Intervista a Giacomo Barberis: le Olimpiadi di Tokyo raccontate da chi ce le ha raccontate – 1^ Parte (a cura di Wenner Gatta)

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È stata una delle (nuove) voci che ci ha raccontato sulla piattaforma di Discovery+ i Giochi della trentaduesima olimpiadi estiva disputatisi a Tokyo, facendo parte del team floating, nonché occupandosi del doppiaggio del magazine Tokyo Today, in onda ogni giorno alle 17.00 su Eurosport: è con Giacomo Barberis che ho il piacere, oltre che, come sempre, il privilegio di chiacchierare.

Giacomo è un monferrino DOC, abitante a San Giorgio Monferrato un paesino di 1.200 abitanti ubicato sulla collina che domina Casale Monferrato.

Appassionato di sport praticamente dalla nascita (tifoso anche del Brentford: ci tiene, in proposito, a segnalarmi che il tifo nasce “non adesso che è salito in Premier League, ma da 6 anni quando ancora era in League One”), laureatosi nel 2005 in Lettere e Filosofia, indirizzo scienze della comunicazione a Siena, ha partecipato a un master di primo livello in comunicazione pubblica a Roma Tor Vergata, laddove ha conseguito il relativo diploma nel 2007.

Mi rivela che la passione per lo sport gliela ha trasmessa la nonna materna Carla, che lo svegliava da piccolo nel cuore della notte per vedere assieme a lui le regate del Moro di Venezia, i gran premi di Formula uno o le discese di Alberto Tomba in estremo oriente, una passione che poi Giacomo ha alimentato lavorando alla Gazzetta dello Sport e partecipando a vari corsi, tra i quali quello di Enrico Zambruno a Torino e il workshop di OA Sport a Dozza nel 2019.

Ed è proprio durante questo ultimo workshop (in occasione del quale si è distinto commentando le gare di biathlon) che Massimiliano Ambesi ha proposto a Giacomo di far parte del team olimpico di commentatori di Eurosport per le Olimpiadi di Tokyo 2020, tuttavia rinviati a causa della nota pandemia.

E mentre pensava che la sua posizione fosse passata in cavalleria, a Giugno 2021 Massimiliano Ambesi ha preannunciato a Giacomo la telefonata di Antonio Raimondi, il quale, come ha raccontato nella puntata #1 della seconda stagione di In Media(s) res ha sottoposto i vari talent di Discovery (tra cui anche Giacomo) a un lungo colloquio telefonico, all’esito del quale ha formalmente proposto al giovane monferrino di far parte del team olimpico di Eurosport.

Sarebbe stato folle declinare una proposta del genere, pur nella consapevolezza di dover passare le settimane successive che lo separavano dall’inizio dell’evento a studiare quanti più dettagli possibili degli atleti, delle location e di tanto altro, proprio per evitare di rimanere in silenzio durante una diretta vista da parecchie migliaia di spettatori: “Sapevo di dover spaziare su praticamente tutti gli sport. Quindi mi sono preparato studiando le location, gli italiani in gara, i favoriti, e soprattutto il modo di trasmettere le regole con semplici parole ai telespettatori che magari non seguono assiduamente lo sport. Ho poi creato un ‘database’ analogico… ovvero mi sono preparato uno schedario scritto di mio pugno con i segnalibri. Ad ogni segnalibro corrispondeva uno sport in gara. Così avevo tutto a portata di mano e nel frattempo ripassavo”.

Come anticipato, Giacomo, assieme ad Alessandro Genuzio e Andrea Gardina, faceva parte del team floating: gli chiedo cos’è, dato che non ne avevo mai sentito parlare: “Dovevamo essere costantemente pronti ad intervenire in diretta su Eurosport 1. Avevamo una cabina dedicata soltanto a noi. Noi seguivamo la regia Paneuropea che guidava le trasmissioni di Eurosport 1. Su Eurosport 1 veniva trasmessa una gara a scelta della regia di Parigi. Mentre i nostri commentatori italiani commentavano TUTTE le discipline in diretta. Loro non si curavano del canale paneuropeo, di quello ci occupavamo noi del Floating. Intervenivamo in diretta quando ‘spuntavano i riquadrini su Eurosport 1’ con i Medal Alerts (ovvero le medaglie che venivano assegnate in contemporanea a ciò che veniva trasmesso su Eurosport1) con il doppiaggio diretto e la traduzione di interviste live da Tokyo, o con ‘la continuità’ ovvero traghettavamo il telespettatore nel passaggio fra due gare diverse trasmesse su Eurosport 1”.

Non solo: Giacomo, Alessandro e Andrea dovevano anche preparare il doppiaggio e la traduzione in italiano del magazine Tokyo Today che produceva la redazione britannica di Eurosport, il tutto tra un possibile ingresso in diretta e un altro: “Durante il giorno, dalle 12.30 alle 17 ci arrivavano via email le parti da tradurre in italiano del magazine del giorno. Al termine delle gare in diretta, a partire dalle ore 17, andavamo in onda in diretta, doppiando LIVE ciò che veniva trasmesso su Eurosport. Tutto rigorosamente in diretta. Quindi, mentre stavamo collegati in cabina in attesa di venire chiamati in causa per entrare in diretta live su Eurosport, traducevamo e mettevamo in ordine i pezzi per il magazine delle 17. Un lavoro frenetico, ma veramente stimolante”.

L’emozione è ancora forte nella voce di Giacomo, al quale chiedo di rivelarmi qualche aneddoto di questa sua esperienza.

“Volentieri Wenner: ad esempio quella volta che…”

Stay tuned!

FINE 1^ PARTE

Wenner Gatta | Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”.

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