Storia e crisi dei giornali sportivi (1865–2025)
Una serie originale di SPORTinMEDIA che racconta oltre 160 anni di stampa sportiva italiana: dalla nascita dei primi giornali allo sviluppo dello sport moderno, fino alla crisi profonda dell’editoria e alle sfide del futuro.
Una serie per capire la storia e la crisi dei giornali sportivi
I giornali sportivi non hanno soltanto raccontato lo sport: lo hanno costruito, organizzato e trasformato. Dalla nascita delle prime pubblicazioni specializzate alla creazione dei grandi eventi, fino al ruolo centrale avuto nel Novecento, la stampa sportiva è stata uno dei motori principali della cultura sportiva italiana.
Questa serie di SPORTinMEDIA ripercorre oltre 160 anni di storia, dalle origini della stampa sportiva nell’Italia post-unitaria al boom delle copie del secondo Dopoguerra, fino alla crisi profonda dell’editoria contemporanea.
Domanda centrale della serie:
Come si è passati dai milioni di copie vendute ogni giorno a un sistema
in forte fortissima crisi (irreversibile?)?
Un percorso in più puntate tra storia, numeri e futuro, per comprendere non solo cosa è successo ai giornali sportivi, ma anche quale ruolo possono ancora avere nell’informazione del presente e del futuro.
Episodio 2 – Dal Fascismo al boom del 1982 (1922–1982)
Il secondo episodio analizza uno dei periodi più complessi e decisivi per la stampa sportiva italiana: dal Ventennio fascista fino al record storico di vendite raggiunto nel 1982.
Con l’avvento del fascismo, lo sport diventa uno strumento centrale di propaganda politica. Il regime investe soprattutto nel calcio, favorendo la costruzione di stadi, l’organizzazione delle competizioni e la nascita di numerose pubblicazioni sportive, sottoposte a censura e caratterizzate da un linguaggio celebrativo e retorico.
Il CONI viene inglobato nell’apparato statale e il Corriere dello Sport viene trasformato nel Corsport – Il Littoriale. I trionfi della Nazionale di Vittorio Pozzo vengono esaltati, mentre figure come Primo Carnera, inizialmente celebrate, vengono progressivamente emarginate quando non più funzionali al racconto del regime. In questo contesto, il ciclismo resta comunque lo sport più popolare.
Nel Dopoguerra, nonostante l’arrivo di radio e televisione, i giornali sportivi continuano a crescere. I media si rivelano complementari: la televisione amplia il pubblico, i giornali forniscono approfondimento e continuità. Questo equilibrio porta al grande boom degli anni Ottanta, con il 1982 come anno simbolo e record assoluto di tirature.
Nel 1982 i quotidiani sportivi raggiungono il massimo storico di vendite giornaliere.
Episodio 3 – TV, sport e giornali: gli anni ’80 e ’90
Il terzo episodio della serie è dedicato al rapporto tra giornali sportivi e televisione negli anni ’80 e ’90, prima dell’arrivo di Internet e della crisi dell’editoria.
Tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 si sviluppano rapidamente le TV private e cresce l’offerta televisiva, fino ad allora concentrata quasi esclusivamente sulla Rai. Questa nuova visibilità dello sport non penalizza inizialmente i giornali sportivi: al contrario, contribuisce ad allargare la base di appassionati, che cercano su quotidiani e settimanali notizie, approfondimenti e analisi.
Il calcio diventa sempre più centrale, ma l’Italia vive una stagione straordinaria anche in molti altri sport: dallo sci all’atletica, dal canottaggio alla pallavolo, fino ai grandi successi internazionali e all’ascesa della Ferrari.
All’interno delle redazioni sportive, spesso considerate di “Serie B” rispetto a quelle politiche o culturali, nascono vere e proprie scuole di pensiero. Si confrontano figure come Gianni Brera e Gino Palumbo, che rende la Gazzetta dello Sport più popolare e ne fa crescere la tiratura. Il suo successore sarà Candido Cannavò, probabilmente l’ultimo grande direttore della “rosea”.
Negli anni ’80 e ’90 televisione e giornali sportivi convivono e si rafforzano a vicenda, prima che Internet cambi radicalmente lo scenario.
Prossimi episodi
La serie proseguirà con nuovi approfondimenti dedicati ai dati di vendita, alla crisi dell’editoria sportiva e ai possibili modelli sostenibili per il futuro.
Non perdere i prossimi episodi della serie “Storia e crisi dei giornali sportivi (1865–2025)” e tanti altri approfondimenti su Sport, Media e Informazione.
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