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© Simone Salvador · SPORTinMEDIA
SPORTinMEDIA > TV > Il week end di Ognissanti | Viale delle Rimembranze #151
TVViale delle Rimembranze

Il week end di Ognissanti | Viale delle Rimembranze #151

Ultimo aggiornamento 2026/10/29 at 4:06 PM
Lucio Celletti 14 minuti fa
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Viale 151 Lucio Celletti, Carlo Nesti e Bruno Pizzul
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Buongiorno a tutti, oggi siamo transalpini d’esordio!

En français

La rubrique vidéo « Viale delle Rimembranze » sur SPORTinMEDIA a pour objectif principal de préserver la mémoire collective du sport — et pas seulement du sport italien — ainsi que du journalisme sportif à la radio et à la télévision. À travers la redécouverte d’images d’archives rares ou inédites, le projet jette un pont entre le passé et le présent, documentant ainsi l’évolution des commentaires en direct à la radio et à la télévision. En règle générale, nous présentons les événements du week-end en cours en revisitant ces mêmes événements dans le passé, sauvant ainsi de l’oubli des moments uniques. « L’objectif de cette saison est de tisser le souvenir du passé avec la réalité du présent. » Vous pouvez traduire cette page dans la langue de votre choix à l’aide des outils de votre navigateur. À la suite des vidéos, vous trouverez une revue de presse réalisée par Marcello Moccia, comprenant des documents extrêmement rares issus d’anciens journaux italiens sur les thèmes de ce chapitre. Merci pour votre visite !

Au sommaire de cet épisode — résumé en français

Retroday — Juventus-Napoli. Souvenir de deux confrontations historiques à Turin : le match nul 1-1 du 9 décembre 1967 (but d’Altafini) et le spectaculaire 4-3 du 7 mars 1993 décidé par un but de Möller à la 88e minute, annulant les trois remontées napolitaines.

Marathon de New York 1988. L’analyse de l’édition féminine de 1988 avec le neuvième et dernier triomphe historique de la Norvégienne Grete Waitz et la deuxième place de l’Italienne Laura Fogli, marquée également par la chute de Joan Benoit au ravitaillement.

Grand Prix des Nations (trot). La victoire du cheval Micron Hanover en 1985 à Milan pour les couleurs de l’écurie Lady M, grâce à une accélération fulgurante dans la ligne droite finale de cette course historique de trot.

Rotondità del tempo : Halil Mutlu. L’anniversaire du triomphe de l’haltérophile bulgare/turc Halil Mutlu aux Championnats du Monde de 2001 dans la catégorie des 56 kg, dominateur absolu.

Résurgences : la dynastie Tresoldi. L’histoire du nom Tresoldi dans le football est un entrelacement fascinant de talents authentiques, d’incroyables coïncidences temporelles et de curiosités anomastiques qui relient le passé au présent du football italien et européen.

Le commentateur de la semaine : Carlo Nesti. Portrait du journaliste historique de la Rai Carlo Nesti, salué pour sa compétence et son équilibre professionnel, avec une mention de sa désillusion professionnelle liée à la gestion des commentaires de l’équipe nationale après 2002.

Buio in video : Hearts-Bologna (1990). Le blackout télévisé du 24 octobre 1990 pour le match de la Coupe de l’UEFA à Édimbourg (terminé 3-1 pour les Écossais), non diffusé à la télévision en raison de sanctions de l’UEFA et raconté exclusivement à la radio.

Archéo-foot : le Vicenza. L’histoire glorieuse du Lanerossi Vicenza depuis l’après-guerre, la deuxième place en 1978 avec Paolo Rossi, la Coupe d’Italie en 1997 et le match nul 1-1 à domicile contre le Milan le 21 mars 1971.

Carnet noir. L’hommage au motocycliste de la Ducati Bruno Spaggiari, décédé à 93 ans, figure historique qui a lié son nom aux débuts du système desmodromique et vainqueur à Monza en 1958 dans la catégorie 125.

Viale delle Rimembranze story : Ignazio Fabra. L’exploit légendaire du lutteur palermitain sourd-muet Ignazio Fabra, sacré Champion du Monde de lutte gréco-romaine à Karlsruhe en 1955 dans la catégorie des poids mouches.

