tutti è semplicemente “Kimi”, lo stesso nome dell’ultimo campione del mondo della Ferrari (Raikkonen, 2007). Ma se per l’anagrafe “Lo chiameremo Andrea” — citando il famoso film di Vittorio De Sica — il neo-iridato condivide con l’indimenticabile Alberto Ascari le stesse identiche iniziali (“AA“). Proprio l’asso milanese fu l’artefice della doppietta iridata 1952-1953 sulla Rossa. Facciamo allora un salto indietro nel tempo fino a quel glorioso 1953, per rivivere le vittorie stagionali di Ascari e l’epilogo di Monza di quello che, fino a domenica, era l’ultimo mondiale piloti italiano. Altri tempi, altra Formula, altri motori, altre comunicazioni, altre suggestioni, ma il filo tricolore che unisce questi due capitoli della nostra storia dei motori resta indissolubile. Proviamo allora a… Ascaricare quei ricordi del 1953, non prima di una precisazione sulle regole di allora.

Le regole di allora

Curioso sottolineare, infatti, che nel 1952 e nel 1953 il Campionato Mondiale Piloti fu disputato adottando il regolamento tecnico della Formula 2. A imporre questa svolta d’emergenza fu la CSI (Commission Sportive Internationale), l’allora organo sportivo e tecnico della FIA. La decisione si rese necessaria dopo l’improvviso ritiro dell’Alfa Romeo alla fine del 1951. Senza la scuderia milanese, la Ferrari sarebbe rimasta l’unico costruttore di vertice in una categoria dai costi ormai insostenibili per le squadre private, lasciando le griglie di partenza semivuote.

Poiché la CSI aveva già deliberato il nuovo regolamento della Formula 1 (motori da 2,5 litri) solo a partire dal 1954, nessuno era intenzionato a investire cifre astronomiche per sviluppare motori destinati a diventare obsoleti in soli due anni. Davanti al rischio di un fallimento dello spettacolo, gli stessi organizzatori dei singoli Gran Premi nazionali decisero di escludere le vecchie F1 e aprire le porte alle vetture di Formula 2 (con motori aspirati fino a 2000 cc), costringendo la CSI a ratificare la scelta per l’intero campionato.

La griglia si riempì così di costruttori privati, dando vita a un biennio di transizione che fu dominato in lungo e in largo da Alberto Ascari a bordo della leggendaria Ferrari 500 F2, prima del ritorno alla vera Formula 1 nel 1954.

G.P. d’Argentina | 18 gennaio 1953 — Circuito di Buenos Aires

La gara inaugurale della stagione vede il dominio di Alberto Ascari su Ferrari, che parte dalla pole position e guida la corsa fino al traguardo. L’evento viene purtroppo segnato da una tragedia immane: la folla si accalca pericolosamente a bordo pista anche a causa dell’inefficacia delle recinzioni; al 31° giro, un pedone attraversa improvvisamente la pista costringendo Nino Farina a una sterzata d’emergenza. Il pilota italiano perde il controllo della sua Ferrari e piomba sugli spettatori, provocando numerosi morti e feriti. Sul podio, dietro ad Ascari, si piazzano Luigi Villoresi (Ferrari) e José Froilán González (Maserati). Il Filmato Luce dell’epoca minimizza quasi il fatto luttuoso.

Filmato Luce del Gran Premio d'Argentina 1953 vinto da Alberto Ascari su Ferrari

G.P. d’Argentina 1953 — il dominio di Ascari e la tragedia di Buenos Aires

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G.P. di Bordeaux | 3 maggio 1953

Uno sguardo all’automobilismo, come era disegnato allora. Il mondiale, in fondo, non era così lungo come lo è oggi. Al di fuori del circuito iridato, questo successo a Bordeaux, ottenuto su Villoresi e Fangio, a testimonianza di come tutto il circo della F1 gareggiasse abitualmente sui circuiti cittadini più classici; in Francia, in quel glorioso 1953, Ascari aveva già trionfato anche a Pau, nel quadro di un fitto calendario di corse fuori campionato. Volendo citare solo le più importanti, queste competizioni si disputavano in Italia tra Roma, Siracusa, Sanremo, Torino, Bari, Modena e sul lunghissimo tracciato stradale di Pescara; in Gran Bretagna attraverso l’International Trophy di Silverstone, il Goodwood Trophy e l’Ulster Trophy; in Francia sui circuiti di Albi, Rouen-les-Essarts e Cadours, per poi concludersi con le pericolosissime sfide sulla pista autostradale dell’AVUS a Berlino. Nel 1953 sorse anche il Campionato mondiale per vetture Sport, una competizione nata per riunire in un unico calendario le più prestigiose gare automobilistiche di durata al mondo. Il campionato si articolava su sette prove storiche, seguendo questo ordine cronologico: la 12 Ore di Sebring, la Mille Miglia, la 24 Ore di Le Mans, la 24 Ore di Spa, la 1000 km del Nürburgring, il Tourist Trophy e la Carrera Panamericana (in Messico).

