TELE+2 E LA NASCITA DELLA PAY-TV IN ITALIA

La prima puntata di FOCUS è dedicata a un tema fondamentale: la nascita della Pay-TV in Italia. Un periodo, quello a fine ’80-inizio ’90, che ha modificato per sempre il modo di fare e guardare la televisione. Uno snodo cruciale con i classici ingredienti italiani: intuizioni imprenditoriali, polemiche, intervento/ingerenza della politica, resistenza al cambiamento. Un decennio (1987-1997) ricchissimo di novità e innovazioni, che iniziò in modo rocambolesco e si concluse in modo inaspettato (fino a un certo punto).

LA PRIMA PARTE

LA SECONDA PARTE – TELE+2 CAMBIA STRATEGIA

Nella seconda parte entriamo nel vivo della programmazione e delle scelte editoriali di Tele+2, il primo canale Pay-Tv sportivo italiano. I conti, dopo i primi mesi, non tornano, così la proprietà decide di cambiare strategia: si punta a una platea più vasta, acquisendo diritti TV “più pesanti”. Scozia-Italia, partita di qualificazione a USA ’94 segna il primo confronto-scontro tra TV in chiaro e TV a pagamento. L’estate del 1993 porta a 2 grandi novità in casa Tele+2: il direttore della redazione Rino Tommasi viene sostituito – tra le polemiche e lo sciopero della redazione – da Aldo Biscardi. Soprattutto, però, Tele+ firma l’accordo con la Lega Calcio: inizia l’era degli anticipi e posticipi di Serie A e Serie B. Un momento storico per il calcio italiano.

SCOZIA-ITALIA PER USA ’94 – IL PRIMO CONFRONTO “TV IN CHIARO vs PAY-TV”

Nonostante lo sforzo economico, pubblicitario e di produzione, gli eventi sportivi trasmessi da Tele+2 non erano in grado di conquistare la massa dei tifosi italiani. Nell’estate 1992 gli abbonati a Tele+ erano meno di 200.000 e i conti non tornavano. L’obiettivo iniziale, infatti, era quota 400.000 abbonati. In quel periodo le perdite di Telepiù Spa toccavano già i 150 miliardi di lire.

Si decise, quindi, di cambiare strategia e di puntare all’acquisizione di diritti TV di maggior impatto.
Rodolfo Hecht, vicedirettore di Tele+, con un blitz riuscì ad aggiudicarsi per 850.000 dollari i diritti TV esclusivi per la diretta di Scozia-Italia, incontro valido per le qualificazioni mondiali di calcio di USA 1994, in programma il 18 novembre a Glasgow. Fu un autentico smacco per la RAI e la questione finì – ça va sans dire – in Parlamento. Il capo dei programmi sportivi Rai Gilberto Evangelisti, ottenne inzialmente di trasmettere il match di Glasgow in differita di mezz’ora. Solo all’ultimo momento, quando era già stato programmato un film con Sidney Poitier, si arrivò alla mediazione che permise la diretta sia sulla Rai che su Tele+ (che per l’occasione decise di trasmettere l’incontro in chiaro).

Fu il primo confronto-scontro in Italia tra Tv in chiaro e Pay-TV:una pagina storica per la televisione italiana” la definì Rino Tommasi, direttore della redazione sportiva di Tele+. L’arrivo di un concorrente, con il rischio concreto di non trasmettere la partita, stimolò la Rai, che coprì al massimo livello possibile l’evento…

“In considerazione dell’attesa febbrile degli sportivi”, la TGS (Testata Giornalistica Sportiva) ha acquisito alcuni circuiti di trasmissione per realizzare una ripresa “personalizzata”. Un regista e una troupe seguiranno a Glasgow i giornalisti Pizzul, Galeazzi, Zuccalà e Volpi per girare una serie di servizi da aggiungere alle immagini della TV scozzese. Andranno perciò in onda approfondimenti, interviste, una scheda sulla squadra scozzese e un filmato sui precedenti incontri tra Italia e Scozia.

Anche Tele+2 (che darà in diretta e in “chiaro” l’avvenimento) annuncia 3 ore complessive di trasmissione sulla partita degli azzurri.

