Le riprese degli eventi sportivi attraverso il drone: a che punto siamo?

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Durante le principali competizioni sportive disputatesi nelle ultime settimane abbiamo avuto la possibilità di vedere impegnato con sempre maggiore continuità per effettuare le riprese il drone, un mezzo che ormai è divenuto abituale nel racconto televisivo dei grandi eventi sportivi.

Per rimanere entro i confini nazionali, a metà maggio è stato impiegato in occasione della finale della Coppa Italia: nella circostanza è stato utilizzato sia per realizzare una meravigliosa clip di Roma andata in onda nel pregara, sia prima del calcio d’inizio, durante l’intervallo e al termine dell’incontro che ha visto Inter e Fiorentina incrociare i propri destini.

Compatibilmente con i costi per il suo impiego, la Lega Calcio, a mio avviso, potrebbe seriamente pensare di far realizzare apposite riprese per il tramite del drone delle città che ospitano gli incontri, sì da produrre particolari clip in cui viene mostrato il patrimonio artistico-culturale della città, da mettere in onda prima del calcio d’inizio, in maniera tale da valorizzare ancor di più il “prodotto calcio” soprattutto all’estero.

Senza soluzione di discontinuità, poi, il drone è (metaforicamente) volato a Monte Lussari per riprendere uno dei tratti finali dell’ascesa verso il traguardo che non si prestava a essere filmato alla perfezione dall’elicottero (a causa della presenza di fitte e alte conifere presenti ai bordi della strada), nonché, dalle moto ripresa, le quali, in seguito alle disposizioni degli organizzatori non potevano seguire tutti i corridori durante la salita.

Nell’occasione, il drone è entrato in azione piombandosi delicatamente alle spalle dei corridori, dopo di che li ha inseguiti per qualche centinaia di metri a un’altezza variabile, dovendo nel contempo fare i conti con una serie di fattori: la presenza di pubblico a bordo della strada, la sussistenza di rami da evitare, la presenza delle moto al seguito dei corridori pronte a prestare loro assistenza, ma, soprattutto, il tratto di strada in ascesa che costringeva il pilota ad adeguare di continuo l’altezza del drone al tratto di salita percorso, peraltro nemmeno rettilineo.

Un’operazione di ripresa, pertanto, tutt’altro che semplice, ma che è stata eseguita per decine di volte senza errori di sorta che siano andati a compromettere il buon esito di questo tipo di esperimento.

E, per finire, del drone se ne è parlato (e diffusamente) in riferimento al ritorno della finale dei play off di Serie B tra Bari e Cagliari, dopo che, durante la gara di andata, il drone era volato per la prima volta anche intorno all’Unipol Domus di Cagliari.

Al San Nicola di Bari, infatti, oltre al suo utilizzo ormai classico (per le immagini scenografiche intorno allo stadio) il drone è stato utilizzato per realizzare un effetto molto simile alla railcam (che, peraltro, abbiamo visto all’opera durante la finale di Coppa Italia) e/o a quelle inquadrature laterali dei calciatori che si vedono nei videogiochi (in realtà, un qualcosa di simile, pur a un’altezza decisamente superiore, era stato realizzato per filmare la Supercoppa Italiana 2020, grazie all’impiego di una cable cam).

(frame tratto da Sky Sport)

Questo impiego del drone ha fornito al regista un occhio sul lato opposto a quello principale, che è stato utilizzato sia live (quando il gioco ristagnava in quella determinata fascia di campo) che per mostrare taluni replay dinamici, molto gradevoli a mio modo di vedere.

L’utilizzo di un duplice drone (uno esterno, l’altro interno all’impianto di gioco) si presta, secondo me, a possibili nuove modalità di ripresa degli attimi che precedono il calcio d’inizio e di quelli successivi al fischio finale: immaginate, difatti, il drone al di fuori dello stadio che lentamente si avvicina all’impianto di gioco fino ad arrivare al limite della tettoia, dove lo aspetta l’altro drone (autorizzato a volare all’interno dello stadio) che scende dolcemente fino a pochi metri dal livello del suolo, inquadrando i giocatori che entrano in campo o gli istanti precedenti il kick off.

E pensiamo alla medesima scena (ma al contrario) al termine dell’incontro.

Di fatto, il telepcsportdipendente verrebbe condotto dentro l’impianto di gioco per poi uscire al termine della gara, simulando, così, il percorso che fa il tifoso per entrare all’interno dello stadio.

Personalmente, ritengo che, al di là dei costi di una siffatta produzione il limite più grande sia dato dal fatto che i droni vengono solitamente impegnati in gare che si disputano in impianti che non hanno uno spazio sufficiente (pista d’atletica o campo per destinazione) per consentire un volo in sicurezza del drone all’interno dello stadio.

Rebus sic stantibus, la vedo complessa, ma non impossibile!


Senza dimenticare che in Italia il drone lo abbiamo visto di recente all’opera non solo per riprendere partite di calcio (oltre a quanto sopra esposto non va dimenticato il suo impiego per: le semifinali di Champions e di Europa League a Torino e Roma (video emozionante); la festa scudetto del Napoli; il ritorno della finale dei playoff di Serie C a Lecco), ma anche per altri sport, quali, ad esempio, le Dolomiti Adventure Race a Canal San Bovo il 17 giugno 2023 (una gara a squadre composta da un mix di sport outdor tra cui Orienteering urban, tiro con l’arco, MTB e altri), la tappa a Varese di Coppa del Mondo di Canottaggio (18 giugno 2023), nonché la UCI MTB World Cup disputatasi lo scorso fine settimana in Val Di Sole (impiegato un drone acrobatico), oltre alla Maratona delle Dolomiti di ieri, qual è stato il suo utilizzo all’estero in queste ultime settimane?

Senza avere la benché minima pretesa di trattare in queste righe l’argomento con un carattere esaustivo (anche perché settimana dopo settimana questa modalità di ripresa si affaccia in un numero sempre più elevato di eventi sportivi: basti pensare, ad esempio, al suo impiego durante i recenti European Games per filmare le gare di mountainbike), due sono gli eventi che mi vengono in mente tra i tanti che ho visto di recente: il 14 maggio 2023, giorno in cui questa modalità di ripresa è sbarcata in Moto GP anche se solo per filmare la pit lane e il podio (ad Assen, il 25 giugno, il drone è stato fatto volare anche a ridosso di una curva).

(frame tratto da Skysport)

E un mese dopo, cioè il 14 giugno 2023, quando il drone (questa volta acrobatico) è volato all’interno della T Mobile Arena, situata a Paradise, in Nevada, per riprendere la festa dei Vegas Golden Knights capaci per la prima volta di aggiudicarsi la loro prima Stanley Cup.

Personalmente, questa frontiera (ossia il volo del drone all’interno di un impianto sportivo al chiuso), se oltre oceano è ormai una prassi abituale (mi riferisco, ad esempio, al suo utilizzo in marzo, a Houston, per filmare le fasi finali di un torneo NCAA), alle nostre latitudini è invece ancora da sdoganare principalmente per ragioni legate alla sicurezza, anche se, paradossalmente, non va dimenticato come negli ultimi anni in talune fasi finali di principali tornei al coperto abbiamo visto all’opera dirigibili radio comandati dotati di telecamera incorporata in grado di realizzare immagini come queste.

Di sicuro questi ultimi hanno un raggio e una velocità di movimento più limitata rispetto a un drone, ma sono fiducioso che di qui a breve avremo la possibilità di vedere anche nel vecchio continente (e perché no, anche in Italia) il drone volare all’interno dei palazzetti.

Stay tuned!

Wenner Gatta Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.

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