La Nuca di McKinley – La Tv senza filtri | “SkyBuffaRacconta – L’altro cammino di Santiago” (di Piero Valesio)

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È con grande piacere che do il benvenuto su Sport in Media a un giornalista di grande spessore come Piero Valesio. Piero inaugura oggi una sua rubrica dedicata al rapporto tra sport&televisione. Il nome scelto, “La nuca di McKinley”, farà sicuramente felici i fan di Fantozzi. Per chi non lo sapesse, McKinley era il mediano inglese citato più volte da Nando Martellini nella telecronaca di Inghilterra-Italia, la partitissima che Fantozzi fu costretto a non vedere, rinunciando contestualmente alla frittatona di cipolle con Peroni ghiacciata, a causa della convocazione in extremis del Professor Guidobaldo Maria Riccardelli per la proiezione del film La corazzata Kotiomkin.

Nel dettaglio (da “Il secondo tragico Fantozzi“):

Parata miracolosa del portiere inglese. Rimessa dal fondo. Palla controllata da Benetti che lancia Pulici sulla sinistra. Scatto formidabile e cannonata di Pulici che sfiora il palo! La palla è ora controllata a tre quarti di campo da Bellugi. Da Bellugi a Capello in funzione di ala destra. Saltato il mediano inglese McKinley che cerca di morderlo al limite dell’area. Tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello. Nuca ancora. Mischia paurosa! Naso! Nuca! Tibia! Nuca! Orecchio! Entra Pulici, fuori di un soffio! Scusate l’emozione, amici che state comodamente seduti davanti ai teleschermi, nessuno escluso, ma sono centosettant’anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri! La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli. […] A Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni. Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso…

Ringrazio Piero per la disponibilità. Per Sport in Media è un onore poter ospitare la rubrica – che avrà tendenzialmente cadenza settimanale – di un giornalista e critico televisivo-sportivo del suo calibro.
Buona lettura!

SKYBUFFARACCONTA – L’ALTRO CAMMINO DI SANTIAGO

Caso ha voluto che prima di assistere a “L’altro cammino di Santiago”, il più recente capitolo dell’attività di Federico Buffa (due puntate di 45’ l’una, Sky on demand e Now) dedicato alla conquista della Coppa Davis da parte dell’Italia in Cile nel ’76, mi sia imbattuto in “Santiago, Italia”; il docufilm girato tre anni fa da Nanni Moretti e incentrato sul ruolo che l’Ambasciata Italiana ebbe nel dare protezione a centinaia di persone dopo il golpe di Pinochet (visibile su RaiPlay).

La coincidenza para-junghiana ha funzionato da prologo al racconto di Buffa riproponendo in modo incredibilmente efficace, visto che sono passati 45 anni e vare ere geologiche sul piano della politica e dello sport, una domanda cui non è mai stata una risposta storicamente esaustiva: l’Italia fece bene a recarsi in Cile per giocare quel match? Fu giusto anteporre il dato sportivo a quello politico? E fu corretta la valutazione di opportunità politica?

Nelle due puntate Buffa non si addentra su questo terreno. Non ignora l’argomento, lo sfiora, ma lo lascia dietro le quinte, forse a riprova del fatto che quella domanda ha ancora un senso. Il numero 1 degli storyteller italiani in genere non disdegna di affrontare tali sfide. Stavolta ha come compiuto un mezzo passo di lato. C’è da capirlo: lo speciale (girato per interno all’interno del Circolo della Stampa Sporting di Torino: suggestive le riprese notturne nel restaurato stadio centrale, lo stesso dove Pietrangeli battè Rod Laver nel ’61) è sbarcato in video nel bel mezzo dell’orgiastica celebrazione del tennis italiano (prima le Atp Finals, poi la Davis) e non era il caso più di tanto di intaccare il clima festoso riesumando una querelle che ha turbato parecchie sensibilità. 

Ma quella domanda resta sulla brizzolata (fuori) e brillantissima (dentro) testa di Buffa come un macigno. Il quale ha scelto una narrazione forse più “parlata” di altre volte: dei protagonisti di allora si ascolta solo un breve spezzone del racconto che Paolo Bertolucci consegnò a Mario Giobbe (celebre giornalista Rai che quella vicenda forse la visse con particolare interesse visto che il padre, Mirko, direttore de “La Nazione”, nel ’44, fu licenziato in tronco per aver osato avanzare qualche dubbio sul trattamento riservato dal regime di Salò agli oppositori) per un racconto di quella vicenda contenuto su un vinile oggi introvabile. Quasi certamente perché Panatta&C. erano legati ad un accordo di esclusiva, o qualcosa di simile, a Fandango che ha curato i sei episodi de “La squadra”, la miniserie anch’essa dedicata alla Davis ’76 e che arriverà su Sky a maggio.

Sarà, ma fra i due racconti, Buffa e Moretti, nonostante lo sport sia la migliore delle madeleine proustiane, quello che ancora oggi evoca più sentimenti e passione è quello di Nanni. Sul finire del film, il regista intervista un torturatore di Pinochet oggi in prigione che gli dice: ho accettato di parlare perché mi avevano detto che sarebbe stata un’intervista “imparziale”. E Moretti gli risponde: ma io non sono imparziale. Forse perché davanti a certe pagine della storia, anche se sportive, l’imparzialità non è possibile.

Piero Valesio

PIERO VALESIO | È stato critico televisivo del quotidiano Tuttosport per oltre vent’anni. Come inviato ha seguito Olimpiadi, grandi eventi di calcio, tennis, Formula 1, Motomondiale e sport invernali. Dal 2016 al 2020 ha diretto il canale televisivo Supertennis e ha curato la comunicazione degli Internazionali d’Italia. Ha tenuto e tiene corsi di giornalismo e di comunicazione sportiva. Nel 2015 ha vinto il Premio Coni per la narrativa inedita con il racconto “Marcialonga Blues”. Ha scritto libri per grandi (“E vissero felici e lontani” con Antonella Piperno, Perrone editore) e piccini (“Cronache di Befa”, Biancoenero edizioni).
Recensisce in stile sportivo libri non sportivi per la newsletter “Lo Slalom”.

Vedi altri articoli su Federico Buffa (clicca qui)

BERTOLUCCI E SCANAGATTA A LIVE|STREAM
In uno LIVE|STREAM, Paolo Bertolucci raccontò alcuni retroscena della spedizione azzurra a Santiago del Cile.

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