Trattandosi di un titolo riservato esclusivamente ai costruttori, le case automobilistiche ufficiali facevano a gara per ingaggiare i migliori talenti del panorama internazionale, attirando in griglia i più celebri piloti di Formula 1 dell’epoca. Tra questi vi corse anche Alberto Ascari. Il pilota milanese ottenne un importantissimo piazzamento vincendo la 1000 km del Nürburgring al volante della Ferrari 375 MM, in coppia con Giuseppe “Nino” Farina. Oltre ad Ascari, numerosi altri assi della Formula 1 dell’epoca conquistarono piazzamenti sul podio nel corso della stagione: Giuseppe Farina ottenne ben due successi (Spa, in coppia con Mike Hawthorn, e il già citato Nürburgring), Juan Manuel Fangio conquistò la vittoria nella conclusiva Carrera Panamericana insieme a Gino Bronzoni, mentre Peter Collins si impose nel Tourist Trophy condividendo la vettura con Pat Griffith. Altri protagonisti della massima serie, come Felice Bonetto e Piero Taruffi, riuscirono a piazzarsi a podio rispettivamente alla Mille Miglia e alla Carrera Panamericana. Il titolo mondiale costruttori del 1953 fu assegnato alla Ferrari.

Filmato d'epoca del Gran Premio di Bordeaux 1953 vinto da Alberto Ascari

G.P. di Bordeaux 1953 — Ascari davanti a Villoresi e Fangio

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G.P. d’Olanda | 7 giugno 1953 — Circuito di Zandvoort

Sul tracciato olandese prosegue il monologo della Ferrari e di Alberto Ascari. Il pilota milanese conquista nuovamente la pole position e vince la corsa conducendo dal primo all’ultimo giro. La scuderia di Maranello manca la tripletta a causa del ritiro di Luigi Villoresi a pochi giri dal termine per un problema all’acceleratore, dopo aver siglato il giro più veloce. Sul podio, dietro ad Ascari e a un solido Nino Farina, si piazza così la Maserati condivisa di Bonetto e González. Filmato a colori.

Filmato a colori del Gran Premio d'Olanda 1953 a Zandvoort vinto da Alberto Ascari

G.P. d’Olanda 1953 — Zandvoort a colori, Ascari dal primo all’ultimo giro

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G.P. del Belgio | 21 giugno 1953 — Circuito di Spa-Francorchamps

Sul velocissimo e pericoloso tracciato belga, la Maserati tenta di impensierire le Ferrari, con Juan Manuel Fangio che se ne va al comando nelle prime fasi prima di essere costretto al ritiro per un guasto al motore. Alberto Ascari ne approfitta e conquista l’ennesimo successo stagionale, seguito dal compagno di squadra Luigi Villoresi e dal giovane argentino Onofre Marimón su Maserati, al suo primo podio in carriera.

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Filmato d'epoca del Gran Premio del Belgio 1953 a Spa-Francorchamps vinto da Alberto Ascari

G.P. del Belgio 1953 — a Spa il primo podio di Marimón

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G.P. di Gran Bretagna | 18 luglio 1953 — Circuito di Silverstone

In terra inglese si assiste a un intenso duello ravvicinato tra la Ferrari di Alberto Ascari e la Maserati di Juan Manuel Fangio. Ascari riesce a imporre il proprio ritmo e vince la corsa. Fangio chiude al secondo posto precedendo l’altra Ferrari di Nino Farina in un altro appuntamento classico d’oltremanica.

Filmato d'epoca del Gran Premio di Gran Bretagna 1953 a Silverstone, duello Ascari-Fangio

G.P. di Gran Bretagna 1953 — Silverstone, Ascari contro Fangio

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G.P. di Svizzera | 23 agosto 1953 — Circuito del Bremgarten, Berna

Alberto Ascari conquista matematicamente il suo secondo titolo mondiale consecutivo con una prova di forza d’altri tempi. Nonostante un problema di alimentazione al motore lo costringa a una sosta imprevista ai box facendolo scivolare temporaneamente indietro, il pilota milanese ignora gli ordini di scuderia e rimonta rabbiosamente. Al traguardo firma una straordinaria tripletta tutta Ferrari precedendo sul podio il compagno Nino Farina e il britannico Mike Hawthorn, mentre Juan Manuel Fangio chiude al quarto posto in coabitazione con Felice Bonetto, dopo aver rilevato la Maserati del compagno di squadra. Questa di Berna resterà una pietra miliare nella storia dell’automobilismo tricolore: a posteriori, si tratterà infatti dell’ultima delle 13 vittorie complessive conquistate dall’asso milanese nel Mondiale piloti.

Filmato d'epoca del Gran Premio di Svizzera 1953 al Bremgarten di Berna, dove Ascari conquista il secondo titolo mondiale

G.P. di Svizzera 1953 — a Berna il secondo titolo e l’ultima vittoria di Ascari

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G.P. di Italia | 13 settembre 1953 — Autodromo Nazionale di Monza

L’appuntamento conclusivo regala una delle gare più emozionanti della storia del mondiale piloti. All’ultima curva dell’ultimo giro, Alberto Ascari (in lotta per la vittoria) finisce in testacoda nel tentativo di doppiare la vettura di Marimón; Farina lo scarta finendo sull’erba, lasciando così via libera a Juan Manuel Fangio. Il campione argentino conquista la vittoria regalando alla Maserati il primo successo stagionale e interrompendo il lungo dominio Ferrari. Al secondo posto chiude Farina, terzo Villoresi. Nel filmato si vede un Ascari malconcio ma incolume, portato via a braccio. Non certo la passerella che avrebbe desiderato per festeggiare il mondiale. Filmato Luce. Mossiere della gara fu l’onorevole Andreotti.

