Terzo numero del nostro rotocalco, 147 della serie intera, con grandi protagonisti sul campo ed al microfono e anche una nota triste dal mondo del giornalismo tv. Ai nuovi lettori ricordiamo brevemente il nostro obiettivo: collegare presente e passato, affinché gli appuntamenti e le occasioni di oggi si traducano nei racconti e nei ricordi di ieri.
In questa puntata
Il numero 147 della video-rubrica “Viale delle Rimembranze” rievoca i precedenti calcistici della Nazionale contro la Francia nel 1966 e contro la Turchia nel 1962 e nel 1973, quest’ultimo privo di filmati e ricostruito tramite i disegni di Carmelo Silva. Nello spazio ippico si ricorda il secondo posto di Tony Bin al Premio Arco di Trionfo del 1987, mentre per gli anniversari viene celebrato con immagini uniche il cinquantennale dello storico esordio del Torino in Coppa dei Campioni nel 1976 contro il Malmoe. Trovano spazio anche la boxe, con il trionfo mondiale del 1965 di Salvatore Burruni in occasione dell’inaugurazione di una statua in suo onore ad Alghero, e l’atletica leggera, con il quinto posto di Nicola Ciotti nel salto in alto ai Mondiali di Helsinki 2005. Per il giornalismo sportivo viene celebrata la carriera di Marco Franzelli del Tg1 in occasione del suo pensionamento, mentre la pagina di archeologia calcistica è dedicata alla drammatica e miracolosa stagione 2001-2002 del Brescia di Guardiola, Toni e Baggio. La richiesta di uno spettatore riguardante la carriera dei fratelli Petito di Civitavecchia. Un ricordo addolorato di Elena Pero ed un omaggio a Rinus Wagtmans, deceduti la scorsa settimana.
Retroday (un riflesso dal passato legato agli eventi prossimi)
La storia della Nazionale italiana di calcio include sfide che scandiscono il percorso della maglia azzurra, alternando pareggi tattici a partite ad alto punteggio, amichevoli e qualificazioni. In vista degli appuntamenti della prossima settimana, i precedenti storici mettono in evidenza due specifici incroci contro la Francia e la Turchia. Tra bignè e chorba speriamo che la selezione azzurra non rimanga… sullo stomaco, come la pesante carbonade belga di venerdì scorso, 25 settembre.
Il primo ricordo risale al 19 marzo 1966, nel periodo di preparazione al Mondiale d’Inghilterra: ancora un modo per ricordare Sandro Mazzola. Al Parco dei Principi di Parigi si giocò l’amichevole Francia-Italia, terminata 0-0. Quella gara registrò sia la prima presenza da titolare per Gigi Riva, sia l’esordio assoluto in maglia azzurra di Gigi Meroni e del difensore della Fiorentina Giovan Battista Pirovano, quest’ultimo alla sua unica presenza in Nazionale. La squadra, guidata dal commissario tecnico Edmondo Fabbri, completava lo schieramento con elementi come Gianni Rivera e Mario Corso. Il match si sviluppò su ritmi equilibrati, senza che nessuna delle due squadre riuscisse a sbloccare il risultato. Partita trasmessa in diretta alle ore 15, sul programma nazionale. Qualcuno forse avvezzo alle liturgie tv di una volta potrebbe chiedersi se vi fu concomitanza con la Milano-Sanremo. Ebbene no, nel ciclismo quell’anno si gareggiò il giorno dopo e fu l’unica vittoria di Merckx delle sette, vinta di domenica.
Francia-Italia 0-0, Parco dei Principi, 19 marzo 1966
▶ Guarda su YouTubeIn precedenza, il 2 dicembre 1962, si disputò invece Italia-Turchia allo Stadio Comunale di Bologna. Italiani e turchi si affrontavano per la prima volta in assoluto a livello di nazionali A. La partita, valida per il primo turno delle qualificazioni alla Coppa d’Europa del 1964, ma anche per la declinante Coppa Internazionale, vide gli Azzurri imporsi con un netto 6-0. In quella che fu la seconda panchina per il CT Fabbri, l’attaccante Alberto Orlando debuttò in Nazionale segnando quattro reti. I restanti due gol dell’incontro furono realizzati da Gianni Rivera. Si vede all’inizio Nicolò Carosio, coperto abbondantemente per il freddo, che curò la telecronaca registrata alle ore 18,15. Trattasi infatti di incontro domenicale delle 14,30, trasmesso in radio regolarmente. A commentare le immagini dei goal Giorgio Martino per il canale tematico della Roma.
