Puntata ormai vicino alle 150 unità. Gli eventi del fine settimana (ciclismo, judo, trotto) sono all’Ordine del Giorno della puntata, troviamo anche delle varie e delle eventuali. Sempre nell’obiettivo di prendere il meglio della storia e shakerarlo con l’attualità!
In questa puntata
Il Giro di Lombardia 1973 viene assegnato a Felice Gimondi dopo la squalifica per doping di Eddy Merckx, mentre ai Mondiali di judo 2005 il piemontese Bruyere conquista l’argento nei 73 kg. Il 6 ottobre 2001 l’Italia si qualifica ai Mondiali grazie a una punizione di Alessandro Del Piero contro l’Ungheria, e nel 1970 Jürgen Tschan vince a sorpresa la Parigi-Tours sfruttando la caduta di Jan Janssen. Nell’ippica, Argo Ve si impone nel 1981 nella telecronaca di Alberto Giubilo (Il telecronista della settimana), mentre nella stagione 2005-2006 il Treviso ottiene uno storico 0-0 contro la Juventus capolista nel culmine dell’era polisportiva della città. Il mezzofondista Mariano Scartezzini vince la Coppa Europa nel 1979, dovendo però rinunciare alle Olimpiadi di Mosca 1980 a causa del blocco imposto agli atleti militari. Infine, per la rubrica Buio in video, viene ricordato il burrascoso Derby del trotto 1974, passato alla storia come il “Derby del bastone”, che venne interrotto da un’invasione di pista e da scontri con bastoni, prima della vittoria di Aprile. Ricordo dello storico telecronista Rai Ennio Vitanza e del ciclista britannico Michael Wright.
Retroday — un riflesso dal passato legato agli eventi prossimi
Il Giro di Lombardia è senza dubbio l’appuntamento centrale da non perdere. Spostiamoci nell’edizione disputata il 13 ottobre 1973 (con coda successiva) conclusasi sulla pista dello Stadio Sinigaglia di Como con l’assolo di Eddy Merckx. Subito dietro, il neocampione del mondo Felice Gimondi regolò il gruppo degli inseguitori vincendo la volata per il secondo posto davanti ai belgi Roger De Vlaeminck ed Herman Van Springel. All’interno del filmato, l’atmosfera dell’epoca è resa memorabile dall’attesa del vincitore, attraverso l’inquadratura silenziosa del palco con Adriano De Zan e il suo aiutante Guerrino Farolfi e dalla voce inconfondibile di Claudio Ferretti, celebre radiocronista in moto che scandisce le fasi della corsa dalla radio dal secondo cinquantatreesimo (per una ventina di secondi, personalmente recuperati all’epoca da chi scrive). Per il resto è video con suono d’ambiente e la voce dello speaker Proserpio. L’arrivo solitario di Merckx e poi il gruppo con ovazione per quell’inconsapevole vittoria di Gimondi, in maglia iridata. Alla fine del filmato si vede anche Adone Carapezzi. La storia di quel Lombardia cambiò tuttavia nelle settimane successive: la positività alla norefedrina costò al “Cannibale” belga la squalifica per doping e la revoca del successo, che venne così ufficialmente assegnato al fuoriclasse di Sedrina.
Giro di Lombardia 1973: l’assolo di Merckx allo stadio Sinigaglia di Como
▶ Guarda su YouTubeIl cognome Bruyere indurrebbe a credere che si parli ancora di ciclismo, ma non seguiamo in azione il più quotato gregario di Merckx, ma il judoka piemontese impegnato nella sfortunata finale dei mondiali 2005 al Cairo, cat. 73kg, contro l’ungherese Braun. Ma è comunque una grande impresa di argento. In telecronaca, come ci suggerisce anche Marcello Moccia, troviamo Massimo Facchini.