Filmato Luce del Gran Premio d'Italia 1953 a Monza, con il testacoda di Ascari all'ultima curva e la vittoria di Fangio

G.P. d’Italia 1953 — il testacoda di Monza all’ultima curva

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Mondiale piloti 1953

Il sistema di punteggio dell’epoca prevedeva l’assegnazione dei punti ai primi 5 classificati (8, 6, 4, 3, 2 punti) più 1 punto per il giro più veloce. Per il computo finale valevano solo i 4 migliori risultati sui 9 Gran Premi totali.

1Alberto Ascari (Ferrari)  34,5

2Juan Manuel Fangio (Maserati)  28

3Nino Farina (Ferrari)  26

4Mike Hawthorn (Ferrari)  19

5Luigi Villoresi (Ferrari)  17

Questo il “13” di Ascari nel mondiale piloti: 1951 Germania, Italia. 1952 Belgio, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Italia. 1953 Argentina, Olanda, Belgio, Gran Bretagna, Svizzera. Questo eccezionale cammino incrocia inevitabilmente la storia del padre Antonio, che negli anni Venti aveva trionfato proprio nei Grandi Premi nazionali d’Italia (1924) e del Belgio (1925), anticipando le storiche doppiette del figlio nelle medesime terre.

…Da Paola Borboni ad Alberto Ascari

La nota mediatico-televisiva

Dal momento che si è parlato della gara del 13 settembre 1953 e di Monza, sia pur seguita con il commento del Cinegiornale Luce, non ci si può esimere da una considerazione mediatico-televisiva. Quel giorno può essere considerato storico per la tv italiana, in quanto fu trasmesso per la prima volta in diretta il primo Gran Premio d’Italia. Al microfono Piero Casucci. Non fu una telecronaca integrale ma suddivisa in tre parti, poiché le telecamere e i ponti radio dell’epoca non potevano sostenere la trasmissione continuativa di tutta la corsa.

Alle 14:30 la partenza con le prime fasi per 40 minuti, poi una trasmissione musicale, un collegamento intermedio di venti minuti alle 16:10, un film con Paola Borboni, Enzo Fiermonte e Cesco Baseggio dal titolo “Finalmente sì”, indi alle 17:30 le fasi finali di gara. La trasmissione diretta seguiva di una settimana l’analoga telecronaca del motociclismo per il Gran Premio delle Nazioni (con vittoria del britannico Duke nella “500”, sempre con diretta parziale e a cavallo di un film con Alberto Rabagliati).

In conclusione, le due dirette motoristiche da Monza rappresentarono un’autentica impresa pionieristica per la Rai, che dovette superare enormi limiti tecnologici — legati a precari ponti radio, telecamere pesantissime a focale fissa e all’assenza di videoregistratori, che costringeva a usare il complesso sistema del kinescopio per filmare i monitor su pellicola. Poiché il segnale video viaggiava sui nuovi e instabili ponti radio mentre l’audio della telecronaca sfruttava le vecchie linee telefoniche via cavo, si creava in diretta una fastidiosa dissincronia tra le immagini e la voce, che spesso anticipava o ritardava l’azione mostrata sullo schermo.

Per quei pochi che non sono informati in materia, non esisteva ancora La Domenica Sportiva e il ciclo regolare di trasmissioni nazionali sarebbe partito solo nel gennaio 1954. Proprio su questo presupposto si sono basati su Sky Sport nel corso della diretta dal Messico, affermando che non vi fosse la diretta negli anni di Ascari. Non del tutto vero perché a Monza 1953, come abbiamo detto ampiamente, quella gara fu trasmessa dalla Rai, pur… condividendo la diretta con Paola Borboni! La telecronaca di Vanzini è stata comunque emozionante: il nostro è solo un appunto storico e non vuole essere un processo all’errore, perché gli sbagli capitano a chiunque, e chi scrive è il primo a farne.

Ascari dopo i due mondiali

Dal punto di vista sportivo, la vittoria di Fangio che poi vincerà nei due anni successivi rappresenta quasi uno scambio di consegne. E Ascari? Nonostante i trionfi, il rapporto tra quest’ultimo e Enzo Ferrari si deteriorò insanabilmente proprio nel corso del 1953. Alla base della rottura vi fu la rigida filosofia del “Drake”, convinto che il merito dei successi spettasse unicamente alla macchina e non ai piloti, motivo per cui si rifiutò di concedere ad Ascari il cospicuo adeguamento economico richiesto. A ciò si aggiunse una gestione psicologica interna tesa a valorizzare i compagni di squadra per ridimensionare il peso politico del campione milanese. Sentendosi sminuito e spinto anche dalla solidarietà verso l’amico e mentore Luigi Villoresi, a sua volta ai ferri corti con Ferrari, Ascari decise di cedere alla corte di Gianni Lancia.