In questa puntata

Due storici Juventus-Napoli a Torino: l’1-1 del 9 dicembre 1967 e lo spettacolare 4-3 del 7 marzo 1993, deciso da Möller all’88’. Poi la maratona di New York 1988, con il nono e ultimo trionfo di Grete Waitz e il secondo posto di Laura Fogli, e il Gran Premio delle Nazioni di trotto vinto nel 1985 da Micron Hanover. Per gli anniversari, il titolo mondiale del sollevatore Halil Mutlu; dall’oblio riemerge la dinastia Tresoldi. Il telecronista della settimana è Carlo Nesti, con il retroscena della finale mondiale 1994. Buio in video racconta Hearts-Bologna, la partita che nessuna telecamera poté riprendere; Archeocalcio ripercorre la storia del Lanerossi Vicenza. Il ricordo di Bruno Spaggiari e l’impresa di Ignazio Fabra, campione del mondo di lotta nel 1955.

Retroday — un riflesso dal passato legato agli eventi prossimi

Ci avviciniamo a Juventus-Napoli rispolverando il ricordo del celebre anticipo della stagione 1967/68, disputato sabato 9 dicembre 1967. L’incontro venne trasmesso in diretta TV sui canali Rai, una consuetudine allora riservata ai rari match del sabato: in quell’occasione, la Juventus ottenne l’anticipo prima di volare a Bucarest per la Coppa dei Campioni. Il Napoli, che guidava la classifica del campionato, riuscì a strappare un prezioso pareggio per 1-1: all’autogol iniziale di Pogliana rispose, nella ripresa, la zampata di José Altafini.

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Juventus-Napoli 1-1 del 9 dicembre 1967, anticipo del sabato in diretta Rai

Juventus-Napoli 1-1, 9 dicembre 1967: l’anticipo del sabato in diretta Rai

▶ Guarda su YouTube

Sempre per la sfida di Torino, eccoci al 7 marzo 1993, con lo spettacolare scontro della 22ª giornata di Serie A conclusosi 4-3 allo Stadio delle Alpi, la Juventus (poi 4ª a fine stagione) ha superato il Napoli (che avrebbe terminato l’anno all’11º posto) grazie alle reti bianconere di Di Canio, Platt, Ravanelli e al gol decisivo di Möller all’88’, vanificando le rimonte partenopee con reti firmate da Zola, Ferrara e Fonseca su rigore. Storico debutto in Serie A di Fabio Cannavaro. Descrizione di Franco Costa.

Juventus-Napoli 4-3 del 7 marzo 1993 allo Stadio delle Alpi, gol decisivo di Möller

Juventus-Napoli 4-3, 7 marzo 1993: Möller all’88’ e il debutto di Cannavaro

▶ Guarda su YouTube

Uno sguardo alla maratona di New York, ritornando all’edizione femminile 1988. In quell’annata vi fu l’ennesima affermazione della norvegese Grete Waitz, ma noi possiamo rimarcare il secondo posto di Laura Fogli. Da notare nel corso del filmato la caduta al rifornimento di Joan Benoit. In quella corsa la norvegese ha conquistato il suo nono e ultimo trionfo storico, mentre la maratoneta azzurra ha portato il proprio record personale della competizione a due secondi posti complessivi (1983 e 1988) e a un totale di quattro podi in carriera nella Grande Mela grazie a due terzi posti.

Maratona di New York 1988 femminile, la vittoria di Grete Waitz e il secondo posto di Laura Fogli

Maratona di New York 1988: il nono trionfo di Grete Waitz, seconda Laura Fogli

▶ Guarda su YouTube

A Milano si disputa il Gran Premio delle Nazioni, corsa prestigiosa e storica per il trotto. Nel 1985 vittoria per Micron Hanover per i colori della storica Scud. Lady M di Giancarlo Gorrini. C’è un’immagine che riassume l’essenza ippica di Edoardo Gubellini, al sediolo del vincitore: Micron Hanover che scatta come un fulmine per varchi interni, regalando un finale da brividi. Il driver lo aveva scovato di persona in America, dopo averlo visto sfrecciare in corsa. Micron era il suo pupillo, il cavallo del cuore che lo avrebbe ripagato con una delle vittorie più belle della sua carriera e con un terzo posto, due mesi dopo nell’Amerique. Telecronista Claudio Icardi. Allora si gareggiò il 17 novembre, da alcuni anni la corsa è programmata al Primo Novembre, accoppiata al Gran Premio Orsi Mangelli, classica per tre anni.

