Giro d’Italia 2019 sulla Rai, tra retroscena e malumori

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Foto ANSA/Percossi

Come ampiamente previsto, il Giro d’Italia 2019 sarà trasmesso dalla Rai, con Rai 2 che diventerà il canale di riferimento. Una soluzione inevitabile stando al disinteresse per i diritti della Corsa Rosa da parte delle altre TV in chiaro. Forte di questo monopolio, il direttore acquisizione diritti della Rai, Francesco Forleo, è riuscito a a chiudere l’accordo con Rcs – organizzatrice della Corsa Rosa – a una cifra molto inferiore rispetto alle aspettative di Urbano Cairo.

Sull’ottimo sito di Gianluca Vacchio – lospecialista.tv -, sempre estremamente informato sulle questioni di Viale Mazzini, si apprendono alcuni retroscena su trattativa e scelte.

I diritti tv in chiaro della competizione (con l’aggiunta del Giro di Lombardia e della Milano-Sanremo) sarebbero costati invece circa 20 milioni di euro (qualcuno dice un pochino di più) per il biennio 2019-2020. Viale Mazzini ha pagato 25 milioni i diritti TV del biennio 2017-18. Il biennio 2015-16 era costato in totale 16 milioni. “Perché – si è chiesto scherzando Cairo – l’hanno pagato così poco. Bravissimo Pier Francesco Forleo (direttore diritti tv Rai, ndr), negoziatore incredibile, mi ha fatto andare in analisi Paolo Bellino (ad di Rcs, ndr).

(da lospecialista.tv)

TELECRONISTI GIRO D’ITALIA 2019 – Il direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, al centro delle critiche social degli appassionati di ciclismo per la scelta di rinunciare alla storica coppia di telecronisti formata da Francesco Pancani e Silvio Martinello, ha confermato la squadra di commentatori per il Giro d’Italia 2019 che partrà l’11 maggio da Bologna e si concluderà il 2 giugno a Verona.

La telecronaca sarà di Andrea De Luca – ha annunciato Bulbarelli – con Alessandro Petacchi al suo fianco e una terza voce, uno dei più grandi scrittori, Fabio Genovesi. Dalle moto, invece, Francesco Pancani e Marco Saligari”. E infine “un nuovo conduttore al ‘Processo alla tappa’: con grande piacere il sì di Marco Franzelli, che si occupava di ciclismo negli anni 80’, ha deciso di mettersi in gioco, lo ringrazio”.
Eppure a loSpecialista.tv non risulta che Franzelli – che ha rifiutato la poltrona di vicedirettore di RaiSport – abbia manifestato tutta questa gioa per l’incarico. E qualche mugugno ci sarebbe anche dalle parti di Freccero (sembra abbia sbottato stamane all’annuncio di Franzelli alla guida de “Il processo alla tappa”). Non fila tutto liscio, poi, anche dalle parti del vicedirettore di RaiSport Alessandra De Stefano: sembra che proprio in queste ore abbia rinunciato a seguire il Giro d’Italia.

(da lospecialista.tv)

Stando alle indiscrezioni di Vacchio, quindi, le mosse di Bulbarelli – che su Twitter non lesina i like ai post di Matteo Salvini – hanno creato parecchio scompiglio nella redazione di Rai Sport. Affidare la telecronaca al duo De Luca-Petacchi, ad esempio, rappresenta un grosso rischio, con molti appassionati che potrebbero preferire il commento, decisamente più vibrante, di Luca Gregorio e Riccardo Magrini su Eurosport. Non aver confermato, senza una spiegazione ufficiale Silvio Martinello – recuperato in extremis da Radio Rai – è un altro motivo di perplessità. Così come aver retrocesso in moto Francesco Pancani. Insomma, dopo gli esperimenti delle Classiche, con la rotazione di telecronisti e commentatori, il Giro d’Italia sarà un test fondamentale per la direzione Bulbarelli.

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