Il passaggio alla scuderia torinese per il 1954 si rivelò tuttavia un’odissea sportiva. Ascari firmò un ricco contratto biennale a gennaio, ma la rivoluzionaria monoposto Lancia D50, progettata dall’ingegner Vittorio Jano, subì pesanti ritardi nello sviluppo a causa della sua complessità tecnica. Per non lasciare il campione del mondo inattivo, la Lancia concesse una deroga speciale che permetteva ad Ascari di correre temporaneamente come “ospite” per altri marchi. Nel corso del 1954 il pilota milanese disputò così i Gran Premi di Francia e Gran Bretagna al volante della Maserati 250F e, paradossalmente, tornò persino a guidare una Ferrari ufficiale per una gara occasionale a Monza. L’esordio ufficiale sulla Lancia D50 avvenne soltanto a ottobre nell’ultimo Gran Premio stagionale in Spagna, dove Ascari dimostrò subito il valore del progetto conquistando la pole position e il giro più veloce prima di ritirarsi per un guasto alla frizione, sancendo la fine di un lungo anno di transizione.

Il 1955 iniziò sotto i migliori auspici per il binomio Ascari-Lancia, pronto a sfidare la Mercedes con una D50 finalmente competitiva. Lo spartiacque della stagione arrivò a maggio, nel Gran Premio di Monaco: mentre inseguiva la testa della corsa, Ascari perse il controllo alla chicane del porto e volò letteralmente in mare con la sua monoposto. Ne uscì miracolosamente quasi incolume, riportando solo la frattura del setto nasale. Appena quattro giorni dopo, il 26 maggio 1955, il destino presentò il conto a Monza. Ascari si recò all’autodromo in abiti civili per assistere ai test dell’amico Eugenio Castellotti su una Ferrari 750 Sport. Spinto dalla voglia di verificare i propri riflessi dopo il trauma di Monaco, volle compiere tre giri di pista. Per un tragico paradosso, lui che era maniacalmente superstizioso rifiutò di aspettare il proprio casco azzurro e salì in auto indossando la giacca e il casco bianco dell’amico. Al terzo giro, alla curva del Vialone, la vettura sbandò inspiegabilmente e si ribaltò: Ascari morì sul colpo a 36 anni, la stessa identica età in cui era scomparso il padre Antonio.

Ascari ed il rituale della valigia

Per stemperare, in parte, il ricordo del tragico epilogo e chiudere l’intero capitolo sull’automobilismo, vale la pena ricordare una singolare abitudine di Ascari, confessata anni dopo dall’amico fraterno Gigi Villoresi. Non importava a quale ora della notte Alberto arrivasse in albergo e per quanti giorni vi rimanesse — fossero le dieci o le due del mattino — il campione milanese non si coricava mai prima di aver svuotato del tutto i bagagli e aver riposto meticolosamente ogni singolo abito nell’armadio.

Dietro questo rituale si celava una profonda e radicata scaramanzia: per la mente di Ascari, lasciare i vestiti in valigia significava “tenersi pronti per una partenza improvvisa”, un’immagine che associava cupamente a un ricovero d’urgenza in ospedale o, peggio, a un viaggio senza ritorno verso l’altro mondo. Svuotare completamente la valigia era il suo modo intimo per esorcizzare il destino, per “mettere radici” e rivendicare la sicurezza del proprio domani prima di ogni weekend di gara.


ROTONDITÀ DEL TEMPO · Anniversari a cifra tonda

Ci rituffiamo nelle consuetudini, tuttora in voga, di una domenica della prima decade di novembre. Weekend tradizionale per la Fiera Cavalli di Verona con la tappa di World Cup di salto ostacoli. Venti anni fa, nel 2006, s’impose l’olandese Gerco Schröder, che in sella a Eurocommerce Milano sigillò una netta vittoria; l’olandese era già reduce dal Mondiale di Aquisgrana di quello stesso anno, che lo aveva visto protagonista di una grandissima affermazione grazie alla conquista della medaglia d’oro a squadre. Con Claudio Icardi.

Gerco Schröder in sella a Eurocommerce Milano vince la tappa di Coppa del Mondo di salto ostacoli alla Fiera Cavalli di Verona 2006

Verona 2006 — la vittoria di Gerco Schröder, telecronaca di Claudio Icardi

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TU CHIAMALE SE VUOI… RIEMERSIONI · Dall’oblio alla luce

Ci fa molto piacere mostrare un video di una meravigliosa atleta apprezzata per la sua grazia e per la sua eleganza. Erica Rossi, la regina della velocità prolungata tra gli anni ’70 e ’80, capace di vestire la maglia azzurra per 67 volte e conquistare ben 20 titoli italiani assoluti individuali, stabilendo uno storico record nazionale nei 400 metri piani con il tempo di 52″01, rimasto imbattuto per 14 anni.

Va ricordata la medaglia d’argento nei 400 metri ai Campionati Europei indoor di Göteborg 1984, cedendo il passo soltanto alla campionessa della Germania Est Sabine Busch. Era un periodo caratterizzato dal dominio quasi invincibile dell’Europa orientale. Nell’arena internazionale dei Giochi del Mediterraneo ha conquistato quattro medaglie complessive, grazie ai due ori nella staffetta 4×400 metri e ai due argenti nei 400 metri piani ottenuti nelle edizioni consecutive di Casablanca 1983 e Latakia 1987. In questo filmato la vediamo conquistare a Roma il titolo italiano (l’ultimo di 11 sul giro di pista) davanti a Cosetta Campana. Telecronaca di Paolo Rosi.