Gran Premio delle Nazioni di trotto 1985 a Milano, la vittoria di Micron Hanover con Edoardo Gubellini

Gran Premio delle Nazioni 1985: Micron Hanover e Gubellini, telecronaca di Claudio Icardi

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Rotondità del tempo: Halil Mutlu, l’ultimo re europeo dei pesi leggeri

Una rotondità venticinquennale dal sollevamento pesi che “ha appena cominciato” i mondiali in Cina. Ad Antalya nel 2001, davanti al “suo” pubblico conquistava l’ennesimo titolo mondiale Halil Mutlu (nato Halil Aliyev), sollevatore di origine bulgara, campione del mondo e olimpico. È stato 3 volte campione olimpico, 5 volte campione del mondo e 10 volte campione europeo, battendo più di 20 record mondiali nelle categorie 52 kg, 54 kg e 56 kg. A causa dei record battuti consecutivamente, gli è stato attribuito il soprannome di “Dinamo”. Al Campionato Mondiale di Sollevamento Pesi del 2001, il leggendario atleta ha dominato la categoria dei 56 kg (Pesi Gallo) conquistando l’oro assoluto con un totale di 300,0 kg, frutto di uno slancio da 162,5 kg, dopo uno strappo record di 137,5 kg; questa straordinaria prestazione lo ha consacrato storicamente come l’ultimo vincitore europeo della categoria maschile minore poiché, dopo i suoi trionfi, la divisione dei pesi più leggeri (rimodulata in 55 kg nel 2018) è diventata un monopolio esclusivo di sollevatori asiatici provenienti principalmente da Cina, Corea del Nord e Vietnam, fino alla definitiva cancellazione della categoria dai programmi internazionali, avvenuta nel 2024. Ecco a Voi lo slancio di quella gara.

Halil Mutlu ai Mondiali di sollevamento pesi 2001, lo slancio da 162,5 kg nella categoria 56 kg

Mondiali 2001: lo slancio da 162,5 kg di Halil Mutlu nella categoria 56 kg

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Tu chiamale se vuoi… riemersioni: la dinastia Tresoldi

Prendendo le mosse dalle recenti e clamorose vicende europee di Nicolò, la parabola calcistica dei Tresoldi si snoda, attraverso omonimie e parentele vere o presunte, come una singolare “Opera da tre soldi” di brechtiana ispirazione. Proviamo a compiere una sintetica rassegna temporale che parte dalle apparizioni di Battista negli anni ’50 fino ad arrivare al focus centrale della ballata: l’attaccante Carlo Tresoldi (1952, prematuramente scomparso nel 1995), protagonista di questo filmato. (MILAN-GENOA 2-0 del 1974 dove Tresoldi apre il punteggio). Voce dalla radio di Roberto Bortoluzzi per Tutto il calcio minuto per minuto. Cresciuto nelle giovanili del Milan, il calciatore divenne celebre anche per una divertente leggenda che lo voleva figlio dello storico e omonimo massaggiatore rossonero Carlo Tresoldi; quest’ultimo fu una vera e propria colonna di Milanello, accumulando ben diciassette stagioni di servizio tra gli anni ’50 e ’70 e prestando le sue mani d’oro persino alla Nazionale italiana — una coincidenza temporale e di cognome così perfetta da generare il malinteso, nonostante l’assenza di legami di sangue prima che questo percorso di omonimie passasse per il solido difensore Emanuele, padre del sopracitato Nicolò.

