Intervista a Dario Puppo (Eurosport): “Tommasi e Peterson i miei modelli. Il Biathlon, le Olimpiadi e quel “cinqueee” divenuto suoneria”

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Come regalo di Natale a tutti i lettori di SPORTinMEDIA, pubblichiamo un’intervista a Dario Puppo (Eurosport), freschissimo vincitore del “Microfono d’Oro 2019”, il contest di SPORTinMEDIA per eleggere il miglior telecronista sportivo dell’anno.

Dario, complimenti, hai vinto per dispersione il Microfono d’oro di Sport in Media, il premio per il “Miglior Telecronista sportivo” del 2019. Primo pensiero? Intanto grazie e complimenti a voi di Sport in Media per aver avuto questa simpatica idea, cascata per me nell’anno giusto! La cosa che più mi fa piacere è che a vincere indirettamente sia uno sport come il biathlon. Anche questo è un modo per farlo conoscere ancora di più.

Hai ricevuto tantissimi voti in tutte le fasi del contest. Molti appassionati di biathlon (e non solo) si sono mobilitati per portarti alla vittoria. Una grande dimostrazione d’affetto e di stima, non credi? Senza dubbio. Tra i colleghi che avete selezionato per il contest ci sono veri mostri sacri del microfono, rispetto ai quali faccio fatica a pensare di aver meritato più preferenze. I tanti appassionati che ci seguono su Eurosport, soprattutto del gruppo Biathlon Italia, mi hanno fatto una bella sorpresa di Natale anticipata.

In molti, nel commentare il proprio voto, hanno sottolineato che si sono avvicinati e appassionati al biathlon (lo sport per cui sei più conosciuto, ma non l’unico che commenti) grazie alle tue telecronache (in compagnia di Massimiliano Ambesi). Non pensi di meritare un premio anche dalla FISI? Il premio andrebbe a chi ha fatto del biathlon uno dei più intriganti passatempi dell’inverno sportivo. È come una serie TV, che ti prende e ti sorprende sempre. Il grazie vero va agli atleti e ai tecnici italiani che sono riusciti a ottenere in questi anni risultati forse anche al di sopra di quello che loro stessi potessero immaginare. E comunque un premio me lo avete già dato voi.

L’intesa e il rapporto con Max Ambesi hanno certamente contribuito alla vittoria. Qual è il tuo rapporto con Max e quali sono secondo te i punti di forza della vostra coppia? La nostra forza è che siamo diversi, come carattere, tipo di formazione. Capita di guardare le cose da prospettive diverse, di non essere d’accordo. E a volte è proprio quello il bello, anche in telecronaca. Il contrasto di stile funziona. Quando c’è un poligono importante io mi faccio prendere dall’entusiasmo e lui intanto sintetizza in cifre e parole l’essenza del momento. Come in ogni rapporto che dura da tempo può capitare di litigare. Ma il piacere di fare le cose insieme a lui supera ogni piccola divergenza. Sono stato io a chiedere, più di 15 anni fa, che mi affiancasse in diretta, ed è stata una delle scelte migliori della mia vita professionale.

Ci puoi raccontare un aneddoto di questi anni di telecronache in compagnia di Max? Mi ricordo quando in occasione della sprint di Asiago del Tour de Ski 2008, un giovane Petter Northug arrivò quasi alle mani con Giorgi Di Centa dopo l’arrivo della batteria di semifinale. Ambesi, con la sua proverbiale pacatezza, prese le difese del norge e io invece mi schierai dalla parte del due volte campione olimpico azzurro. A loro la Fis diede a entrambi il cartellino giallo mentre noi eravamo a rischio bollino rosso.

Il Microfono d’oro 2019 è legato anche a quella indimenticabile telecronaca nella vittoria di Dominik Windisch ai Mondiali di Östersund. I tuoi “cinqueeee”, “pazzescooo” sono ormai iconici. Quando hai capito che quella telecronaca era entrata nella storia della TV sportiva? C’è un retroscena o un aneddoto legato ai momenti/giorni successivi? Un messaggio che ti ha fatto particolarmente piacere? Mi ricordo quando il nostro responsabile ci ha preannunciato che il video rischiava di andare su Striscia la Notizia, tra “I nuovi Mostri”. Cosa che poi è successa. Non so se sia vero ma in diversi mi hanno scritto di aver usato il mio “5” come sveglia del telefono o suoneria. C’è chi mi ha detto che per tirarsi su di morale riveda il video e senta ancora le stesse emozioni. Pare che lo abbia visto diverse volte anche Jannik Sinner, grande appassionato di biathlon e di sport invernali.