Erica Rossi vince a Roma il titolo italiano assoluto dei 400 metri davanti a Cosetta Campana, telecronaca di Paolo Rosi

Erica Rossi — l’ultimo dei suoi 11 titoli italiani sul giro di pista

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IL TELECRONISTA DELLA SETTIMANA: TIZIANO COLOTTI

L’amico Giampaolo Ferrarotti ci chiede di trasferirci in Ticino, per parlare dei telecronisti elvetici conosciuti ed apprezzati anche da noi, al di là del fatto che la Tv svizzera non è attualmente ricevibile in gran parte d’Italia. C’è stato però un periodo in cui la tv elvetica di espressione italiana era captabile in ampie zone della penisola. Abbiamo ricordato come a Trafoi il trionfo di Thoeni nella notte olimpica di Sapporo 1972 fu seguito dalla Tv svizzera in assenza di diretta Rai; abbiamo ancora rimembrato come il successo iridato di Moser a San Cristóbal fu seguito da chi captava la Tv Svizzera, mentre la Rai non trasmise in diretta la corsa.

Stavolta dedichiamo questa rubrica alla Tv svizzera italiana, quella romantica degli anni settanta, che trasmetteva a colori ancor prima di noi in Italia, permettendo di vedere (intorno alla metà e alla fine del decennio) eventi che difficilmente avremmo altrimenti seguito (il Tour de France, le Coppe Europee delle grandi squadre top e una copertura estesa delle Olimpiadi del 1976). In più, il sabato sera ci si appassionava all’hockey su ghiaccio (chiamato comunemente “disco su ghiaccio”), al basket ed al calcio rossocrociato. Tante realtà sportive di una volta e di varie discipline, come l’Ambri Piotta, il Viganello, il Pregassona e le sfide calcistiche di Chiasso o Mendrisio Star, venivano seguite dal pubblico italiano con un trasporto dovuto soprattutto a questa straordinaria redazione sportiva. Ci si esaltava anche con le “cavallette” (come veniva chiamato il Grasshoppers di Sulser) o con lo Zurigo di Cucinotta, semifinalista in Europa.

Sono state tante le voci dei telecronisti svizzeri la cui fama è giunta fino a noi: potremmo citare Giuseppe Albertini (che ha lavorato anche in Rai e Fininvest), Ezio Guidi, Libano Zanolari, Arnaldo Cremonesi, Sergio Ostinelli, Marco Blaser, Giuseppe Dionisio, Clemente Gilardi, Giampaolo Foletti, Gianni Bolzani, Rinaldo Giambonini, Renato Ranzanici, Luigi Morandi e Dario Bertoni. Ma attenzione, non abbiamo dimenticato colui che potremmo definire l’arbiter elegantiarum, ovvero TIZIANO COLOTTI: vorremmo risentire una sua telecronaca, spostandoci al 1992, in occasione della finale di Coppa Svizzera fra Lucerna e Lugano con l’illusorio vantaggio ticinese. Purtroppo ci ha lasciato 16 anni fa. È lui IL TELECRONISTA DI QUESTA SETTIMANA, a nome di tutti i suoi colleghi rossocrociati di lingua italiana. Ferrarotti ci chiedeva, per la verità, qualche filmato di sci alpino, al momento al di fuori della nostra portata documentale per motivazioni geografiche; speriamo di aver esaudito comunque la sua richiesta. Non mancano filmati sciistici sul portale YouTube, per cui sarà un piacere continuare la discussione nei commenti di Sportinmedia su Facebook.

La telecronaca di Tiziano Colotti per la TSI nella finale di Coppa Svizzera 1992 fra Lucerna e Lugano

Lucerna-Lugano 1992 — la voce di Tiziano Colotti nella finale di Coppa Svizzera

▶ Guarda su YouTube

BUIO IN VIDEO

Quando sono i lettori a stimolare le rubriche è un vero piacere: ritorniamo sull’argomento della settimana scorsa, in seguito a un autorevole commento su X segnalatoci da Simone Salvador. Nell’occasione si era parlato di un divieto UEFA di trasmissione TV per l’Heart of Midlothian per la stagione 1990/91, nella fattispecie dell’incontro con il Bologna, a causa di una non autorizzata cessione scozzese dei diritti di una partita a una TV lussemburghese.

L’attento Paolo Starvaggi, che salutiamo, ha ricordato che la partita che portò la UEFA a vietare qualsiasi ripresa da Edimburgo nel 1990 fu in realtà Heart-Bayern, quarto di andata della Coppa UEFA 1988/89. Il club scozzese era stato diffidato per l’irregolarità nella cessione dei diritti verso la lussemburghese RTL. Per amor di precisione, nel ritorno i tedeschi capovolgeranno il passivo accedendo in semifinale. Esiste sul tubo, nello straordinario canale YouTube Gr8footy, una sintesi estesa con il logo di RTL.

Fino ad allora, la trasmissione in diretta delle partite di calcio in Germania era una prerogativa esclusiva dei canali pubblici ARD e ZDF. L’acquisizione di quel match si rivelò una vera e propria operazione di “guerriglia” mediatica: sfruttando la trasferta in Scozia e la scarsa lungimiranza della TV di Stato tedesca — che aveva sottovalutato l’evento e non aveva trovato un accordo — la neonata emittente privata RTLplus si inserì a sorpresa nelle trattative con l’Hearts of Midlothian, aggiudicandosi l’esclusiva per la Germania. Lo straordinario riscontro di pubblico spinse i vertici di RTL a puntare con decisione sul calcio. Già nell’estate del 1989, il canale strappò clamorosamente alla TV pubblica i diritti per gli highlights della Bundesliga attraverso “Anpfiff”, la celebre trasmissione sportiva affidata a Ulli Potofski e Günter Netzer.