Milan-Genoa 2-0 del 1974 con il gol di Carlo Tresoldi, radiocronaca di Roberto Bortoluzzi

Milan-Genoa 2-0, 1974: il gol di Carlo Tresoldi con la voce di Roberto Bortoluzzi

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Il telecronista della settimana: Carlo Nesti

Oggi parliamo di Carlo Nesti, radio-telecronista di grande competenza, per trenta anni in Rai. Il giornalista torinese appartiene a quella cerchia rara di giornalisti che si mostrano competenti sin dalla prima apparizione o comparsa in tv. Oltre a una profonda e totale padronanza del mondo del calcio, possedeva una dote espositiva che gli permetteva di trattare le vicende calcistiche (in primis delle squadre torinesi) con assoluta sportività ed equilibrio. Raramente lo si ricorda in altri sport, ma avrebbe dovuto commentare la finale della Coppa dei Campioni di pallavolo del 1984, facendo un viaggio a vuoto in Svizzera, per motivi di audio (come ci ha anche ricordato Marcello Moccia). Nel 1994 fu opinionista di Pizzul nella finale dei mondiali e poi affiancò il telecronista friulano nelle partite della nazionale agli europei 1996. Il vero colpo di scena della finalissima mondiale si consumò prima ancora del fischio d’inizio, e non sul rettangolo di gioco. Il collega Bruno Pizzul era sceso in tribuna d’onore, superando muri di folla, per ritirare un messaggio presidenziale da dover poi leggere agli italiani, ma al momento di rientrare in postazione si ritrovò bloccato: le inflessibili forze dell’ordine americane non volevano sentire ragioni, poiché il celebre telecronista era provvisto, per la risalita in cabina, di regolare accredito ma non del fatidico biglietto d’accesso. Toccò così a Carlo Nesti l’onore e l’onere di aprire il collegamento. In quegli attimi che parvero eterni, Nesti ha dichiarato che si sentì esattamente come una riserva in panchina che vede il titolare a terra infortunato: diviso tra la tentazione irrefrenabile di scendere in campo per la partita della vita e la speranza che al collega non fosse successo nulla di grave. Nel frattempo, a furia di trattative e diplomazia, un trafelato Pizzul riuscì finalmente a piegare la burocrazia statunitense, tornando in cabina di commento giusto in tempo per raccontare la sfida più importante della sua carriera.

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Alla Rai, Nesti ha dato tantissimo, ma non ha nascosto di aver ricevuto la più grossa delusione professionale. Si aspettava di poter commentare la nazionale dopo la pensione di Pizzul, dopo i mondiali del 2002, secondo una tradizione dell’Ente, che vedeva una progressiva ascesa gerarchica al microfono principale del calcio. Invece apprese dai giornali di essere stato retrocesso, non senza incredulità, dall’elenco dei telecronisti del calcio. Senza entrare nel merito delle scelte Rai, sembrò tuttavia inspiegabile, ridimensionare un telecronista di tale valore e non coinvolgerlo, tanto per dire, con un ruolo di prim’ordine nel 2006, allorché nel suo Piemonte si svolsero le Olimpiadi invernali. Sarebbe stato perfetto per il ruolo di anchorman da studio. La Rai innegabilmente dal 2002 ha modificato i criteri di scelta delle prime voci della nazionale, senza mai peraltro avere, secondo noi, le idee chiare ed uniformi. Se può servire da mal comune, mezzo gaudio, anche Gianni Cerqueti e Stefano Bizzotto hanno subito lo stesso trattamento ed hanno trovato nel corso della loro carriera la strada, improvvisamente in salita. Tornando a Carlo Nesti lo ricordiamo con le schede che impreziosivano il Processo del Lunedì la celebre trasmissione di Raitre. Quella che vediamo parla della nazionale nel 1983. Particolare del filmato a 1.32; si vede un giovanissimo Enrico Ameri, impegnato in cabina. Era il giorno di Italia-Jugoslavia del 29 maggio 1955, allorché era impegnato in una rarissima telecronaca.

