Partiamo questa volta, senza indugi, in modo inconsueto. Subito con March Moccia la rassegna cartacea di Cortina 1956 e di Torino 2006. Come si può notare il numero di questa settimana è dedicato alle Olimpiadi sulle nevi italiane.
Vediamo in un filmato amatoriale dalla cerimonia di apertura di Cortina 1956. Il pattinatore-tedoforo Guido Caroli che cade mentre si avvicina al braciere. Purtroppo il video amatore ha staccato proprio mentre il cerimoniere sta per andare a terra.
Lo spirito di Cortina 1956, ben lontano dal consumismo di oggigiorno. Da Tmc 1994.
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Nel 1999 in un alba di giugno arriva la nomina di Torino 2006 nel ballottaggio contro la città elvetica di Sion. La Rai snobba l’evento, contrariamente a quanto aveva fatto per la candidatura infelice di Roma 2004. Ascoltiamo il memorabile momento della designazione con la irrispettosa indignazione del telecronista elvetico di espressione francese.
Ed eccoci alle gare: con Torino 2006 proseguiamo invece con la striscia delle medaglie d’oro già mostrate nel due capitoli precedenti. Telecronache da Rai ed Eurosport, con qualche intermezzo della tv tedesca.
Di nuovo Zoeggeler; come 4 anni in America, seguiamo il suo intero percorso fatto di 4 manche.
La seconda prova
La terza manche
La manche decisiva per il secondo trionfo
C’è un pattinaggio che sta vivendo uno dei momenti migliori. Nella prova a squadre, nuova del programma olimpico con formula chiaramente ripresa dal ciclismo, si può dire che la medaglia d’oro viene vinta in semifinale, superando l’Olanda per via di una caduta di Sven Kramer, il tulipano più rappresentativo Sarebbe ingeneroso per l’Italia dover attribuire alla circostanza il profilo della fortuna ma questo episodio apre la strada per il gradino più alto. D’altronde alle Olimpiadi può avvenire tutto, anche che un fuoriclasse come Kramer possa sbagliare, aprendo all’Italia la finale contro il Canada. Nello stesso pomeriggio, la finale contro i nordamericani, formazione di grande spessore ma non certo l’Olanda. Non più abituati a vivere nel ciclismo su pista le emozioni di una finale olimpica, tocca al pattinaggio riproporcele. Ed è oro con Fabris, Anesi e Sanfratello ad aprire l’albo d’oro.
Domenica straordinaria per la staffetta del fondo. Dopo le Olimpiadi di Lillehammer, l’oro che aveva zittito i norvegesi, le successive due staffette avevano riproposto la medesima volata a due fra Italia e Norvegia, con doppia affermazione del quartetto nordico. Stavolta però la Norvegia fatica. Per evitare le incertezze di una nuova volata stavolta contro Germania oppure Svezia arriva una vittoria per distacco. Per Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer, Valbusa e Zorzi il coronamento di una decennale carriera.
Altro pomeriggio d’oro nel pattinaggio grazie ad Enrico Fabris. Una strepitosa performance per aggiudicarsi la vittoria, stabilendo un tempo, 1.45.97 che non viene più superato.
Epilogo eccellente per il nostro sci nordico. Siamo a poche ore dalla cerimonia di chiusura. La 50 km si svolge per la prima volta con il format della mass start. La vediamo in un filmato ufficiale. Vittoria per Giorgio Di Centa, sulle orme della sorella Manuela, doppio oro (lo abbiamo visto) nel 1994
Ed ora spazio alle Olimpiadi 2026. Ci risentiremo con la nostra pagina oltre…Cortina, fra un mese, intorno al 12 marzo prossimo.
Lucio Celletti
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