Da “La Repubblica” del 14 novembre 1992

Allla fine, la partita su Rai1 registrò 12.500.000 spettatori, mentre su Tele+ furono stimati circa a 450.00-500.000 telespettatori. Antonio Dipollina, storico critico televisivo di Repubblica, fece un bellissimo parallelo sulle due telecronache (Bruno Pizzul su Rai 1, Massimo Marianella su Tele+):

Se qualche avventurato si fosse calato fino in fondo nell'”evento storico”, accendendo davanti a sé due televisori, avrebbe scoperto che possono esistere due modi completamente diversi di intendere un evento sportivo in TV. Ma avrebbe anche appurato che quando c’è un calcio d’angolo in favore dell’Italia, entrambi i contendenti (gli anziani tradizionali e i giovani rivoluzionari del futuro) sono costretti a dire “calcio d’ angolo in favore dell’ Italia”. Non solo, in più di un’occasione il nostro ascoltatore avrebbe udito, in perfetto sincronismo, la stessa identica frase (esempi di ieri: “sfiora di testa Maldini” e perfino “Eranio va giù piatto”). La sorpresa stava nel constatare che su Tele+ un Massimo Marianella fin troppo frenato conduceva il tutto “all’ inglese”, mentre Pizzul, a ogni minima occasione per gli azzurri alzava il tono ad almeno il doppio dei decibel del giovane concorrente. Ma, in fondo, nell’intervallo entrambe le reti hanno mandato gli stessi minuti di pubblicità, hanno riproposto le identiche migliori azioni. Unica differenza apprezzabile: mentre su Tele+ Causio diceva di aver visto una partita maschia, dall’altro lato Galeazzi diceva di avere tanto, tanto freddo. C’erano passato e futuro.

Da “La Repubblica” del 14 novembre 1992

TELE+ CAMBIA LINEA EDITORIALE – ALDO BISCARDI SOSTITUISCE RINO TOMMASI

I numeri in rosso e le difficoltà nel far quadrare i conti, spinsero i proprietari di Tele+ (…) a cambiare completamente linea editoriale. Nell’estate del 1993 iniziò una vera e propria rivoluzione che portò la proprietà di Tele+ (vale a dire Berlusconi, per la maggior parte degli osservatori) a sollevare dall’incarico di direttore della redazione un maestro di giornalismo sportivo come Rino Tommasi, per sostituirlo con il re indiscusso del giornalismo nazional-popolare (qualunque cosa significhi), vale a dire Aldo Biscardi, strappato a Rai 3. Di fatto, si passava da una linea editoriale qualitativa, che mirava a un target medio-alto, a una decisamente più popolare, con polemiche e “dibattiti di fuoco” (cit.) al centro della scena. Una scelta di campo netta, assai discutibile a livello giornalistico, ma evidentemente necessaria per allargare la base dei telespettatori e cercare di salvare i conti dell’azienda. Una decisione che sollevò non poche polemiche, in primis all’interno della redazione sportiva di Tele+2 che proclamò immediatamente uno sciopero.

Tommasi è trasecolato. “Non posso contestare, l’avrei fatto se mi avessero imposto dei collaboratori. E invece, è diritto dell’editore scegliere il direttore che desidera”.

A Rino Tommasi è stato chiesto di restare con il solo compito di commentare tennis e boxe. Torna Mosca? ‘Lo detesto’ “Personalmente ero contrario anche al solo acquisto del pacchetto ‘Processo’, perchè si tratta di un modo di fare giornalismo esattamente opposto al nostro. La simpatia non c’ entra, Maurizio Mosca è anche un amico, ma professionalmente lo detesto e glielo dico in faccia. Con Biscardi non ho la necessaria confidenza e comunque non tocca a me giudicare. Dico solo che Processo e Fair Play sono le nostre fotografie professionali. Quando dicono che devono conquistare un target più basso di quello nostro abituale, non posso nemmeno arrabbiarmi. E dire che quando ho letto la notiza la prima volta, su Repubblica, ero convinto fosse una mossa per screditarci”

La Repubblica, 22 luglio 1993

La redazione di Tele+2 usò toni molto duri per esprimere il dissenso per questa improvvisa scelta. Anche l’arrivo di alcuni nuovi colleghi, voluti da Biscardi, suscitò clamore:

Sul filo dell’ironia, i redattori ripetono le parole di Tommasi: “Ci spiace che Berlusconi detenga solo il 10% delle azioni, altrimenti non avrebbe certo ingaggiato il conduttore di una trasmissione sulla quale ci risulta abbiamo la stessa opinione“. Rivolgendosi direttamente a Berlusconi, la redazione praticamente denuncia dall’interno, l’appartenenza di Telepiù alla Fininvest. Sarà più difficile ora per Berlusconi sostenere di non controllare anche le TV a pagamento. Nel comunicato della redazione c’è anche un passaggio pesantissimo: “Se avessimo saputo di dover arrivare al luglio ’93 per spiegare che anche la Pay-TV ha bisogno di audience, che il traino di pubblico viene solo grazie a quello che i giornali definiscono TV spazzatura… probabilmente, dottor Berlusconi, non saremmo mai venuti a Tele+2″