Una scheda di Carlo Nesti per Il Processo del Lunedì dedicata alla Nazionale

Carlo Nesti e le schede del Processo del Lunedì: al minuto 1.32 un giovanissimo Enrico Ameri

▶ Guarda su YouTube

Buio in video: Hearts-Bologna, 24 ottobre 1990

Un testo questa volta lapidario, perché c’è poco da commentare. Il 24 ottobre 1990 il Bologna si reca in Scozia per giocare contro l’Hearts of Midlothian, nel quadro dei sedicesimi di andata di Coppa Uefa. Per disposizioni Uefa, niente telecronache e nessuna telecamera in campo dopo che gli scozzesi, nella stagione precedente, avevano venduto i diritti di una partita ad una rete lussemburghese, contro il parere dell’Uefa stessa. Certamente una decisione che ha punito non solo i britannici, ma tutta l’Europa calcistica. Un incontro ad Edimburgo che solo la radio potè raccontare e per il Bologna una doccia scozzese sotto forma di 3-1, riparato però al ritorno con un perentorio 3-0.

A…rcheocalcio: il Vicenza, dal Lanerossi al “Real”

Questa volta parliamo del Vicenza. Nel secondo dopoguerra, il club vive la sua epopea più gloriosa a partire dal 1953, quando l’acquisizione da parte del colosso tessile di Schio dà vita al leggendario Lanerossi Vicenza, caratterizzato dall’iconica “R” sul petto e da ben vent’anni consecutivi in Serie A; il punto più alto di questa gestione viene raggiunto nel 1978 con lo straordinario secondo posto in Serie A del “Real Vicenza” guidato in campo dal capocannoniere Paolo Rossi. Dopo il disimpegno dell’azienda tessile nel 1990 e il ritorno al nome Vicenza Calcio, il club vive una splendida seconda giovinezza sotto la guida di Francesco Guidolin, conquistando la Coppa Italia nel 1997 contro il Napoli e raggiungendo la storica semifinale di Coppa delle Coppe nel 1998 contro il Chelsea. Questo ciclo d’oro si interrompe bruscamente nel 2001, anno dell’ultima retrocessione definitiva dalla Serie A della storia biancorossa, che segna l’addio definitivo al massimo campionato e l’inizio di un lungo periodo di declino nelle serie inferiori.

Per quanto riguarda i memorabili incroci degli anni ’70 contro le grandi storiche formazioni, seguiamo da vicino la sfida casalinga disputata allo Stadio Romeo Menti: l’incontro stagionale di quel periodo fu Vicenza-Milan 1-1, giocata il 21 marzo 1971 (22ª giornata della Serie A 1970/71). La partita vide i padroni di casa del Lanerossi portarsi in vantaggio all’11’ grazie al gol di Nicola Ciccolo, prima di subire la rimonta rossonera all’80’ firmata da Romeo Benetti, che fissò il risultato sul definitivo pareggio. Anche questo filmato ha una sua storia: le immagini non arrivarono in tempo per la Domenica Sportiva, ma il filmato, venne trasmesso nel Telegiornale Sportivo del giorno dopo, al pomeriggio. Qui vediamo le due reti, nel commento di Mauro Suma per Milan Channel.

Vicenza-Milan 1-1 del 21 marzo 1971 allo stadio Romeo Menti, i gol di Ciccolo e Benetti

Vicenza-Milan 1-1, 21 marzo 1971: Ciccolo e Benetti al Menti

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Carnet noir: Bruno Spaggiari

Ci ha lasciato a 93 anni il reggiano Bruno Spaggiari, centauro degli anni romantici del motociclismo e storico alfiere della Ducati che legò il proprio nome al debutto in gara del sistema desmodromico (un meccanismo in cui le valvole del motore vengono sia aperte che chiuse forzatamente tramite alberi a camme e bilancieri anziché con le tradizionali molle di richiamo, garantendo precisione ad altissimi regimi). Le immagini mostrano il suo unico trionfo nel motomondiale classe 125 sul circuito di Monza, datato 14 settembre 1958 e accompagnato dal commento d’epoca dello speaker Alfredo Danti.

Bruno Spaggiari vince il Gran Premio delle Nazioni classe 125 a Monza il 14 settembre 1958

Monza, 14 settembre 1958: il trionfo di Bruno Spaggiari nella classe 125, voce di Alfredo Danti

▶ Guarda su YouTube

Viale delle Rimembranze story: Ignazio Fabra

Mentre i riflettori si accendono sui Campionati Mondiali di Lotta, c’è una storia d’archivio che merita di essere riestratta dal passato per ricordare cosa significhi abbattere l’impossibile. È la storia di Ignazio Fabra, il leggendario lottatore palermitano che nel 1955, sul tappeto tedesco di Karlsruhe, si laureò Campione del Mondo dei pesi mosca (52 kg) nella lotta greco-romana.

