I Mondiali della Pista: riflessi attuali inseguendo il passato | Viale delle Rimembranze #81

Dopo gli Europei di atletica e i Mondiali su strada del ciclismo, facciamo ancora ricorso all’Ufficio archivi per rinvenire, per le gare dei Mondiali di ciclismo su pista appena terminati a Ballerup, gli spunti storici forniti dalle prove danesi.

INSEGUIMENTO

LA PROVA CHE CI HA DONATO L’UNICO ORO CON L’UDINESE MILAN | Non possiamo resistere ai giochi di parole con il cognome del nostro grande vincitore, approfittando della coincidenza che la vittoria è avvenuta proprio nella settimana di Milan-Udinese. Una sorta di derby fra cognome e provenienza. Curioso che anche il primo azzurro per il quale il passato ci ha restituito un filmato di una vittoria aveva egualmente il nome di una squadra di serie A… Messina. Lasciando stare frizzi e lazzi, il successo si riaggancia a Guido Messina in quanto la sua terza maglia iridata, nel 1956, fu conquistata a Copenhagen, anche se non a Ballerup ma a Odrup.

Vittoria inglese fra le donne con Anna Morris, una delle epigone della mitica Beryl Burton. Qui il suo successo ai mondiali 1960 a Lipsia, in finale sulla belga Naessens. Il nome della pioniera Beryl Burton è entrato nell’immaginario collettivo del ciclismo muliebre: non a caso anche la scorsa settimana nel corso di una puntata de “Il Paradiso delle signore” (fiction, come noto, ambientata negli anni Sessanta) il cognome dell’inglese è stato menzionato dalla Venere Clara in un dialogo con il Magazziniere Alfredo.

VELOCITÀ

Eponimo anche alle Olimpiadi, il re di tutti i dominatori è stato l’olandese Lavreysen, al suo sesto titolo mondiale di disciplina. Per trovare il primo successo orange dobbiamo andare indietro di 103 anni, ancora a Copenhagen 1921, quando vinse Moeskops.

L’edizione di Copenhagen 1956 è ricordata anche per il successo di Antonio Maspes.

Tra le donne successo, quest’anno, della Finucane; una britannica nel nome di Victoria Pendleton, capace di vincere 6 titoli mondiali, il primo dei quali nel 2005, superando in finale la russa Abbasova. Voce di Fabio Panchetti.

CORSA A PUNTI

Il successo iberico di quest’anno riporta alla memoria Juan Llaneras, l’avversario più irriducibile del nostro Silvio Martinello. Qui lo spagnolo vinse il primo di tre ori mondiali a Manchester nel 1996, con il veneto terzo. Telecronaca di Adriano De Zan.

Primizia d’oro danese con la Leth. La prima medaglia danese di disciplina risaliva al 2006, con la Bekker d’argento alle spalle dell’australiana Bates. Voce di Fabio Panchetti.

SCRATCH

In campo femminile vittoria della stradista olandese Wiebes. Il primo successo delle tulipane nella specialità che generalmente apre il programma dei mondiali fu della Van Dijk nel 2008. Allora, come oggi, quarta un’italiana, Annalisa Cucinotta. Telecronaca di Alessandro Fabretti e Silvio Martinello.

Da una precedente puntata di Viale delle Rimembranze, il successo di Marianne Vos, nel 2011. Telecronaca di Salvo Aiello.

Tra i maschi vittoria nipponica, mai verificatasi in precedenza: a parte due precedenti medaglie dello stesso vincitore 2024, il primo ed unico precedente medagliato era stato Mori, bronzo nel 2010, nella stessa sede danese. Vittoria proprio di un ciclista di casa, Rasmussen. Per l’Italia corre un giovane Viviani. Telecronaca di Salvo Aiello.

VELOCITÀ A SQUADRE

In campo femminile vittoria del trio britannico. Fu proprio la Gran Bretagna a vincere il primo titolo assoluto della disciplina nel 2007 allorché s’impose il duo Pendleton&Reade. Allora il titolo femminile era assegnato alle coppie e non ai terzetti. Con Fabio Panchetti.

In campo maschile dove si è imposta la squadra olandese si festeggiavano i trenta anni della disciplina. L’albo d’oro fu aperto in Colombia nel 1995 dalla Germania, vittoriosa in finale sulla Francia. Telecronaca di Davide De Zan.

INSEGUIMENTO A SQUADRE

Vittoria danese in campo maschile, una nazione che ha avuto sprazzi altalenanti nella specialità. A parte il titolo olimpico del 1968, conquistato però in circostanze fortuite, prima del notevole periodo contemporaneo, la squadra danese era salita sul tetto del mondo nel 2009 a Pruszkov in Polonia, superando in finale l’Australia. Con Fabio Panchetti.

