Corsi&Ricorsi | Il debutto di DAZN nell’agosto 2018 (dal libro “Decoder”)

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Stavo rimettendo mano al libro “Decoder. Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia” (aggiornamenti: a settembre uscirà l’edizione aggiornata post-Giochi di Tokyo2020 e debutto della Serie A quasi esclusivamente via streaming e, con date ancora da definire, ci dovrebbe essere la possibilità di organizzare delle presentazioni in presenza) quando mi sono imbattuto nel capitolo 14, quello dedicato all’ingresso degli OTT nel mondo video-televisivo e di DAZN in particolare. Senza farla troppo lunga, non mi ricordavo i dettagli relativi al debutto della stessa DAZN in Italia, avvenuto nell’agosto 2018. Ecco, se non avessi citato la data, rileggendo questo paragrafo del libro, stareste pensando di leggere un articolo uscito nel corso di questa settimana (agosto 2021).

CAPITOLO 14.4 DAZN ITALIA

L’esordio assoluto di DAZN avviene sabato 4 agosto 2018 con la diretta di PSG-Monaco, Supercoppa di Francia (4-0 e debutto di Gianluigi Buffon con i parigini), commentata da Andrea Calogero.
Il 18 e 19 agosto 2018, invece, sono in programma le prime partite di Serie A della storia trasmesse esclusivamente via streaming: Lazio-Napoli (1-2), con il commento di Pierluigi Pardo e Mauro German Camoranesi, Sassuolo-Inter (1-0) con Stefano Borghi e Roberto Cravero e Parma-Udinese (2-2) con Ricky Buscaglia e Francesco Guidolin. Le attenzioni principali, però, sono concentrate sull’esordio dell’Olimpico e DAZN non si presenta al meglio, anzi: “L’esordio di DAZN con la serie A è da dimenticare. Su Twitter i tifosi di Lazio e Napoli si sono sbizzarriti negli insulti più fantasiosi alla piattaforma streaming” (vedi articolo di Agi.it). Il giorno dopo in Sassuolo-Inter le cose vanno un po’ meglio, ma i problemi da risolvere sono molti. Sul Corriere.it del 20 agosto viene fatto un primo bilancio della prime partite della storia trasmesse esclusivamente via streaming: “Chi si è «accontentato» di tifare davanti al monitor di un computer, oppure sforzando gli occhi con tablet e smartphone, ha potuto vedere il match in modo decoroso, anche se l’alta definizione (alla quale ormai siamo abituati) è un’altra cosa. Con i propri tempi, però: rispetto alla visione su Tv smart, la partita era in ritardo di circa un minuto, perché sincronizzare lo streaming è impossibile (…). Un lusso però rispetto al debutto di sabato, uno «streaming test» su scala nazionale per la banda larga del nostro Paese che, purtroppo, è stato in gran parte un esperimento fallito. Colpa non solo di Dazn, sia chiaro — anche se secondo molti avrebbe dovuto fare di più in sede di upload — ma pure dello stato della banda larga in Italia. Sabato non si è salvato neanche chi pensava di essere a cavallo perché dotato di una connessione in fibra a 1 Gigabit. (…) Microscatti, squadrettamenti, mancanza di fluidità, buchi neri compensati dalla voce di Pierluigi Pardo che rimpiazzava la telecronaca con la radiocronaca. E, tra il 60’ e il 70’, l’esperienza surreale del viaggio nel tempo: immagine che saltava da un minuto all’altro per ritornare di nuovo sempre, inesorabilmente, al 61’”. Insomma, tanti problemi tecnici, proteste degli utenti e apertura di un dibattito nazionale sullo stato della Rete Internet nazionale (potere del calcio…). Fioccano i paragoni, impropri, con Netflix, il cui servizio, nonostante una Rete nazionale piena di problemi, ha mantenuto sempre uno standard soddisfacente. La differenza sostanziale, però, è che DAZN trasmette eventi in diretta e non pre-caricati, con inoltre picchi di collegamenti sensibilmente più elevati rispetto a quelli di Netflix. Il problema per DAZN è che con il biglietto da visita si è trasformato immediatamente in un’etichetta negativa, difficile da togliere. In assoluto, emerge un’altra questione. Ben sapendo i problemi infrastrutturali della Rete Internet nazionale, affidare in esclusiva tre partite di Serie A a una piattaforma streaming, è sembrato un azzardo, un’evoluzione tecnologica troppo affrettata per il mercato italiano. E ciò da tutti i punti di vista: tecnico, infrastrutturale, di esperienza e conoscenza dello streaming da parte dei telespettatori. In un contesto del genere sarebbe stato necessario un passaggio più graduale verso i sistemi OTT, prevedendo almeno nella prima fase una complementarietà con le altre tecnologie di trasmissione. In realtà, una soluzione ci sarebbe già, visto che per bar e locali pubblici DAZN ha attivato un canale satellitare ad hoc. Almeno per il primo anno, però, questa via non viene seguita.
Nelle successive partite della Serie A 2018-19, comunque, la qualità dello streaming di DAZN migliora e la visione delle partite diventa più fluida.

[…]

Vi ricorda qualcosa? Ad esempio, quanto successo nel primo weekend trasmesso quasi esclusivamente in streaming nella storia della Serie A, con relativi commenti sui social?

Per altri estratti di “Decoder. Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia” o per maggiori informazioni sullo stesso:

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