Le grafiche televisive di Premier League e Liga

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Tre delle ultime cinque puntate del 2022 di Ultra Slow Mo sono state dedicate alle grafiche: nella prima ho avuto la possibilità di riportare la chiacchierata con Davide Cortassa, che mi ha spiegato come nasce la grafica di un evento sportivo, mentre le altre due sono state riservate dapprima all’analisi di quelle che sarebbero state le grafiche di Qatar 2022 realizzate grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale, dopo di che a una disamina di ciò che abbiamo effettivamente visto nelle quattro settimane del mondiale.

Chi mi ha seguito in questi mesi, si è accorto della particolare attenzione che ripongo alle grafiche degli eventi sportivi, attenzione che mi rendo conto talvolta sfocia in una sorta di maniacalità, rivolta molto spesso al controllo di taluni dettagli non corretti, che, nel mio piccolo, cerco di segnalare, com’è avvenuto, ad esempio, per la grafica errata messa in onda dalla Lega Serie A (prima) e dalla Lega B (poi), emendata grazie, e soprattutto, alla intercessione di alcuni professionisti, che non posso che ringraziare.

Dalle grafiche, quindi, non può che ripartire Ultra Slow Mo: dalle grafiche di due (per ora) principali campionati di calcio del vecchio continente (con la promessa di fare analoghi articoli anche su quelle di altri eventi sportivi!), ossia quelle della Premier League e quelle de la Liga, sì da cogliere le eventuali analogie (poche) e le differenze (tante).


In Inghilterra, la parola d’ordine è essenzialità.

Essenzialità dei dati e delle statistiche che vengono sovraimpresse: si parte dalle formazioni delle due squadre con le immagini dei giocatori delle due squadre che vengono trasmesse con le informazioni basilari, ossia con il nome e cognome del giocatore, il numero di maglia e la bandiera della sua nazionalità di appartenenza, oltre al rispettivo posizionamento nello scacchiere tattico.

(foto da Sky)

In un primo momento vengono proiettate le formazioni di ciascheduna delle due squadre, dopo di che viene sovraimpressa una grafica in cui vengono sintetizzati gli schieramenti tattici delle due compagini con i volti non solo del 22 in campo, ma anche dei componenti delle panchine (i mezzobusti degli allenatori, invece, vengono messi in onda prima delle formazioni con alcuni top player della squadra, come si vede dalla foto copertina dell’articolo).

(foto da Sky)

I colori dominanti sono il verde e il viola, colori che vediamo anche nello scoreboard proiettato in alto sulla sinistra per tutta la durata del match (con le abbreviazioni dei nomi delle due squadre e con una piccola banda verticale del colore della maglia di ciascun team) e intorno al quale ruotano le (poche) statistiche che ci vengono offerte dalla regia inglese.

(foto da Sky)

Quando accade qualcosa di rilevante, il cronometro viene “assorbito” dalla scoreboard e da una specie di menu a tendina scendono le statistiche: non solo quelle classiche (ossia il cognome del giocatore ammonito o espulso, ovvero il numero di calci d’angolo, di tiri in porta o il possesso palla, oppure un messaggio contro il razzismo), ma anche quelle generate da Oracle Cloud grazie a un sistema di intelligenza artificiale (che, dunque, come vediamo sta diventando il fulcro per la gestione, anche, delle statistiche).

(foto da Sky)

Tre sono questi tipi di statistiche: con la prima vengono calcolate le probabilità di vincita o di pareggio di una squadra simulando il potenziale andamento del resto della partita; la seconda, invece, calcola le probabilità che la squadra in possesso del pallone segni un gol nei 10 secondi successivi (personalmente la trovo di scarsa utilità), mentre la terza e ultima (a tutta schermo) tiene traccia delle posizioni di tutti i giocatori quando la loro squadra è nel possesso del pallone.

Un altro paio di curiosità: all’inizio di ogni tempo viene sovraimpresso l’hashtag con cui i tifosi possono commentare la gara sui social (solitamente composto dalle prime tre lettere di ciascuna squadra), mentre davvero minimale lo spazio che viene attribuito alla squadra arbitrale: viene sovraimpresso solo il cognome dell’arbitro, non trovando per converso spazio gli assistenti arbitrali, il quarto ufficiale e/o i componenti della Sala VAR (a riprova della scarsa attenzione che viene dedicata dai media britannici agli arbitri, almeno nei giorni che precedono l’incontro).