Tralasciando le vicende più o meno fortunate del calcio targato Bundesliga, potremmo affermare che l’episodio citato costrinse la UEFA a correre ai ripari accelerando la riforma dei propri regolamenti commerciali. Pochi anni dopo, in concomitanza con la nascita della Champions League nel 1992, la confederazione europea introdusse il sistema blindato della vendita centralizzata dei diritti televisivi, sottraendo ai singoli club il potere di negoziazione. Ringraziamo Paolo e tutti i lettori offrendo, CON TELECRONACA ITALIANA, il gol di quella partita Heart of Midlothian-Bayern 1-0, trasmessa anche in Italia da TMC con Luigi Colombo e Giacomo Bulgarelli. A rendere la circostanza più grottesca vi è il fatto che, proprio prima della punizione vincente di Ferguson, viene inquadrata una bandiera della UEFA.

Il gol su punizione di Ferguson in Heart of Midlothian-Bayern Monaco 1-0 di Coppa UEFA 1988/89, con telecronaca italiana TMC

Heart of Midlothian-Bayern 1-0 — il gol di Ferguson con telecronaca italiana

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A…RCHEOCALCIO

Ultima del 2026 per la nostra rubrica — che tornerà in primavera dopo la stagione dello sci. Dalla prossima settimana ci occuperemo stabilmente delle località alpine e non solo che non ospitano più, almeno per ora, la Coppa del Mondo. Stavolta seguiamo il Varese, protagonista di tre distinte promozioni in Serie A tra il 1964 e il 1974. Della sua epopea nella massima serie si ricorda principalmente il campionato 1967/68, illuminato dalle storiche vittorie sulla capolista Milan per 2-1 e sulla Juventus detentrice del titolo con un roboante 5-0.

Un’ulteriore impresa andò in scena il 28 marzo 1971, quando la formazione lombarda guidata da Nils Liedholm si dimostrò corsara a San Siro: sotto di un gol per il rigore di Prati, i biancorossi ribaltarono il Milan dominatore del torneo grazie al penalty di Tamborini (lombardo di nascita ed ex giocatore della Roma) e alla rete decisiva di Giorgio Morini, milanista di futura memoria. Quell’1-2 inflisse ai rossoneri un contraccolpo morale pesantissimo per la lotta al tricolore, favorendo il definitivo sorpasso scudetto da parte dell’Inter. In quella stessa stagione il Varese riuscì a conquistare un’insperata salvezza proprio all’ultima giornata, grazie al decisivo 3-0 casalingo ai danni del Foggia. Commento di Mauro Suma.

Milan-Varese 1-2 del 28 marzo 1971 a San Siro, con i gol di Prati, Tamborini e Giorgio Morini

Milan-Varese 1-2, 28 marzo 1971 — il Varese di Liedholm espugna San Siro

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CARNET NOIR

Perdonate questa amarezza, ma se abbiamo deciso di istituire questa rubrica così triste è anche per rimarcare le ingiustizie e le imprevedibilità della vita. La terribile vicenda di CIARA MAGEEAN — la mezzofondista irlandese, ex campionessa europea del 2024 sui 1500, deceduta proprio in questi giorni per uno stramaledetto cancro — ci costringe a riflettere su quanto l’esistenza sappia rivelarsi crudele, brutale e, soprattutto, iniqua. Dinanzi a simili tragedie, la medicina e la chirurgia sembrano purtroppo collezionare soltanto sconfitte. E di storie come quella di Ciara ce ne sono purtroppo troppe, ogni giorno e in ogni luogo. Dal nostro umile punto d’osservazione siamo convinti che bisognerebbe passare da una prevenzione semplicemente consigliata ad una prevenzione direttamente disciplinata.

Per Ciara una parabola dolorosa che evoca in modo sconcertante la memoria della britannica LILIAN BOARD. Due storie unite dalla stessa disciplina, il mezzofondo, da un titolo europeo per entrambe (1969 e 2024) e dalla vicinanza geografica delle loro terre, ma tragicamente legate dal medesimo, ingiusto dolore. A settembre del 1969 la Board si imponeva con prepotenza ai Campionati Europei di Atene; ad aprile del 1970 il destino decideva drammaticamente che non dovesse più restare tra noi. Rivediamo allora quel momento di pura gloria, con la Board che vince gli 800 metri agli Europei del 1969. Del tutto ignara che…

Lillian Board vince gli 800 metri ai Campionati Europei di atletica di Atene 1969