Italia-Turchia 6-0, Bologna, 2 dicembre 1962 — poker di Alberto Orlando
▶ Guarda su YouTubeUno spazio ippico pre-Arco di Trionfo con l’edizione 1987. TONY BIN fa le prove generali del …..trionfo dell’anno successivo e arriva secondo dietro TREMPOLINO. Telecronaca di Claudio Icardi.
Premio Arco di Trionfo 1987 — Tony Bin secondo dietro Trempolino
▶ Guarda su YouTubeRotondità del tempo (evento o eventi da anniversari rotondi)
Anche se a nostro avviso se ne è parlato poco da altre parti, è appena trascorso il cinquantesimo anniversario della doppia sfida contro il Malmoe, un incrocio che ha sancito l’esordio del Torino nell’unica partecipazione alla Coppa dei Campioni. In occasione di questa ricorrenza, siamo lieti di mostrare un filmato raro e poco edito sulla gara di andata, terminata con il punteggio di 2-1 a favore dei granata. Le immagini documentano le fasi salienti del match, deciso dalle reti di Roberto Mozzini e Francesco Graziani, intervallate dal momentaneo pareggio svedese di Jönsson. Con quella vittoria, i granata ottennero un vantaggio che si rivelerà decisivo per il passaggio del turno, consentendo alla squadra di superare l’ostacolo svedese e accedere agli ottavi di finale della competizione.
Torino-Malmoe 2-1, Coppa dei Campioni 1976 — le reti di Mozzini e Graziani
▶ Guarda su YouTubeTu chiamale se vuoi…riemersioni (eventi che escono dall’oblio)

Sabato scorso, 26 settembre, la città di Alghero, ha svelato in Piazza Sulis, una statua per Salvatore Burruni. L’omaggio a Tore va senza dubbio ricordato. Sportinmedia è molto legata alla città di Alghero dove è nato e vive Marcello Moccia, nostro carissimo collaboratore, artefice dei variegati e puntualissimi contributi stampa di questa pagina e della foto che ritrae la statua del campione e della foto del mondo. Il filmato del pugile italiano, riguarda la storica conquista del titolo mondiale dei pesi mosca al Palasport di Roma, per l’organizzazione della Itos di Rino Tommasi che acconsentì alla telecronaca visto il pienone del Palazzo. Burruni in quell’occasione ebbe due avversari: il detentore Kingpetch e il peso. Da notare che il pugile sardo aveva come manager Umberto Branchini, che portò 11 pugili al titolo mondiale, il primo dei quali fu proprio Burruni. Facciamo questa volta qualcosa di inconsueto: la telecronaca di Paolo Rosi ce la vediamo tutta, entrando secondo per secondo, nelle atmosfere di quel 23 aprile 1965.