Mondiali di judo 2005, Il Cairo: la finale dei 73 kg di Bruyere, telecronaca di Massimo Facchini
▶ Guarda su YouTubeRotondità del tempo — eventi da anniversari rotondi
Venticinque anni fa, il 6 ottobre 2001, la Nazionale italiana di Giovanni Trapattoni si qualificò per i Mondiali di Giappone e Corea del Sud 2002 grazie a una vittoria per 1-0 contro l’Ungheria allo Stadio Ennio Tardini di Parma, decisa da una punizione di Alessandro Del Piero. All’epoca la qualificazione mondiale rappresentava un traguardo naturale, con il girone chiuso da imbattuti, in netto contrasto con le successive e dolorose esclusioni dei tre ultimi tornei. Telecronaca Pizzul/Sandreani.
Italia-Ungheria 1-0, 6 ottobre 2001: la punizione di Del Piero, telecronaca Pizzul-Sandreani
▶ Guarda su YouTubeTu chiamale se vuoi… riemersioni — eventi che escono dall’oblio
In occasione della Parigi-Tours, ripercorriamo l’incredibile edizione disputata il 2 ottobre 1970, vinta a sorpresa dal ventitreenne tedesco dell’Ovest Jürgen Tschan. Il corridore della Peugeot riuscì a centrare la fuga decisiva insieme al fuoriclasse olandese Jan Janssen. A pochi chilometri dal traguardo, complice il forte calore, Janssen ebbe un improvviso cedimento e cadde dalla bicicletta, subendo un serio trauma cranico. Con la strada spianata, il giovane neoprofessionista tedesco si involò verso una clamorosa vittoria in solitaria. No audio.
Parigi-Tours, 2 ottobre 1970: la vittoria a sorpresa di Jürgen Tschan (filmato muto)
▶ Guarda su YouTubeIl telecronista della settimana: Alberto Giubilo

Alla vigilia del Derby del trotto, possiamo rivedere l’ultimo Nastro Azzurro, commentato da Alberto Giubilo, nel 1981, vincitore Argo Ve. Merita essere sottolineata la genealogia del cavallo. Il padre era Sharif di Iesolo, derbywinner 1973 ed estremo miglioratore della razza, al suo primo successo da stallone padre. La madre era invece Gamarth (figlia del glorioso Oriolo) che aveva già prodotto due anni prima Gentile, altro vincitore di Derby. Al sediolo Siviero Milani che ha un bel da fare a contenere il veemente ritorno di Abaco. Trattasi di generazione 1978, la prima contrassegnata per scelta dell’Encat e sul modello francese, da una lettera iniziale dell’alfabeto. La provenienza del vincitore, piemontese, allevato dall’Allevamento Veranna della storica famiglia Blangino, ci permette di ricordare che il Derby di quest’anno si correrà a Torino, per via delle note vicende che hanno coinvolto quest’anno le Capannelle di Roma.
Tornando ad Alberto Giubilo al microfono Rai per il trotto arriverà l’era di Claudio Icardi, che per Il Trottatore nel 2017 ha definito così l’avvicendamento con Giubilo: “si passò da un lord inglese ad un …metalmeccanico piemontese”. Per amor di precisione il Derby del 1982 ebbe un interregno con Beppe Berti in quanto il buon Icardi era a Parigi per l’Amerique. La carriera di Giubilo è proseguita ancora per Fininvest, con una rubrica settimanale nonché sulla carta stampata (fra cui il periodico Il Trottatore). Ci ha lasciato nel 1997. Pubblicato su Fb alcuni anni fa, il merito è attribuibile solo a Giorgio Marchioro, appassionato veneto facente parte di una storica famiglia del trotto.