Atene 1969 — Lilian Board vince gli 800 metri agli Europei

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Addio a Guido Neri, storico ciclista degli anni Sessanta, scomparso all’età di 88 anni. Il suo giorno di gloria rimarrà per sempre legato al Trofeo Laigueglia del 1964: correndo da “isolato” con la maglia del G.S. Masonese, per vicende che Beppe Conti ci racconta nel filmato, Neri firmò una memorabile impresa aggiudicandosi la prima, storica edizione della corsa ligure. Quel trionfo gli valse il salto di qualità tra i professionisti, portandolo a vestire le maglie di Molteni, Max Meyer e, infine, Scic. Oltre a quel solo successo da prof, Neri fu protagonista di un celebre e curioso aneddoto televisivo durante il Giro d’Italia del 1968. Il 24 maggio, nel corso della quarta tappa con arrivo a Sanremo, il gruppo procedeva a un’andatura così lenta da costringere la Rai ad anticipare la messa in onda del Processo alla Tappa di Sergio Zavoli prima della fine della gara. Quando la regia si collegò in diretta con la corsa, Zavoli sfidò gli ospiti in studio a indovinare chi fossero i due corridori in fuga in quel momento. Si trattava proprio di Guido Neri e del lussemburghese Schütz. In quella occasione Neri non portava occhiali, come spesso lo ricordavamo, altrimenti l’avremmo potuta definire la… fuga degli occhialuti. La loro azione venne poi riassorbita dal gruppo — la tappa fu vinta in volata dal belga Sels — ma quell’episodio passò alla storia del ciclismo. Giocando con ironia sul cognome del corridore italiano e sul vincitore di giornata, quella frazione venne ribattezzata con un gioco di parole ispirato a una famosa bevanda e al meccanismo delle bollicine: “Neri al Sels”. Nel filmato vi proponiamo il ricordo della sua sorprendente vittoria a Laigueglia e, in chiusura, le immagini della storica fuga Neri-Schütz verso il traguardo di Sanremo, accompagnate dal commento d’epoca di Bruno Raschi, con la volata vincente di Ward Sels.

Guido Neri vince la prima edizione del Trofeo Laigueglia nel 1964 e la fuga con Schütz al Giro d'Italia 1968 verso Sanremo

Guido Neri — Laigueglia 1964 e la fuga di Sanremo raccontata da Bruno Raschi

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VIALE DELLE RIMEMBRANZE STORY

Losanna. L’Europeo di ginnastica 1990 agli anelli, vinto da Yuri Chechi, da Tv Koper. Nasce qui la ginnastica italiana moderna, capace di uscire da anni di anonimato e offrirci enormi soddisfazioni che si riscontrano ancora oggi. Commenta Sergio Tavcar.

Yuri Chechi vince il titolo europeo agli anelli a Losanna 1990, telecronaca di Sergio Tavcar per Tv Koper

Losanna 1990 — il titolo europeo agli anelli di Yuri Chechi, voce di Sergio Tavcar

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RASSEGNA STAMPA a cura di Marcello Moccia

Ancora una volta le chicche introvabili di March Moccia, che ringraziamo sempre, doverosamente.

La Gazzetta dello Sport del 20 gennaio 1953: «Ascari degno di sé, strabiliante Villoresi» dopo il Gran Premio d'Argentina
Stadio del gennaio 1953: Ascari su Ferrari trionfa a Buenos Aires davanti a Villoresi e González
La Gazzetta dello Sport dell'8 giugno 1953: Ascari e Farina trionfano al Gran Premio d'Olanda di Zandvoort
Stadio dell'8 giugno 1953: implacabile uno-due della Ferrari con Ascari e Farina a Zandvoort
La Gazzetta dello Sport del 22 giugno 1953: Ascari-Ferrari vincono il Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps
Stadio del 22 giugno 1953: «Ancora Ascari» dopo il successo sul circuito di Francorchamps
La Gazzetta Sportiva del 19 luglio 1953: «Ennesimo trionfo di Ascari ai mondiali d'auto» a Silverstone
Stadio Sport del 19 luglio 1953: Ascari vince a Silverstone ed è virtualmente campione del mondo
La Gazzetta dello Sport del 24 agosto 1953: Morettini e Ascari-Ferrari laureati campioni mondiali al Bremgarten
Stadio del 24 agosto 1953: «Ascari-Ferrari binomio perfetto» sul circuito di Bremgarten
La Gazzetta dello Sport del 14 settembre 1953: Fangio-Maserati di sorpresa a Monza, «Ascari vola fuori»
Stadio del 14 settembre 1953: Fangio saetta vittorioso a Monza mentre Ascari esce di strada nell'ultima curva
Mondiali di equitazione di Aquisgrana 2006: «La coppa mondiale incorona l'Olanda» nel salto ostacoli a squadre
Mondiali di equitazione di Aquisgrana 2006: l'Italia a caccia di medaglie nella prova di endurance
La Gazzetta dello Sport del 9 novembre 2006: al via Fieracavalli a Verona con la tappa di Coppa del Mondo di salto ostacoli
La Gazzetta dello Sport del 5 marzo 1984: otto medaglie azzurre agli Europei indoor di Göteborg, fra cui l'argento di Erika Rossi nei 400 metri
La Gazzetta dello Sport del 29 luglio 1987: agli Assoluti dell'Olimpico l'ennesimo titolo italiano di Erika Rossi sui 400 metri
Palinsesto di Telemontecarlo con la diretta di Coppa UEFA Hearts-Bayern Monaco da Edimburgo alle 20.25
La cronaca di Hearts-Bayern 1-0 di Coppa UEFA 1988/89, con il gol su punizione di Ferguson al 55'
«Milan fulminato!»: il 14 gennaio 1968 il Varese batte 2-1 i rossoneri capolista
«Anche il Milan si piega alla legge del Varese», con la classifica che vede i rossoneri a 21 punti e il Varese a 19
Il Corriere dello Sport del 15 gennaio 1968: la cronaca di Varese-Milan 2-1 con i gol di Sogliano, Anastasi e Sormani
Prima pagina del Corriere dello Sport del 15 gennaio 1968: «Il Varese è esploso, la Roma è scoppiata»
La Gazzetta dello Sport del 5 febbraio 1968: Varese-Juventus 5-0 con tre gol di Anastasi
La Gazzetta dello Sport del 24 maggio 1971: Inter campione d'Italia e Varese-Foggia 3-0, il successo della salvezza all'ultima giornata
La Gazzetta dello Sport del 24 febbraio 1964: Guido Neri, «un isolato coraggioso», primo al Trofeo Laigueglia
«Neri (disoccupato) batte i campioni»: la cronaca della prima edizione del Trofeo Laigueglia del 1964
«La lunga fuga di Neri poi il solito volatone»: la tappa del Giro d'Italia 1968 con arrivo a Sanremo
Il ritratto di Guido Neri firmato da Gianni Mura dopo la fuga di Sanremo al Giro d'Italia 1968
La Gazzetta dello Sport del 26 maggio 1990: Chechi, Preti e Bucci alla vigilia degli Europei di ginnastica di Losanna
Palinsesto Rai del sabato: Videosport su Raitre con la diretta degli Europei di ginnastica da Losanna
Palinsesto Rai della domenica: Raitre trasmette in diretta da Losanna le finali degli Europei di ginnastica
«Chechi, una medaglia di bronzo che sa di storia»: il bronzo nel concorso generale agli Europei di Losanna 1990