Burruni-Kingpetch, titolo mondiale pesi mosca, Roma 23 aprile 1965
▶ Guarda su YouTubeIl telecronista della settimana

All’inizio di questo mese Marco Franzelli ha raggiunto l’età della pensione, segnando il progressivo congedo di quel gruppo di giornalisti cresciuti al Tg1 nei primi anni Ottanta — tra cui spiccano nomi come Icardi, Volpi e Maffei — guidati all’epoca dal mentore Sandro Petrucci. La loro uscita di scena lascia una responsabilità professionale complessa a chi raccoglie il testimone. Il percorso di Franzelli come telecronista ha subito un netto cambio di direzione a causa di una discussa norma interna della Rai, che imponeva l’esclusività per una sola redazione. Dovendo scegliere tra il Tg1 e la Testata Giornalistica Sportiva, il giornalista optò per il telegiornale della prima rete. Questa decisione interruppe la sua esperienza nell’atletica leggera, specialità che aveva ereditato da Paolo Rosi (commentando gli Euroindoor 1987 e seguendola come voce principale tra il 1989 e il 1991), e gli impedì anche di diventare il potenziale successore di Mario Poltronieri per le telecronache della Formula 1. Nelle sue telecronache garbo e competenza, con il culmine dei 5 ori commentati agli Europei di Spalato 1990. Nell’inviargli un saluto, ove ci leggesse, resta l’interrogativo se nel tempo sia mai maturato in lui un rammarico per quella decisione, pur riconoscendo che nell’ambito del Tg1 si è tolto delle belle soddisfazioni. Tra i momenti particolari della sua attività si menziona anche la cronaca diretta della gara di slalom alle Olimpiadi invernali di Calgary, realizzata appositamente per il pubblico del Festival di Sanremo in occasione della medaglia d’oro vinta da Alberto Tomba nel 1988. Per quel commento alternativo si preferì affidare a lui il commento da studio per poter fronteggiare eventuali stop della gara, piuttosto che far ascoltare le voci dal Canada dove si trovava Alfredo Pigna con Maria Rosa Quario. Solo cinque discese ma tra le più importanti della storia dello sci alpino italiano moderno. Il suo attaccamento all’azienda e il senso della disciplina non gli impedirono anche una frecciatina polemica nel 1989, quando gli tolsero la linea sul più bello, prima della 4×400 di Coppa Europa da Gateshead, con l’Italia in lizza per il quarto posto di squadra, allora risultato storico….disse qualcosa come “Da buon soldatino, mi rimetto alle decisioni dello studio”
Lo sentiamo ad inizio carriera nel servizio riepilogativo degli Europei di Atene 1982, con protagonisti italiani e non e la colonna sonora di Vangelis Papathanassiou, tratta dal film Momenti di Gloria, per la Domenica sportiva del 12.09.1982.
Europei di Atene 1982, il servizio di Marco Franzelli alla Domenica Sportiva
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Buio in video
Parliamo ancora di Italia-Turchia con un altro illustre e sfortunato precedente del passato e questa volta anche con un video: lo 0-0 di Napoli del 13 gennaio 1973. Quella partita, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Germania 1974, rappresenta una delle pagine più enigmatiche dell’archivio calcistico azzurro. A distanza di decenni, ricostruire quella bizzarra giornata al San Paolo è un esercizio di pura archeologia sportiva a causa di una quasi totale assenza di documentazione video. Della partita non sono mai riemerse immagini di gioco reali o sintesi approfondite. Le uniche testimonianze televisive giunte fino a noi consistono in pochi fotogrammi generici trasmessi all’interno di un Telegiornale, in una storica pagina condotta da Maurizio Barendson, lanciato da Lello Bersani. Immagini scelte un po’ a caso. Davanti al caloroso pubblico di Napoli, la Nazionale di Ferruccio Valcareggi (che schierava stelle del calibro di Rivera, Riva, Capello e Chinaglia) mantenne costantemente l’iniziativa ma ebbe le polveri bagnate. Assente Sandro Mazzola. Per sopperire alla mancanza di pellicole e ritrovare la dinamica delle azioni, l’unica risorsa per generazioni di appassionati è stata affidarsi alle tavole illustrate da Carmelo Silva. I suoi storici e dettagliatissimi disegni sulle partite degli azzurri, pubblicati sull’Almanacco Illustrato del Calcio Panini a partire dalla stagione 1969/70, rimangono ancora oggi la più vivida ricostruzione tattica di quell’assedio azzurro rimasto senza gol
Italia-Turchia 0-0, Napoli, 13 gennaio 1973 — i pochi fotogrammi rimasti
