📺 Ultra Slow-Mo: dietro le quinte delle produzioni TV
Protagonista: Roberto Ruffini – Operations Manager / Supervisore Tecnico Sky Sport
Tema: Il lavoro invisibile di chi “costruisce” le dirette sportive
Esperienza: Oltre 30 anni (dal 1992 in Telepiù)
A cura di: Wenner Gatta
I protagonisti invisibili dello Sport in Tv
Una delle cose che mi piace di più quando ho la possibilità di vivere in prima persona il dietro le quinte della produzione televisiva degli eventi sportivi è avere l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con quelle persone che svolgono mansioni fondamentali per la messa in onda di una trasmissione in diretta, ma che il grande pubblico a casa non ha purtroppo la possibilità di apprezzare, dato che, di loro, non parla (quasi) nessuno.
In occasione dell’andata dei quarti di finale di Europa League ho parlato a lungo con uno di loro, Roberto Ruffini, attualmente operations manager / supervisore tecnico di Sky Sport, un ruolo che mi spiega così:
Cosa fa un Operations Manager nelle Produzioni Tv Sportive
“Un ruolo, il mio“, esordisce Roberto, “che si caratterizza per una serie di mansioni eterogenee tra loro, che hanno come filo conduttore quello di seguire la produzione televisiva di un evento sportivo, in particolar modo se lo stesso non è ancora mai stato da noi prodotto, dal momento della sua creazione a quello della sua realizzazione.
Quando, ad esempio, la società per cui lavoro si aggiudica i diritti per la trasmissione di un determinato evento e la direzione decide di realizzarlo con un determinato numero di telecamere, inizio a predisporre il relativo capitolato tecnico, andando ad esempio, a indicare il numero di operatori EVS da impiegare, a prevedere o meno l’utilizzo del mixer video, e a disciplinare una serie di ulteriori aspetti legati alla futura trasmissione del segnale video e audio; il mio compito è quello di redigere la versione definitiva del capitolato tecnico che viene poi inoltrata al booking e all’ufficio legale per la gara di appalto che consentirà di individuare il service che produrrà l’evento“.

Dal Capitolato tecnico al Piano Operativo: come nasce una diretta Tv
“Dopo di che“, prosegue Roberto, “inizio a lavorare al piano operativo, andando a selezionare da un punto di vista tecnico i vari mezzi da mettere concretamente in campo, quali ad esempio il tipo di telecamere, le ottiche, i microfoni, il tutto cercando di mettere in campo le migliori risorse con il budget che si ha a disposizione.
Nel caso, poi, in cui si sia scelto di realizzare uno studio sul campo, assieme al regista e al produttore partecipo al sopralluogo per curare i vari dettagli produttivi, perché la trasferta sul posto ci permette, molto spesso, di individuare problematiche sulle quali, poi, con il tempo a disposizione, si riesce a lavorare per la loro risoluzione“.

Il Giorno dell’Evento: quando tutto deve funzionare perfettamente
A questa fase organizzativa, alla quale Roberto lavora nei mesi che precedono l’evento, si affianca, poi, quella a ridosso e nel corso dell’evento stesso:
“Solitamente durante il giorno che precede l’evento sportivo sono già sul campo per seguire in prima linea l’allestimento della produzione nel rispetto del relativo piano operativo e delle linee guida richieste dall’organizzatore.
Talvolta, ed è l’aspetto più delicato, vengono avanzate delle richieste dell’ultima ora, come, ad esempio, spostare una telecamera, che cerco di esaudire il più possibile. Al termine della giornata, mi occupo poi della consegna del segnale alla centrale video, con cui mi metto in contatto, accertandomi dell’insussistenza di problemi, ovvero cercando di risolverli qualora dovessero essere riscontrati.
Durante l’incontro, invece, staziono sull’OB Van, talvolta nell’area del controllo camere, altre volte nel reparto dedicato all’audio, cercando di legare l’area produttiva con quella tecnica, intervenendo nel caso in cui emergano problematiche, spingendomi in campo per comprendere il tipo di imprevisto e cercare di risolverlo nel minor tempo possibile“.

Un lavoro dietro le quinte, ma di grande soddisfazione
“La cosa bella del mio lavoro è avere quotidianamente la possibilità di interfacciarsi con più figure professionali e più reparti, che devono parlare tra loro, anche grazie al mio piccolo contributo. Talvolta vieni nominato, ed è una gran soddisfazione, ma molto spesso si lavora dietro le quinte“.