Un’impresa titanica, resa leggendaria da una circostanza: Fabra era sordomuto dalla nascita. In un’epoca priva dei moderni sistemi di supporto, il lottatore azzurro trasformò il totale silenzio in un’arma agonistica imbattibile.

Ignazio Fabra campione del mondo di lotta greco-romana a Karlsruhe nel 1955

Karlsruhe 1955: Ignazio Fabra campione del mondo di lotta greco-romana nei pesi mosca

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Rassegna stampa a cura di Marcello Moccia

Ancora una volta il superlavoro di Marcello Moccia, che ringraziamo sempre, doverosamente.

Un grazie a tutti, a SPORTinMEDIA che ci ospita con pazienza ed al nostro collaboratore Marcello Moccia. Ci sentiamo la prossima settimana.


Chi è Lucio Celletti

Lucio Celletti è un ricercatore e divulgatore italiano specializzato nella storia della televisione sportiva. La sua attività principale si concentra sul recupero di filmati d’epoca legati a eventi agonistici, trasmessi originariamente dalle emittenti televisive nazionali e internazionali. È stato il fondatore di canali tematici, tra cui Archeologia dello Sport (archeosport) e Telesciando. La sua opera si sviluppa su base documentaristica e non a scopo di lucro. L’obiettivo dichiarato dei suoi progetti è la salvaguardia della memoria collettiva legata allo sport ed al telecronismo.

La presente pagina, Viale delle Rimembranze, è una video-rubrica, nata nel 2023, ospitata dal portale SPORTinMEDIA di Simone Salvador. Lo spazio propone la pubblicazione di filmati d’archivio rari o inediti sul web. Ogni appuntamento utilizza immagini storiche per ripercorrere eventi agonistici del passato, documentando nel contempo la storia del giornalismo sportivo e l’evoluzione delle telecronache radiotelevisive.

Chi è Marcello Moccia · rassegna stampa

Classe “mundial” 1978, è da sempre appassionato di grandi eventi sportivi — Olimpiadi, Mondiali ed Europei di calcio, Coppe europee — nell’ambito radiotelevisivo italiano. Nel 2005, in un’epoca lontana dall’attuale mondo del web, questa passione portò alla nascita della sua tesi di laurea in Scienze Politiche, indirizzo giornalismo: 50 anni di sport in Rai, 1954-2004.

Sui grandi eventi sportivi, da Roma 1960 in avanti, possiede una collezione cartacea fatta di quotidiani sportivi, settimanali (Guerin Sportivo, Il Calcio Illustrato, Calcio 2000), guide e programmi per ogni evento fino a… Milano-Cortina 2026.

À propos de Lucio Celletti

Lucio Celletti est un chercheur et passeur d’histoire italien, spécialisé dans l’évolution de la télévision sportive. Son activité principale se concentre sur la récupération d’images d’époque liées à des événements sportifs, diffusées à l’origine par des chaînes de télévision nationales et internationales. Il est le fondateur de chaînes thématiques, parmi lesquelles Archeologia dello Sport (archeosport) et Telesciando. Son œuvre se développe sur une base documentaire et à but non lucratif. L’objectif déclaré de ses projets est la sauvegarde de la mémoire collective liée au sport et au commentaire sportif.

Cette page, intitulée Viale delle Rimembranze, est une chronique vidéo créée en 2023 et hébergée par le portail SPORTinMEDIA de Simone Salvador. Cet espace propose la publication d’images d’archives rares ou inédites sur le web. Chaque rendez-vous s’appuie sur des images historiques pour retracer des événements sportifs du passé, tout en documentant l’histoire du journalisme sportif et l’évolution des commentaires radio et télévisés.

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TAG: Bruno Pizzul, Bruno Spaggiari, Carlo Nesti, Grete Waitz, Ignazio Fabra, Juventus-Napoli, Lanerossi Vicenza, Laura Fogli, telecronache storiche
Lucio Celletti 29 Ottobre 2026 29 Ottobre 2026
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