Ben ritrovati nei nostri viaggi nel tempo: come già avvenuto anche nel corso della passata stagione stiamo ripercorrendo il 2005 dello sport. Stavolta possiamo parlare dei mondiali di atletica del 2005, cha allora si disputarono, come avvenuto quasi sempre, ad agosto. Quest’ anno la decisione (ad avviso di chi scrive, non felicissima) di spostarsi a settembre.
L’ASSENZA DI FRANCO BRAGAGNA A TOKYO 2025– Al microfono allora per la Rai c’era Franco Bragagna, al suo sesto mondiale nel 2005. Il telecronista patavino quest’anno non commenterà la manifestazione, come del resto tutta la stagione 2025 dell’atletica. Nonostante le telecronache Rai saranno sempre di buon livello, è come se il Brasile si permettesse di non convocare Pelè o l’Argentina Maradona. Le due squadre sarebbero fortissime comunque ma è impensabile pensare di fare a meno del fuoriclasse del microfono nel dejavu di Tokyo, dove l’atletica italiana ha vissuto dei momenti straordinari a livello olimpico nel 2021. Chi decise a suo tempo di non lasciarlo titolare fisso e unico dell’atletica non deve avere a cuore lo sport e le vicende sportive, tutto questo proprio adesso che l’Italia è una potenza senza eguali dell’atletica nel mondo.
Detto questo, possiamo invece affermare che in senso inverso, l’edizione di Helsinki 2005 è stata per l’Italia delle piste e delle pedane una delle più scadenti. Si arriva al contesto finlandese ancora con la fiducia di portare a casa un titolo: andando a ritroso nelle più vicine edizioni c’era stato il successo di Gibilisco nell’Asta del 2003, l’oro di Fiona May del 2001, l’affermazione di Mori nel 1999, accompagnata dal titolo di Brugnetti nella marcia. Senza dover continuare ancora all’indietro, solo a Stoccarda 1993, si era tornati senza titoli mondiali. Il già citato Brugnetti aveva vinto anche alle Olimpiadi del 2004, che poi si erano concluse con un vento di osanna chiamato Baldini nella maratona.
L’assegnazione dei mondiali alla capitale finnica avviene nel 2002. Si ritorna dopo 22 anni nella città che vide il debutto dei mondiali. Ecco un breve documento sulla designazione, in quel di Nairobi.
La sigla di introduzione Rai. Seguiremo le gare anche con molteplici contributi da Eurosport (Costanzo/Rondelli) e qualche altro ritaglio in lingua straniera.
Ma il vento di Helsinki, metaforicamente e meteorologicamente, è ben diverso dalla prima edizione del 1983, ricordata per il trionfo di Cova e per gli ultimi grandi momenti da medaglia di Mennea. L’unico bronzo è dell’altoatesino Alex Schwazer dalla 50 km, allora semisconosciuto. I più attenti aficionados ricorderanno che questo video fu mostrato da Sportinmedia allorché il marciatore presentò una sua iniziativa editoriale.
In tanto grigiore un medal point se lo gioca Nicola Ciotti nel salto in alto. La gara si snoda su misure non eccelse e l’azzurro ha una teorica possibilità di salire sul podio. Sarà quinto in una prova vinta a sorpresa dall’ucraino Krymarenko.
Da segnalare il settimo posto di Elisa Rigaudo nella marcia femminile sui 20 km
La maratona vede il ritiro di Baldini, campione olimpico in carica, tradito dai crampi.
Nell’asta dove Gibilisco è quinto (al pari della giavellottista Bani), la sorpresa d’Olanda con Boom in una gara rinviata di un giorno per la pioggia. A proposito del tempo spesso inclemente, va ricordato come il giornalista Rai Alessando Tiberti aprì le trasmissioni del pomeriggio annunciando il bel tempo di quella giornata, dopo alcuni giorni piovosi. Dopo poche decine di minuti si scatenò un nubifragio biblico che sospese o rinviò parte delle gare di quella sessione.
Doppietta Gatlin 100-200: per lo statunitense ecco la vittoria dei 100 metri.
Altra doppietta per Ramzy (Bahrein): qui il successo negli 800.
Per la prova dei 10.000 una palpitante fase finale.
Con Doucoure, Francia sugli scudi nei 110 ostacoli.
Decathlon: le 10 prove dello statunitense Clay.
Per le prove multiple femminile le 7 prove della vincitrice, la straordinaria svedese Kluft.
Allison Felix vince i 200 femminili.
Asta per la campionessa russa Feofanova
Debutto mondiale dei 3.000 siepi: vince la Inzikuru per l’Uganda.
400 maschili all’insegna del fuoriclasse Usa Wariner.
Staffetta veloce maschile con trionfo francese. Usa fuori in semifinale, come del resto l’Italia.
Staffetta del miglio agli Stati Uniti, sempre all’insegna di Wariner.
Chiudiamo con un filo che potrebbe unire quei mondiali 2005 con questi imminenti: Alekna padre (Virgilius) vince il disco ad Helsinki; ci riuscirà suo figlio Mykolas (argento alle Olimpiadi) quest’anno?
Per l’Italia un digiuno da ori mondiali che sarà spezzato soltanto nel 2022 con il marciatore Stano.
Anche questa annata la puntualissima rassegna stampa di Marcello Moccia, che ringraziamo per la prima volta in questa stagione.
A tutti un caro saluto, un ringraziamento per l’ospitalità a Sportinmedia. Per la prossima settimana le due ruote iridate 2005: mondiali di ciclismo a Madrid e di mountain bike a Livigno.
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