Nastro Azzurro 1981: Argo Ve e Siviero Milani nella telecronaca di Alberto Giubilo
▶ Guarda su YouTubeBuio in video: il “Derby del bastone”, 1974

Sempre per il trotto, non è mai stato riproposto il Derby del 1974, che ebbe un andamento quanto mai burrascoso. Una corsa che la memoria storica collettiva tramanda anche quale “Derby del bastone” come da titolo del giornale Il Cavallo. Nella precedente corsa, vinta da Sansovino su Kleber, la giuria squalifica Barcella per una rottura negli ultimi 200 metri. Uno sparuto gruppo di esagitati invade la pista invocando la restituzione delle scommesse o l’annullamento della corsa. Entrano intanto i 17 cavalli del Derby per le sgambature che precedono la corsa con i contestatori ai bordi della pista, inamovibili, oggetto di insulti e turpiloqui da parte della maggioranza degli astanti in tribuna. Essi non se ne vogliono andare, pare una situazione surreale ed ai limiti della regolarità, pur tuttavia i cavalli prendono il via sulla retta opposta a quella delle tribune. In quel momento i contestatori tornano in pista proprio mentre i cavalli stanno per appropinquarsi. Dalla giuria parte il suono del pericolo: la corsa è fermata. Dalle scuderie escono artieri armati di bastoni e si arriva alle vie di fatto per scacciare i facinorosi, anche con la collaborazione dei drivers. Le Forze dell’Ordine, non sufficienti, faticano a sedare l’invereconda gazzarra. Dopo lunga attesa la corsa: Aprile, il più fresco, guidato da Nello Bellei si catapulta sul palo con un finale impressionante. V’è necessità di un ricorso alla fotografia che conferma la vittoria di questo cavallo. Quanto sarebbe opportuno rivedere il filmato di quella gara, sia per l’episodio di cronaca descritto sia perché la foto per i giornali che immortalò il momento, scattata non in asse con l’arrivo, sembra mostrare al primo posto Codero, il cavallo all’esterno, mentre Aprile è all’esterno, con Danzica al centro. Ma per il 1974 in Rai non esisterebbero più immagini oppure esse sono nascoste in qualche dicitura frettolosa ed anonima tipo “Pomeriggio sportivo” oppure “Cronaca di un evento agonistico”.
A…rcheocalcio: Treviso, una capitale polisportiva e un solo anno di Serie A
All’inizio degli anni Duemila, la città di Treviso si consolida come una delle capitali dello sport italiano, forte di una cultura polisportiva d’eccellenza. Il territorio è storicamente il fulcro della pallaovale nazionale grazie al Benetton Rugby, capace di dominare i campionati italiani prima di imporsi in contesti internazionali. Parallelamente, il basket vive anni ad altissimo livello con la Pallacanestro Treviso, che colleziona scudetti e raggiunge le Final Four di Eurolega. A completare questo panorama d’élite si aggiunge l’Ippodromo Sant’Artemio, punto di riferimento per il trotto e per grandi eventi di gruppo. In questo contesto di successi si inserisce la storica stagione calcistica 2005-2006, l’unica finora disputata dal Treviso FBC 1993 in Serie A. Ottenuta la promozione a tavolino nell’estate del 2005, la squadra affronta un campionato complicato, che si concluderà con l’ultimo posto in classifica. Nonostante le difficoltà strutturali, la stagione regala una giornata indimenticabile. L’incontro più importante dell’anno è infatti il pareggio con la Juventus, avvenuto il 1° aprile 2006. Contro la squadra bianconera guidata da Fabio Capello e prima in classifica, il Treviso blinda la difesa e strappa uno storico 0-0 tra le mura di un Omobono Tenni esaurito, firmando l’impresa più prestigiosa della sua avventura nella massima serie. Immagini di quella partita con le voci Sky di giornalisti Compagnoni e Porrà e degli ex calciatori Ferrara e Boban.
Treviso-Juventus 0-0, 1° aprile 2006: lo storico pareggio del Tenni, telecronaca Sky
▶ Guarda su YouTubeCarnet noir: Ennio Vitanza e Michael Wright
Si è spento all’età di 92 anni Ennio Vitanza, figura storica dello sport in Rai. La sua lunga carriera era iniziata con il superamento del concorso Rai del 1968, che lo portò a lavorare inizialmente sia in radio che in video, prima di approdare stabilmente alla redazione del TG2 con la riforma Rai. Oltre a raccontare il calcio e il basket come telecronista, è stato il volto di trasmissioni storiche quali Tg2 Sportsera e Domenica Sprint, firmando anche innumerevoli servizi. Qui lo vediamo mostrare un suo talento nascosto, quello per il pianoforte, ospite della trasmissione “E compagnia bella” (guidata da Enrico Vaime e Mara Venier) in occasione di una storica rimpatriata dei colleghi del suo stesso anno di assunzione. Porgiamo i nostri saluti all’amico Alessandro Brugnolo, che egualmente ci ha chiesto un ricordo dello storico volto Rai, nativo di Postumia, ma torinese di adozione, con un trascorso giovanile nel Torino, prima di dedicarsi alla professione di giornalista.