30 di esperienza: da Telepiù a Sky Sport
“È un lavoro” mi spiega Roberto “che cerco di fare mettendo in campo la pluridecennale esperienza accumulata nel corso di oltre trent’anni di lavoro: ho iniziato infatti nel 1992 a Telepiù in emissione [cioè nella messa in onda dei programmi: n.d.r.] per poi passare a lavorare in regia come operatore in esterna sul mezzo, dopo di che a mixer video/realizzatore, prima in esterna, poi, in studio, fino a ricoprire il mio ruolo attuale.
Di fatto ho avuto la possibilità di lavorare in più anelli della filiera di produzione, il che mi consente, adesso, di avere un bagaglio abbastanza variegato di esperienze, anche grazie all’evoluzione della tecnica dei segnali video e audio che si sono evoluti nel corso di questi anni, un’evoluzione che ho seguito con i miei occhi, vedendo, ad esempio, anche doppie produzioni all’opera in contemporanea per la ripresa di una partita di serie A“.
Dai grandi eventi alle ATP Finals: le produzioni di Roberto
Centinaia le produzioni televisive di eventi sportivi alle quali ha lavorato Roberto: negli ultimi anni, ad esempio, finali di Champions League a Istanbul e a Londra, di Europa League a Dublino, gare di Euro 2024, Ryder Cup di Golf, ma anche ATP Finals di tennis e tanto altro ancora, grazie alle quali ha accumulato una notevole esperienza.

Senza esperienza sarebbe tutto più difficile: la lucidità in diretta
“Senza l’esperienza, Wenner“, mi confida Roberto, “sarebbe tutto più complesso e difficile. Talvolta mi fermo a riflettere e penso che un tempo lavoravamo dovendoci sbrigare molto spesso in autonomia, perché non esistevano mica, ad esempio, i telefoni in grado di scattare foto da inviare a persone con più esperienza in grado di venirci in soccorso.
È grazie all’esperienza accumulata nel corso degli anni che si riesce a mantenere la lucidità nell’intervenire per risolvere un problema, molto spesso in momenti delicati, visto che si è in onda e non si può arrestare la produzione di un evento trasmesso in diretta, ecco perché è importante creare un clima di lavoro sereno, fondato sul rispetto del lavoro altrui e sulla fiducia che occorre riporre nei riguardi di altri professionisti“.
Il rapporto umano: fidelizzare la squadra con piccoli gesti
Una fiducia che si fonda, molto spesso, sul rapporto umano che non può mancare in un ambiente come quello in cui da tempo lavora Roberto, grazie alla quale si cerca di fidelizzare le persone:
“Talvolta, Wenner, nel corso delle giornate dobbiamo rimanere sul campo per ore di fila, semmai sotto il sole o sotto un diluvio per garantire i vari collegamenti, per cui è necessario creare il giusto clima, fidelizzare la squadra, in maniera che tutti diano il 110 percento e a volte basta poco per conquistare la fiducia altrui, come, ad esempio, arrivare con una bella cassa di acqua fresca durante un giorno di piena estate!“.
La passione che non si spegne mai: sempre curiosi di imparare
Un lavoro, quello di Roberto, come peraltro quello di tante altre persone che lavorano dietro le quinte delle produzioni televisive degli eventi sportivi, alimentato dalla passione per ciò che fanno:
“Nonostante sia purtroppo più vicino alla fase finale della mia carriera lavorativa che all’inizio“, mi dice Roberto “quando mi accorgo che c’è qualcosa di nuovo, come, ad esempio, un tipo particolare di lampada, mi fermo, la fotografo, chiedo spiegazioni, perché un domani mi potrebbe essere utile in una futura produzione, per cercare di offrire una novità che possa migliorare la produzione nel suo complesso.
Un lavoro, il nostro, durante il quale, specie fino a un po’ di tempo fa, erano molti di più i giorni che trascorrevo fuori casa, rispetto a quelli in cui li passavo tra le mura domestiche: in certe stagioni, ad esempio, a casa tornavo solo per cambiare la valigia, per poi ripartire per le produzioni successive“.

Un altro nome sul mio personalissimo cartellino
Non mi resta, come sempre, che ringraziare Roberto per la quantità di chicche che mi ha raccontato e che mi hanno permesso di dare voce a un altro (importante) anello della catena relativa alla produzione televisiva di un evento sportivo, che, come tanti altri, contribuisce a far arrivare le immagini e i suoni nei nostri televisori, lavorando, tuttavia, dietro le quinte, molto spesso nel più totale anonimato.
Anche il nome di Roberto è annotato sul mio personalissimo cartellino, e, da oggi, su quello dei lettori di questa rubrica.
Stay tuned!
Ultra Slow-Mo – La Rubrica di Wenner Gatta
Analisi approfondite delle riprese televisive degli eventi sportivi.
Telecamere, droni, grafiche, regia e tecnologie di produzione TV.