Un grazie a tutti con l’invito di interagire ancora con noi, a Sportinmedia che ci ospita con pazienza ed al nostro fondamentale collaboratore Marcello Moccia.
Dalla prossima settimana gli sport invernali entreranno prepotentemente nel vivo nelle nostre puntate.

LUCIO CELLETTI

Chi è Lucio Celletti

Lucio Celletti

Lucio Celletti è un ricercatore e divulgatore italiano specializzato nella storia della televisione sportiva. La sua attività principale si concentra sul recupero di filmati d’epoca legati a eventi agonistici, trasmessi originariamente dalle emittenti televisive nazionali e internazionali. È stato il fondatore di canali tematici, tra cui Archeologia dello Sport (archeosport) e Telesciando. La sua opera si sviluppa su base documentaristica e non a scopo di lucro. L’obiettivo dichiarato dei suoi progetti è la salvaguardia della memoria collettiva legata allo sport ed al telecronismo.

La presente pagina, Viale delle Rimembranze, è una video-rubrica, nata nel 2023, ospitata dal portale SPORTinMEDIA di Simone Salvador. Lo spazio propone la pubblicazione di filmati d’archivio rari o inediti sul web. Ogni appuntamento utilizza immagini storiche per ripercorrere eventi agonistici del passato, documentando nel contempo la storia del giornalismo sportivo e l’evoluzione delle telecronache radiotelevisive.

Quién es Lucio Celletti

Lucio Celletti es un divulgador italiano especializado en la historia de la televisión deportiva. Su actividad principal se centra en la recuperación de imágenes y vídeos de archivo relacionados con eventos deportivos, transmitidos originalmente por emisoras de televisión nacionales e internacionales. Fue el fundador de canales temáticos, entre ellos Archeologia dello Sport (archeosport) y Telesciando. Su obra se desarrolla sobre una base documental y sin ánimo de lucro. El objetivo declarado de sus proyectos es salvaguardar la memoria colectiva vinculada al deporte y al periodismo deportivo.

La presente página, Viale delle Rimembranze, es una sección de vídeo nacida en 2023 y alojada en el portal SPORTinMEDIA de Simone Salvador. Este espacio propone la publicación de imágenes de archivo raras o inéditas en la web. Cada cita utiliza imágenes históricas para recorrer eventos deportivos del pasado, documentando al mismo tiempo la historia del periodismo deportivo y la evolución de las transmisiones en radio y televisión.

Chi è Marcello Moccia · rassegna stampa

Classe “mundial” 1978, è da sempre appassionato di grandi eventi sportivi — Olimpiadi, Mondiali ed Europei di calcio, Coppe europee — nell’ambito radiotelevisivo italiano. Nel 2005, in un’epoca lontana dall’attuale mondo del web, questa passione portò alla nascita della sua tesi di laurea in Scienze Politiche, indirizzo giornalismo: 50 anni di sport in Rai, 1954-2004.

Sui grandi eventi sportivi, da Roma 1960 in avanti, possiede una collezione cartacea fatta di quotidiani sportivi, settimanali (Guerin Sportivo, Il Calcio Illustrato, Calcio 2000), guide e programmi per ogni evento fino a… Milano-Cortina 2026.

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TAG: Alberto Ascari, diritti tv calcio, Erica Rossi, Formula 1 storia, Monza, storia della televisione sportiva, Tiziano Colotti, TSI Televisione Svizzera Italiana, Viale delle Rimembranze
Lucio Celletti 5 Novembre 2026 5 Novembre 2026
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