Ennio Vitanza al pianoforte a E compagnia bella, con Enrico Vaime e Mara Venier
▶ Guarda su YouTubeLa scomparsa di Michael Wright all’età di 85 anni (fonte Procyclingstats), avvenuta la scorsa settimana, segna la perdita di una figura unica del ciclismo professionistico, un velocista britannico cresciuto in Belgio che ha mantenuto fieramente la propria nazionalità per competere ad alti livelli. Nel corso della sua carriera durata dal 1962 al 1976, Wright ha conquistato tre tappe al Tour de France, quattro alla Vuelta a España e un quinto posto nella classifica generale dell’edizione del 1969, distinguendosi come un atleta versatile ed esplosivo capace di unire due culture ciclistiche. Lo vediamo imporsi al traguardo di Strasburgo per il Tour 1968, regolando Van den Berghe e Riotte, in una volata di fuggitivi. Voce del leggendario Jean Paul Ollivier dalla rubrica del 1980, “25 jours, 25 Tours”.
Tour de France 1968: Michael Wright vince a Strasburgo, voce di Jean-Paul Ollivier
▶ Guarda su YouTubeViale delle Rimembranze story: Mariano Scartezzini, Coppa Europa 1979
Ci trasferiamo nel 1979 per rivedere la vittoriosa volata in finale Coppa Europa di Mariano Scartezzini. Siamo a Torino, poi il trentino si ripeterà a Zagabria 1981, sempre nell’ambito della finale a squadre dell’Europa atletica. In mezzo il 1980 e quella sfortuna di non poter gareggiare ai Giochi di Mosca in quanto militare. Erano i suoi anni e quella privazione, non solo per lui ma per tanti altri azzurri di vertice dev’essere ancora viva nel cuore degli atleti restati a casa. Beffardamente per loro, lo stato non riconobbe la partecipazione dei militari ma poi premiò le medaglie olimpiche con tanto di cerimonia al Quirinale.
Coppa Europa 1979, Torino: la volata vincente di Mariano Scartezzini
▶ Guarda su YouTubeRassegna stampa a cura di Marcello Moccia
Vari argomenti della puntata pazientemente raccolti in formula “cartacea” da Marcello.



















Un grazie a tutti, a SPORTinMEDIA che ci ospita con pazienza ed al nostro collaboratore Marcello Moccia. Ci sentiamo la prossima settimana.
Chi è Lucio Celletti
Lucio Celletti è un ricercatore e divulgatore italiano specializzato nella storia della televisione sportiva. La sua attività principale si concentra sul recupero di filmati d’epoca legati a eventi agonistici, trasmessi originariamente dalle emittenti televisive nazionali e internazionali. È stato il fondatore di canali tematici, tra cui Archeologia dello Sport (archeosport) e Telesciando. La sua opera si sviluppa su base documentaristica e non a scopo di lucro. L’obiettivo dichiarato dei suoi progetti è la salvaguardia della memoria collettiva legata allo sport ed al telecronismo.
La presente pagina, Viale delle Rimembranze, è una video-rubrica, nata nel 2023, ospitata dal portale SPORTinMEDIA di Simone Salvador. Lo spazio propone la pubblicazione di filmati d’archivio rari o inediti sul web. Ogni appuntamento utilizza immagini storiche per ripercorrere eventi agonistici del passato, documentando nel contempo la storia del giornalismo sportivo e l’evoluzione delle telecronache radiotelevisive.
Telesciando.it | Canale YouTube Archeosport
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