Facendo un passo indietro, in che anno hai iniziato a seguire il biathlon? Quali sono state le prime discipline sportive in cui ti sei cimentato in telecronaca?Il biathlon ho iniziato a commentarlo 20 anni fa, in occasione dei Mondiali di Kontiolahti nel 1999. La prima telecronaca è stata una 15 km classica femminile di Davos qualche mese prima. Poi mi sono cimentato col pugilato, sport che ho imparato ad amare grazie a mio nonno Renato.

La telecronaca più emozionante (Windisch a parte) e quella più difficile in carriera? La più difficile fu la prima riunione che ho commentato da bordo ring. Era il 2003 a Bormio quando nel sottoclou del match tra il campione olimpico Giovanni Parisi e lo spagnolo Pena Lopez, Antonio Perugino pur vincendo il suo match (durissimo) ai punti con l’argentino Acuna, rischiò di perdere la vita finendo in coma. Una delle più emozionanti mi capitò sempre a Bormio due anni dopo ma ai Mondiali di sci quando nella discesa della combinata Bode Miller perse quasi subito uno sci e rimase su di una gamba sola sulla Stelvio per oltre 1 minuto e mezzo. Mi vengono in mente anche l’oro di Igor Cassina alla sbarra ad Atene 2004, la finale olimpica maschile 2018 di curling tra USA e Svezia e il decimo round di Corrales vs Castillo.

Nel passato, hai avuto dei maestri o dei punti di riferimento?Se devo fare un nome tra i commentatori che ho sempre apprezzato dico Rino Tommasi. E quindi non posso non citare anche Gianni Clerici. Sono cresciuto con loro e Dan Peterson. Sono un tifoso dei Lakers da sempre

Qual è stata la telecronaca sportiva che ti ha maggiormente emozionato da telespettatore? Hagler vs Mugabi. Non ho mai più sentito Tommasi così preso da un match. Ci è andato vicino con la finale di Wimbledon 2008.

Chi sono, attualmente, i telecronisti preferiti di Dario Puppo? In generale trovo che le voci del basket siano mediamente tra le più preparate e gradevoli da ascoltare. Oltre che amico, sono grande estimatore di Jacopo Lo Monaco e Federico Ferrero. Pound for pound la prima voce più competente è quella del pattinaggio artistico proprio con Massimiliano Ambesi.

Com’è suddivisa la tua annata di telecronache? Da novembre ad aprile biathlon e curling. Da questa stagione si è aggiunto il podcast Poligono 360 con Ambesi su Eurosport dedicato a tutte le discipline invernali. Maggio e giugno il Roland Garros a settembre lo Us Open e nel 2020 ci saranno le Olimpiadi estive tra luglio e agosto. A ottobre ho avuto il grande piacere di seguire gli Europei di Taekwondo (per Sky).

A febbraio ci saranno i Mondiali di Biathlon ad Anterselva. Li seguirai sul posto o da studio? Stai già preparando qualcosa o, come per la telecronaca di Windisch, ti farai trasportare dalle emozioni live? Non sono uno che si scrive le battute già pronte. Preferisco seguire il flusso. Per quanto riguarda i Mondiali sarebbe stato bello seguirli dal posto come è successo nel 2007 ma sarà lo stesso emozionante seguirli da Cologno Monzese.

Quali discipline commenterai a Tokyo 2020? Dopo 8 edizioni dei Giochi con cuffie e microfono, equamente divise tra estive e invernali, in cui in passato ho commentato soprattutto ginnastica, canoa e pugilato, sono a disposizione del mister.

Un’ultima cosa. Se dovessi scegliere un solo nome, chi sarà, tra questi, il/la protagonista principale di questo 2020 per lo sport azzurro (Olimpiadi escluse): Berrettini, Sinner, Wierer, Vittozzi?Siete cattivi. Si può chiedere lo switch? Mi verrebbe da dire Wierer, visto che ha il Mondiale letteralmente in casa e gli altri sono più giovani e avranno tante occasioni buone. Però per non far torto a nessuno mi prendo l’opzione numero 5. Ovviamente Dominik Windisch!

Grazie e ancora complimenti Dario!

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