(foto da Sky)

Paese che vai, usanza che trovi, recitava un vecchio proverbio.

Se in Inghilterra alla squadra arbitrale viene dedicata poca attenzione, in Spagna accade il contrario, in quanto ben due grafiche sono riservate alla squadra arbitrale che scende in campo e a quella in sala Var (un’attenzione, nella penisola iberica, simile a quella che vediamo lungo il nostro stivale, anche se da noi, la grafica è unica, forse perché nelle due nazioni che affacciano sul mare Mediterraneo l’attenzione che viene riservata agli arbitri dai media durante i giorni che precedono l’incontro è fin troppo elevata).

Non mi farei pertanto caso se in un futuro prossimo anche in Italia vedessimo alcune immagini arrivare dalla sala VAR di Lissone.

(foto da DAZN)

A differenza dell’Inghilterra, in Spagna vediamo invece all’opera (peraltro già da qualche stagione e sempre in più occasioni) grafiche tridimensionali (realizzate grazie alla collaborazione con Microsoft) che sfruttano la realtà aumentata, come quelle, ad esempio che vengono sovraimpresse sulle immagini provenienti dalla camera 1 per la descrizione delle formazioni delle due squadre, con i corpi dei giocatori che vengono proiettati nel punto in cui si andranno a collocare nel corso dell’incontro.

(foto da DAZN)

Queste grafiche tridimensionali vengono messe in onda anche durante lo svolgimento della partita (quindi su immagini live) per consentire al telepcspordipendente di comprendere l’effettivo schieramento tattico di una squadra ovvero il punto in cui con ogni probabilità verrà crossata la palla in occasione di un calcio d’angolo.

(foto da DAZN)

Per quel che concerne, invece, lo scoreboard, lo stesso è posizionato nella (classica) parte alta a sinistra dello schermo e in questo caso i colori delle maglie delle squadre vengono riprodotti sotto le tre lettere (non a fianco come invece accade oltre Manica), mentre il cronometro è in linea con lo scoreboard (e non sotto come in Inghilterra).

Un paio di curiosità sempre legate alle grafiche spagnole: l’hashtag della partita rimane in onda nella parte bassa destra dello schermo per tutta la durata della gara, mentre durante l’incontro (specie dopo una marcatura) viene sovraimpressa la grafica della classifica in tempo reale con evidenziate le posizioni delle due squadre impegnate nell’incontro ripreso (classifica che negli altri campionati vediamo solo nelle ultime giornate, quando le posizioni delle squadre cambiano più volte nei 90 minuti anche a seconda dei risultati provenienti da altri campi).

(foto da DAZN)

Infine, una curiosità legata non alle grafiche bensì al modo di trasmettere l’incontro: in diverse occasioni ho notato che il video viene diviso in due finestre: in quella a sinistra viene mantenuta la diretta della partita mentre in quella a destra vengono messi in onda una serie di replay relativi a un determinato episodio, in modo che lo spettatore possa non perdersi nemmeno un secondo della partita!

(foto da DAZN)

Un qualcosa che vedremo in futuro anche in altre competizioni?

Probabile, forse anche alle nostre latitudini, dove lo schermo viene già splittato in due per proporre qualche spazio pubblicitario durante le sostituzioni.

Stay tuned!

Wenner Gatta Avvocato e appassionato dal 1978 di ogni tipo di sport, visto, si badi bene, dalla privilegiata posizione del proprio divano di casa. Dal 2020 socio dell’associazione Nicolodiana e Salvadoriana telepcsportdipendenti. Il suo motto è: “Perché seguire solo un evento sportivo, quando se ne possono vedere tanti contemporaneamente?”. Da marzo 2021 cura settimanalmente sulle pagine di Sport In Media la rubrica “Ultra Slow Mo” dove cerca di raccontare ciò che non si vede dello sport in TV. Durante i giochi olimpici invernali di Pechino 2022 ha invece pubblicato quotidianamente sempre sulle pagine di Sport in Media la rubrica #undòujiāngdaPechino.

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