Insieme ad Aldo Biscardi (per cui si parla di un contratto di sei anni sulla base di 800 milioni a stagione), è stata annunciata la contemporanea assunzione di quattro giovani rampanti del giornalismo sportivo: il figlio di Aldo Biscardi, Maurizio, già redattore a Telemontecarlo e Silvio Sarta (di cui Biscardi è stato recentemente testimone di nozze) da Rai3. Entrambi avranno la qualifica di inviato. Gli altri due nomi sono quelli di Edoardo Lubrano, figlio del giornalista Antonio Lubrano, e di Riccardo Pescante, ventiquattrenne figlio del neopresidente del Coni, lo stesso che, un passo dopo la sua elezione, si era apertamente schierato a favore della Pay-TV’

La Repubblica, 22 luglio 1993
Una scena de “Il Processo” trasmesso da Tele+2

L’ACCORDO CON LA LEGA CALCIO: INIZIA L’ERA DI ANTICIPI E POSTICIPI

Il cambio di rotta a livello editoriale fece da preambolo all’acquisizione di diritti TV più “pesanti. I tempi erano ormai maturi per alzare il tiro e puntare al massimo. Così, nell’estate del 1993, tele+ trovò l’accordo con la Lega Calcio per per i diritti TV di una partita della Serie A, da trasmettere in diretta la domenica alle 20.30, e per una partita della Serie B al sabato, sempre alle 20.30. Tele+ versò nelle casse della Lega Calcio 44,8 miliardi di lire per aggiudicarsi questi incontri. Iniziò così l’era dei posticipi e degli anticipi. Un momento storico, in cui finì il calcio con tutte le partite in contemporanea, la domenica pomeriggio”. Era l’antipasto in vista dello spezzatino.

I criteri per la scelta delle partite furono molto complessi, anche perché ogni passaggio televisivo su Tele+2 fruttava 600 milioni di lire a ciascuna squadra impegnata. Anche in occasione della prima presentazione del calendario dei posticipi, non mancarono le polemiche (soprattutto in casa Tele+):

Il campionato decodificato ha i suoi telecalendari. In serie A, si parte con Lazio-Foggia e si chiude con Milan-Inter; in B, il Monza apre con il Padova, il 28 agosto alle 20,30 e chiude con il Venezia il 24 aprile. Il Consiglio di Lega ha ratificato le scelte macchinose e pilotate del computer: ventisette posticipi (alle 20.30 di domenica) e un anticipo (mercoledì 8 settembre alle 18.30, quando si giocherà alle 20.30) in A, più trentadue anticipi alle 20.30 di sabato in B.  Niente TV nelle ultime sei giornate. Ogni apparizione su Telepiù frutterà a ciascuna società 600 milioni in A e 175 milioni in B, in totale i 44.800 milioni dell’accordo fra Lega e Telepiù. Il lancio delle partite avverrà in chiaro, così come in chiaro saranno i primi 3′.


Chi non è contento è il vice direttore di Telepiù, Hecht, che non ha risparmiato critiche a Biscardi: “Devo capire se restare o andarmene, in base a quello che mi chiederanno. Abbiamo salvato l’azienda portando il calcio sui nostri schermi, ma forse l’azienda non lo ha capito. È stato assunto Biscardi, ma credo che fosse più importante il prodotto, cioè le dirette“. Eppure Biscardi va avanti: ha imposto che Silvio Sarta, ex Raitre, affianchi Marianella nelle telecronache e ora vuol spingere Mosca a dar vita a collegamenti esterni dalle piazze d’Italia per il suo “Processo”. Intanto a fine agosto verrà messo a punto il telecalendario degli anticipi di C1: massimo 28, minimo 20, per sette miliardi. “Una sorpresa della quale avremmo anche fatto a meno“.

Corriere della Sera, 31 luglio 1993
I posticipi trasmessi da TELE+2 nel 1993
Fonte: LazioWiki – progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Sabato 28 agosto 1993 andò in onda il primo anticipo di Serie B trasmesso in Pay-TV: Monza-Padova (0-1, Cuicchi). Il giorno seguente fu la volta di Lazio-Foggia (0-0), primo posticipo di Serie A della storia. Telecronaca di Massimo Marianella; audio B: Gialappa’s Band.

FINE 2^ PARTE – CONTINUA…

Bibliografia

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