Intervista del Corsera ad Alessandra De Stefano (direttore Rai Sport): bene, ma restano aperte diverse questioni (10 domande)

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Questa mattina è uscita un’intervista di Marco Bonarrigo (Corriere della Sera) ad Alessandra De Stefano, da pochi mesi direttore di Rai Sport.

Dopo la pubblicazione dell’intervista sui canali social di Sport in Media, ho letto diversi commenti a riguardo, per la maggior parte positivi. Questi, in sintesi, i miei pensieri e le domande che dal mo punto di vista restano aperte in ambito Rai Sport.

-Gran parte dell’intervista è incentrata sul racconto giornalistico, sul merito, sul ricambio generazionale e sul ruolo della donna nel giornalismo (sportivo).

-Diversi aspetti e princìpi sono ampiamente condivisibili.

-Bene che la direttrice abbia chiarito la questione Bragagna (poi uno può anche preferire Di Bella a Bragagna, ma era giusto, come richiesto anche da Sport in Media, che la vicenda venisse approfondita pubblicamente).

-Detto ciò, gran parte delle problematiche di RaiSport, emerse plasticamente nello scorso weekend, sono rimaste sullo sfondo.
Chiariamo a scanso di equivoci: alcune di queste difficoltà non sono di stretta competenza di De Stefano, ma incidono in modo diretto o indiretto sul suo lavoro e su quello della redazione sportiva.
E Sport in Media ritiene che la Rai svolga e possa svolgere anche in futuro un ruolo determinante per la visibilità, la promozione e la diffusione dello sport in Italia.

Ecco quindi le 10 domande:

  1. Questione filosofica ma tremendamente pratica: cos’è lo sport per la Rai? È strategico o meno a livello di programmazione, generalista e tematica?
  2. Nei prossimi anni l’azienda investirà sui diritti video-televisivi sportivi?
  3. L’azienda punterà sui diritti di alcune discipline in grande crescita (vedi tennis, atletica) e sui diritti di quelle presenti a Milano-Cortina 2026?
  4. Sport sui canali generalisti: perché così poco e così sacrificato? Uno dei tre canali generalisti non potrebbe diventare “casa degli eventi sportivi più importanti”, senza limitazioni legate a palinsesti e a rubriche intoccabili?
  5. Quale sarà il futuro dei canali tematici televisivi e come saranno gestiti/suddivisi (attualmente ve ne sono due, ma dopo lo switch-off il canale 57 in SD è finito al 146 ed è la fotocopia del 58 in HD)?
  6. Che senso hanno gli attuali canali Rai Sport Web, fuori da Rai Play (fiore all’occhiello Rai) e difficilmente trovabili?
  7. Come sarà sfruttato lo streaming di eventi sportivi?
  8. Quale ruolo avranno i social in tutto questo?
  9. Quale ruolo sarà riservato allo straordinario archivio storico della Rai in chiave sportiva? I filmati storici fungeranno da “riempitivi” o avranno un loro format?
  10. È ipotizzabile qualche format in stile Sfide o comunque in cui viene valorizzata la narrazione sportiva, come fatto ampiamente da Sky (Buffa, Marani, Porrà, Di Canio)?

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