Tra le donne, le britanniche sembrano abituate ai successi iridati, cominciati già dalla prima edizione del 2007 quando, in campo femminile si era cominciato con i terzetti. Vittoria in finale sull’Ucraina. Con Fabio Panchetti

KEIRIN

Nonostante il keirin sia nato in Giappone, si era registrato un solo successo nel 1987 con Honda, iridato al termine di una volata caotica, con caduta da brivido. Immagini senz’audio, non di grande qualità, ma da non perdere. Argento per l’azzurro Claudio Golinelli.

La prova femminile ha egualmente registrato un successo delle giapponesi, mai salite precedentemente su un qualsiasi gradino iridato, prima della vincitrice 2024 (e plurimedagliata) Sato. Ne approfittiamo per vedere l’argento di Elisa Frisoni a Melbourne nel 2004. Si ripeterà nel 2005, ancora dietro alla francese Sanchez. Con Fabio Panchetti.

PROVE DA FERMO

Nel Km da fermo incontenibile dominio olandese.  Il primo successo dei tulipani era stato di Theo Bos, fratello di Jan Bos, famoso pattinatore. Era il 2005 e si gareggiava a Los Angeles. Nelle immagini vediamo anche Chris Hoy, terzo nell’occasione, di cui si è parlato molto in questi giorni per via delle preoccupanti situazioni di salute del britannico. Con Fabio Panchetti

Nel mezzo chilometro femminile, successo della Burlakova, russa di etichetta neutrale. Il primo successo iridato della Russia risaliva ai mondiali del 2015 (Saint Quentin), con la Voinova.

AMERICANA MADISON

Un successo dei germanici, il quarto, a segno una  prima volta nel mondiale post-olimpico del 2000 a Manchester con Steinweg/Weispfenning. Commento di Mimmo Fusco.  A proposito, c’è da chiedersi se abbia un senso proporre i mondiali nell’anno olimpico, per lo meno per le specialità che hanno assegnato anche il titolo a 5 cerchi. Dal 1968 al 1992, negli anni olimpici il meeting iridato era riservato solo ai professionisti ed alle specialità dei dilettanti e delle donne non comprese nel programma delle Olimpiadi.

CHE BARBA QUEI MONDIALI

Per la velocità maschile, proprio a Ballerup nel 2002  si era verificata una finale fra atleti di una stessa nazione.  Vinse un corridore con barba, sembrava il professor Calamandrei del film  “Totò al Giro d’Italia”. L’australiano Sean Eadie superò il connazionale Dajka. Ed alla fine di quella prova una cerimonia del tutto particolare, via la barba magica di Eadie.  Voce di Salvo Aiello.

CONSIDERAZIONI FINALI

Possiamo tralasciare l’eliminazione, prova di indubbia spettacolarità, ma di recentissima istituzione e se vogliamo anche l’omnium (specialità che non convince chi vi scrive, valutazione ovviamente soggettiva, si ritiene opinabile organizzare una gara multi-prove con sole prove di situazione senza quelle cronometrate). Troppo giovane anche la specialità femminile delle Madison per le nostre latitudini storiche.

Quanto all’Italia un medagliere 2024 con quattro podi;  seppur non straordinario,  il piccolo bottino riscatta invece le zero medaglie di Ballerup 2010; nel 2002 (precedente edizione sulla stessa pista danese) arrivò un solo bronzo con la bravissima Vera Carrara, nella corsa a punti vinta dalla russa Slioussareva. Commento di Mimmo Fusco. 

Per chi sostiene che la sorte a volte dà, a volte si riprende quel che ha dato, ecco a Voi la vittoria italiana nel 1997 a Perth, propiziata da una caduta degli avversari ucraini. Commento da studio di Giorgio Martino. Quest’anno proprio una caduta ha compromesso la corsa azzurra ad un potenziale podio.  

Chiudiamo con l’addio annunciato del danese Morkov, protagonista plurimedagliato della pista e di questi mondiali, ma anche uno stradista velocista di buon livello che ricordiamo in questa affermazione a Caceres nella Vuelta 2013. Un finale incredibile che possiamo seguire con Salvo Aiello e Riccardo Magrini.

Il Viale delle Rimembranze resterà chiuso la prossima settimana, ma tornerà regolarmente fra 14 giorni. Potrebbe (in dipendenza dei riflessi che saranno offerti) occuparsi di ginnastica con lo stesso stile di questa stessa pagina, vale a dire uno spunto dai mondiali (previsti a Glasgow)  per tornare a parlare di sport invernali della stagione 2004/05, rivisitando le gare di snowboard disputate nell’estate e nell’autunno di quell’anno.

Lucio Celletti

Telesciando.it | Canale YouTube Archeosport

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