I media sportivi italiani: tanto storytelling, poche inchieste

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Oggi abbiamo letto due articoli su temi diversi, ma accomunati da considerazioni estremamente interessanti, oltre che condivisibili, sul mondo del giornalismo sportivo. Stiamo parlando dell’editoriale di Roberto Beccantini sulla Gazzetta dello Sport e del pezzo di approfondimento di Stefano Olivari sul bilancio in rosso del Milan, pubblicato su Indiscreto.

L’ASSENZA DEL GIORNALISMO SPORTIVO D’INCHIESTA

Il Beck, dopo la sua ospitata al Festival dello Sport di Trento, nel pezzo dal titolo “Il ruolo del giornalismo e il Festival di Trento” si è soffermato sul rapporto giornali-lettori e ha utilizzato una metafora molto suggestiva per sottolineare le gravi carenze del giornalismo sportivo italiano a livello di inchieste e di approfondimenti. Negli ultimi anni si è sviluppato molto il filone del racconto o, come fa figo dire, storytelling – a volte eccessivamente mieloso col suo nostalgismo-, mentre è mancato quasi completamente l’esercizio della funzione di contropotere, di “cane da guardia” delle storture sportive. Ecco un paio di passaggi di Beccantini:

Gli inviati viaggiano meno di prima, la notizia è diventata un lusso e anche per questo il raccontar storie ha occupato e decorato il panorama, a discapito delle inchieste. Con Federico Buffa abbiamo trovato il Marco Paolini dello sport, ci manca ancora una Milena Gabanelli.

Roberto Beccantini – La Gazzetta dello Sport

Un’amara verità e un’atavica incapacità del giornalismo sprotivo italiano di indagare e approfondire le tematiche più scottanti. In questa sede citiamo Eugenio Capodacqua (che ora si gode la meritata pensione) di Repubblica, in prima fila sul fronte doping, Marco Bonarrigo del Corriere della Sera, sempre su doping – anche tecnologico – e “incongruenze” del sistema sportivo e infine Pippo Russo, giornalista che si occupa da anni (tra le varie cose) di “doping finanziario” e magheggi dei club calcistici.

L’INDIPENDENZA DEI MEDIA SPORTIVI

Altro tema molto delicato è quello relativo all’indipendenza ed equidistanza dei media sportivi. Un argomento talmente vasto che richiederebbe un vero e proprio speciale. Ultimamente su Sport in Media abbiamo spesso sottolineato i toni enfatici nel trattare le vicende del Torino e del suo presidente Cairo da parte di Gazzetta e Corsera (incidentalmente di proprietà dello stesso Cairo). Oggi Stefano Olivari, ideatore e direttore di Indiscreto, nell’articolo sul Milan ha affrontato en passant un problema molto serio, che riguarda equidistanza e terzietà dei media sportivi. Nel caso specifico, le pay-TV si trovano nel doppio – scomodo – ruolo di finanziatrici del prodotto Serie A e quindi dei club (senza i soldi dei diritti TV molte società non potrebbero nemmeno iscriversi al campionato) e di media sportivi che devono giudicare giocatori, allenatori e squadre.


“Mentre è più chiaro il rapporto fra pay-tv e grandi club, con le prime che tengono in vita i secondi e viceversa. Con evidenti effetti su telecronache e commenti”

Stefano Olivari – Indiscreto

Puntualissimo, ecco un esempio fresco fresco alla voce “edulcorare”…

A sinistra le parole di De Laurentiis su Mertens e Callejon, riportate da Sky. A destra, la versione di Eurosport.

Inchieste e indipendenza dei media sportivi: due facce della stessa medaglia, due temi su cui Sport in Media tornerà molto presto.

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