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Parliamo del Brescia, la formazione delle Rondinelle, come venivano chiamate per il disegno a forma di “V” sul petto. Una formazione che ha militato per varie volte in serie A, lottando prevalentemente per la salvezza. Il miglior risultato del Brescia in Serie A è l’8° posto, conquistato nella stagione 2000-2001 sotto la guida dell’allenatore Carlo Mazzone e trascinato in campo da Roberto Baggio. In quel campionato storico, le Rondinelle ottennero il loro record di punti in Serie A (44 punti) e la qualificazione alla Coppa Intertoto, arrivando poi a disputare la finale europea della manifestazione contro il Paris Saint-Germain. La stagione più intensa è a giudizio di chi scrive quella successiva: il 23 gennaio 2002 il Brescia viene travolto dal dolore per la tragica scomparsa del difensore Vittorio Mero, morto in un incidente stradale. La squadra perde un punto di riferimento, affrontando un periodo psicologicamente devastante che si riflette anche sui risultati. Pochi giorni dopo, il 4 febbraio, arriva un altro duro colpo: Roberto Baggio si rompe il legamento crociato del ginocchio sinistro in Coppa Italia. Senza il suo capitano e con il morale a terra, la squadra scivola in piena zona retrocessione, ma l’allenatore Carlo Mazzone riesce a compattare il gruppo intorno al ricordo di Mero, con le solide giocate in attacco di Luca Toni e a centrocampo di Pep Guardiola. Il momento di svolta assoluto, che indirizza la squadra verso la salvezza, coincide con il ritorno in campo di Roberto Baggio a soli 76 giorni dall’operazione. Vedremo quella storica partita disputata il 21 aprile 2002, in cui il Brescia affronta la Fiorentina allo Stadio Rigamonti, trionfando con un netto 3-0. Baggio entra dalla panchina nel secondo tempo e mette a segno una straordinaria doppietta in pochi minuti, siglando il gol del raddoppio e della sicurezza, arrotondando il punteggio aperto da Toni. Quella netta vittoria restituisce alle rondinelle la spinta decisiva per il rush finale. Con una clamorosa rincorsa nelle ultime giornate di campionato, culminata nel successo casalingo contro il Bologna all’ultima giornata, il Brescia riesce a centrare una salvezza insperata, chiudendo la stagione al tredicesimo posto in classifica.
Brescia-Fiorentina 3-0, 21 aprile 2002 — il ritorno e la doppietta di Baggio
▶ Guarda su YouTubeLe vostre richieste
Ancora una richiesta!! Ringraziamo e salutiamo l’amico EMANUELE DE MURO che ci segue praticamente fin dall’inizio della rubrica. Da buon civitavecchiese ci chiede di ricordare con dei filmati i gloriosi ciclisti Giuseppe e Roberto Petito, attivi nelle massime categorie del ciclismo internazionale tra gli anni ottanta e duemila.
Giuseppe Petito, professionista dal 1981 al 1996, conquista nel corso della sua carriera agonistica una tappa alla Vuelta a Espana nel 1983, una frazione della corsa a tappe svedese Postgirot Open nel 1981, il Trofeo Laigueglia nel 1984 e il Giro di Campania nel 1987. Da dilettante si era laureato inoltre campione italiano in linea nel 1979 ed aveva vinto la Montecarlo-Alassio nel 1980. Rivediamo il suo successo nel 1983 al Giro di Spagna a San Carles de la Rabid. Forse si ricorderà anche Emanuele di questo video e del saluto che gli mandammo anche in quella occasione.
Giuseppe Petito vince a San Carles de la Rabid, Vuelta 1983
▶ Guarda su YouTubeAndando a ritroso offriamo ad Emanuele questo video dalle strade svedesi dal Postagirot 1982, una tappa vinta da Alf Segersall, con arrivo ad Huskvarna in cui possiamo notare il corridore laziale con la maglia di leader momentaneo di quella corsa a tappe scandinava.
Postgirot 1982, arrivo a Huskvarna — Petito maglia di leader
▶ Guarda su YouTubeRoberto Petito, in attività dal 1993 al 2008, ha ottenuto il successo più importante della sua carriera nel 1997 aggiudicandosi la classifica generale della Tirreno-Adriatico (corsa che amava e che vinse, libero dall’impegno di aiutare Cipollini che corse invece la Parigi-Nizza). Il suo palmarès tra i professionisti comprende anche le vittorie al Giro di Romagna nel 1994, alla Quattro Giorni di Dunkerque nel 2006 e al Gran Premio di Chiasso nel 1997. Nelle categorie giovanili e dilettantistiche ricordiamo soprattutto il Giro delle Regioni del 1992. Il corridore laziale ha pubblicato in prima persona su You Tube alcune sue vittorie. Fra queste il Giro di Romagna 1994 che seguiamo. Questo è quindi un assaggio con la telecronaca di Adriano De Zan. L’amico De Muro, naturalmente se ne avrà piacere, potrà integrare la visione andando proprio sul citato canale.
Roberto Petito vince il Giro di Romagna 1994 — telecronaca di Adriano De Zan
▶ Guarda su YouTubeRinnoviamo l’invito a tutti a voler chiedere filmati o ricordi, negli ambiti e nei limiti che abbiamo fissato nella puntata di due settimane fa. Ma non solo filmati; sarebbe auspicabile commentare la puntata, suggerire telecronisti da illustrare, creare una community di competenza. “Sempre però all’insegna del Meno siamo, meglio stiamo!!“.
Carnet noir
Nella serata di giovedì 24 settembre 2026, una vera e propria stilettata ha colpito il mondo del giornalismo, del tennis e della gente comune: si è spenta, a 60 anni, Elena Pero, storica telecronista di Sky Sport. Con una classe, una competenza e una professionalità rara, ha saputo tracciare una strada importante in un mondo dei telecronisti, quasi esclusivamente maschile; basti pensare che fu scelta e introdotta nel settore da un maestro come Rino Tommasi, dopo aver risposto ad un suo annuncio sul periodico Matchball (vedi). Oltre alla perdita di una figura così stimata, questa notizia impone una riflessione universalmente amara su come la malattia possa improvvisamente stravolgere la serenità e il destino di tanti nuclei familiari. Considerando che il tennis ha troppe insormontabili restrizioni di copyright, vogliamo salutare Elena proponendo una sua chiacchierata con Ubaldo Scanagatta per Ubitennis. Riproporre questo filmato è il miglior modo per onorarne la memoria.
Elena Pero a colloquio con Ubaldo Scanagatta per Ubitennis
▶ Guarda su YouTubeIl 25 settembre 2026 ci ha lasciati all’età di 79 anni Rini Wagtmans, uno dei talenti più carismatici del ciclismo olandese, capace di brillare tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Eccellente passista e funambolico discesista, nipote di un altro campione degli anni Cinquanta, Wagtmans sapeva incendiare le corse con il suo stile d’attacco, rendendosi immediatamente riconoscibile in gruppo per una iconica “frezza” bianca naturale. Vediamo, fra le sue imprese più significative, la 15ª tappa del Tour de France 1970, disputata sabato 11 luglio. Si trattava di una frazione pianeggiante di 144,5 chilometri con arrivo a Montpellier. La corsa si risolse con una volata di gruppo compatto sul traguardo, nella quale Wagtmans riuscì a sopravanzare i velocisti specialisti, anticipando nello sprint Marino Basso e il belga Nassen. Al microfono Daniel Pautrat.
Rini Wagtmans vince a Montpellier, 15ª tappa del Tour de France 1970
▶ Guarda su YouTubeViale delle Rimembranze story
Celebrando il ventennale della manifestazione, nel 2025 abbiamo analizzato approfonditamente i campionati mondiali di atletica del 2005 ad Helsinki. Durante la giornata conclusiva, Nicola Ciotti ha accarezzato il sogno di una medaglia nel salto in alto. Superati i 2.29 metri, l’atleta italiano non è riuscito a centrare il “colpaccio” a quota 2.32, riprendendo la stessa espressione del telecronista Franco Bragagna, in diretta, allora. Il titolo mondiale è stato conquistato dall’ucraino Yuriy Krymarenko, mentre Ciotti ha concluso la prova al quinto posto appena fuori dalla zona medaglie.
Nicola Ciotti nel salto in alto, Mondiali di Helsinki 2005
▶ Guarda su YouTubeRassegna stampa a cura di Marcello Moccia
Gran parte degli argomenti trattati rivissuti grazie a Marcello che stavolta ha pescato davvero l’inverosimile.































Un grazie a tutti, a Sportinmedia che ci ospita con pazienza ed al nostro collaboratore Marcello Moccia. Ci sentiamo la prossima settimana.
LUCIO CELLETTI
Telesciando.it | Canale YouTube Archeosport
TUTTE LE PUNTATE DI VIALE DELLE RIMEMBRANZE
Opera di cultura divulgativa senza scopo di lucro.






